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Bambino 44

By Tom Rob Smith

(478)

| Paperback | 9788860615046

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Book Description

Unione Sovietica, 1953. Il regime di Stalin è al vertice, con l'entusiastica collaborazione del Ministero della Sicurezza e dell'MGB (precursore del nefando KGB), l'organismo di polizia segreta la cui brutalità e la continua pratica di torture non so Continue

Unione Sovietica, 1953. Il regime di Stalin è al vertice, con l'entusiastica collaborazione del Ministero della Sicurezza e dell'MGB (precursore del nefando KGB), l'organismo di polizia segreta la cui brutalità e la continua pratica di torture non sono un segreto. La popolazione è costretta a credere che il crimine è stato debellato in tutto il paese, che tutti sono felici e che il governo rappresenta il punto di riferimento e di ispirazione morale per ogni cittadino modello. Quando tuttavia il cadavere di un ragazzino viene ritrovato sui binari di un treno, l'ufficiale dell'MGB Leo Demidov si sorprende che i genitori del piccolo morto siano convinti si tratti di omicidio. I superiori di Leo gli ordinano di non indagare né su questa morte né sulle altre che seguiranno. Leo obbedisce, anche se sospetta che qualcuno di molto importante possa essere implicato. Smetterà di obbedire nel momento in cui alla giovane moglie Raisa arriveranno minacce affinchè diventi lei stessa garante e spia dell'operato di Leo. Da agente inquisitore allineato con i diktat governativi, Leo diventerà un nemico pubblico da snidare, inquisire e sicuramente eliminare. Costretti a fingere di non amarsi per non nuocersi a vicenda, Leo e Raisa, dovranno proteggersi dal nemico ufficiale e potentissimo, e dai tanti nell'ombra di cui ignorano l'identità.

423 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Il fratello dimenticato

    "Per tutto il tempo era stata un'indagine nel suo passato tanto quanto sui delitti,un'indagine che lo spingeva a tutta velocità verso il confronto con un fratello che aveva cercato di dimentica"

    Vorrei iniziare questa recensione con la mia personale ...(continue)

    "Per tutto il tempo era stata un'indagine nel suo passato tanto quanto sui delitti,un'indagine che lo spingeva a tutta velocità verso il confronto con un fratello che aveva cercato di dimentica"

    Vorrei iniziare questa recensione con la mia personale distinzione di thriller. Per me esistono tra tipi di thriller che si addicono ai movimenti del corpo. I thriller camminata,cioè quelli lenti,che ti portano piano piano a destinazione,i thriller camminata veloce quelli che ti portano a destinazione più velocemente,ma che non hanno come unico obbiettivo l'assassino e poi i thirller di corsa quelli incalzanti che fai di tutto per finirlo.Detto questo il romanzo sopracitato è un thriller CAMMINATA VELOCE.

    Un bambino,Pavel,scompare sotto gli occhi miopi di suo fratello Andrej.Cosa è successo a Pavel? Che fine ha fatto?E vivo o è morto? Bhe la risposta a tutte queste domande non è tanto scontata,perchè vi chiederete leggetelo e capirete. Con queste domande si apre il romanzo,ma poi si lascia andare,quasi si ci dimentica di questa storia perchè tutto ci riporta a Leo,alla sua vita perfetta. E' entrato nella squadra dell'MGB quindi ha un posto d'onore,tutti ai suoi ordine,alla ricerca di una presunta spia,ma fa l'errore di tutta la sua vita che poi è lo scatto principale del libro.Qualcuno vuole incastrarlo,sua moglie è una spia.Avrà mai lui il coraggio di denunciarla?Sa che se lo farà morirà,ma salverà la sua famiglia?Cosa farà Leo?Non vi è dato saperlo.Dalla sua decisione partono varie condanne,parte la caccia all'uomo.Ma chi stanno cercando un assassino o il passato represso di Leo?Chi è quest'uomo che uccide i bambini? Un uomo senza cuore. Li attira a se e li uccide,gli recide lo stomaco che da come cena ai suoi gatti.Ma niente è come appare un assassino tanto efferato che ha ucciso ben 48 bambini,e un uomo normale,ha una famiglia,una moglie che lo ama e delle figlie che lo vedono come un eroe,ma allora perchè fa questo se ha veramente la felicità in pugno? Vedete quante domande sorgono spontanee solo leggendo la trama.
    Oltre a una corsa contro il tempo,contro l'assassino,Leo si ritrova ad affrontare anche una lotta contro se stesso,contro il suo passato e soprattutto contro il suo presente.
    Ha vissuto nella bugia,in un attimo tutte le sue convinzioni sono cambiate.Tutto quello che ha fatto è sbagliato,ma è troppo tardi per rimediare,deve dimenticare e cercare di fare del bene per cancellare il male. Ma funziona davvero così?

