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Bambi contro Godzilla

Teoria e pratica dell'industria cinematografica

Di

Editore: Minimum fax

3.7
(44)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo

Isbn-10: 8875211744 | Isbn-13: 9788875211745 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1ª ed.

Genere: Textbook

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Descrizione del libro
In un grande studio cinematografico, chi seleziona veramente le sceneggiature da trasformare in film? Come si sottopone un soggetto a un produttore? In che senso una sceneggiatura assomiglia a un'inserzione da cuori solitari? Quali sono gli ingredienti per una perfetta scena di inseguimento? Come mai nei titoli compaiono così tanti produttori? E soprattutto: cosa diamine fanno, esattamente? In questo libro David Mamet, regista teatrale e cinematografico di culto, offre risposte dirette, illuminanti e spesso sconcertanti a queste e altre domande, descrivendo con abbondanza di ironia e senza alcuna soggezione i reali processi (e le aberranti disfunzioni) dell'industria cinematografica. Un irriverente viaggio dietro le quinte della più grande e redditizia "macchina dei sogni" del pianeta: una lettura fondamentale per chi ambisce a lavorare nel mondo del cinema, ma rivelatoria e appassionante per chiunque subisca la magia della settima arte.
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  • 0

    Bello, interessante, bla bla, lo sguardo di un insider sul mondo del cinema, bla bla yadda yadda. Però, tutto sommato, non dice realmente nulla, e si ha più l'impressione di leggere un diario ...continua

    Bello, interessante, bla bla, lo sguardo di un insider sul mondo del cinema, bla bla yadda yadda. Però, tutto sommato, non dice realmente nulla, e si ha più l'impressione di leggere un diario privato che qualcosa di utile. Boh.

    ha scritto il 

  • 4

    acuto e aguzzo. spara contro il sistema cinematografico americano, contro i corsi di sceneggiatura contro la piattezza.
    ma chi spara è mamet. ho detto mamet. ecchecazzo!

    forse meno interessante, ...continua

    acuto e aguzzo. spara contro il sistema cinematografico americano, contro i corsi di sceneggiatura contro la piattezza.
    ma chi spara è mamet. ho detto mamet. ecchecazzo!

    forse meno interessante, essendo basato su articoli frammentati, rispetto a altri suoi saggi più organici.

    ha scritto il 

  • 3

    Dimenticatevi il disclaimer. Questo è un libro che si legge soprattutto per il gusto dell'aneddoto, unico ingrediente che riesce a rendere gustosa un'altrimenti insipida raccolta di testi a ...continua

    Dimenticatevi il disclaimer. Questo è un libro che si legge soprattutto per il gusto dell'aneddoto, unico ingrediente che riesce a rendere gustosa un'altrimenti insipida raccolta di testi a proposito della mediocrità che governa l'industria cinematografica americana. Scritti che vorrebbero essere pungenti ma che appaiono invece essere il frutto amaro di un pregiudizio politico. Non che quello che scrive Mamet non sia credibile, lo è eccome, ma per una volta a me avrebbe fatto piacere leggere al riguardo qualcosa di interessante sulle cause e le conseguenze, sulle alternative e le possibili soluzioni a questo stato di cose, piuttosto che sentire l'ennesima lamentosa filippica dell'autore frustrato.
    Cambia la geografica e il medium, ma anche per questo volume tocca ripetere quello che scrivevo a proposito del Best Off minimumfaxiano riguardo gli autori e la loro bassa opinione dell'industria culturale italiana: "Non ho grandi dubbi nel condividere le loro parole, ciò non toglie che sono altrettanto convinto che non si possa presentare un'analisi senza fornire informazioni. Insomma, come si può proporre un dibattito sulla situazione dell'editoria in Italia senza integrarlo con uno straccio di cifra? Come si può pretendere di essere presi sul serio se ci si basa unicamente sul sentito dire, sulle sensazioni, se si prendono le mere opinioni come dati di fatto?". Cambia "editoria in Italia", con cinema hollywoodiano" e siamo a posto anche per il libro di Mamet.

    iguana blog: http://iguanajo.blogspot.com/2008/09/rapporto-letture-agosto-2008.html

    ha scritto il 

  • 5

    Mamet considera Gene Hackman un macho.
    Anch'io.
    E' un buon motivo per amare questo libro.
    Miglior motivo è che è scritto in modo fiammeggiante: quest'uomo AMA il cinema, ama gli attori che recitano ...continua

    Mamet considera Gene Hackman un macho.
    Anch'io.
    E' un buon motivo per amare questo libro.
    Miglior motivo è che è scritto in modo fiammeggiante: quest'uomo AMA il cinema, ama gli attori che recitano con sincerità e si diverte nel condividere questa passione. Forse può addirittura cambiare il tuo modo di vedere un film...

    ha scritto il 

  • 4

    come un grande scrittore che è anche sceneggiatore ci racconta la Hollywood di oggi, con un rimpianto per il cinema di ieri, l'entusiasmo per il set, e l'amore per la scrittura per immagini, ...continua

    come un grande scrittore che è anche sceneggiatore ci racconta la Hollywood di oggi, con un rimpianto per il cinema di ieri, l'entusiasmo per il set, e l'amore per la scrittura per immagini, mestiere che va difeso come quello degli artigiani del cinema. Un libro gustoso, sapido, feroce e divertente. Un manuale su come fare i film ma sopratutto un libro avvincente da leggere divertendosi. Come al cinema.

    ha scritto il 

  • 5

    L'industria cinematografica vista da David Mamet

    "Consigli utili per il cineasta e lo spettatore: i complimenti "Che immagini!", "Che maestria!", "Che uso della macchina da presa!" e "Che tecnica!", significano tutti: "Il copione fa ...continua

    "Consigli utili per il cineasta e lo spettatore: i complimenti "Che immagini!", "Che maestria!", "Che uso della macchina da presa!" e "Che tecnica!", significano tutti: "Il copione fa schifo".

    (liberamente tratto da D. Mamet, Bambi contro Godzilla)

    ha scritto il 

  • 0

    libro richiesto all'editore per via del titolo. e dell'autore, chiaramente. la collana cinema di minimumfax è ben fatta, ha titoli originali e mi piace moltissimo. e poi il nero sfina, ed è quasi ...continua

    libro richiesto all'editore per via del titolo. e dell'autore, chiaramente. la collana cinema di minimumfax è ben fatta, ha titoli originali e mi piace moltissimo. e poi il nero sfina, ed è quasi estate.

    ha scritto il