Barnaby Rudge - Tempi difficili

Di

Editore: Ugo Mursia & C.

4.4
(5)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 742 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: A000092877 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Fernanda Pivano , Adriana Valori Piperno

Genere: Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
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  • 4

    Questo è il primo dei due romanzi storici pubblicati da Dickens e prende il nome dal protagonista, apputo Barnaby Rudge, ragazzo ritardato a causa di uno shock patito dalla madre durante la gravidanza ...continua

    Questo è il primo dei due romanzi storici pubblicati da Dickens e prende il nome dal protagonista, apputo Barnaby Rudge, ragazzo ritardato a causa di uno shock patito dalla madre durante la gravidanza; questo shock è conseguenza di uno dei fatti privati del romanzo, che si intersecano a quelli pubblici. Lo sfondo, infatti, sono le cosiddette "sommosse di Gordon", una serie di scontri che avvennero a Londra nel 1780. L'origine della protesta fu di carattere religioso (protesta protestante contro una legge che alleggeriva le restrizioni civili perpetrate a danno dei cattolici), ma, come ogni singolo avvenimento di questo genere, essa travalicò ogni intento originario e degenerò in un'onda di barbarie, quel tipo esclusivo di barbarie generato da una folla qualsiasi, che si imbestialisce e come bestia agisce. Tant'è che, alla fine, furono aggredite e distrutte parimenti case di protestanti e di cattolici, e inoltre assalite e abbattute grandi prigioni con liberazioni in massa di prigionieri.
    A questi eventi si intrecciano, come già detto, le vicende personali dei protagonisti, a partire da Barnaby e sua madre, passando dal selvaggio Hugh, dal viscido Sir Chester, alla famiglia Varden e alla famiglia Willet. Tutti sono uniti da un omicidio avvenuto molti anni prima.

    Alcune brevi considerazioni. Dickens era un protestante convinto e più volte mi è capitato di leggere frecciatine contro i "papisti" nelle sue opere, così come considerazioni sulla natura della religione cattolica (come la critica all'eccessiva lugubrità di chiese e cimiteri cattolici, che peraltro condivido). Quindi mi ha stupito constatare che nella descrizione dei tumulti egli è perfettamente equanime e che anzi uno dei personaggi migliori del romanzo è cattolico. Insomma, alla fine ha fatto trionfare l'idea che la virtù alberga negli uomini senza distinzione di credo e se pensate che sia un pensiero scontato, vi sbagliate di grosso: non lo era affatto.
    Nella prefazione anzi ammette senza riserve che i disordini "sono riportati imparzialmente da una persona che non ha speciale simpatia per la Chiesa di Roma".
    Inoltre
    "La Storia tutta ci insegna che quella che erroneamente chiamiamo protesta religiosa facilmente viene avanzata da gente che non ha religione e che elle sue pratiche quotdiane non cosidera nulla dei più comuni princìpi sul giusto e l'ingiusto; che è impregnata di intolleranza e di persecuzione; che è insensata, stupida, accanita e spietata"

    Come non pensare anche ai tempi attuali, in cui la religione viene issata come vessillo ad ogni soffio di vento? Nulla è cambiato...si può andare indietro a Martin Lutero, alle crociate, alle guerre per il controllo del santuario di Delfi e si trova sempre la medesima storia (poi dicono che sono pessimista...)
    Sono presenti anche altri temi tipici di Dickens, come la fortissima critica sociale verso la pena di morte e l'influenza dell'ambiente nelle azioni umane (ben prima del naturalismo). Dickens chiaramente postula che una creatura cresciuta nella fame e nel delitto difficilmente potrà evitare, nella società moderna, di seguire un destino prestabilito che la porterà al patibolo e che è compito della società e delle classi superiori attivarsi per il beneficio di tutti.
    Ci sono passi che danno i brividi, per vari motivi: quelli che descrivono il personaggio di Barnaby e la sua "felicità idiota" toccano corde nascoste facendole vibrare fortemente; le descrizioni di condannati a morte, di coscienze perseguitate dal peccato, di abiezione morale sono assolutamente senza paragoni.
    Per fortuna non mancano elementi comici soliti.
    La traduzione della Pivano è veramente molto datata: ci sono moti termini che i lettori comuni, anche di buon livello culturale, probabilmente non conoscono senza l'uso di un dizionario. Ecco, una traduzione aggiornata sarebbe un grande favore...ormai è ora.

    ha scritto il 

  • 4

    Mi piacciono tutte le storie di Dickens: ha una mano felice nei ritratti e nelle caricature dei suoi personaggi, anche se a volte l'intento didattico può dare un certo fastidio. Sotto la sua scrittura ...continua

    Mi piacciono tutte le storie di Dickens: ha una mano felice nei ritratti e nelle caricature dei suoi personaggi, anche se a volte l'intento didattico può dare un certo fastidio. Sotto la sua scrittura sento sincerità e passione.

    ha scritto il