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Banqueiro Anarquista

Por

Editor: Koch, Neff & Oetinger & Co

3.7
(699)

Language:Português | Number of Páginas: | Format: Paperback | Em outros idiomas: (outros idiomas) Spanish , Italian , French , Greek , Finnish , Catalan , German

Isbn-10: 9726080045 | Isbn-13: 9789726080046 | Data de publicação: 

Também disponível como: Others

Category: Fiction & Literature , Philosophy , Political

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Descrição do livro
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  • 5

    Storia assolutamente affascinante letta in un soffio.
    E' difficle incasellarla tra il racconto, il monologo e la riflessione filosofica.
    Le argomentazioni del banchiere nella loro forma retorica ricor ...continuar

    Storia assolutamente affascinante letta in un soffio.
    E' difficle incasellarla tra il racconto, il monologo e la riflessione filosofica.
    Le argomentazioni del banchiere nella loro forma retorica ricordano, seppur di diverso contenuto, quelle fatte in prima persona, nelle Braci di Sànder Màrai, dal Generale all'ospite amico.
    Ma qui Pessoa riesce, con l'uso magistrale della parola e di un vorticoso uso di sillogismi, a realizzare ciò che in natura può apparire impossibile come risulta essere la quadratura del cerchio. Dove qui quadrato e cerchio sono le figure sociali del banchiere da una parte e dell'anarchico dall'altra.
    Tutto questo sarebbe un bellissimo e coltissimo giochino se il racconto non celasse una pesantissima critica sui modelli sociali precostituiti. Pessoa doveva aver chiaro nello scriverlo il pensiero di Max Stirner nel suo "L'unico e la sua proprietà".
    In questo consiste, forse, la ferrea coerenza del monologo del Banchiere. Per volare alto, ma con Pessoa non si può farne a meno, Catone ricordava questo precetto: "Abbi chiaro il concetto, le parole verranno da sole".

    dito em 

  • 4

    Libertà?

    Più che romanzo breve o racconto, si tratta di una sorta di dialogo socratico tra un banchiere monopolista ed un amico. Il libro "si regge su una catena di presupposti, ciascuno dei quali è appena più ...continuar

    Più che romanzo breve o racconto, si tratta di una sorta di dialogo socratico tra un banchiere monopolista ed un amico. Il libro "si regge su una catena di presupposti, ciascuno dei quali è appena più estraneo alla verità rispetto a quello che lo precede. A leggere Il banchiere tutto d'un fiato si ha l'impressione che ogni passaggio sia, evidentemente, logico. Solo a un'attenta rilettura si colgono le variazioni minime che consentono, sommandole una ad una, di notare il moto di deriva delle deduzioni. Serve del tempo e della buona volontà per accorgersi insomma che quel che lega l'anarchia al suo esatto opposto non è una linea retta, e che ad ogni curva ci sono vizi logici che inficiano l'intero percorso".
    Il deragliamento logico si conclude con un'affermazione paradossale: l’unico modo per essere veramente anarchico è diventare ricco. "Amico mio -dice il banchiere- io ho creato solo libertà. Ho liberato una persona. Ho liberato me. Il mio metodo, che è, come le ho provato, l’unico veramente anarchico, non mi ha permesso di liberarne di più. Quelli che ho potuto liberare, li ho liberati".

    dito em 

  • 5

    Molto stimolante paradossale e in alcuni casi stiracchiato

    Pag 12 L'anarchico è un oppositore di chi nasce socialmente diseguali.
    Pag 14 L'unico male solo le convenzioni e le finzioni sociali.
    Pag 16 Siamo progressiti e non borghesi quando diciamo che il sist ...continuar

    Pag 12 L'anarchico è un oppositore di chi nasce socialmente diseguali.
    Pag 14 L'unico male solo le convenzioni e le finzioni sociali.
    Pag 16 Siamo progressiti e non borghesi quando diciamo che il sistema attuale è ingiusto e vogliamo sostituirlo con qualcosa d'altro.
    Pag 16 Se la società può essere naturale allora può essere anarchica.
    Pag 17 La natura è legata all'istinto quale è la cosa più vicina che sembra essere istinto l'abitudine.
    Pag 28 La stessa logica che vuole abbattere ciò che non è natura essere solidale.
    Pag 36-37 La tirannia dell'aiuto.
    Pag 43 Per evitare di tirannerggiarsi ognuno doveva agire individualmente nel periodo di preparazione
    Per evitare la tirannia dei soldi dovevo essere non dipendente dai soldi.

    dito em 

  • 4

    Tre brevi racconti che mi hanno mostrato un Pessoa più "digeribile" rispetto a quello de "l'inquietudine" (troppo ostico per il mio modo di vivere la lettura come evasione non banale ma neanche troppo ...continuar

    Tre brevi racconti che mi hanno mostrato un Pessoa più "digeribile" rispetto a quello de "l'inquietudine" (troppo ostico per il mio modo di vivere la lettura come evasione non banale ma neanche troppo impegnativa). Nel primo, il banchiere anarchico ci offre le sue riflessioni personali su come è diventato un capitalista senza (a suo modo di vedere) rinnegare gli ideali libertari; più leggeri gli altri due racconti, comunque gradevoli.

    dito em 

  • 4

    Ragionamento ad oltranza

    Non tutto quello che il banchiere anarchico racconta mi ha convinto. Ma devo dare atto a Fernando Pessoa di aver costruito un percorso ragionato e suggestivo sull'arte del convincere il prossimo e sé ...continuar

    Non tutto quello che il banchiere anarchico racconta mi ha convinto. Ma devo dare atto a Fernando Pessoa di aver costruito un percorso ragionato e suggestivo sull'arte del convincere il prossimo e sé stessi che è parte del patrimonio di pochi. L'anarchia in questo testo è una mera scusa, un idea che sfuma e non trova traccia se non per giustificarne l'esatto contrario.

