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Balla, sogna, ama

Di

Editore: Newton Compton Editori

3.7
(93)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 281 | Formato: eBook

Isbn-10: 8854138231 | Isbn-13: 9788854138230 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Elena De Giorgi

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri

Genere: Biography , Fiction & Literature , Romance

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Descrizione del libro
Rivalità, ambizioni, invidie e gelosie in uno struggente romanzo sul mondo della danza

Sul palco la sua vita è un sogno. Dietro le quinte, un incubo. È da quando ha nove anni che Hannah Ward si dedica anima e corpo alla danza. E ora, che ne ha solo diciannove, è una delle ballerine più talentuose della prestigiosa Manhattan Ballet di New York. È perfetta, la sua tecnica è impeccabile e quando balla, con le sue flessuose braccia sembra dipingere l’aria. Danzare è la sua vita, il teatro è il suo mondo, diventare prima ballerina il suo sogno. Per realizzarlo ha sacrificato tutto: famiglia, vita privata, tempo libero. Ma quando incontra Jacob, un musicista affascinante e sicuro di sé, che le mostra che esiste una vita diversa e coinvolgente anche lontano dalle luci della ribalta, tutta la sua esistenza crolla. Vuole davvero continuare a combattere e a sopportare sacrifici, diete e competizione? O forse è arrivato il momento di scoprire cosa si nasconde oltre l’elegante sipario rosso? Hannah non sa se sarà capace di rompere la sua gabbia dorata e conquistare una vita normale. Lasciarsi andare infatti è molto difficile. Per riuscirci dovrà aprire il suo cuore e riscoprire quella parte di sé che aveva dimenticato durante la sua ostinata ricerca della perfezione. Anche a costo di perdere tutto.

Danzare è la sua vita. Il teatro è il suo mondo. Diventare prima ballerina il suo sogno.
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  • 3

    Come “L’abito non fa il monaco”, anche un libro non va giudicato né dal titolo, né dalla copertina, però a tutto c’è un limite! Balla, sogna, ama è un titolo orripilante e se non fossi un’appassionata ...continua

    Come “L’abito non fa il monaco”, anche un libro non va giudicato né dal titolo, né dalla copertina, però a tutto c’è un limite! Balla, sogna, ama è un titolo orripilante e se non fossi un’appassionata di letteratura a tema ballerino dai tempi di “Priscilla” di Giana Anguissola non mi sarei mai lasciata tentare dall’acquisto. Confesso di aver avuto il conforto del titolo originale – Bunheads – che, per chi non lo sapesse (non lo sapevo nemmeno io) è la tipica pettinatura a chignon delle ballerine. In verità l’autrice Sophie Flack , fino al 2009 allieva del New York City Ballet, mette subito in chiaro che i “ballerini\e” sono solo quelli che riescono a vedere il proprio nome scritto sul cartellone dello spettacolo, mentre tutti gli altri sono solo “coreografia”. Sophie Flack, entrata a sette anni alla Boston Ballet School”, abbandona il palcoscenico 12 anni dopo, attirata dalla scoperta che “fuori dal teatro c’è un mondo”.
    Il racconto non si discosta molto da quello di altri atleti\scrittori. Corpo Libero di Ilaria Bernardini (http://www.readers-bench.com/2014/04/corpo-libero-di-ilaria-bernardini.html) o La nuotarice di Nicola Keegan (pag. 40 in http://www.readers-bench.com/2012/09/readers-bench-magazine-e-on-line.html) sono analoghi esempi di romanzo in cui viene esplorato il mondo parallelo in cui vive chi ha avuto in dono il talento per una disciplina sportiva. Tra tutte la danza esige una costanza e una determinazione anche superiore a quella richiesta agli atleti olimpici. È una scelta di vita definitiva e non solo “un periodo” legato a un evento sportivo.
    La giornata tipo è scandita da allenamenti – prove – spettacolo. Le scuole interne garantiscono un’istruzione minima, ma lo studio non è considerato una priorità. Il poco tempo libero serve piuttosto per la fisioterapia e le prove costume. Mi ha colpito scoprire che una ballerina possa “consumare” anche un paio di scarpe da punta al giorno e che esse sono realizzate su misura per ogni componente del corpo di ballo. I costumi di scena, al contrario, non sono personali e vengono all’occorrenza adattati dalle costumiste. Per questo è importante che i fisici siano tutti più o meno simili. Sull’aspetto igienico è meglio sorvolare, pare infatti che i costumi non vengano lavati molto spesso.
    Uscendo dalla famiglia prestissimo e in giovane età quasi tutte le ballerine hanno problemi affettivi e di relazione interpersonale. Ambiziose e determinate riescono ad ottenere un fisico di ferro, ma le loro personalità restano fragili come cristallo. A questo si aggiungono i problemi legati all’alimentazione, squilibrata perché da un lato le ragazze devono mantenere un aspetto efebico, dall’altro sono pur sempre “esseri umani” soggetti al fascino delle tentazioni di cibi poco sani e molto calorici. Complice l’età dello sviluppo i problemi ormonali e metabolici sono all’ordine del giorno, così come gli infortuni, che possono stroncare una carriera sul nascere.
    Viste queste premesse si comprende meglio la scelta di Sophie Flack. Il romanzo va letto come un’esperienza catartica, chiudendo un occhio sulla qualità letteraria. Non avendolo letto in versione originale parte della colpa potrebbe essere anche del traduttore, che senza dubbio ha una conoscenza del balletto pari a zero.
    Non è un romanzo adatto a tutti, se non avete mai sognato di essere una ballerina lasciate perdere, non capireste. Se invece, pur senza aver mai danzato, da bambine avete vissuto “a pane e Priscilla “ (non so quante volte l’ho riletto, ma per difetto direi almeno cinquanta volte) ricordate che Giana Anguissola era una scrittrice, Sophie Flack invece una ballerina, ogni confronto letterario è impossibile.

