Ballate liriche

con un saggio di T. S. Eliot

Voto medio di 160
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La raccolta delle poesie che segnarono nel 1798 la nascita del movimentoromantico inglese. Versi che si spingono verso i territori dell'immaginazione,della fantasia creatrice, dell'essenza misteriosa e unitaria della vita.
Barlow
Ha scritto il 04/01/15
da "TINTERN ABBEY" (William Wordsworth - 13 luglio 1798) Cinque anni son passati; cinque estati, con la durata Di cinque lunghi inverni! E di nuovo torno ad ascoltare Lo scorrere di queste acque giù dalle loro sorgenti montane Con un dolce murmure d'...Continua
Meon
Ha scritto il 04/08/12
Un'ode al silenzio. Ogni singolo verso, libero o in rima, cattura l'attenzione e frena le lingue che, scettiche, deridono e commettono con ogni sillaba violenza acustica; così come il Vecchio Marinaio di Coleridge irretisce con un singolo sguardo di...Continua
Nelvis
Ha scritto il 19/06/12
Altri tempi
Un fascino immortale permane: ma alcune cose, sono certo, le può cogliere solo chi studia approfonditamente la letteratura inglese - cosa che io, lettore della domenica, non faccio. La ballata del vecchio marinaio è profonda come contenuti e delizios...Continua
Dorame
Ha scritto il 30/12/11
Ho ripreso in mano questo libro a causa di una citazione fatta da uno dei detective, ieri sera ,in una puntata del telefilm "Criminal minds" : litigavamo sul titolo della poesia citata , così ho messo mano alle reminescenze universitarie e ho tirato...Continua
ely86
Ha scritto il 20/06/11
Ballate liriche

"La ballata del vecchio marinaio"che dà avvio all'opera rappresenta il sentimento, l'orrore e l'inquetudine dei primissimi poeti romantici, primi tra tutti Wordsworth e Coleridge.
Molto significative e ben scritte anche le altre...


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Ha scritto il Nov 18, 2010, 20:59
E' il contenuto che conta.
Pag. 270
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Ha scritto il Nov 18, 2010, 20:57
E noi diventiamo un'anima vivente, Mentre con lo sguardo rasserenato Dal profondo potere della pace e della gioia, Penetriamo nella vita delle cose.
Pag. 257
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Ha scritto il Nov 18, 2010, 20:55
Anhe se la pietà, al tuo nome, rinnega la propria natura, Anche se in bocca alla superba virtù il tuo responso non è immacolato, La mia premura, se il braccio dei potenti mi appartenesse, Ti deporrebbe dove potresti sbocciare a nuova vita.
Pag. 253
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Ha scritto il Nov 18, 2010, 20:53
Pensi forse che in mezzo a questa moltitudine Di cose perennemente dialoganti, Nulla venga spontaneamente E che in eterno si debba andare in cerca? Dunque non domandar perchè Qui me ne stia da solo a conversare, Seduto su quest'antico e grigio sasso...Continua
Pag. 237
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Ha scritto il Nov 18, 2010, 20:51
Lasciate che culli il suo diletto inganno, Che importa se morrà nel dolore? Chi non invocherebbe sogni così dolci, Anche se l'indomani recherà pene e sofferenze?
Pag. 231

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