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Ballata per un giovane straccione

Di

Editore: Ponte alle Grazie

3.8
(18)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri

Isbn-10: 887928763X | Isbn-13: 9788879287630 | Data di pubblicazione: 

Curatore: D. Bramati , R. Cravero

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Descrizione del libro
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    L'uccellino è vivo o morto?

    Libro da cui è tratto il film, ahimé non molto famoso, di Aisling Walsh "Angeli Ribelli" (2003) ed indimenticabile seguito di "Canzone per un povero ragazzo".


    <<C'era una volta un gabbia piena di uccellini gialli.Questi uccellini erano guardati notte e giorno da centinaia di enormi ...continua

    Libro da cui è tratto il film, ahimé non molto famoso, di Aisling Walsh "Angeli Ribelli" (2003) ed indimenticabile seguito di "Canzone per un povero ragazzo".

    <<C'era una volta un gabbia piena di uccellini gialli.Questi uccellini erano guardati notte e giorno da centinaia di enormi corvi neri. Esseri orrendi, con artigli d'acciaio, pronti a farli a brani, pezzo per pezzo, se solo avessero osato aprire il becco. Allora, che cosa facevano questi uccellini? Tenevano il becco chiuso e se ne stavano buoni buoni nella loro gabbia.
    Ora, bambini. Con tutti quegli uccellini stretti in una gabbia sola, qualcosa doveva andare storto. Tanto per cominciare erano tutti maschi. Tutti uccellini maschi. E ben presto molti di questi uccellini maschi iniziarono ad accompagnarsi tra loro. Giocavano al morto, al dottore e roba del genere. Ma, attenzione, non facevano questi giochi apertamente. Non erano così stupidi. Ovviamente tutti gli altri uccelini sapevano, ma non erano fatto loro. E se anche fosse, che cosa potevano farci? Andare a dirlo agli orribili corvi? No, bambini. Perché se c'è una cosa che non si deve mai fare è andare a denunciare un uccellino ai corvi. Eppure c'era un uccellino che decise di non rispettare questa regola. E una notte, mentre tutti gli altri uccellini erano mezzi addormentati, strisciò fuori dalla sua gabbia e andò a raccontare tutto al capo dei corvi. Il capo dei corvi andò su tutte le furie. Voleva dei nomi. E il piccolo uccellino spione glieli fornì.
    La mattina dopo il capo dei corvi entrò nella gabbia degli uccellini e trascinò fuori due di loro. Gli rasò le penne e poi li frustò fino a che dal loro dorso prese a sgorgare del sangue.
    E questa è la fine della storia. Tranne che...voi che cosa pensate che si dovrebbe fare all'uccellino che ha tradito i suoi compagni?>>

    E' il racconto vissuto in prima persona da Patrick Galvin, nel momento in cui, ritrovandosi nel riformatorio di Saint Jude, viene a contatto con una realtà distorta e violenta cui simbolo è senza ombra di dubbio il Crocefisso.

    <<Perché mi hai tolto la faccia
    e me ne hai messa una nuova
    non dirmi che era tuo compito
    e adesso sono più bello.

    Bugiardo.

    Perché m'hai tolto i polmoni
    e me ne hai messi altri due
    non dirmi che adesso respiro
    un'aria migliore.

    Bugiardo.

    Perché m'hai tolto la lingua
    e me ne hai messa una nuova
    non dirmi che i canti che canto
    sono più dolci.

    Bugiardo.

    Perché m'hai tolto gli occhi
    e me ne hai messi altri due
    non dirmi che la mia terra
    ora splende di più.

    Bugiardo.>>

    Innegabilmente incisivi i personaggi: il signor Franklin, padre John, Mercier...e di grande impatto emotivo le scene (con i successivi commenti dell'autore) in cui meglio sono puntualizzati i metodi di "educazione" impartiti dai "confratelli in Cristo" che gestiscono la struttura.

    <<Sono avvolto dai miei sogni. Il viso di mia madre. Le mani di mio padre. Uno zufolo di latta appeso all'attaccapanni. Un uomo di stile che si trasforma in un gabbiano.
    Ora posso volare. Posso toccare le nuvole, volteggiare sulle mura e guardare in basso il campanile di una chiesa. Posso stridere "Altro pesce", e a chi mi chiede il mio nome dirò: "I gabbiani non hanno un nome. Si chiamano solo gabbiani".
    "Qualsiasi cosa tu faccia", diceva mia madre "non cadere mai nel fiume". Adesso ho le ali. Posso riposare sull'acqua. Posso cantare con i pesci.
    "E' stata qui tua cugina Beatrice. Lei sa tutto dei pesci".
    E quando suonerà la campana del mattino, non mi ritroveranno più. Il mio letto vuoto. Le scarpe sul pavimento. Nel dormitorio un mulinello di piume bianche.
    Qui dentro c'è un fantasma. E' nascosto sotto le lenzuola.>>

    ha scritto il