Balzac e la Piccola Sarta cinese

Di

Editore: Adelphi (Fabula, 133)

3.8
(2470)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 176 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Chi semplificata , Francese , Tedesco , Spagnolo , Catalano , Olandese , Portoghese , Finlandese

Isbn-10: 8845916006 | Isbn-13: 9788845916007 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Ena Marchi

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
La storia di questo libro racconta di come la lettura, grazie alla segreta malia di una misteriosa, preziosissima valigia di libri occidentali proibiti, riesca a sottrarre due ragazzi, colpevoli soltanto di essere figli di "sporchi borghesi", a svariate torture e permetta anche a uno di loro di conquistare la "Piccola Sarta cinese". Così, pur vivendo in mezzo agli orrori della rieducazione, i due ragazzi e la Piccola Sarta scopriranno, in virtù di qualche goccia magica di Balzac, che esiste un mondo fatto di pura, avventurosa bellezza. Attraversando, nel frattempo, loro stessi rocambolesche avventure.
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  • 2

    No se donde clasificar realmente este libro. Como novela sentimental le falta emoción, mientras que como drama le falta tensión. Quizás por ello su lectura me ha dejado más bien indiferente y pensando ...continua

    No se donde clasificar realmente este libro. Como novela sentimental le falta emoción, mientras que como drama le falta tensión. Quizás por ello su lectura me ha dejado más bien indiferente y pensando en lo sobrevalorada que está.

    Está claro que Dai Sijie escribe de forma muy simple. Su forma de escribir es parca, con unas excelentes descripciones de paisajes, pero nefastas en cuanto pasa al espectro sentimental. Quizás se deba al hecho de que, la novela no está escrita de forma sensacionalista o excesivamente dramática, lo que contribuye a hacer la lectura mucho más amena. Por contra tanta desdramatización consigue que te resulte poco creíble. Uno de los mejores ejemplos de esta situación lo tienes en la descripción misma del proceso de "Reeducación", descrito por el autor como algo muy duro y desagradable, pero que mientras lees la novela te resulta poco menos que una simpática merienda en el campo.

    Y si la forma de escribir dice poco, la historia que cuenta dice todavía menos. El autor nos proporciona una o dos pinceladas sobre el contexto histórico y la ubicación. No nos cuenta nada sobre la gente, las costumbres o la manera de vivir, algo que echas de menos y que sería interesante conocer. Los personajes dan pena verlos de lo mal construidos que están y de los pocos datos que conoces sobre ellos. Y entre medias te cuenta una historia donde se perfila, de lejos, la importancia de la literatura occidental en las vidas de los protagonistas. Todo ello hasta un abrupto final que te deja cierta sensación de improvisación y varias preguntas sin respuestas.

    Definitivamente estamos ante una obra, en principio original, pero que un incompleto desarrollo, unos personajes desconocidos y una trama que acaba diluyéndose la hacen del todo insoportable. Lo mejor de ella es que solo son 189 páginas y no hay que sufrirla demasiado.

    ha scritto il 

  • 2

    null

    mi aspettavo tutt'altro testo....sostanzialmente tutta la storia vede protagonisti i due ragazzi tesi ad appropriarsi dei libri....ma non ci sono stralci delle opere famose citate nel romanzo Né, cit ...continua

    mi aspettavo tutt'altro testo....sostanzialmente tutta la storia vede protagonisti i due ragazzi tesi ad appropriarsi dei libri....ma non ci sono stralci delle opere famose citate nel romanzo Né, citazioni letterarie.......un testo a volte anche costellato da parolacce. la morale della storia forse può essere significativa ovvero alla fine la piccola sarta cinese, grazie al contatto se pur sporadico, con la letteratura e la scrittura del Balzac, comprende che la vita fino allora condotta da contadina e sarta...era stata sprecata e scappa verso la città. la cultura quindi come apertura mentale e strumento di ribellione. il fatto che i due alla fine brucino i libri perché la sarta se ne va....trasmette sinceramente molta tristezza. il libro mi delude in quanto non entra mai in profondità nella psiche dei protagonisti. ..nonostante i due ragazzi abbiano sopportato torture, schiavitù e dolore. Non entra nemmeno nell'io più profondo dei ragazzi nell'atto di bruciare i libri: deludente se si pensa che per tutto il testo il protagonista principale ha fatto l'impossibile per ottenerli...e se ne sbarazza quasi come nulla fosse.

    ha scritto il 

  • 3

    Erano anni che avevo in wishlist questo titolo, che rappresenta una tappa quasi obbligata dei lettori seriali.
    Venendo da una lettura completamente opposta, una spy story tutta intreccio, ho avuto u ...continua

