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Bagheria

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3.5
(1250)

Language:Hrvatski | Number of Pages: | Format: Others | In other languages: (other languages) Italian , English , German

Isbn-10: 9532201599 | Isbn-13: 9789532201598 | Publish date: 

Category: Biography , Fiction & Literature , Travel

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Book Description
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  • 1

    Dopo averla visitata (1996) in tutto il suo orrendo scempio edilizio, mi decisi a leggere questo libro. Altrettanto osceno.
    La Maraini scrive con uno stile affastellato, dove gli aggettivi si accavall ...continue

    Dopo averla visitata (1996) in tutto il suo orrendo scempio edilizio, mi decisi a leggere questo libro. Altrettanto osceno.
    La Maraini scrive con uno stile affastellato, dove gli aggettivi si accavallano senza ritmo per costruire un fittizio sentimento sottolineato dalle parole (stupore, dolore, gioia, rimpianto) più che dalla narrazione..
    A un certo punto le pagine mi sono apparse oscene: saltella di qua e di là, tra trionfi di gola, il suo amore per il padre e lo scempio per il suo paese. Lascia cadere qui un accenno volgare a Moravia, là un ricordo para-pedofilo. E prosegue con questo stile esibizionistico, per ottenere gli applausi dei lettori e della critica. Un racconto superficiale dove si mischiano ricordi e presente, con un autocompiacimento patetico per il proprio albero genealogico, come se dai suoi avi (nonna cilena e nonna inglese) dovesse discendere per forza una persona interessante, cioè lei.

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  • 3

    Perfetto dopo aver letto "La nave per Kobe", in quanto è la naturale prosecuzione dell'autobiografia iniziata dall'autrice con la sua esperienza giapponese. Qui si racconta del ritorno in Italia e del ...continue

    Perfetto dopo aver letto "La nave per Kobe", in quanto è la naturale prosecuzione dell'autobiografia iniziata dall'autrice con la sua esperienza giapponese. Qui si racconta del ritorno in Italia e del primo incontro con la Sicilia, terra amata e odiata ad un tempo, inutilmente rifiutata e poi accolta come parte inscindibile delle proprie radici. Descrizioni di luoghi e personaggi fanno rivivere un tempo che appartiene al passato e ai ricordi. Manca solo una maggiore ampiezza e approfondimento che l'argomento sicuramente meritava. A meno che non si consideri questo libro come una premessa di quello dedicato all'antenata Marianna Ucria

    said on 

  • 3

    < ...continue

    <<Il nome Bagheria pare che venga da "Bab El gherib" che in arabo significa porta del vento. Altri dicono invece che Bagheria provenga dalla parola "Bahariah" che vuol dire marina. Io preferisco pensarla come porta del vento>>.

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  • 2

    Una Maraini autobiografica

    Lettura piacevole, soprattutto la prima parte. Interessante la ricostruzione mnemonica di Bagheria, nel recupero dei ricordi di infanzia dal periodo nel campo di concentramento giapponese al successiv ...continue

    Lettura piacevole, soprattutto la prima parte. Interessante la ricostruzione mnemonica di Bagheria, nel recupero dei ricordi di infanzia dal periodo nel campo di concentramento giapponese al successivo rientro a Bagheria. Ricordi affamati, assolati, dettagliati e appassionati.
    La seconda parte, a mio avviso, è un po' tanto costruita sull'aggregazione di citazioni di altri libri fine ottocento e risulta un po' pedante e che penalizza la struttura del "romanzo" che diviene poco omogenea e quasi un documentario storico di Bagheria.
    Emergono emozioni private e personali, che stridono non poco con l'architettura storico-descrittiva della narrazione e che possono essere percepite in chi legge talvolta come faziose, se non fastidiose. Il lettore ha l'impressione che l'aspra critica alla famiglia - che traspare in parecchi punti, eccetto per la figura del padre e forse anche per la madre - voglia "ridimensionare" il suo provenire da una famiglia "di nobile casata". Di fatto si percepiscono fortemente le origini non certo proletarie dell'autrice, è inutile negarlo, come si legge dalle note biografiche in Wikipedia: "Primogenita dello scrittore ed etnologo toscano di origini ticinesi Fosco Maraini e della principessa siciliana e pittrice Topazia Alliata, appartenente all'antico casato siciliano di origini pisane degli Alliata di Salaparuta."
    E' un libro che comunque si legge bene.

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  • 4

    E’ un bellissimo amarcord : i ricordi di bambina che ha vissuto esperienze più grandi di lei ma anche i profumi intensi della sua terra e il riappropriarsi della propria storia: quella storia che s ...continue

    E’ un bellissimo amarcord : i ricordi di bambina che ha vissuto esperienze più grandi di lei ma anche i profumi intensi della sua terra e il riappropriarsi della propria storia: quella storia che scientemente lei aveva per lungo tempo allontanato e seppellito. Non una trama lineare ma salti temporali e flash back tra passato e presente. Ma la visione del presente non cancella il ricordo, se mai fa sentire il rimpianto di quello che avrebbe potuto essere e che magari non è stato. Rabbia, no, non emerge dal racconto a vedere, per esempio, lo scempio che gli uomini hanno fatto di quelle meravigliose residenze e di quei rigogliosi giardini, ma una punta di amarezza emerge a tratti da quei chiaroscuri, quei salti, quelle illuminazioni di cui la Maraini è maestra!!! Con leggerezza la scrittrice sa far emergere proprio quella cultura della violenza che investe la mentalità e tutti i livelli della società, famiglie comprese!!

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  • 4

    Libro autobiografico molto intenso della Maraini,che qui dimostra maturità nella scrittura,sapienza narrativa e soprattutto una dolcezza nel ricordo che cattura immediatamente il lettore,facendolo inn ...continue

    Libro autobiografico molto intenso della Maraini,che qui dimostra maturità nella scrittura,sapienza narrativa e soprattutto una dolcezza nel ricordo che cattura immediatamente il lettore,facendolo innamorare di questo piccolo grande libro.

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  • 5

    E' un libro che ho letto più volte e le emozioni provate la prima volta si sono rinnovate con la rilettura. La storia si articola tra i ricordi infantili dell'autrice, con figure ed aspetti ben deline ...continue

    E' un libro che ho letto più volte e le emozioni provate la prima volta si sono rinnovate con la rilettura. La storia si articola tra i ricordi infantili dell'autrice, con figure ed aspetti ben delineati che si staccano, a volte, dal racconto e i ritratti dettagliati della città, manifestazioni esteriori che suscitano sensazioni di soavità, di grazia, di condizioni spirituali felici o desiderabili, sembra quasi di partecipare ed esservi dentro. Mi è piaciuto il raccontare delle proprie radici, attraverso immagini, persone e particolari di ville e palazzi antichi allo sfascio e di una Bagheria distrutta.

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