Bar Sport

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3.9
(8950)

Language: Čech | Number of Pages: 143 | Format: Others | In other languages: (other languages) Italian

Isbn-10: 8086515699 | Isbn-13: 9788086515694 | Publish date: 

Category: Fiction & Literature , Humor , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
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  • 5

    io lo adoro

    probabilmente perché condivido il background emiliano dell'autore. Tutti i personaggi che descrive, compreso l'atteggiamento, i tratti somatici e il modo di parlare, sono quelli che si riconoscono "in ...continue

    probabilmente perché condivido il background emiliano dell'autore. Tutti i personaggi che descrive, compreso l'atteggiamento, i tratti somatici e il modo di parlare, sono quelli che si riconoscono "in paese". Ovviamente ogni paese ha i propri, ma l'archetipo è riconoscibilissimo.
    Forse coloro che l'hanno trovato esagerato, eccessivamente caricaturistico, surreale... è perché sono nati e cresciuti in ambienti diversi: vi assicuro che questi personaggi esistono, ed è questo che fa più ridere il lettore che si immedesima nel paese descritto da Benni, perché in fondo non è tanto diverso dal proprio. Anzi, quello che era (quind anche con l'effetto nostalgia canaglia) visto che nell'ultimo decennio, oltre a tutto il resto, anche il paese ha subito grosse trasformazioni, e i "personaggi tipici" sono andati a sparire. Forse per questo potrebbe non piacere ai supergiovani...perché non hanno conosciuto le "macchiette" realmente esistite...

    in ogni caso il libro a me fa capottare dalle risate ogni volta che lo rileggo, quindi tutte le stelline e straconsigliato.

    said on 

  • 2

    Un'idea originale quella di Benni: fare una caricatura di alcuni personaggi presenti nei bar. A tratti ironico e assurdo ma certi capitoli sono proprio noiosi.

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  • 4

    Bar sport è forse il libro più noto di Stefano Benni e indiscutibilmente quello che ha consacrato lo scrittore bolognese. Sullo sfondo di una Bologna anni ’60, visibile grazie ai riferimenti ad alcune ...continue

    Bar sport è forse il libro più noto di Stefano Benni e indiscutibilmente quello che ha consacrato lo scrittore bolognese. Sullo sfondo di una Bologna anni ’60, visibile grazie ai riferimenti ad alcune sue vie e all’utilizzo di alcuni termini in dialetto petroniano, il romanzo immortala alcuni tipici frequentatori del “Bar sport” (il professore, il “tennico”, il Cinno, il nonno da bar e perfino la Luisona - una brioche alla crema che risale a tempi immemorabili…) e alcuni divertenti episodi capitati agli avventori… Tutti i protagonisti del romanzo sono descritti in maniera umoristica e caricaturale, tanto da diventare rappresentazione di tutti i possibili tipi umani che chiunque di noi poteva incontrare in ogni bar di ogni provincia italiana degli anni ’70 nonché di oggi. La deformazione comico-grottesca e il linguaggio iperbolico, espressivo, spesso ai limiti del nonsense o del legame analogico, sono gli aspetti più interessanti del romanzo: la realtà viene moltiplicata attraverso l’accumulo delle parole, delle iperboli, delle caricature, e sembra esplodere in una fantasmagoria di personaggi, surreali ma al tempo stesso concretissimi.

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  • 2

    Devo dire che il romanzo ha dei capitoli tanto divertenti quanto noiosi, ma tutto sommato è abbastanza carino. In questo bar si dà vita a personaggi caricaturali surreali con scene assurde ma dive ...continue

    Devo dire che il romanzo ha dei capitoli tanto divertenti quanto noiosi, ma tutto sommato è abbastanza carino. In questo bar si dà vita a personaggi caricaturali surreali con scene assurde ma divertenti . Con un fondo di verità!

