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Bagheria

Di

Editore: Rizzoli

3.5
(1238)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 176 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Croato

Isbn-10: 8817664766 | Isbn-13: 9788817664769 | Data di pubblicazione:  | Edizione 17

Disponibile anche come: Tascabile economico , Copertina rigida , Altri , eBook

Genere: Biography , Fiction & Literature , Travel

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Descrizione del libro
Un lungo racconto autobiografico che ritrae, con affetto e partecipazione, la Sicilia, la cittadina di Bagheria, l'atmosfera in cui la Maraini approda da bambina dopo due durissimi anni di prigionia in un campo di concentramento giapponese. Dai ricordi, dai sapori, dagli odori, emerge tutto un mondo fatto di affetti profondi, di scoperte del sesso, della natura e poi la mafia, lo scempio edilizio, l'arroganza di una società che sconvolge.
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  • 3

    <<Il nome Bagheria pare che venga da "Bab El gherib" che in arabo significa porta del vento. Altri dicono invece che Bagheria provenga dalla parola "Bahariah" che vuol dire marina. Io preferisco pensarla come porta del vento>>.

    ha scritto il 

  • 2

    Una Maraini autobiografica

    Lettura piacevole, soprattutto la prima parte. Interessante la ricostruzione mnemonica di Bagheria, nel recupero dei ricordi di infanzia dal periodo nel campo di concentramento giapponese al successivo rientro a Bagheria. Ricordi affamati, assolati, dettagliati e appassionati.
    La seconda pa ...continua

    Lettura piacevole, soprattutto la prima parte. Interessante la ricostruzione mnemonica di Bagheria, nel recupero dei ricordi di infanzia dal periodo nel campo di concentramento giapponese al successivo rientro a Bagheria. Ricordi affamati, assolati, dettagliati e appassionati.
    La seconda parte, a mio avviso, è un po' tanto costruita sull'aggregazione di citazioni di altri libri fine ottocento e risulta un po' pedante e che penalizza la struttura del "romanzo" che diviene poco omogenea e quasi un documentario storico di Bagheria.
    Emergono emozioni private e personali, che stridono non poco con l'architettura storico-descrittiva della narrazione e che possono essere percepite in chi legge talvolta come faziose, se non fastidiose. Il lettore ha l'impressione che l'aspra critica alla famiglia - che traspare in parecchi punti, eccetto per la figura del padre e forse anche per la madre - voglia "ridimensionare" il suo provenire da una famiglia "di nobile casata". Di fatto si percepiscono fortemente le origini non certo proletarie dell'autrice, è inutile negarlo, come si legge dalle note biografiche in Wikipedia: "Primogenita dello scrittore ed etnologo toscano di origini ticinesi Fosco Maraini e della principessa siciliana e pittrice Topazia Alliata, appartenente all'antico casato siciliano di origini pisane degli Alliata di Salaparuta."
    E' un libro che comunque si legge bene.

    ha scritto il 

  • 4

    E’ un bellissimo amarcord : i ricordi di bambina che ha vissuto esperienze più grandi di lei ma anche i profumi intensi della sua terra e il riappropriarsi della propria storia: quella storia che scientemente lei aveva per lungo tempo allontanato e seppellito. Non una trama lineare ma salti te ...continua

    E’ un bellissimo amarcord : i ricordi di bambina che ha vissuto esperienze più grandi di lei ma anche i profumi intensi della sua terra e il riappropriarsi della propria storia: quella storia che scientemente lei aveva per lungo tempo allontanato e seppellito. Non una trama lineare ma salti temporali e flash back tra passato e presente. Ma la visione del presente non cancella il ricordo, se mai fa sentire il rimpianto di quello che avrebbe potuto essere e che magari non è stato. Rabbia, no, non emerge dal racconto a vedere, per esempio, lo scempio che gli uomini hanno fatto di quelle meravigliose residenze e di quei rigogliosi giardini, ma una punta di amarezza emerge a tratti da quei chiaroscuri, quei salti, quelle illuminazioni di cui la Maraini è maestra!!! Con leggerezza la scrittrice sa far emergere proprio quella cultura della violenza che investe la mentalità e tutti i livelli della società, famiglie comprese!!

    ha scritto il 

  • 4

    Libro autobiografico molto intenso della Maraini,che qui dimostra maturità nella scrittura,sapienza narrativa e soprattutto una dolcezza nel ricordo che cattura immediatamente il lettore,facendolo innamorare di questo piccolo grande libro.

    ha scritto il 

  • 5

    E' un libro che ho letto più volte e le emozioni provate la prima volta si sono rinnovate con la rilettura. La storia si articola tra i ricordi infantili dell'autrice, con figure ed aspetti ben delineati che si staccano, a volte, dal racconto e i ritratti dettagliati della città, manifestazioni e ...continua

    E' un libro che ho letto più volte e le emozioni provate la prima volta si sono rinnovate con la rilettura. La storia si articola tra i ricordi infantili dell'autrice, con figure ed aspetti ben delineati che si staccano, a volte, dal racconto e i ritratti dettagliati della città, manifestazioni esteriori che suscitano sensazioni di soavità, di grazia, di condizioni spirituali felici o desiderabili, sembra quasi di partecipare ed esservi dentro. Mi è piaciuto il raccontare delle proprie radici, attraverso immagini, persone e particolari di ville e palazzi antichi allo sfascio e di una Bagheria distrutta.

    ha scritto il 

  • 3

    così così

    Ben scritto, fortemente autobiografico, non riesce a coinvolgere nemmeno una siciliana nonostante dentro ritrovi affetto per la terra natia, profumi e suoni di Sicilia, femminilità e femminismo, bellezze architettoniche. Non mancano le denunce: scempi edilizi e mafia.
    Si legge ma non trasci ...continua

    Ben scritto, fortemente autobiografico, non riesce a coinvolgere nemmeno una siciliana nonostante dentro ritrovi affetto per la terra natia, profumi e suoni di Sicilia, femminilità e femminismo, bellezze architettoniche. Non mancano le denunce: scempi edilizi e mafia.
    Si legge ma non trascina:è frammentato.

    ha scritto il 

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