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Ballata del carcere

e altre poesie

By Oscar Wilde

(220)

| Mass Market Paperback | 9788804407874

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Book Description

26 Reviews

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    Notte d'Oscar

    direttamente da una passione adolescenziale, mai spenta, in questa notte di Oscar. un omaggio a uno dei più malamente citati e brutalmente saccheggiati. temo persino dalla signora Gina Peru. Yet each man kills the thing he loves, By each let th ...(continue)

    direttamente da una passione adolescenziale, mai spenta, in questa notte di Oscar. un omaggio a uno dei più malamente citati e brutalmente saccheggiati. temo persino dalla signora Gina Peru. Yet each man kills the thing he loves, By each let this be heard, Some do it with a bitter look, Some with a flattering word, The coward does it with a kiss, The brave man with a sword!

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    lilli said on Jan 19, 2014 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Durante i due anni trascorsi in carcere per sodomia Oscar Wilde ha tempo a sufficienza per rosicare in un ambiente che nulla ha a che spartire con i salotti perbene della Londra Vittoriana. A questo punto, mentre Tizio Caio o Sempronio se ne sarebber ...(continue)

    Durante i due anni trascorsi in carcere per sodomia Oscar Wilde ha tempo a sufficienza per rosicare in un ambiente che nulla ha a che spartire con i salotti perbene della Londra Vittoriana. A questo punto, mentre Tizio Caio o Sempronio se ne sarebbero usciti al massimo con qualche striscione "Abbasso il Governo ladro" contornato da insulti random e magari il disegno di una grossa cacca puzzolente su un lato, Oscar Wilde che è poeta e uomo di classe e di cultura se ne esce con questa breve e intensa poesia in rima (rima che in italiano va perduta nella traduzione) che si contraddistingue per la totale mancanza di quell'ironia sardonica tipicamente wildiana.
    Come a dire che di voglia di fare lo spiritoso dopo due anni trascorsi in galera ne aveva poca.

    L'estetica wildiana si tinge di una cupezza pessimista degna di Daria Morgendorffer. La prigione è un ambiente triste e opprimente che risucchia qualsiasi compassione umana sia tra gli stessi detenuti che nei loro confronti da parte della società "civile", e fin qui non ci voleva Oscar Wilde.
    La disperazione impregna ogni cosa.
    L'unico che sembra rappresentare un'eccezione a questa miseria etica e morale e a questa totale mancanza di speranza, paradossalmente, è un condannato a morte senza nome (anche se il nome noi lo conosciamo benissimo, essendo costui ispirato alla persona di Charles Thomas Woolridge, conosciuto realmente dal poeta durante la sua detenzione e condannato a morte per l'omicidio della moglie), che presenta una sorta di amara pacatezza zen dagli inquietanti toni "miglioverdeschi" (o miglioverdiani che dir si voglia). Come a dire che l'unica speranza è rappresentata dal porre fine a un'esistenza senza senso, confidando in ciò che verrà dopo per avere un po' di pace e giustizia. Il che potrebbe rappresentare una discreta fregatura per gli atei.
    Ma ci conviviamo.

    Non mancano i momenti di riflessione wildiana di impressioni intime del poeta a cui la vicenda (che pure ha lasciato profonde impressioni in Wilde, influenzando le sue opere successive) in sé sembra a volte voler fare solo da contorno, temi alti dai toni foschi che accompagneranno il poeta per tutto il resto della sua vita: Wilde si rinchiude in se stesso e nei suoi pensieri abbandonando il precedente ironico edonismo. In particolare nella Ballata Wilde si rende conto che alla fin fine si è tutti peccatori.
    Nello specifico si è tutti assassini.
    Riprendendo una domanda pronunciata da Bassanio ne "Il Mercante di Venezia", "Do all men kill the things they do not love?" ("Tutti gli uomini uccidono le cose che non amano?") Wilde a un certo punto risponde:
    (E l'ottimismo sale)

    "Yet each man kills the thing he loves
    By each let this be heard.
    Some do it with a bitter look,
    Some with a flattering word.
    The coward does it with a kiss,
    The brave man with a sword!"

    Si è tutti assassini in qualche modo, dice Wilde, e ci si ritrova tutti ad uccidere la persona amata in maniera più o meno subdola, arrivando al punto che colui che lo fa con più coraggio e meno crudeltà nei confronti della vittima è proprio chi usa una lama e quindi pone fisicamente fine alle sofferenze dell'altro.
    Se si è tutti peccatori poi si necessita tutti del perdono divino che è tanto più grande quanto più grande è il peccato, ma si può solo confidare in quello di Dio perché i suoi emissari in terra non sembrano molto comprensivi.

    Emblematico, infine, che Wilde firmi questa ballata non col suo nome ma col numero di matricola che lo identificò nel periodo di prigionia, ovvero C.3.3.

    *

    La poesia in sè si stelline se ne prenderebbe tranquillamente 4, ma sulla traduzione letterale ai limiti del ridicolo di Lorenzo Terzi si può davvero solo tirare la catena. Letto in inglese perchè "nun je la potevo proprio fa'" in italiano. O qualsiasi lingua fosse una che tra le altre (migliaia di) cose che mi hanno fatto rizzare i capelli in testa traduce "bitter look" con "sguardo amaro" e non, che so, sguardo pungente, rancoroso o astioso.
    Già tradurre le poesie non è facile di suo, se poi lo facciamo fare a gente che non ne è in grado...

