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Ballo di famiglia

Di

Editore: Mondadori

3.7
(784)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 193 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo , Francese , Finlandese

Isbn-10: 8804492686 | Isbn-13: 9788804492689 | Data di pubblicazione:  | Edizione 6

Traduttore: Delfina Vezzoli

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Gay & Lesbian

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Descrizione del libro
Mrs Campbell, madre dalla mente illuminata e aperta, presidentessa della Coalizione dei Genitori di Lesbiche e Gay, scopre quanto sia difficile accettare davvero l'omosessualità di un figlio quando il suo Neil le porta a casa il suo compagno. I membri di una famiglia "allargata", divisa e ricostruita da molteplici divorzi e matrimoni che, durante una riunione, si accorgono di essere indissolubilmente uniti da quegli stessi sentimenti che li hanno separati. Una madre di famiglia costretta a fare i conti con una malattia incurabile nella routine della quotidianità... Teneri, spiazzanti, divertenti, i nove racconti di Ballo di famiglia mettono in scena genitori, figli, figliastri, amici e amanti della middle-class americana degli anni Ottanta, rappresentanti di una generazione delusa, testimoni di conflitti profondi, in lotta per sopravvivere cercando nuove e scintillanti forme di fuga dal senso di vuoto e di precarietà.

Indice

Territorio; Contando i mesi; Il cottage perduto; Alieni; Danny in transito; Ballo di famiglia; Radiazioni; Da queste parti; Devota.
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  • 3

    Siamo tutti invitati

    In verità, non comprendo chi dice che questa raccolta non ha retto al passare del tempo poichè tratta di temi superati, non attuali.
    Sul serio... pensate che la fragilità umana che si dimostra tutta nell'accettazione più profonda di sè stessi, di ciò che si è, la solitudine, le diffcoltà fa ...continua

    In verità, non comprendo chi dice che questa raccolta non ha retto al passare del tempo poichè tratta di temi superati, non attuali.
    Sul serio... pensate che la fragilità umana che si dimostra tutta nell'accettazione più profonda di sè stessi, di ciò che si è, la solitudine, le diffcoltà familiari, l'incomprensione che preclude un'approfondimento dei rapporti familiari, la malattia, ecc. siano qualcosa di superato?
    Per me è qualcosa che ci porteremo sempre dietro e, proprio per questo, il "ballo di famiglia" di Levitt mi ha convinta.
    Solita domanda, dunque: perchè solo tre stelle?
    Perchè per me la raccolta poteva considerarsi completa con solo 4-5 racconti, gli altri sono declinazioni degli stessi temi ( uno, addirittura, pensavo fosse una ripresa del racconto precedente da un altro punto di vista. Poi ho notato che i nomi dei personaggi erano diversi XD).
    Lo stile di Leavitt, poi, mi ha convinta nonostante non ami particolarmente la narrazione al tempo presente.
    Non posso far altro che ripromettermi di leggere un romanzo dell'autore ( secondo me il ripetersi costante delle tematiche a lui care renderanno meglio in un lavoro che presenti un "unicum" narrativo) e consigliarlo a tutti perchè, che ci piaccia o no, a questo "ballo di famiglia", siamo tutti invitati.

    ha scritto il 

  • 4

    'I piatti non significano niente. I piatti sono una banalità'
    'é proprio questo atteggiamento che mi manda in bestia', dice Lydia, 'Sono banali per gente come te, per cui è la gente come me che ci resta incastrata'

    ha scritto il 

  • 4

    Una raccolta di racconti che mi ha sorpresa e che ho letto con avidità, conquistata dallo stile e dalle emozioni che Leavitt ha saputo suscitare. I temi sono essenzialmente tre: l'omosessualità, la malattia, i rapporti familiari. Leavitt li affronta con grande eleganza, con una scrittura misurata ...continua

    Una raccolta di racconti che mi ha sorpresa e che ho letto con avidità, conquistata dallo stile e dalle emozioni che Leavitt ha saputo suscitare. I temi sono essenzialmente tre: l'omosessualità, la malattia, i rapporti familiari. Leavitt li affronta con grande eleganza, con una scrittura misurata ma non fredda che mi ha ricordato Carver più un pizzico di Yates. In più a differenza di altri lettori, non li ho trovati affatto datati, anzi. Tematiche come quelle affrontate da Leavitt non sono ancora sdoganate ovunque(povera Patria!)e trovare uno scrittore che ne parli con naturalezza e sensibilità non è poco. Sono curiosa di scoprire anche i suoi romanzi.

