Serbi, croati e bosgnacchi insieme come acido nitrico, acido solforico e glicerina, in una Sarajevo che tenta di rialzarsi, come un pugile mandato al tappeto già troppe volte.
Cedomir e Karel sono due vecchi criminali che vorrebbero soltanto man Continue
Serbi, croati e bosgnacchi insieme come acido nitrico, acido solforico e glicerina, in una Sarajevo che tenta di rialzarsi, come un pugile mandato al tappeto già troppe volte.
Cedomir e Karel sono due vecchi criminali che vorrebbero soltanto mantenere il potere, qualcuno però ha deciso per loro un altro destino. Emir e Lovro sono due giovani poliziotti che finiscono in una storia criminale grossa e dai contorni poco chiari: un lavoro da cui sarebbero rimasti volentieri fuori. Intanto, un segretario cerca di tirare le somme, ma fa male i conti; tre killer gemelli e del tutto folli seminano morte; una donna spietata e sadica uccide per raccogliere vendetta. E dietro tutti, un'ombra che potrebbe essere chiunque aspetta con pazienza...
Una storia convulsa raccontata con un linguaggio dal ritmo scattante: Balkan Bang! ha il passo veloce e l’ossessione claustrofobica dei migliori noir, ma è anche scritto con un'inventiva che ricorda da vicino quella del cosiddetto cinema pulp degli ultimi decenni: spietata, sarcastica, scoppiettante.
La trama è un'architettura di ferro, retta da un dialogo serrato tra i personaggi, scambi di battute che nascondono sempre qualcosa di minaccioso e obbligano a seguire senza sosta la concatenazione degli eventi, a caccia delle vere intenzioni dei singoli: tutti sono infatti pedine di una partita di cui nessuno conosce i dettagli, in un corposo e intricato gioco delle parti, dove le parti non sanno a che gioco stanno giocando.
Il lettore si trova così, da subito, catapultato in un luogo di frontiera senza altre regole che quelle della violenza, dell’inganno e della determinazione spietata, un mondo selvaggio governato dalla legge del più forte, ma soprattutto un posto da cui è difficile uscire incolumi: quella Sarajevo che porta ancora le cicatrici della guerra e continua a essere terreno di scontro violento.
Luigi Bernardi