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Barney's Version

By Mordecai Richler

(10)

| Hardcover | 9780701162726

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Book Description

"In 1944, I was aware of three youth groups committed to the compelling idea of an independent Jewish state: Hashomer Hatza'ir (The Young Guard), Young Judaea, and Habonim (The Builders).

Hashomer Hatza'ir was resolutely Marxist. According to Continue

"In 1944, I was aware of three youth groups committed to the compelling idea of an independent Jewish state: Hashomer Hatza'ir (The Young Guard), Young Judaea, and Habonim (The Builders).

Hashomer Hatza'ir was resolutely Marxist. According to intriguing reports I had heard, it was the custom, on their kibbutzim already established in Palestine, for boys and girls under the age of eighteen to shower together. Hashomer Hatza'ir members in Montreal included a boy I shall call Shloime Schneiderman, a high-school classmate of mine. In 1944, when we were still in eighth grade, Schloime enjoyed a brief celebrity after his photo appeared on the front page of the Montreal Herald. Following a two-cent rise in the price of chocolate bars, he had been a leader in a demonstration, holding high a placard that read: down with the 7cents chocolate bar. Hashomer Hatza'ir members wore uniforms at their meetings: blue shirts and neckerchiefs. "They had real court martials," wrote Marion Magid in a memoir about her days in Habonim in the Bronx in the early fifties, "group analysis, the girls were not allowed to wear lipstick." Whereas, in my experience, the sweetly scented girls who belonged to Young Judaea favored pearls and cashmere twinsets. They lived on leafy streets in the suburb of Outremont, in detached cottages that had heated towel racks, basement playrooms, and a plaque hanging on the wall behind the wet bar testifying to the number of trees their parents had paid to have planted in Eretz Yisrael, the land of Israel.

I joined Habonim -- the youth group of a Zionist political party, rooted in socialist doctrine -- shortly after my bar mitzvah, during my first year at Baron Byng High School. I had been recruited by a Room 41 classmate whom I shall call Jerry Greenfeld..."

1779 Reviews

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  • 2 people find this helpful

    Imperdibile

    Leggendo il colpo di scena nell'ultima pagina avevo la pelle d'oca: quale conclusione migliore per il romanzo più bello che abbia letto negli ultimi anni?
    L'autobiografia immaginaria di Barney Panofsky, dalla gioventù bohèmienne a Parigi, tra artisti ...(continue)

    Leggendo il colpo di scena nell'ultima pagina avevo la pelle d'oca: quale conclusione migliore per il romanzo più bello che abbia letto negli ultimi anni?
    L'autobiografia immaginaria di Barney Panofsky, dalla gioventù bohèmienne a Parigi, tra artisti, risse, donne e bevute, alla vita da produttore televisivo ultracommerciale, passando per tre matrimoni, due divorzi, una imputazione per omicidio, tantissimo livore, ma altrettanto sarcasmo, è semplicemente un capolavoro.
    L'ingombrante protagonista risulta, pur con (o proprio per) tutti i suoi difetti, umanissimo: non si riesce a non commuoversi per il suo destino, a tifare per lui nonostante il suo caratteraccio. Il perché è presto detto: è una persona che sbaglia come tutti noi, è pieno di debolezze, ma è altresì capace di gesti bellissimi, totalmente disinteressati, di un amore assoluto per la terza moglie Miriam e per i suoi figli. Le sue passioni lo divorano, lui ci si butta a capofitto. Non si risparmia, ha fame di vita, la consuma come una fiamma che non vuole estinguersi. E noi lettori con lui, una pagina dopo l'altra, veniamo rapiti da queste storie ingarbugliate e dannatamente divertenti, da quelle frasi ad effetto di una forza dirompente, dalle sue esilaranti lettere anonime, dalle lunghe chiacchierate al bar con gli amici ubriaconi.
    L'unico difetto che ha è nell'incipit a razzo: è come una macchina che parte a tutta velocità sbandando sul fondo sdrucciolevole, poi il pilota prende la mano e guida liscio come l'olio fino alla fine. Un viaggio a velocità sostenuta in cui possiamo gustarci un panorama bellissimo.
    Non fatico a comprendere perché questo romanzo sia piaciuto così tanto in Italia: Barney Panofsky ha tutti i pregi e difetti di un italiano. Sostituite all'ossessione per l'hockey quella per il calcio, il livore è nel nostro DNA, la questione secessionista del Quebec fa il paio col nostro innato campanilismo, l'amore per la famiglia, le donne, il cibo, il whiskey e il fumo è roba proprio italiana. Ed eccovelo servito uno specchio in cui guardarci.
    Insomma, se ancora non si fosse capito, smettete di perdere tempo a leggere questa pessima recensione e tuffatevi in questo stupendo romanzo, non ve ne pentirete!