    VOTO: 7\10

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Bunheads

    Sono sempre stata affascinata dal mondo della danza classica e, ovviamente, da bambina il mio sogno era di diventare “una ballerina sulle punte”.
    Con questo libro Sophie Flack ha evidenziato non la pa ...continua

    Sono sempre stata affascinata dal mondo della danza classica e, ovviamente, da bambina il mio sogno era di diventare “una ballerina sulle punte”.
    Con questo libro Sophie Flack ha evidenziato non la parte bella e luccicante del balletto classico, ma la competizione, l’impegno, il sudore, la gioia, la delusione, l’invidia, l’ambizione, la passione, i sacrifici e la sofferenza al limite della propria salute (ma anche oltre), le scelte di vita di un gruppo di ballerine di un importante compagnia di danza.
    Questo lato oscuro non ha diminuito certo il fascino di questo ambiente, anche se non posso certo condividere alcune delle sue regole non scritte. Il fatto che ad una ragazza di diciannove anni sia spuntato un po’ più di seno, non deve essere assolutamente visto come un fattore di disgusto; il vero disgusto è guardarla come se fosse una cosa orribile.
    La trama mi ha ricordato tantissimo il film del ‘99 Il ritmo del successo, film che, non devo neanche dirlo, adoro.

    ha scritto il 

  • 4

    Scritto in maniera molto semplice (e tradotto piuttosto male purtroppo) questo romanzo non è un'opera di alta letteratura, ma racconta di ballerine, il cui mondo da sempre mi affascina in modo irrazio ...continua

    Scritto in maniera molto semplice (e tradotto piuttosto male purtroppo) questo romanzo non è un'opera di alta letteratura, ma racconta di ballerine, il cui mondo da sempre mi affascina in modo irrazionale. Per questo me lo sono proprio goduto. Ma se non vi piace il balletto potete farne a meno.

    ha scritto il 

  • 4

    Balla, sogna, ama.

    “Il tuo lavoro non è Vivere. Il tuo lavoro è Danzare.”

    Tutti noi abbiamo un’idea approssimativa della vita che conduce una ballerina importante ma alla fine, anche se ascoltiamo quello che i Media ci ...continua

    “Il tuo lavoro non è Vivere. Il tuo lavoro è Danzare.”

    Tutti noi abbiamo un’idea approssimativa della vita che conduce una ballerina importante ma alla fine, anche se ascoltiamo quello che i Media ci dicono, non abbiamo vere e proprie conferme.
    Questa storia parla di quel mondo a noi abbastanza sconosciuto e ci viene descritto, ance se sommariamente, in tutta la sua durezza.
    Hanna Ward è una giovane ballerina, che all’età di 14 anni si trasferisce a New York da sola per frequentare la School of the Arts, e poi entrare nel Manhattan Ballet. La sua vita gira intorno alle prove e i balletti, non ha tempo per fare altro, nemmeno vivere come tutte le ragazze della sua età.

