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Bambino 44

Di

4.1
(2341)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 456 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Inglese , Catalano , Spagnolo , Francese , Portoghese , Chi tradizionale , Norvegese , Olandese

Isbn-10: 8860617391 | Isbn-13: 9788860617392 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida , Paperback

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
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  • 5

    il più bello che ho letto quest'anno!!

    e forse uno dei più bei thriller che abbia mai letto!!! l'ho divorato in un giorno, facendo le ore piccole.
    avvincente, emozionante, molto ben scritto, accurato, ricco di suspense e angosciante.
    lo spunto della storia, tratto un orribile fatto di cronaca di un serial killer, in realtà ...continua

    e forse uno dei più bei thriller che abbia mai letto!!! l'ho divorato in un giorno, facendo le ore piccole.
    avvincente, emozionante, molto ben scritto, accurato, ricco di suspense e angosciante.
    lo spunto della storia, tratto un orribile fatto di cronaca di un serial killer, in realtà mi è parsa quasi una scusa per calare il lettore all'interno della realtà russa del periodo staliniano e post staliniano.
    si vive la paura, pagina per pagina. la paura di fidarsi, di parlare, di pensare, di respirare. persino la paura di guardare altre persone negli occhi o di non guardarle proprio! si vive l'angoscia e il clima di terrore, si inorridisce innanzi a certe scelte politiche che hanno fatto di uomini miseri fantocci senza volontà propria.
    con quel " grande fratello" stile Orwell che tutto vede e non lascia vivere.
    accurato nelle descrizioni, fedele a un pezzo di storia fra le più vergognose.
    e mentre leggi, ti immedesimi nei personaggi, ti poni le stesse domande di Leo, ti emozioni, ti indigni, ti arrabbi.
    e se un libro, al di là della storia, che pure è scritta con ritmo e sagacia, ti coinvolge al punto di impedirti di mollare la lettura fino alla fine, allora è certo che si tratta di un gran bel libro.
    e riesci a perdonargli anche qualche scivolata nell'inverosimile verso la parte finale, dove i protagonisti diventano esageratamente eroici e invincibili.
    soprattutto quando ti rendi conto che lo scrittore è molto giovane, e il libro è la sua opera prima.
    e comunque, io adoro il lieto fine!
    assolutamente da leggere. gran bel libro, davvero.

    ha scritto il 

  • 2

    Perdonami Tom...

    Semplicemente ci sono dei libri che non sono per noi. Ecco, "Bambino 44" non era decisamente per me. Non ci siamo mai trovati, non mi ha stuzzicato, non mi ha corteeggiato e arrivare al traguardo é stata davvero una faticaccia.

    ha scritto il 

  • 4

    Molto piacevole questo libro, riesce a coinvolgere immediatamente e a tenere alta tensione fino alla fine delle 500 pagine. Lo consiglio anche perchè a breve penso uscirà il film.

    ha scritto il 

  • 3

    Prima o poi imparerò a leggere la quarta di copertina e non soltanto i commenti su anobi. Se lo avessi fatto con “Bambino 44” avrei scoperto che non di un libro sui lager nazisti si tratta, ma di un thriller. È un po' come quando non guardo le etichette e mi lavo i denti con la crema depilatoria. ...continua

    Prima o poi imparerò a leggere la quarta di copertina e non soltanto i commenti su anobi. Se lo avessi fatto con “Bambino 44” avrei scoperto che non di un libro sui lager nazisti si tratta, ma di un thriller. È un po' come quando non guardo le etichette e mi lavo i denti con la crema depilatoria.
    Però c'è un vantaggio a non leggere le trame: i libri riservano più sorprese. Se avessi letto la trama, non avrei aperto il libro. Non sarei stato fiondato nell'Unione Sovietica degli anni 50, in un clima da 1984, nel grigio assoluto, nella paura. Anzi, no, nel clima di terrore che probabilmente non è nemmeno troppo amplificato dallo scrittore americano. Un incipit davvero appassionante e un crescendo di emozioni fino a metà libro.
    Purtroppo, la seconda parte scivola nell'incredibile, nel poco probabile e nel grottesco. Quando i protagonisti si trasformano in supereroi, la storia finisce inevitabilmente nel ridicolo e nel banale. Un inizio d'acciaio (stalin) e una fine di merda, che non so come si traduca in russo.
    Il che insegna che c'è un vantaggio anche a lavarsi i denti con la crema depilatoria: quando devi scrivere un commento, non hai peli sulla lingua.

