Bambini di ferro

Di

Editore: La nave di Teseo (Oceani, 2)

2.5
(25)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 249 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8893440040 | Isbn-13: 9788893440042 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Una mattina di fine estate, in un Giappone di un'era imprecisata, la direttrice dell'Istituto Gokuraku, Sada, e la sua assistente, Yuki, prelevano da una vecchia casa una bambina rimasta orfana: la piccola Sumiko. Presto si accorgono che Sumiko non intende parlare, mangiare, interagire con niente e nessuno; i suoi occhi sono persi in un punto indefinito davanti a sé, su qualcosa che sembra nulla. Anche Yuki, venticinque anni prima, è stata ospite dell'istituto: privata dei genitori, è stata sottoposta a un programma di accudimento materno artificiale il cui fallimento ha generato dei "bambini difettosi", confinati in istituto sotto la guida e le cure soffocanti di Sada. Yuki dovrebbe essere la tutrice di Sumiko, ma viene risucchiata nella spirale dei suoi silenzi e della sua fissità, trascinata in una "zona pericolosa", uno spazio interiore frammentato da cui pensava di essere uscita per sempre. Sumiko si rivelerà essere custode dei segreti del passato e dei traumi di Yuki, ma anche la sua possibilità di salvezza.
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  • 2

    Carino, bella storia, ma...

    Il romanzo contiene in sè una trama davvero interessante, la storia è molto originale, non è pesante ed è piacevole da leggere. Ho trovato difficoltoso proseguire nella lettura tutte le volte che veni ...continua

    Il romanzo contiene in sè una trama davvero interessante, la storia è molto originale, non è pesante ed è piacevole da leggere. Ho trovato difficoltoso proseguire nella lettura tutte le volte che venivano presentati dei vocaboli giapponesi con riferimento alla cultura buddista e del posto senza che ce ne fosse spiegato il significato con una nota a piè di pagina o con una breve digressione nel testo. Un po' fuorvianti sono state tutte le interruzioni gettate li sulla vita del buddha. Mi rendo pienamente conto che alla fine tutto si ricongiunge ad un senso logico ma nel mentre complica un po' le cose.
    Avrei valutato con più generosità questa storia se tutti i vari temi fossero stati aprofonditi e spiegati meglio: in breve, manca qualcosa. Appare come una sintesi di ciò che la scrittrice voleva davvero raccontare. Nel complesso è un libro piacevole e non ne sconsiglio la lettura; c'è molto da fare ma è un ottimo inizio per una autrice di appena trent'anni.

    ha scritto il 

  • 3

    Diminuiremo questa comunicazione eccessiva,aumenteremo il slenzio.

    'Signora Yoshida,l'io non è un entità.è soltanto un progetto interno,utile per una vita serena e una proficua interazione sociale.L'organismo non lo possiede alla nascita e in fin dei conti non ne ha ...continua

    'Signora Yoshida,l'io non è un entità.è soltanto un progetto interno,utile per una vita serena e una proficua interazione sociale.L'organismo non lo possiede alla nascita e in fin dei conti non ne ha bisogno..Infatti i primitivi lo percepivano come un essere estraneo che poteva lasciare il corpo.Il sè è solo uno stormo,se capisce cosa intendo.Tanti piccoli uccelli che si raggruppano formando la sagoma di un unico uccello gigantesco per illudere e tenere lontani i predatori.E' u progetto economico:la tua mente disattiva di continuo i circuiti che decide di non utilizzare,gli altri invece sono costantemente collegati.O almeno dovrebbero.Per tutta la vita a tua insaputa persino il tuo sistema immunitario deve decidere di continuo che cosa sei tu e che cosa invece è un virus.E non funziona sempre:a volte l'organismo sbaglia il calcolo e si avventa su se stesso.Gli uccelli smettono di organizzarsi,vanno in direzioni diverse,così il predatore si scaglia su di loro'
    pag.188

    "Non preoccuparti piccola Yuki.La tua mente ha semplicemente ripristinao il dislogo con tua madre.E' normale.Facciamo quello che possiamo per non sentirci soli.Domani il dottor Kurishima è in visita all'istituto. Stai tranquilla.Cambieremo i parametri,minimizzeremo il disturbo.Diminuiremo questa comunicazione eccessiva,aumenteremo il silenzio.

