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Balzac en het Chinese naaistertje

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Uitgever: Arbeiderspers

3.8
(2357)

Language:Nederlands | Number of Pages: 182 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Chi traditional , Chi simplified , French , German , Italian , Spanish , Catalan , Portuguese , Finnish

Isbn-10: 902953754X | Isbn-13: 9789029537544 | Publish date: 

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Book Description
Deze roman, die furore maakte in Frankrijk, verfilmd wordt en over de hele wereld in vertaling verschijnt, verhaalt van de lotgevallen van twee bevriende tienerjongens - zonen van artsen - die tijdens de culturele revolutie in China naar het platteland gestuurd worden. Net als vele andere bourgeois kinderen moeten ze daar op last van Mao heropgevoed worden.De jongens komen terecht in een grauwe, van elke moderne beschaving gespeende uithoek in
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  • 3

    Due ragazzi di 18 e 17 anni, Luo e il narratore che rimarrà senza nome (forse è l’autore, dato che ha vissuto un’esperienza simile) si ritrovano costretti ad abbandonare la famiglia e recarsi alla montagna della Fenice del Cielo per trascorrere un lungo periodo di rieducazione: siamo infatti nell ...doorgaan

    Due ragazzi di 18 e 17 anni, Luo e il narratore che rimarrà senza nome (forse è l’autore, dato che ha vissuto un’esperienza simile) si ritrovano costretti ad abbandonare la famiglia e recarsi alla montagna della Fenice del Cielo per trascorrere un lungo periodo di rieducazione: siamo infatti nella Cina della rivoluzione culturale voluta da Mao, alla fine degli anni sessanta. I ragazzi, considerati figli di nemici del popolo, sanno di avere poche possibilità di poter tornare alla loro vita normale, costretti ora a lavorare nei campi e nelle miniere di carbone in condizioni difficili, e l’unica via di fuga da questa realtà consiste nel “cinema orale”: con il racconto dei film visti al cinema, nella loro “vita precedente”, riescono ad affascinare gli abitanti del villaggio e soprattutto a conquistare il capo del villaggio. Fino a quando conoscono la figlia del sarto, e scoprono una valigia nascosta, piena di libri occidentali considerati proibiti dalla rivoluzione culturale cinese.

    Il lato più interessante del libro è la descrizione della Cina in quel particolare periodo storico, che ha soddisfatto la mia curiosità. Per il resto, non ho avuto una lettura appassionante: trama interessante e stile scorrevole, ha però un finale troppo veloce e troncato, e non mi sono affezionata ai personaggi. Il racconto rimane un po’ freddo e distaccato, senza alcun particolare stilistico da ricordare: bello ma normale. Comunque, preferisco di gran lunga il libro al film che ne è stato tratto: il libro rende comprensibile la situazione generale in cui si svolge la storia, ma non è così nel film che quindi si può comprendere solo se si è già a conoscenza del periodo storico descritto.

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  • 4

    La storia è ambientata nella provincia di Sichuan durante la Rivoluzione culturale cinese. I protagonisti sono due ragazzi di diciassette anni circa,uno dei quali è il narratore, che si conoscono fin dall'infanzia. Sono entrambi figli di medici considerati "nemici del popolo" e per questo motivo ...doorgaan

    La storia è ambientata nella provincia di Sichuan durante la Rivoluzione culturale cinese. I protagonisti sono due ragazzi di diciassette anni circa,uno dei quali è il narratore, che si conoscono fin dall'infanzia. Sono entrambi figli di medici considerati "nemici del popolo" e per questo motivo i due ragazzi vengono mandati in rieducazione tra le montagne per sperimentare la vita rude dei contadini.
    Nel villaggio, la vita è molto difficile per loro: si trovano a svolgere incarichi faticosi, come lavorare nelle miniere o nelle risaie sotto il sole cocente e sono costretti ad abitare una piccola stanza sopra un porcile. Durante il periodo di rieducazione, conoscono un ragazzo in rieducazione come loro, Quattrocchi, con il quale si instaura un rapporto dettato dalla convenienza dato il grande numero di libri proibiti che il ragazzo ha nascosto in una valigia e portato con sé nel villaggio.
    Dopo molte insistenze e stratagemmi, i ragazzi riescono a farsi prestare Ursule Mirouët di Balzac. Nel frattempo, i due ragazzi sono diventati amici della figlia del sarto ambulante, la Piccola Sarta, e la coinvolgono nella lettura del libro....

