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Barbari

Immigrati, profughi, deportati nell'impero romano

By Alessandro Barbero

(50)

| Hardcover

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Book Description

19 Reviews

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  • 2 people find this helpful

    Un libro di storia - non divulgativo - scritto meglio di un libro di divulgazione

    Di Barbero avevo già letto un libro interessante sulla battaglia di Adrianopoli, molto divulgativo. Questa opera è di tutt'altro spessore: una sintesi accurata di un problema specifico come le politiche dell'Impero Romano nei confronti di chi, per le ...(continue)

    Di Barbero avevo già letto un libro interessante sulla battaglia di Adrianopoli, molto divulgativo. Questa opera è di tutt'altro spessore: una sintesi accurata di un problema specifico come le politiche dell'Impero Romano nei confronti di chi, per le ragioni più diverse, si trovava nelle condizoni di "immigrato" nei confini dell'immenso territorio che si estendeva dalla Britannia sino alla Siria. Il libro è articolato secondo i canoni della più rigorosa storiografia tardoantica (penso a studiosi come P. Heather): uno studio letterale, quasi parola per parola, delle fonti (storiche e epigrafiche, mentre la trattazione delle ricerche archeologiche avrebbe meritato più spazio) e, sulla base di esse, la formulazione di ipotesi tra cui scegliere quella meno conflittuale con quanto a noi pervenuto. Dico "ipotesi" perchè, grazie a Barbero e altri storici della antichità, stiamo lentamente venendo a patti con una sola, grande verità: di questi tempi lontani, l'unica certezza è che non possiamo conoscere nulla di certo; ma vale comunque la pena di leggerlo.

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    Misidan said on Nov 3, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Come sempre Barbero scrive saggi con grande competenza ed analoga leggibilità. Anche un tema di nicchia, come l'immigrazione nel periodo dell'impero romano si legge con gran piacere. Potrebbe anche scrivere la storia della mattonella nel tardo impero ...(continue)

    Come sempre Barbero scrive saggi con grande competenza ed analoga leggibilità. Anche un tema di nicchia, come l'immigrazione nel periodo dell'impero romano si legge con gran piacere. Potrebbe anche scrivere la storia della mattonella nel tardo impero e lo leggerei lo stesso.

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    Luca Mazzei said on May 2, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Pensavo ad un'opera di più ampio respiro, invece mi sono trovata di fronte solo all'analisi delle procedure per l'accoglienza e l'insediamento dei barbari, l'errore è stato mio. Pur apprezzando il fatto che sia scritto in una lingua chiara, senza art ...(continue)

    Pensavo ad un'opera di più ampio respiro, invece mi sono trovata di fronte solo all'analisi delle procedure per l'accoglienza e l'insediamento dei barbari, l'errore è stato mio. Pur apprezzando il fatto che sia scritto in una lingua chiara, senza artifici narcisistici tipica degli autori di saggi, l'ho trovato un po' monocorde. Comunque è stata l'occasione per rivalutare Ammiano Marcellino, detestato al liceo in compagnia di Quintiliano.

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    danielajap said on Apr 15, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Perché non si può non pensare - 23 dic 12

    Veramente, ed ancora (ma non mi aspettavo di meno) un bel libro del nostro storico di riferimento (per la storia antica, naturalmente, che per il resto il professor Luciano è sempre in prima linea). Anche se difficile, e particolarmente puntato sulla ...(continue)