    Romanzo particolare che mescola principi buddhisti con la fredda presenza ,o intromissione ,della tecnologia nella vita personale.

    ha scritto il 

  • 0

    Incipit

    In piena notte, scalzo e sudato, Buddha Sakyamuni esce dal suo tempio scavato nella roccia, nel centro desolato di Kusinagar..........

    http://www.incipitmania.com/incipit-per-autore/aut-d/di-grado-vio ...continua

    In piena notte, scalzo e sudato, Buddha Sakyamuni esce dal suo tempio scavato nella roccia, nel centro desolato di Kusinagar..........

    http://www.incipitmania.com/incipit-per-autore/aut-d/di-grado-viola/bambini-di-ferro-viola-di-grado/

    ha scritto il 

  • 2

    Un romanzo che non decolla 😔

    Viola Di Grado, scrittrice catanese, ormai da anni fuori dalla Sicilia. Giovanissima, ma già alla sua terza fatica.

    " Bambini di ferro" è un romanzo distopico, ambientato in Giappone. Ciò che si cogli ...continua

    Viola Di Grado, scrittrice catanese, ormai da anni fuori dalla Sicilia. Giovanissima, ma già alla sua terza fatica.

    " Bambini di ferro" è un romanzo distopico, ambientato in Giappone. Ciò che si coglie subito è l'originalità della storia, che avrebbe potuto essere appassionante - ma non lo è.
    La narrazione non decolla, lascia intendere interessanti sviluppi che non arriveranno - o forse non ho saputo coglierli io.
    Una piccola orfana, Sumiko, una mattina viene presa e portata presso l'Istituto Gokuraku, dove verrà allevata e accudita. La sua tutrice, Yuki, cresciuta anche lei nello stesso istituto, rimasta orfana 25 anni prima, era stata sottoposta ad un programma di accudimento artificiale: delle macchine erano state programmate per crescere i bambini rimasti orfani e infondere loro fiducia, valori positivi e sicurezza. Ma degli hacker, oppositori a questo progetto, mandano in tilt le macchine e fanno naufragare l'ambizioso disegno di creare future generazioni solide e positive.
    Gli effetti negativi, ai danni delle povere cavie, saranno irreparabili.

    Peccato che il coinvolgimento emotivo sia mancato quasi del tutto. Al plot manca qualcosa: troppo singhiozzata la narrazione, troppi vaneggiamenti, rimandi a Buddha, inutili e devianti elementi narrativi secondari.
    Potete risparmiarvi anche questa lettura o forse no: magari qualcuno potrebbe apprezzarla più di me.

    ha scritto il 

  • 3

    Leggermente inquietante: ovvero non funziona.

    Bella idea, attuale ed interessante ma la narrazione ha qualcosa di acerbo come se l'autrice avesse evitato di calarsi realmente dentro la storia di frugarci dentro. Così anche l'esperienza della lett ...continua

    Bella idea, attuale ed interessante ma la narrazione ha qualcosa di acerbo come se l'autrice avesse evitato di calarsi realmente dentro la storia di frugarci dentro. Così anche l'esperienza della lettura rimane superficiale, viene voglia di tornare indietro a rileggere dei passaggi potenzialmente interessanti ma si rimane sempre con appiccicato addosso un senso di mancanza.
    Peccato perché il tema centrale e anche quelli secondari sono molto potenti e avrebbero potuto scuotere nei lettori domande e riflessioni. Il problema è che non inquieta, non smuove, non commuove veramente, un po' asettico come il programma di accudimento artificiale ma nemmeno abbastanza asettico da farne trapelare l'orrore.

    ha scritto il 

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