    dito em 

  • 4

    Trittico portoghese

    Tre racconti scelti dall'enorme produzione di Pessoa.
    Il primo di questi, quello che dà il titolo alla raccolta, è un vero e proprio gioiello: il dialogo con cui il banchiere espone le sue ragioni a s ...continuar

    Tre racconti scelti dall'enorme produzione di Pessoa.
    Il primo di questi, quello che dà il titolo alla raccolta, è un vero e proprio gioiello: il dialogo con cui il banchiere espone le sue ragioni a sostegno di una tesi apparentemente assurda, è una vera e propria lezione di logica.
    Attuale oggi come poteva esserlo negli anni '20.
    Piacevoli, ma leggerini gli altri due racconti che completano l'opera.

    dito em 

  • 3

    Raccolto leggo la raccolta

    Il banchiere anarchico:
    il racconto più interessante dei tre, seguire la logica della scelta effettuata dal banchiere appassiona in un certo senso e tiene incollati alla lettura.

    Una cena molto origin ...continuar

    Il banchiere anarchico:
    il racconto più interessante dei tre, seguire la logica della scelta effettuata dal banchiere appassiona in un certo senso e tiene incollati alla lettura.

    Una cena molto originale:
    diciamocelo, si capisce quasi subito dove vuole andare a parare il Presidente... meno ovvio il finale ma la sostanza è poca.

    II furto nella Villa delle Vigne:
    un breve racconto con risoluzione alla Sherlock, interessante seguire la razionalità dell'investigatore ma si sente pesantemente l'incompiutezza del racconto.

    dito em 

  • 5

    Logico - illogico

    Pessoa riesce a giocare con la logica, portandola fino ad un estremo inaspettato e - per alcuni versi - addirittura illogico. Molto divertente ed istruttivo

    dito em 

  • 3

    Per gli amanti di Pessoa

    In sè i racconti riunti nel libro con il nome "il Bancheire anarchico" (uno dei racconti) non mi hanno fatto brillare gli occhi (passatemi questo termine). Il principale pregio - a mio avviso - è quel ...continuar

    In sè i racconti riunti nel libro con il nome "il Bancheire anarchico" (uno dei racconti) non mi hanno fatto brillare gli occhi (passatemi questo termine). Il principale pregio - a mio avviso - è quello di disvelare alcune pieghe dell'animo dell'autore de Il Libro dell'inquietudine.

    dito em 

  • 0

    Il banchiere anarchico
    E vedrà cosa verrà fuori dalla rivoluzione russa... Qualcosa che ritarderà di decine di anni la realizzazione della società libera.
    Il racconto più rilevante dei tre, la dimostr ...continuar

    Il banchiere anarchico
    E vedrà cosa verrà fuori dalla rivoluzione russa... Qualcosa che ritarderà di decine di anni la realizzazione della società libera.
    Il racconto più rilevante dei tre, la dimostrazione quasi scientifica di come un uomo dalla salda fede anarchica è diventato un importante banchiere.
    Scritto nel 1922, guarda già con grande scetticismo al comunismo sovietico, tanto che il protagonista opta per la soluzione più radicale di tutte, quella che non mira a creare un nuovo ordine sociale, ma a liberarsi definitivamente da qualsiasi costrizione.
    Il ragionamento del banchiere verte essenzialmente sugli errori di metodo nella realizzazione della società anarchica – poiché chi la professa tende a creare a sua volta gruppi gerarchici, quindi in contrapposizione con le sue idee.
    Smascherando aporia dopo aporia, il protagonista arriva all’isolamento completo, l’unico atteggiamento che considera rispettoso degli ideali anarchici.
    Al termine del discorso, resta l’idea che il protagonista abbia creato un impianto perfetto dal punto di vista dialettico, ma inconsistente nell’essenza, soprattutto per uno dei suoi punti di partenza, un’idea che tende a essere riproposta: per liberarsi dalla schiavitù della finzione sociale per eccellenza, il denaro, occorre accumularne moltissimo in modo che, affrancati dallo stato di necessità, si diventa veramente liberi.
    A questo punto la palla passa a religioni, filosofie, sistemi di valori morali per disquisire su questo punto – certamente in uno spazio più ampio delle poche pagine di questo racconto.

    Una cena molto originale
    Sarà che ho letto parecchie storie che finiscono per vertere sull’argomento che racconti di questo tipo non mi sorprendono più di tanto, soprattutto una volta compreso dove l’autore vuole andare a parare.
    Il racconto è anche carino, ma dal mio punto di vista, prevedibile – non aggiungo altro perché sarebbe spoiler.

    Il furto nella Villa delle Vigne
    Si tratta di un frammento ricostruito sulla base di alcuni appunti di Pessoa, un giallo in stile Sherlock Holmes, in cui un medico è chiamato a risolvere l’enigma di un furto e a scagionare un innocente.
    Di fatto la storia è costituita dalla sola spiegazione finale, basata su metodi rigorosamente logici e deduttivi – l’investigatore non ha nemmeno bisogno di visitare la scena del crimine.
    Ovvero, si prova la soddisfazione di quando si legge la soluzione di un giallo togliendo tutta la parte di suspense, indagini, inganni per il lettore che porta fino a lì.
    In conclusione, ci si può domandare se la pubblicazione di questo racconto fosse indispensabile o solo funzionale a riempire questo volumetto. Se a livello letterario ha i suoi limiti, per lo meno ci svela il Pessoa giallista che non è stato lasciando spazio alla curiosità su quello che avrebbe potuto essere.

    dito em 

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