    Con questa domanda vi lascio a questo romanzo,io ho l'ebook quindi chi lo vuole basta che mi scriva.
    Buona Lettura,
    libro che merita davvero tantissimo!

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    Francesca Figura said on Jul 18, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Si legge con interesse, più come romanzo storico che come thriller.... in effetti il vero filo narrante del libro è la realtà sovietica degli anni50, gli ultimi anni di stalin e tutta la politica e repressione anti occidente. ...il thriller vero e pr ...(continue)

    Si legge con interesse, più come romanzo storico che come thriller.... in effetti il vero filo narrante del libro è la realtà sovietica degli anni50, gli ultimi anni di stalin e tutta la politica e repressione anti occidente. ...il thriller vero e proprio si sviluppa da metà libro, ma anche questa parte è più caratterizzata dai tentativi di fuggire ai poteri forti che non ammettono l'esistenza del crimine più che una vera e propria caccia al killer; fino a giungere ad un finale poco entusiasmante.

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    Elfo said on Jun 15, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Bel libro!
    Una descrizione minuziosa della vita in Russia degli anni 50, il terrore di quelle persone, il pericolo di essere sempre sotto controllo, di essere denunciate, di essere accusate di far parte di movimenti contro la politica di quel tempo, ...(continue)

    Bel libro!
    Una descrizione minuziosa della vita in Russia degli anni 50, il terrore di quelle persone, il pericolo di essere sempre sotto controllo, di essere denunciate, di essere accusate di far parte di movimenti contro la politica di quel tempo, di sapere che oggi ci siamo e domani no.
    Tutto questo per far capire al lettore lo stato d'animo di quel tempo.
    Una volta raggiunta questa consapevolezza, incomincia il thriller vero e proprio.
    Scorre velocemente e ti appassiona nella lettura, lo consiglio a tutti quanti.

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    Andrea Virgili said on May 11, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un ottimo thriller!

    Un killer di bambini. Una storia vecchia vent'anni. Davvero coinvolgente, non riesci a staccarti dal libro fino alla fine. Consigliatissimo.

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    Mimil said on Apr 29, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    coinvolgente ma non privo di ombre

    La trama e la scrittura sono molto efficaci, fanno provare emozioni vere. Il giallo anche è abbastanza solido, il colpo di scena arriva presto ma è ben piazzato, il movente invece è un po' tenue (o non approfondito). I personaggi sono corposi, hanno ...(continue)

    La trama e la scrittura sono molto efficaci, fanno provare emozioni vere. Il giallo anche è abbastanza solido, il colpo di scena arriva presto ma è ben piazzato, il movente invece è un po' tenue (o non approfondito). I personaggi sono corposi, hanno anima, personalità e discreta coerenza. Però nonostante non mi riuscissi a staccare non mi ha fatto piacere leggerlo. Ci sono momenti molto crudi, in cui la narrazione diventa quasi compiaciuta. E c'è la descrizione della macchina del potere sovietico che mi ha davvero disturbato con la sua ottusa stolidità, la sua cieca freddezza, la rigidità senza scampo. Queste descrizioni sono davvero claustrofobiche e mi hanno fatto rabbia. E c'è ancora una sorta di soddisfatto accanimento nella descrizione di questo potere oppressivo e disperante. C'è un momento in cui pare che nessuna redenzione sia possibile, che non ci sia sbocco. Ed è il momento peggiore. Poi la storia cambia passo, la speranza, il cambiamento, il miglioramento si fanno strada. Ma, come spesso accade, è il momento narrativamente più debole. E' una trilogia, continuerò a leggerla ma non sono ancora conquistata

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    Adriana said on Mar 14, 2014 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Coinvolgente!