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  • 3

    non buona la prima

    Il terzo Benni e meno male, perché se fosse stato il primo, sarebbe stato certamente l'ultimo. Si sa cosa si cerca quando si affronta quest'autore: Leggerezza, sarcasmo, comicità, satira grottesca, e ...continue

    Il terzo Benni e meno male, perché se fosse stato il primo, sarebbe stato certamente l'ultimo. Si sa cosa si cerca quando si affronta quest'autore: Leggerezza, sarcasmo, comicità, satira grottesca, e perché no, sana riflessione. Si, perché Benni sa far ridere, ed è un acutissimo osservatore di quella che è la società italiana moderna. Ma questo Benni qui non lo si vede, si vede solo uno che certamente conosceva la fauna di quei bar che oggi non ci sono più, che altro non erano che il sunto e l'allegoria dell'italica tribù, ma non c'è altro, un susseguirsi insensato di grossolane grottesche storielle senza capo ne coda, fine a se stesse, che rasentano un tedio di un atrocità sadica. Non fa ridere, non fa riflettere, non porta da nessuna parte, per fortuna il Caro Benni, saprà fare molto di meglio(che ci vuole proprio poco!)

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  • 2

    Voto: 4

    Ripetitivo nello stile fino all'inverosimile. Mi si dica pure che da un romanzo comico (tralaltro non fa ridere: le esagerazioni sono talmente esasperate da risultare per niente credibili) non ci si a ...continue

    Ripetitivo nello stile fino all'inverosimile. Mi si dica pure che da un romanzo comico (tralaltro non fa ridere: le esagerazioni sono talmente esasperate da risultare per niente credibili) non ci si aspetta una prosa elaborata. Chiaro. Ma scadere nella scontatezza è intollerabile. Non mi capacito di come possa essere considerato un discreto scrittore.

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  • 3

    che bei ricordi...

    ho preso in mano questo libro che avevo da anni nella libreria e che avevo iniziato almeno venti volte, perché avevo bisogno di una pausa da tutto, dai pensieri, dalle riflessioni, dalle emozioni e pe ...continue

    ho preso in mano questo libro che avevo da anni nella libreria e che avevo iniziato almeno venti volte, perché avevo bisogno di una pausa da tutto, dai pensieri, dalle riflessioni, dalle emozioni e perché forse ceracvo qualcosa che mi riconnettesse al mio passato adulto più remoto. Non che mi aspettassi un garnde romanzo della letteratura contemporanea...E in effetti il libro assicura quello che promette: una sequenza (anche forse un filo troppo lunga) di vere, spassosissime, incredibili cavolate, che solo una mente malata o geniale può partorire. Nel suo caso opto per la seconda, ma da leggere solo se non si vuole pensare proprio a niente o se si è maledettamente nostalgici...

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  • 2

    Mah...

    ...forse sono io che non apprezzo particolarmente Benni,
    ma sono state davvero poche le pagine che mi hanno fatto ridere.
    Profondamente grottesco, e questo è probabilmente il
    fine dell'autore, ma l'es ...continue

    ...forse sono io che non apprezzo particolarmente Benni,
    ma sono state davvero poche le pagine che mi hanno fatto ridere.
    Profondamente grottesco, e questo è probabilmente il
    fine dell'autore, ma l'esagerazione portata al surrealismo
    di molti episodi mi ha quasi infastidito.

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  • 0

    Stefano Benni, il graffio del lupo

    Il suo primo libro, Bar sport è una raccolta di racconti del 1976 che ancora adesso, a distanza di quarant’anni, si può apprezzare per originalità e innovatività linguistiche… il suo ultimo “di tutte ...continue

    Il suo primo libro, Bar sport è una raccolta di racconti del 1976 che ancora adesso, a distanza di quarant’anni, si può apprezzare per originalità e innovatività linguistiche… il suo ultimo “di tutte le ricchezze” è del 2015 (edito da feltrinelli).

    In mezzo, tanti piccoli capolavori che chiunque di voi troverà facilmente in libreria … La compagnia dei celestini, Elianto, Terra!, Comici spaventati guerrieri, Achille piè veloce, sono solo alcuni di questi…

    All’estero, per gli anglofoni del blog, hanno detto di lui:

    “In a compelling blending of fantasy, pop culture, literary allusions, and current affairs Benni’s parodies and satires of social fads and political establishments have made him a classic of contemporary humorous writing in Italy”.
    Il resto lo trovate qui: http://www.escy.it/stay/libri/stefano-benni-il-graffio-del-lupo/

    said on 

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