Bambini nel tempo

Di

Editore: Einaudi (Supercoralli)

3.8
(2522)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 215 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Olandese , Ceco

Isbn-10: 8806113658 | Isbn-13: 9788806113650 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Susanna Basso

Disponibile anche come: Paperback , Altri , eBook

Genere: Bambini , Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura

Ti piace Bambini nel tempo?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis

ACQUISTA LIBRO
Acquisto non disponibile
per questo libro
Descrizione del libro
Ordina per
  • 4

    Bambini nel tempo

    Fino ad un buon ¾ quarti del romanzo non si capisce bene dove voglia andare eppure riesce a non essere dispersivo, lo fa con una scrittura affascinante, con continue digressioni , spostamenti nel temp ...continua

    Fino ad un buon ¾ quarti del romanzo non si capisce bene dove voglia andare eppure riesce a non essere dispersivo, lo fa con una scrittura affascinante, con continue digressioni , spostamenti nel tempo nel plot e subplot all’‘interno dei singoli capitoli. Il piano privato del protagonista Stephen, uno scrittore di successo di libri per bambini, piano che viene sbattuto in faccia al lettore come un pugno nello stomaco all’ inizio del romanzo è l’evento che fa da sfondo a tutto il romanzo: La sua bambina sparisce mentre è insieme a lui al supermercato. L’espediente ricorda la sceneggiatura di un capolavoro del cinema, quell’”Avventura “ di Michelangelo Antonioni dove Anna, la figlia di un diplomatico prossima al matrimonio scompare dalla piccola isola pietrosa dove era in vacanza con degli amici. Anna non farà più la comparsa durante il film e questo ne accresce esponenzialmente il fascino,il mistero e l’aspettativa di un possibile ritrovamento. Così accade a Kate, la figlia di Stephen. Forse tutto il romanzo è una grande elaborazione del lutto, il perno sul quale ruota tutto è la mancanza della bambina anche se narrativamente la cosa è taciuta, quasi con pudore, ci sono solo rarissime incursioni nei ricordi del narratore e padre Stephen di quando Kate era con i genitori, sembra proprio un romanzo della mancanza, della perdita, il finale sembra voler dire questo, sembra il romanzo voglia andare a parare proprio lì.
    Il sub plot è il suo rapporto con Charles Darke, un editore di successo, poi politico, depresso e la sua nevrosi regressivo infantile che lo porta a scelte drastiche sulla sua vita insieme alla moglie Thelma e che lo porterà fino a quella più drastica di tutte che è il suicidio.
    Altra chiave di lettura è l’infanzia, quell’epoca fatata fatta di libertà, regole ed egoismi. I vari capitoli intercalati dalla nota introduttiva con brani del manuale sull’infanzia che Darke ha scritto su commissione del governo ed i cui passi fanno da guida introduttiva a tutti i capitoli e forse a tutto il romanzo è l’esplicitazione di questo dato, di questi bambini nel tempo che sono gli stessi adulti.
    Un continuo avanti e indietro nel tempo, flashback, visioni, digressioni, spostamenti spazio-temporali, lezioni di scrittura, cose forse inessenziali che condiscono tanti romanzi, in alcuni casi ed apparentemente in modo gratuito solo perché il romanziere possa dare sfoggio della sua abilità ed in questo caso non si può dire che non ce ne sia, ma che rischiano in alcuni casi di appesantire lo svolgimento narrativo, eppure Mc Ewan con una tensione da giallo riesce a tenere alta l’attenzione del lettore, le aspettative, non fosse altro per l’enorme tema che fa da sfondo a tutto il romanzo. La scomparsa della bambina e la fin troppo evidente aspettativa nel lettore che possa essere ritrovata, anche se il narratore gioca col topo-lettore e non dà mai uno spunto per poter capire che questo possa avvenire.
    Infatti vuole parlare di altro, vuole andare a parare altrove. Vuole parlare del lutto, della mancanza, lo fa con una fitta e bella scansione della sua vita e di quella co-protagonisti, con una scrittura mai banale. Ecco forse dove voleva andare a parare, una elaborazione del lutto radicale, magari un po’ forzata con la nascita di un nuovo figlio la vita che continua e la dettagliata descrizione finale del parto, che lungi in alcuni casi dall’apparire poco credibile (Stephen che fa l’amore con la moglie poco prima che avvenga il parto, proprio nel momento delle prime contrazioni) rimane un degno ed affascinante finale.

    ha scritto il 

  • 4

    Indecisa tra le quattro e le cinque stelle

    McEwan è una sicurezza. Non mi tradisce (quasi) mai. La storia c’è. C’è la scrittura, piana, scorrevole, che ti legge quasi dentro. C’è anche la traduttrice, bravissima. C’è il dramma, ma senza pietis ...continua

    McEwan è una sicurezza. Non mi tradisce (quasi) mai. La storia c’è. C’è la scrittura, piana, scorrevole, che ti legge quasi dentro. C’è anche la traduttrice, bravissima. C’è il dramma, ma senza pietismi.
    Il romanzo si basa sulle vicende umane di una coppia durante e dopo il rapimento della figlia minore. La tragedia che colpisce questa famiglia è di quelle senza speranza, ma il finale, una sorta di happy ending a metà, è inatteso e poco ‘alla McEwan’ dei romanzi successivi.