    Questa storia mi ha colpito molto perché ho un’amica che studia danza classica e vorrebbe diventare una professionista. Ballare è stupendo, non lo metto in dubbio ma le regole rigidissime di questo mondo, non le condivido. Più sei magra, più assomigli ad un ragazzo adolescente e più sei perfetta ma appena incominci a diventare donna, ti trasformi in un mostro.
    La cosa preoccupante è che questa cosa non è frutto della fantasia della scrittrice. Sophie Flack era una ballerina, proprio come la protagonista di questa avventura e ci racconta quello che lei ha affrontato fino a che è rimasta in quel mondo.

    Han ci racconta delle sfide giornaliere che deve affrontare, prove estenuanti; palestra; balletti serali; stanchezza; diete al limite dalla nutrizione e il terrore di un incidente che le rovini la carriera. Se si facesse male, cosa ne sarebbe di lei? Ha passato tutta la sua giovane vita a prepararsi per i balletti ma all’infuori di quello, cosa sa fare? Questo dubbio le vortica in maniera insistente nella mente dopo una sera, nel ristorante del cugino, incontra Jacob, un giovane chitarrista universitario.

    In un turbine di passi, luci, trucco e battiti del cuore, Han ci porta a braccetto verso la scoperte e la decisione più importante della sua vita.
    Il finale, molto scontato, l’ho comunque cercato disperatamente perché non potevo sopportare un finale triste.

    Il libro mi è piaciuto molto anche se devo dire, pecca di contenuto dettagliato. Passiamo da un mese all’altro nel giro di poche righe e i personaggi sono poco caratterizzati. Sophie non si rende conto che noi non conosciamo nessun personaggio, oppure lo sa e non gli interessa.
    A parer mio, da anche poco spazio a Jacob, che compare pochissimo anche se è una figura base. Sembra quasi un mago un po’ tonto, perché ce lo presenta e poi fa qualche apparizione sporadica, i pensieri dedicatigli sono quasi assenti ma sarà proprio lui a stravolgerla. Insomma, la scaletta delle priorità è stata decisa in maniera errata, però alla fine mi ha emozionato e quindi non posso non essere soddisfatta

    ha scritto il 

  • 4

    Sì vede che è scritto da chi ha fatto danza classica ad alti livelli, al di là della storia raccontanta si intuisce l'impegno estremo, la devozine, i pensieri, le dinamiche e le rinuncie in nome dell ...continua

    Sì vede che è scritto da chi ha fatto danza classica ad alti livelli, al di là della storia raccontanta si intuisce l'impegno estremo, la devozine, i pensieri, le dinamiche e le rinuncie in nome dell'amore totale per la danza. Sicuramente un bel libro per chi ama la danza classica.

    ha scritto il 

  • 4

    Dietro il sipario

    Ammetto di non essere sempre stata un'amante del balletto, ma ne sono sempre stata attratta. Una mia amica era in quel mondo e quando eravamo più piccole me ne parlava estasiata, ma anche scettica per ...continua

    Ammetto di non essere sempre stata un'amante del balletto, ma ne sono sempre stata attratta. Una mia amica era in quel mondo e quando eravamo più piccole me ne parlava estasiata, ma anche scettica per tutte le regole che doveva seguire. Ogni tanto andavo a vederla durante le prove e rimanevo affascinata dalle coreografie che riuscivano ad eseguire i ballerini. Mi aveva proposto di seguire un corso, ma non avendo iniziato in tenera età ho rifiutato, anche se non mi sarebbe dispiaciuto.
    In realtà credo che non avrei affatto sopportato il mondo che c'è dietro al balletto.
    Questo libro ne è la prova.
    regole, diete, esercizi, allenamenti, stress...
    La competitività arriva a livelli insani e non capisco come una persona possa rovinarsi talmente tanto il metabolismo per una serata sul palco...
    Come dice Hannah verso la fine, mentre assiste allo spettacolo di Mattie, il ballo dovrebbe essere affrontato con entusiasmo e allegria, senza pensare di raggiungere una perfezione effimera.
    Fa sorgere il dubbio se effettivamente è ciò che una persona può fare o vuole fare.
    Non male, specialmente per gli amanti della classica.

    ha scritto il