    ha scritto il 

  • 0

    Family dancing

    Nel mio elenco di letture ricorre sempre, tra un saggio ed un altro, il desiderio di storie, di racconti che possano accompagnare le giornate. È il desiderio di entrare – anche brevemente – in altri contesti di vita o in altri mondi.
    Il racconto, che rimane il principale mezzo di comunicazi ...continua

    Nel mio elenco di letture ricorre sempre, tra un saggio ed un altro, il desiderio di storie, di racconti che possano accompagnare le giornate. È il desiderio di entrare – anche brevemente – in altri contesti di vita o in altri mondi.
    Il racconto, che rimane il principale mezzo di comunicazione della storia della letteratura, rapisce, permette in un tempo ridotto rispetto al romanzo di far calare il lettore nelle trame del suo textus.

    Trovate qui il resto della mia recensione:

    http://www.criticaletteraria.org/search/label/Francesco%20Bonomo

    ha scritto il 

  • 3

    In un'epoca che ti vuole SuperStar a quindici anni e scrittore arrivato e maturo già al tuo primo esordio, Ballo di famiglia pare davvero un'opera aliena, l'esordio di un ventenne già maturo, formato, un ragazzo che già aveva capito tutto della vita, o quasi. E' molto per un ventenne, eppure, è a ...continua

    In un'epoca che ti vuole SuperStar a quindici anni e scrittore arrivato e maturo già al tuo primo esordio, Ballo di famiglia pare davvero un'opera aliena, l'esordio di un ventenne già maturo, formato, un ragazzo che già aveva capito tutto della vita, o quasi. E' molto per un ventenne, eppure, è ancora troppo poco.
    Lodato con affezionato stupore dalla Pivano, il giovane Leavitt è capace di una introspezione psicologica profondissima, una conoscenza dell'animo femminile che pare incredibile riscontrare in un giovane uomo. C'è da interrogarsi sull'infanzia dell'autore; Leavitt, forse, era uno di quei ragazzini che parlano poco e ascoltano molto - e per questo, capiscono tutto.

    Continua su
    http://www.lastambergadeilettori.com/2012/05/ballo-di-famiglia-david-leavitt.html

    ha scritto il 

  • 3

    In un'epoca che ti vuole SuperStar a quindici anni e scrittore arrivato e maturo già al tuo primo esordio, Ballo di famiglia pare davvero un'opera aliena, l'esordio di un ventenne già maturo, formato, un ragazzo che già aveva capito tutto della vita, o quasi. E' molto per un ventenne, eppu ...continua

    In un'epoca che ti vuole SuperStar a quindici anni e scrittore arrivato e maturo già al tuo primo esordio, Ballo di famiglia pare davvero un'opera aliena, l'esordio di un ventenne già maturo, formato, un ragazzo che già aveva capito tutto della vita, o quasi. E' molto per un ventenne, eppure, è ancora troppo poco.
    Lodato con affezionato stupore dalla Pivano, il giovane Leavitt è capace di una introspezione psicologica profondissima, una conoscenza dell'animo femminile che pare incredibile riscontrare in un giovane uomo. C'è da interrogarsi sull'infanzia dell'autore; Leavitt, forse, era uno di quei ragazzini che parlano poco e ascoltano molto - e per questo, capiscono tutto.
    Ballo di famiglia è la fotografia della famiglia americana nel pieno degli anni Ottanta: una somma di solutidini, le azioni dei singoli si ripercuotono sempre, inconsapevolmente o consapevolmente, sugli altri singoli. Madri single, madri vedove, madri abbandonate, madri malate - e bambini piagnucoloni o fin troppo silenziosi, bambine che giocano ad esser cavalli oppure alieni, adolescenti innamorati ed inconsapevoli, omosessuali dichiarati o soffocati - nella pur fastidiosa ridondanza di temi e caratteri di questi racconti, nel continuo rimescolare sempre le stesse carte, Leavitt riesce a creare l'illusione di una vita varia e caleidoscopica. Ma quando volti l'ultima pagina dell'ultimo racconto, il finale aperto, come tutti i precedenti, ti chiedi - ma davvero non c'è altro nella vita?

    ha scritto il