    ha scritto il 

  • 5

    Totalitarismo e serial Killer da una storia vera

    Bambino 44 - Tom Rob Smith - Un thriller che non riuscivo a smettere di leggere. Ridley Scott ne ha acquistato i diritti per un film. Il tutto è ispirato, purtroppo, ad una storia vera, quella del serial killer russo Andrej Chikatilo conosciuto anche come Rostov Ripper.
    Ambientazione: Il ...continua

    Bambino 44 - Tom Rob Smith - Un thriller che non riuscivo a smettere di leggere. Ridley Scott ne ha acquistato i diritti per un film. Il tutto è ispirato, purtroppo, ad una storia vera, quella del serial killer russo Andrej Chikatilo conosciuto anche come Rostov Ripper.
    Ambientazione: Il prologo si svolge nell’ inverno del 1933 in un villaggio ucraino. Gli abitanti stanno morendo di stenti, gli animali domestici e anche i ratti sono ormai scomparsi, in quanto considerati durante la carestia, cibo appetibile. Due bambini avvistano un gatto nel bosco ed escono per cacciarlo.
    Segue nella Russia del 1953, in pieno regime Stalinista, un paese perfetto "dove il crimine non esiste".
    Leo Dimidov,è un ufficiale di polizia, eroe di guerra che ha sempre eseguito gli ordini del Partito: comincia ad avere dei dubbi su ciò che sta facendo quando deve indagare sulla morte di un ragazzino che a lui non sembra per nulla un incidente. La verità che farà emergere, lottando da solo contro tutti e contro il tempo, lo trasformerà da predatore in preda. Si troverà davanti a scelte impossibili. Oltre che un buon thriller, la lettura di questo libro ci trascina dentro la storia della Russia di quel periodo buio in modo inquietante, freddo, duro con un ritmo incalzante. Sentirete il freddo della neve e il disgusto per il genere umano che è stato in grado di portale l'umanità ad un tale punto di degrado e di crudeltà.

    ha scritto il 

  • 4

    non trovo il termine adatto

    perché a leggerlo, sì, mi è piaciuto e molto (due giorni di seguito senza staccare, come prassi vuole).
    Non posso criticarlo senza diventare pignola, ma diavolo, posso dire che è bello un libro così??

    Ho odiato l'uomo, ho odiato gli uomini tutti (ambosessi), ho odiato l'intero mondo ...continua

    perché a leggerlo, sì, mi è piaciuto e molto (due giorni di seguito senza staccare, come prassi vuole).
    Non posso criticarlo senza diventare pignola, ma diavolo, posso dire che è bello un libro così??

    Ho odiato l'uomo, ho odiato gli uomini tutti (ambosessi), ho odiato l'intero mondo fatto di uomini che si adeguano a tutto e che accettano tutto e che fanno la storia aggrappati come sanguisughe alla vita, capaci di diventare delle merde pur di sopravvivere a qualsiasi costo.
    Ogni scusa è buona per l'essere umano per giustificarsi di fronte alla sua mostruosa capacità di vigliaccheria becera: la paura di morire! La maledetta paura di morire.
    Così si accettano le dittature più feroci (che arrivano mentre noi stiamo pensando ai c***i nostri), la fame, la miseria, la tortura (degli altri), ci si nasconde dietro ai figli per mascherare la propria incapacità a prendere provvedimenti di alcun genere per qualunque cosa.