    Mi è piaciuto molto. Con stile gradevole e scorrevolissimo, il narratore ci mostra la difficile pagina della "rieducazione cinese" vissuta con grande difficoltà dai ragazzi ritenuti intellettuali che si trovavano improvvisamente catapultati in una realtà contadina ignorante e arcaica, costretti a vivere in uno stato di indigenza e precarietà, visti sempre come potenziali nemici della Rivoluzione. Scorrendo le pagine però, alla drammaticità delle giornate di lavoro, si contrappone la magia delle parole, degli affascinanti intrecci narrativi di autori come Balzac, Hugo, Dumas, Flaubert, Gogol', Melville che per poche ore cancellano l'aridità imposta dal programma di rieducazione e, piano piano, condurranno i ragazzi alla scoperta della vita cambiandone per sempre le linee guida..
    E' una storia delicata e i sentimenti, tranne il profondo legame di amicizia che lega i due ragazzi e la passione per la lettura, sono solo abbozzati: l'amicizia tra la Piccola Sarta e il narratore, l'amore verso di lei dell'amico Luo, la sessualità, la curiosità e la scoperta di un mondo femminile indipendente dai dettami del Partito, sono solo accennati in modo superficiale ad indicare la fase di crescita e di ricerca di un proprio posto nel mondo

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  • 1

    Terribilmente inutile.
    Benché abbondi di immagini evocative, è un romanzo incerto anche nella forma, in cui ai passaggi quasi aulici si contrappone l'uso di termini triviali e, perciò, stonati.
    Inconcluso ed inconcludente, letteralmente fastidioso.

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  • 3

    Nella Cina della rieducazione della fine degli anni ‘60, due amici riescono a raccontarci una favola. Facendoci fluttuare tra la rozza realtà dei duri metodi rieducativi e l’arte in tutte le sue forme: la musica, il cinema, il racconto orale, ma soprattutto la letteratura, quella proibita, quella ...doorgaan

    Nella Cina della rieducazione della fine degli anni ‘60, due amici riescono a raccontarci una favola. Facendoci fluttuare tra la rozza realtà dei duri metodi rieducativi e l’arte in tutte le sue forme: la musica, il cinema, il racconto orale, ma soprattutto la letteratura, quella proibita, quella che fa sognare.
    Un libro sul potere della letteratura e su come può cambiarci la vita.
    A me, per ora, ha fatto venire voglia di leggere Balzac!

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  • 5

    The power of the books

    Although the setting of the book is really dramatic, the author tells the story with irony. The book is about two friends that were obliged to live in a small village on the mountains because the parents were considered subversive according to Mao's restrictive laws during the 70s in China. But i ...doorgaan

    Although the setting of the book is really dramatic, the author tells the story with irony. The book is about two friends that were obliged to live in a small village on the mountains because the parents were considered subversive according to Mao's restrictive laws during the 70s in China. But it is also the story of the power of the books, that were prohibited in Mao's China,and how they could change the life of the people.

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  • 2

    Un Adelphi deludente... La storia non è male, il contesto storico-politico è appena tratteggiato ma permette una buona ambientazione e anche la scrittura è scorrevole. Purtroppo però le vicende prendono una piega prevedibile, alcuni episodi mi sono sembrati slegati dal filo conduttore del raccont ...doorgaan

    Un Adelphi deludente... La storia non è male, il contesto storico-politico è appena tratteggiato ma permette una buona ambientazione e anche la scrittura è scorrevole. Purtroppo però le vicende prendono una piega prevedibile, alcuni episodi mi sono sembrati slegati dal filo conduttore del racconto, privi di una motivazione; se la storia si può dire raccontata con la leggerezza di un soffio (come da quarta di copertina) io aggiungerei che del soffio ha anche la consistenza..è un romanzo che mi lascia poco e dulcis in fundo mi ha dato una mazzata con l'ultima frase che, o nasconde un significato che non riesco a capire, o fa cadere nella banalità più assoluta quel poco che di buono c'era nel libro..

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