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    ziabice said on Sep 8, 2014 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Questa storia meravigliosa non è altro che l'autobiografia dell'esimio Barney Panofsky,un ricco ebreo canadese che tenta di scagionarsi dall'accusa di omicidio mossagli dall'acerrimo rivale Terry McIver.Il racconto è suddiviso in tre parti che corris ...(continue)

    Questa storia meravigliosa non è altro che l'autobiografia dell'esimio Barney Panofsky,un ricco ebreo canadese che tenta di scagionarsi dall'accusa di omicidio mossagli dall'acerrimo rivale Terry McIver.Il racconto è suddiviso in tre parti che corrispondono ai rispettivi matrimoni del protagonista,anni in cui si mescolano la vicenda ambientata a Parigi con un gruppo di artisti tra i quali spicca il carismatico Boogie,migliore e forse anche peggiore amico,la morte di questi e il rimpianto di Barney.Procedendo di pari passo con il romanzo si intuisce come la vita di Barney,rissoso e incredibilmente suscettibile,dipenda profondamente dai legami (più o meno felici)avuti con le tre mogli:la morte della prima moglie,Clara,'na pazza,convince Barney a recitare il ruolo del ricco ebreo tradizionalista che questa gli aveva bruscamente cucito addosso,e proprio per "onorare" la memoria di Clara Barney sposa l'insopportabile Seconda Signora Panofsky.Non sarà nemmeno un caso il fatto che al secondo matrimonio incontrerà il suo grande amore,Miriam,"mia adorata Miriam",secondo (indiretto)destinatario delle sue memorie,di fronte alla quale Barney si giustifica,si scusa,si autocommisera per l'unico errore che non gli verrà mai perdonato.Il romanzo è scritto in maniera davvero elegante,la trama ricca di aneddoti intrecciati,confusi,mescolati a causa dell'Alzheimer che colpisce Barney sulla soglia dei settanta,è ben delineata.Vabbè mo è destinato a diventare uno dei libri più belli della letteratura mondiale.Oh.

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    hattorimango said on Sep 7, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    M-E-R-A-V-I-G-L-I-O-S-O

    Non mi sono mai spanciato così tanto dalle risate.
    Romanzo ironico, divertente, ricco di divagazioni storiografiche interessantissime, a tratti quasi saggio sociologico per la precisione con la quale sono raccontati personaggi assolutamente reali com ...(continue)

    Non mi sono mai spanciato così tanto dalle risate.
    Romanzo ironico, divertente, ricco di divagazioni storiografiche interessantissime, a tratti quasi saggio sociologico per la precisione con la quale sono raccontati personaggi assolutamente reali come l'impresario ebreo Barney, il lobbista, l'artista spiantato, le tre mogli del protagonista...

    Davvero un capolavoro.

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    Il SabbaZ said on Sep 6, 2014 | 2 feedbacks

  • 2 people find this helpful

    se ci fosse la possibilità di dare 6 stelle, ne darei 7. Questo libro è entrato di diritto nella cerchia dei miei libri preferiti.

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    franZ said on Sep 4, 2014 | Add your feedback

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