    Insomma leggere di un'umanità schiacciata che ringhia e si divora mi fa sempre pensare che siamo passati attraverso il medioevo (ma mai usciti del tutto) in questa magnifica maniera.
    E me ne sbatto altamente che passato tutto uno si ripulisce e dei bei discorsi sulla dura legge della natura per la sopravvivenza: stiamo sempre qua a vantarci di essere superiori a qualunque cosa quando basta la paura a renderci delle merde totali; poi andiamo in giro a raccontare favolette su quanto è bello e grande l'amore e che fa miracoli (a panza piena, però).

    Però devo dire che un pregio ce l'ha un libro così: esiste.
    Quindi vi mettete da un lato del letto robe blah come "I love shopping" e dall'altro robe come "Bambino 44" e li leggete a turno.

    Comunque leggetelo, veramente, che vi fa bene all'autostima.

    ha scritto il 

  • 4

    Investigazione controcorrente nell'URSS di Stalin

    Ciò che rende memorabile questo avvincente thriller e lo colloca decisamente al di fuori dell'ordinaria letteratura contemporanea appartenente a questo genere, è l'ambientazione scelta con arguzia dall'autore e ricostruita all'esito di un laborioso ed accurato lavoro di ricerca e di documentazion ...continua

    Ciò che rende memorabile questo avvincente thriller e lo colloca decisamente al di fuori dell'ordinaria letteratura contemporanea appartenente a questo genere, è l'ambientazione scelta con arguzia dall'autore e ricostruita all'esito di un laborioso ed accurato lavoro di ricerca e di documentazione.
    Alla fine più che le barbare uccisioni di poveri bambini innocenti e l'azione mortifera del loro misterioso killer che si può letteralmente mimetizzare nel pavido grigiore dell'uniformata società stalinista, quella che rimane ben piantato nella memoria del lettore è proprio la ricostruzione accurata e credibile di una società dominata da una forma di raggelante follia collettiva, quella in cui erano costretti a vivere e a costruire il proprio futuro i cittadini sovietici nel primo dopoguerra: un'organizzazione caratterizzata da un paranoico mix di prevaricazione e di sospetto reciproco, di ipocrisia e di menzogna, e soprattutto di paura, paura e ancora paura. In questo contesto non sono certo le gesta estemporanee della mente deviata di un singolo killer a rendere angosciose e inquietanti le vicende narrate dal libro, quanto piuttosto la descrizione della pervicace e sottile crudeltà psicologica perpetrata dai meccanismi dell'assolutismo politico che ha asservito per tanti anni un'intera gigantesca nazione e i suoi milioni di abitanti.
    Abilissimo nel gestire i tempi e le dinamiche del suo racconto, al punto da perdonargli senza esitazione qualche forzatura di verosimiglianza al momento di svelare il clamoroso colpo di scena e le nebulose spiegazioni conclusive sui moventi delle uccisioni, Tom Rob Smith è assai più bravo a farci partecipare in prima persona la penosa esistenza di tutti i giorni dei cittadini dell'Unione Sovietica di quegli anni (ancora vivente Stalin), costretti a combattere non solo contro la fame, la sporcizia, la fatica, la penuria di tutto, persino della speranza, ma anche e soprattutto con la malevolenza rancorosa dei loro stessi vicini di casa, persino dei loro familiari, tutti schiavizzati dalle ineluttabili regole di una vera e propria "psicosi collettiva", così radicata e diffusa da rendere ciascuno alternativamente un potenziale sociopatico o una potenziale vittima.
    Sono curioso sia di leggere i due seguiti di questo romanzo, con il forte timore che difficilmente potranno eguagliare la folgorante novità e la fluidità delle pagine di questo primo episodio, sia di vedere come riusciranno a rovinare tutto quanto nella trasposizione filmica ormai imminente.

    ha scritto il 

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