    ha scritto il 

  • 3

    Sarà scritto di pancia, sarà quel che sarà...
    Questo libro è una mera zozzeria ...
    ☆☆☆☆☆
    Riformulo per gli amanti delle recensioni verbose: tutto fuorché un lavoro intimo, come lo definisce il suo aut ...continua

    Sarà scritto di pancia, sarà quel che sarà...
    Questo libro è una mera zozzeria ...
    ☆☆☆☆☆
    Riformulo per gli amanti delle recensioni verbose: tutto fuorché un lavoro intimo, come lo definisce il suo autore.
    Mac cerca di affrontare i temi dello scorrere del tempo, del lutto, del dolore ... ci sono piccole preziose pagine che ho annotato, trovandole catartiche e profonde, ma l'opera tutta, appare sconnessa, forzata.
    Si perdono tra le righe argomenti iniziati con intensità e cuore ma chiosati con una verbosita' inutile e distaccata.
    Gli eventi pretendono di avere un filo che si perde più e più volte, lasciandoti stanco e deluso, infastidito dalla superficialità e da una sensazione di incompiuto.
    Insomma la sensazione è di essersi imbattuti in "pensieri: un tanto al chilo" e di esser stati presi per i fondelli da uno svogliato furbacchione.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    https://lemieletturecommentate.wordpress.com/2016/07/09/bambini-nel-tempo-di-jan-mcewan/

    È un libro complesso nel quale si parla di molte cose, un libro denso di concetti, immagini, ricordi, pensieri che ruotano in qualche modo intorno alla relatività del tempo ma anche al rapporto genito ...continua

    È un libro complesso nel quale si parla di molte cose, un libro denso di concetti, immagini, ricordi, pensieri che ruotano in qualche modo intorno alla relatività del tempo ma anche al rapporto genitori figli, all’educazione scolastica, alla politica…Io ho trovato questo romanzo molto sfuggente nel suo significato, se devo essere sincera e dire cosa mi abbia colpito e cosa mi sia rimasto non saprei dare una risposta. In alcuni passaggi diventa pesante da seguire perché si dilunga in particolari apparentemente ininfluenti, ed è difficile accettare tutte queste divagazioni mentre l’unica cosa che vorrei sapere è cosa sia successo alla piccola Kate; ma non stiamo leggendo un giallo e questo non è un libro che preveda risposte facili o scontate. Per me si tratta di una lettura inquietante e faticosa, spiegazioni surreali a fatti reali, come se il tempo avesse davvero diverse dimensioni e un figlio potesse vedere sua madre mentre lo ha appena concepito…e viceversa. Poi chissà, fra 100 anni magari ciò che adesso ci sembra fanta-fisica sarà dimostrabile e realissimo. Ciò che mi inquieta in questo libro è che la realtà è mescolata con il surreale, quindi non si capisce più su che strada stiamo viaggiando, non stiamo palesemente leggendo un libro di fantascienza o un fantasy. Comunque seppur nel complesso “Bambini nel tempo” sia apprezzabile presenta troppa carne al fuoco, storie in apparenza troppo approfondite ma che non scavano realmente nel profondo e fanno sembrare il romanzo un po’ un calderone caotico, il tutto comunque si salva perché McEwan è uno scrittore davvero bravo. La parte che ho sentito più bella e più vera del libro è quando Julie accetta la perdita della figlia continuando ad amarla ma smettendo di desiderarla accanto a sé. Che dramma terribile la perdita di un figlio, la sua scomparsa soprattutto, il non sapere che cosa ne sia stato, dramma che in questo caso seppur con fatica viene assimilato e superato con una nuova vita.

    ha scritto il 

  • 2

    L'incipit sembrava promettente, poi nel corso della narrazione l'autore si perde in digressioni e/o flashback, spesso noiosi e lunghi, che più di una volta mi hanno fatto perdere il filo del discorso. ...continua

    L'incipit sembrava promettente, poi nel corso della narrazione l'autore si perde in digressioni e/o flashback, spesso noiosi e lunghi, che più di una volta mi hanno fatto perdere il filo del discorso. Ho di gran lunga apprezzato il Mc Ewan di "Espiazione"!

    ha scritto il 

  • 3

    Penso sia stato prima degli anni '90 che trovandomi in una libreria vicino casa ho acquistato questo libro. Narra la storia misteriosa di una scomparsa vissuta con gli occhi del genitore. "Child in ti ...continua

    Penso sia stato prima degli anni '90 che trovandomi in una libreria vicino casa ho acquistato questo libro. Narra la storia misteriosa di una scomparsa vissuta con gli occhi del genitore. "Child in time" non è la figlia perduta, lei anzi è immobile nel tempo, è invece il papà che torna continuamente alla sua infanzia e ne trae le risorse per "rinascere". Risulta così un romanzo che mette ansia perché il presente è sotto il segno della felicità, mentre il passato è contrassegnato dal dolore, fermo ed immutabile. A tratti commovente l'A. ci parla delle nostre irriducibili solitudini, della fragilità delle nostre relazioni, della vulnerabilità del nostro essere al mondo. Soprattutto ci parla dell'incessante dialettica fra l'adulto e il bambino che ci sono in noi. Un dialogo che costituisce la fonte della nostra energia creativa; tuttavia un rapporto che, se squilibrato, può portarci all'autodistruzione. Praticamente partendo da un pretesto riesce a mettere in discussione tutta l'esistenza del personaggio principale e di riflesso fa pensare noi, non importa se in bene o male, ma fa riflettere, con un finale indescrivibile che ancor oggi ne conservo la memoria.

    ha scritto il 

Ordina per