    Nell'Unione Sovietica del 1953, Leo è un ufficiale dell'MGB la polizia segreta sovietica, ma soprattutto è un servo del sistema, quel sistema che addestra i suoi adepti alla crudeltà e coltiva le paure del popolo. La vita di ogni cittadino è sotto il ...(continue)

    Nell'Unione Sovietica del 1953, Leo è un ufficiale dell'MGB la polizia segreta sovietica, ma soprattutto è un servo del sistema, quel sistema che addestra i suoi adepti alla crudeltà e coltiva le paure del popolo. La vita di ogni cittadino è sotto il costante mirino di una Polizia di Stato, che per il “bene comune” si fa portavoce di una legge che punisce e basta. Sei sospettato? Considerati già morto. Così deve essere. Così è. Leo è stato addestrato per rendere il suo cuore crudele e non c'è altra legge al di fuori di quella di Stalin a cui si deve prestare cieca e sottomessa obbedienza. Quando il figlio di un suo collega viene trovato morto spetta a lui insabbiare il caso, convincendo il padre della vittima che si è trattato di un incidente e non di un omicidio, gli omicidi in Unione Sovietica non esistono. Il piccolo Arkadij è stato travolto da un treno mentre giocava nei pressi della ferrovia, fine della storia, nonostante ci sia una testimone, nonostante ci siano delle tracce e cose non dette e taciute, sotto minaccia. Ma le cose sono andate diversamente. Ci vorrà del tempo, prima che lo stesso Leo, si renda conto che in Unione Sovietica la parola "giustizia", è solo una facciata. Per la Polizia di Stato è molto più facile affibbiare la colpa a qualche emarginato della società, o a qualcuno di momentaneamente scomodo, l'importante è chiudere il caso e uscirne vittoriosi. Invece è proprio perché, in uno Stato liberticida, il crimine non esiste, non deve esistere, che un serial killer può uccidere indisturbato. Leo abituato a non dormire per giorni pur di catturare un sospettato, ad assumere anfetamine pur di non cedere ai normali cali fisiologici tipici dell'essere umano, deciderà di cambiare nel momento in cui il dito dei suoi superiori verrà puntato contro sua moglie. Denunciarla e quindi condannarla, o difenderla e mettere a repentaglio la sua vita e quella dei suoi genitori? Una vita contro tre, la scelta non dovrebbe essere difficile, eppure Leo non vuole più far parte di un sistema capace di mistificare anche un semplice gesto. La ribellione lo porterà all'esilio, al suo re-inquadramento nella Militia, e a scoprire tante cose di se e del suo matrimonio. Ma sa anche che sarà una cosa breve, che non durerà, perché chi lo ha coinvolto in questo scandalo, andrà avanti con il suo processo di punizione, e prima o poi Leo sa che lui e sua moglie Raisa verranno di nuovo sottoposti ad indagine, e messi a morte. L’unica cosa che gli rimane davvero, è quella di fare una giustizia vera catturando il killer, che ormai ha già barbaramente ucciso 45 bambini, tutti con lo stesso modus operandi. "Bambino 44" è veramente un bellissimo romanzo, con una buona dose di thriller, ma non solo. A un'attenta e raggelante ricostruzione storica si aggiunge l'evolversi di un personaggio che da "cattivo" diventerà "buono", co-protagonisti o anche solo comparse ben tratteggiati, una caccia all'uomo ricca di azione e poi un epilogo, quasi commovente, finalmente necessario per espiare definitivamente ogni colpa. La sola copertina è capace di catapultare il lettore nel freddo clima di terrore che lo accompagnerà per 440 pagine: una coltre di neve macchiata di sangue attraversata dai binari di un treno, due indelebili cicatrici lungo l'Unione Sovietica. Voto: 7,5

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    Silvia Marcaurelio said on Feb 24, 2014 | Add your feedback

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