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    Twin Fitzgerald Kirkland ha fatto una Homerata said on May 11, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    "Se lo si legge una volta, lo si ricorda per tutta la vita."

    Immenso, potente, visionario, spirituale, introspettivo, dolente, amaro.
    Non ci sono parole sufficienti per descrivere la bellezza struggente di questa ballata, la sua perfezione stilistica, la sua purezza espressiva.
    E' al contempo denuncia, pregh ...(continue)

    Immenso, potente, visionario, spirituale, introspettivo, dolente, amaro.
    Non ci sono parole sufficienti per descrivere la bellezza struggente di questa ballata, la sua perfezione stilistica, la sua purezza espressiva.
    E' al contempo denuncia, preghiera, confessione.
    Ferisce, redime, purifica.
    Attraverso essa, Wilde ha avuto la sua catarsi.
    Per chi ha avuto la fortuna di vedere il Recital di Umberto Orsini, è quasi impossibile leggere questo testo senza risentire nella testa la voce sottile e spezzata di Giovanna Marini che canta il dolore e la disperazione dagli abissi infernali del carcere.
    Una bellissima prefazione critica, e uno scritto in chiusura di Hugo von Hofmannstahl impreziosiscono questa edizione e contribuiscono a renderci ancor più caro il poema di Wilde.
    Imperdibile.

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    RedBallerina said on May 12, 2012 | Add your feedback

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    Perchè ognuno uccide l'oggetto del suo amore ma non tutti ne muoiono

    "Eppure ognuno uccide la cosa che ama,
    tutti lo devono sapere,
    c'è chi lo fa con uno sguardo
    e chi con le lusinghe,
    Il codardo può farlo con un bacio,
    chi ha coraggio usa la spada!

    Molti uccidono l'amore da giovani,
    altri nella vacchiaiam
    c'è chi st ...(continue)

    "Eppure ognuno uccide la cosa che ama,
    tutti lo devono sapere,
    c'è chi lo fa con uno sguardo
    e chi con le lusinghe,
    Il codardo può farlo con un bacio,
    chi ha coraggio usa la spada!

    Molti uccidono l'amore da giovani,
    altri nella vacchiaiam
    c'è chi strangola con mani di lussuria
    e chi con quelle dell'oro:
    I più pietosi usano il coltello
    perchè i morti subito si freddano.

    C'è chi ama troppo poco e chi troppo a lungo,
    certi vendono, altri comprano.
    C'è chi compie l'atto tra le lacrime
    E chi senza un sospiro.
    Perchè ciascuno uccide l'oggetto del suo amore
    ma non tutti ne muoiono."

    Credo sia la parte più bella della poesia "La ballata del carcere di Reading". Che ci sia una buona dose di sociologia in queste parole mi sembra evidente, è la logica del tutti feriamo tutti prima o poi, coscientemente o meno.

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    Morgan Oakley said on Nov 8, 2011 | Add your feedback

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    Quando ad un artista l'arte scorre nelle vene per poi sprizzare con intensità e verità ineluttabili sulla carta

    Una ballata che procede come un treno inarrestabile e che tocca tutti i tasti possibli delle emozioni. Non si può leggere con distacco e questa è la sua qualità più importante.

    Io non so dire se le Legge è giusta
    o se la Legge è ingiusta. So soltant ...(continue)

    Una ballata che procede come un treno inarrestabile e che tocca tutti i tasti possibli delle emozioni. Non si può leggere con distacco e questa è la sua qualità più importante.

    Io non so dire se le Legge è giusta
    o se la Legge è ingiusta. So soltanto
    che noi languiamo abbandonati in carcere
    circondati da mura troppo alte,
    dove ogni giorno è lungo come un anno:
    un anno fatto di giorni lunghissimi.

    E questo posso dire: che ogni Legge
    creata dall'uomo per l'Uomo, dal tempo
    che il primo Uomo assassinò suo fratello
    ed ebbe inizio la pazzia del mondo,
    rende paglia il frumento e tiene in vita
    gli sterpi: allora si ingrandisce il male.

    Ed anche questo so (vorrei che ognuno
    lo sapesse): ogni carcere è costruito
    dall'uomo con mattoni di vergogna
    e chiuso dalle sbarre, perchè Cristo
    non veda come gli uomini riescono
    a mutilare anche i propri fratelli.

    Con queste sbarre macchiano la luna
    ed acciecano il sole. Forse è giusto
    che tengano nascosto il loro Inferno:
    dentro avvengono cose che nessuno,
    non il Figlio di Dio e non il Figlio
    dell'Uomo, avrebbe forza di guardare.

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    Mario D'Amelio said on Apr 25, 2011 | 2 feedbacks

Book Details

  • Rating:
    (220)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
    • 2 stars
  • Mass Market Paperback 203 Pages
  • ISBN-10: 8804407875
  • ISBN-13: 9788804407874
  • Publisher: Mondadori
  • Publish date: 1995-01-01
  • Also available as: Paperback , Others
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