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Bar sport

Letto da David Riondino

Di

Editore: Feltrinelli (Emons)

3.9
(8862)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: CD audio | In altre lingue: (altre lingue) Ceco

Isbn-10: 8807735059 | Isbn-13: 9788807735059 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Copertina rigida , Tascabile economico , eBook

Genere: Fiction & Literature , Humor , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Il Bar Sport è quello dove non può mancare un flipper, un telefono a gettoni e soprattutto la "Luisona", la brioche paleolitica condannata ad un'esposizione perenne. Il Bar Sport è quello in cui passa il carabiniere, lo sparaballe, il professore, il tecnnico (con due n), che declina la formazione della nazionale, il ragioniere innamorato della cassiera, il ragazzo tuttofare. Nel Bar Sport fioriscono le leggende, quelle del Piva (calciatore dal tiro portentoso), del Cenerutolo (il lavapiatti che sogna di fare il cameriere), e delle allucinazioni estive. (Durata: 4 ore e 19 minuti).
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  • 2

    Voto: 4

    Ripetitivo nello stile fino all'inverosimile. Mi si dica pure che da un romanzo comico (tralaltro non fa ridere: le esagerazioni sono talmente esasperate da risultare per niente credibili) non ci si a ...continua

    Ripetitivo nello stile fino all'inverosimile. Mi si dica pure che da un romanzo comico (tralaltro non fa ridere: le esagerazioni sono talmente esasperate da risultare per niente credibili) non ci si aspetta una prosa elaborata. Chiaro. Ma scadere nella scontatezza è intollerabile. Non mi capacito di come possa essere considerato un discreto scrittore.

    ha scritto il 

  • 3

    che bei ricordi...

    ho preso in mano questo libro che avevo da anni nella libreria e che avevo iniziato almeno venti volte, perché avevo bisogno di una pausa da tutto, dai pensieri, dalle riflessioni, dalle emozioni e pe ...continua

    ho preso in mano questo libro che avevo da anni nella libreria e che avevo iniziato almeno venti volte, perché avevo bisogno di una pausa da tutto, dai pensieri, dalle riflessioni, dalle emozioni e perché forse ceracvo qualcosa che mi riconnettesse al mio passato adulto più remoto. Non che mi aspettassi un garnde romanzo della letteratura contemporanea...E in effetti il libro assicura quello che promette: una sequenza (anche forse un filo troppo lunga) di vere, spassosissime, incredibili cavolate, che solo una mente malata o geniale può partorire. Nel suo caso opto per la seconda, ma da leggere solo se non si vuole pensare proprio a niente o se si è maledettamente nostalgici...

    ha scritto il 

  • 2

    Mah...

    ...forse sono io che non apprezzo particolarmente Benni,
    ma sono state davvero poche le pagine che mi hanno fatto ridere.
    Profondamente grottesco, e questo è probabilmente il
    fine dell'autore, ma l'es ...continua

    ...forse sono io che non apprezzo particolarmente Benni,
    ma sono state davvero poche le pagine che mi hanno fatto ridere.
    Profondamente grottesco, e questo è probabilmente il
    fine dell'autore, ma l'esagerazione portata al surrealismo
    di molti episodi mi ha quasi infastidito.

    ha scritto il 

  • 0

    Stefano Benni, il graffio del lupo

    Il suo primo libro, Bar sport è una raccolta di racconti del 1976 che ancora adesso, a distanza di quarant’anni, si può apprezzare per originalità e innovatività linguistiche… il suo ultimo “di tutte ...continua

    Il suo primo libro, Bar sport è una raccolta di racconti del 1976 che ancora adesso, a distanza di quarant’anni, si può apprezzare per originalità e innovatività linguistiche… il suo ultimo “di tutte le ricchezze” è del 2015 (edito da feltrinelli).

    In mezzo, tanti piccoli capolavori che chiunque di voi troverà facilmente in libreria … La compagnia dei celestini, Elianto, Terra!, Comici spaventati guerrieri, Achille piè veloce, sono solo alcuni di questi…

    All’estero, per gli anglofoni del blog, hanno detto di lui:

    “In a compelling blending of fantasy, pop culture, literary allusions, and current affairs Benni’s parodies and satires of social fads and political establishments have made him a classic of contemporary humorous writing in Italy”.
    Il resto lo trovate qui: http://www.escy.it/stay/libri/stefano-benni-il-graffio-del-lupo/

    ha scritto il 

  • 2

    Spinto dal buon ricordo che avevo de "il bar sotto il mare", "la grammatica di Dio" e "l'ultima lacrima" ho pensato che fosse giunto il momento di dedicarmi anche a "Bar sport", opera che il retro del ...continua

    Spinto dal buon ricordo che avevo de "il bar sotto il mare", "la grammatica di Dio" e "l'ultima lacrima" ho pensato che fosse giunto il momento di dedicarmi anche a "Bar sport", opera che il retro della copertina giudica come "classico dell'umorismo".

    Misero me: sarà che raramente mi capita di ridere, ma la maggior parte dei racconti mi ha messo in faccia la stessa espressione di Angelino Alfano quando viene preso in giro da Maurizio Crozza. Giusto qualche racconto l'ho trovato divertente ("Cenerentolo", "il cinno" e quello sul cinema), ma il resto è solo roba superflua per allungare il brodo. Peccato Benni, questa volta mi hai lasciato l'amaro in bocca.

    ha scritto il 

  • 3

    Mah...

    Non lo ritengo un romanzo, ma una descrizione umoristica dei vecchi bar sport di paese. E' un insieme dei luoghi comuni che diventano mini-racconti. Luoghi comuni che centrano in pieno quello che era ...continua

    Non lo ritengo un romanzo, ma una descrizione umoristica dei vecchi bar sport di paese. E' un insieme dei luoghi comuni che diventano mini-racconti. Luoghi comuni che centrano in pieno quello che era il luogo per eccellenza fino agli anni 80. Bravo a ricreare lo spirito del bar, certi racconti sono molto divertenti altri assolutamente no.
    Tipico libro che non lascia assolutamente niente una volta finito.

    ha scritto il 

  • 2

    Benni è davvero bravo. Ha uno stile tutto suo che adoro, ma questa volta ha fatto un passo indietro rispetto a “Margherita Dolcevita” e a “La compagnia dei Celestini”. Mi è piaciuto, l’ho trovato dive ...continua

    Benni è davvero bravo. Ha uno stile tutto suo che adoro, ma questa volta ha fatto un passo indietro rispetto a “Margherita Dolcevita” e a “La compagnia dei Celestini”. Mi è piaciuto, l’ho trovato divertente, ma francamente mi aspettavo qualcosina di più.
    La prima parte, dove vengono descritti tutti gli stereotipi che è possibile incontrare in un bar di qualsivoglia città italiana(la scena del bambino che va a comprare il gelato mi ha ricordato la mia infanzia, anch’io sono stata una di quelle bambine timide a cui tutti passavano davanti) è senza alcun dubbio ottima, ma poi nella seconda parte ecco che tutto crolla(la narrazione di tante storie completamente scollegate tra loro mi hanno creato diverse difficoltà a leggerle).
    Forse se avessi vissuto la giovinezza durante la fine degli anni’70 e se avessi vissuto quel mondo calcistico, forse l’avrei apprezzato di più…
    Comunque Benni resta sempre un autore più che degno di nota per la sottoscritta, uno dei più interessanti del panorama italiano contemporaneo.

    ha scritto il 

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