    Erano anni che avevo in wishlist questo titolo, che rappresenta una tappa quasi obbligata dei lettori seriali.
    Venendo da una lettura completamente opposta, una spy story tutta intreccio, ho avuto un attimo di smarrimento.
    Perchè questo è un libro che procede per immagini, non certo per colpi di scena.
    Un lungo racconto, ambientato nella Cina di Mao.
    Due ragazzi figli di medici con fama di dissidenti (ci vuole poco, in certi regimi) vengono spediti in un campo di rieducazione.
    Si tratta di un campo sperdutissimo nelle campagne, a due giorni di cammino da un villaggio minuscolo, costretti a lavori fisici faticosi e spessi umilianti.
    Tao, grande narratore, Ma violinista.
    Il capo scopre il loro talento nel narrare storie, e gli concede di andare ogni tanto al cinema del villaggio, allo scopo di tornare e raccontare tutto il film, con gli stessi tempi, recitandolo alla perfezione.
    Nessuno può rimanere indifferente al fascino dell'arte, che sia la musica o la mimesi del reale, neanche dei contadini analfabeti.
    Tao e Ma fanno amicizia con la figlia del sarto di quelle campagne: una vera e propria autorità. Un evento eccezionale accompagna l'ingresso del sarto nei villaggi, motivo di vanto per le famiglie che possono permettersi nuovi abiti, e corredato da una vera e propria ritualità.
    Ma l'incontro che cambierà loro la vita è quello con il loro amico Quattrocchi, che nasconde in casa una valigia in cui tiene gelosamente nascosti i romanzi occidentali. Un vero tesoro.
    Tao e Ma riescono a rubare la valigia.
    Meravigliosa la scena in cui la aprono, e scoprono le copertine di Balzac, Flaubert, Dumas.

    "Rimanemmo abbagliati. Io avevo l'impressione di venir meno, ero come in preda all'ebbrezza. Tirai fuori i libri dalla valigia a uno a uno, li aprii, contemplai i ritratti degli autori, e li passai a Luo. Mi sembrava, a toccarli con la punta delle dita, che le mie mani, diventate pallide, fossero in contatto con delle vite umane."

    Inizia così il fermo proposito di Tao di ingentilire la piccola sarta di campagna, raccontandole le storie dei grandi romanzieri occidentali.
    Dunque, sembrerebbe un libro incentrato sull'amicizia. E lo è, è anche la storia di un'amizia fedele sincera, ma è soprattutto un lbro sul potere devastante della letteratura.
    La lettura cambia le persone, ci trasforma, possiede un potere che non a caso il regime non aveva sottovalutato.
    Lo fanno, nella loro ingenuità, i due giovani protagonisti, scoprendosi però diversi dalla macchina da lavoro voluta dal programma di rieducazione: scoprendo di avere un'anima, e un cuore che palpita.
    Lo scopre anche il sarto, tanto che nel villaggio comnceranno ada andare di moda dei piccoli vezzi alla marinara (richiami al marinaio di Dumas, che lo aveva tenuto sveglio ben 9 notti); e lo scopre loro malgrado anche la piccola sarta.
    La scoperta sarà una vera rivoluzione, non solo per i tre giovani amici.
    Un libro che nella sua semplicità incanta con le sue evocazioni, che pretende dei fermi immagine, e che spinge a riflettere su come la lettura ci ha cambiati.

    ha scritto il 

  • 0

    La deformazione professionale dello scrittore - regista non si fa mancare. Scenografie, immagini, suggestioni. Nessuna volgarità figlia di colori troppo accesi. Nessuna ridondanza sentimentale, morale ...continua

    La deformazione professionale dello scrittore - regista non si fa mancare. Scenografie, immagini, suggestioni. Nessuna volgarità figlia di colori troppo accesi. Nessuna ridondanza sentimentale, morale, culturale. Scrittura piana, mite, senza eccessi, quasi presuntuosamente obiettiva. Ma è solo un amorfismo apparente, perché sotto arde tutta la vivacità di un mondo ignoto, lontano nello spazio e anche nel tempo, paradossalmente. Alla fine emerge un quadro di straordinaria realità, sia per quanto riguarda la storia in sé, sia per la cultura di quel mondo, di quei valori, di quel modo di essere che si intuiscono, si sentono, si attualizzano dentro questa grande, misteriosa, remota Cina.

    ha scritto il 

  • 3

    Bel romanzo, scrittura accattivante, trama affascinante: due giovani studenti mandati in 'rieducazione' in un luogo sperduto nelle campagne cinesi incontrano la letteratura occidentale e soprattutto l ...continua

    Bel romanzo, scrittura accattivante, trama affascinante: due giovani studenti mandati in 'rieducazione' in un luogo sperduto nelle campagne cinesi incontrano la letteratura occidentale e soprattutto l'amore.
    Peccato il finale un po' frettoloso. Arriva imprevisto e improvviso e lascia un po' insoddisfatti.

    ha scritto il 

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