    Veramente, ed ancora (ma non mi aspettavo di meno) un bel libro del nostro storico di riferimento (per la storia antica, naturalmente, che per il resto il professor Luciano è sempre in prima linea). Anche se difficile, e particolarmente puntato sulla disamina di alcuni meccanismi di nascita del fe-nomeno “barbari” cui bisogna entrare mentalmente, per non esserne buttati fuori alla prima curva. Tutto, nella mia testa, nasce comunque da quel momento epocale, come dice Barbero, del 9 agosto 378, e la famosa battaglia di Adrianopoli. E tutti i meccanismi, di livello macro, che portarono a quella battaglia, ed alla sconfitta dell’Imperatore Valente, ed alle sue conseguenze, sono già presenti e descritti nel libro ad Adrianopoli dedicato. Qui ci si focalizza su di un aspetto, che si-curamente è quello di base a tutta la vicenda presente e futura. E che soprattutto ci consente di fare quei paragoni con il presente, che in maniera molto chiara illuminano sia su quelle vicende che sulle nostre. La vicenda è legata allo spostamento dei barbari (cioè delle persone prive della citta-dinanza romana) da un luogo all’altro, dentro e fuori l’Impero. Per sconfitte, per decisioni, per immigrazioni selvagge. Come dice il sottotitolo: immigrati, profughi e deportati. Mentre il primo era un bel pamphlet, anche un po’ ad effetto, qui si scava in profondità. Qui si comincia a vedere come si comporta Roma (cioè diremo oggi il “primo mondo”) fin dai tempi di Marco Aurelio, e poi via scorrendo negli anni, con quella turba di gente che preme ai confini, e con tutti quelli che vengono vinti e per questo “ricollocati” altrove. Barbero sapientemente, e con dovizia di particolari e di commenti, ripercorre l’andamento di questi spostamenti epocali di persone. Certo non può solo usare le categorie dello spettacolo (come fece in quella memorabile lectio brevis che tenne al Ca-stello di Sarzana), va in profondo, si “addottora”. Ma alla fine il discorso è lineare, terribilmente lineare: guerre e mancanza di cibo, portano a spostare (volontariamente o meno) gente non ro-mana (“barbari”), anche all’interno dell’Impero. Questo crea una situazione potenzialmente (e poi realmente) esplosiva. Verso i barbari non si riesce ad imbastire una politica d’integrazione prima e/o di contenimento dopo. Si cerca di utilizzare categorie vecchie (tipo l’inquadramento negli eser-citi). Ma con l’andar del tempo questi mezzi non hanno la velocità di un tempo. Creano nuovi pro-blemi. E porteranno alla deflagrazione. Prima nella famosa battaglia di cui sopra. Poi nelle conse-guenze temporali di tutto ciò. Che porteranno, in poco tempo, alla dissoluzione dell’Impero d’Occidente. Il bello (e tragico) dello scritto, è che quest’analisi si può riportare ai giorni nostri (ed è questa la capacità interessante di Barbero). Per cui il terzo (e quarto) mondo si spinge sui territori della civilizzazione (uso con ironia il termine, ovviamente). E non avendo la capacità di proporre modelli di convivenza, qualcosa si logora e prima o poi scoppia. In un primo tempo, si utilizzano i barbari per quelle attività che i cittadini non hanno più interesse a praticare (agricoltura, esercito, e simili lavori di fatica). Poi questo non basta, che verso i barbari manca sempre il rispetto, pur nella possibile tolleranza. E non diciamo che vichianamente si ripercorrono cicli. Certo le prospettive sembrano terribili. Lì un mondo finì, e poi, ma con fatiche plurisecolari, altro ne nacque. chissà come sarà (potrà essere) qui, con i nostri barbari attuali (ed anche qui, uso la parola con molto rispetto). L'altro aspetto che sempre mi affascina delle parole di Barbero, e questo presentare sul proscenio nomi che suonano richiami di sirene: da un lato, i protagonisti politici (tutti quegli augusti imperatori d’Oriente e d’Occidente, Massimino, Valente, Valentiniano, Diocleziano, Teodosio, e via discorrendo tra Cesari, Augusti e Flavi), e dall'altro quei popoli avanzanti (Vandali, Eruli, Unni, Visigoti, Ostrogoti, Goti, Alemanni, Sarmati, ed altre complicanze). Ogni volta che ne leggo, voltando pagina, mi ritrovo a guardare la selva dove cavalcano i Burgundi, e i Vandali che salgono dalla Libia, ecc. ecc... In più, questa volta, il libro ha anche dovuto subire l’onta dell’onda atlantica, che l’ha sommerso lì tra le spiagge portoghesi dell’Algarve. Ma ne è uscito con rinnovato vigore, e lo si è letto e terminato con piacere (pur se sapete la mia idiosincrasia per i libri “rovinati”). Bravo Barbero, e bravi i barbari.

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    Giogio53 said on Dec 23, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Mah...

    Non riesco ad apprezzare lo stile di Barbero.

    Nulla da dire in merito sulla sua conoscenza della Storia Romana, anzi, mi sento di aggiungere che questo testo è così specialistico che per un lettore occasionale e poco esperto sarà sicuramente incompr ...(continue)

    Non riesco ad apprezzare lo stile di Barbero.

    Nulla da dire in merito sulla sua conoscenza della Storia Romana, anzi, mi sento di aggiungere che questo testo è così specialistico che per un lettore occasionale e poco esperto sarà sicuramente incomprensibile.
    Ma il suo stile non riesce a stimolarmi nel continuare a leggerlo, e mi pare molto confusionario.

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    Yesiam said on Nov 20, 2012 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (50)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
    • 2 stars
  • Hardcover 333 Pages
  • ISBN-10: A000164848
  • Publisher: Mondolibri
  • Publish date: 2006-01-01
  • Also available as: Paperback , Softcover
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