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Bartleby lo scrivano

Di

Editore: Full Color Sound

4.2
(2368)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 64 | Formato: CD audio | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Tedesco , Spagnolo , Portoghese , Catalano , Danese , Galego

Isbn-10: 8878460206 | Isbn-13: 9788878460201 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Giorgio Pintus ; Lettore: Serena Dandini

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Altri , Non rilegato

Genere: Fiction & Literature , Foreign Language Study , Philosophy

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Descrizione del libro
Fusioni di musica e letteratura, narrazioni parallele offerte da grandi talenti, capaci di restituire non solo il senso e il significato, ma anche l'anima dei racconti più belli. Controverso, inquietante, enigmatico e per questo affascinante. Dopo Moby Dick, Melville crea uno dei personaggi più misteriosi della storia della letteratura: lo scrivano Bartleby. Dietro il suo mite ma irremovibile Preferirei di no c'è un uomo che vuole mantenere inaccessibile agli altri una parte di sé, diventando il simbolo stesso dell'inconciliabilità tra istinti individuali e regole sociali. Nel libro i testi in italiano e in inglese.
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  • 4

    il rasoio

    L'irriducibile individualità dell'essere è fonte di varietà, sorpresa e in ultima istanza di bellezza del vivere. Questo il main stream ed è impossibile non concordare (almeno per chi scrive). Ma è al contempo la nostra dannazione e rende impossibile la nostra salvezza; il richiamo inevitabile al ...continua

    L'irriducibile individualità dell'essere è fonte di varietà, sorpresa e in ultima istanza di bellezza del vivere. Questo il main stream ed è impossibile non concordare (almeno per chi scrive). Ma è al contempo la nostra dannazione e rende impossibile la nostra salvezza; il richiamo inevitabile alle nostre urgenze ultime e più profonde -"preferenze" direbbe Burtleby se solo avesse voglia per un attimo di rivolgerci la parola- ci perde per sempre. Esser sé stessi e per questo morire, o tradire sé stessi e così vivere. Un rasoio micidiale. Strepitoso Melville.

    ha scritto il 

  • 3

    - Herman, io e te abbiamo un conto in sospeso, lo sai?
    - Ce lo so.
    - Lo sai, vero, che ancora faccio fatica a sedermi. E son passati anni!
    - Ce lo so, ce lo so, ma pur sempre di un cazzo di cetaceo stiamo parlando, dico, non so se hai tradotto il titolo.
    - Zitto. Questo l' ...continua

    - Herman, io e te abbiamo un conto in sospeso, lo sai?
    - Ce lo so.
    - Lo sai, vero, che ancora faccio fatica a sedermi. E son passati anni!
    - Ce lo so, ce lo so, ma pur sempre di un cazzo di cetaceo stiamo parlando, dico, non so se hai tradotto il titolo.
    - Zitto. Questo l'ho letto solo perchè erano 40 pagine. Sia chiaro. E il tutto poteva essere condensato in 4! Esattamente come le 500 del "cazzo di Moby" poteva esse condensato in 50.
    - ...
    - Herman, tu ti devi trovare un editore bravo oppure, qualsiasi cosa ti venga in mente di scrivere, la stracci in 10 parti e poi ne butti via 9. Hai capito?
    - ...
    - Hai capito?!
    - Ho capito, ma ora una recensione su Bartleby me la scrivi?
    - Preferirei di no.

    ha scritto il 

  • 4

    "Avrei preferenza di no"

    Trovo questo genere di racconti sempre molto piacevoli. I personaggi sono meragliosi, tutti quanti senza eccezzioni. Assolutamente da leggere!

    ha scritto il 

  • 2

    Quella di Herman Melville non è una letteratura banale ed agevole; tra i riferimenti biblici ed evangelici, le critiche velate ed i numerosi simbolismi, l’opera dello scrittore americano presenta non poche difficoltà nella sua interpretazione, oltre che nella sua lettura.


    Qui, la mia recen ...continua

    Quella di Herman Melville non è una letteratura banale ed agevole; tra i riferimenti biblici ed evangelici, le critiche velate ed i numerosi simbolismi, l’opera dello scrittore americano presenta non poche difficoltà nella sua interpretazione, oltre che nella sua lettura.

    Qui, la mia recensione completa:
    http://ildilemmadelporcospino.wordpress.com/2014/11/23/i-classici-della-domenica-bartleby-lo-scrivano/

    ha scritto il 

  • 5

    Un solo appunto: Gianni Celati traduce "I would prefer non to" con "Avrei preferenza di no". Non mi piace. Troppo sussiegoso per l'imperturbabile Bartleby (mi par di vederlo, mentre lo dice: sguardo perso nel vuoto, non un muscolo della faccia che si muova). Né potrebbe essere altrimenti: il ling ...continua

    Un solo appunto: Gianni Celati traduce "I would prefer non to" con "Avrei preferenza di no". Non mi piace. Troppo sussiegoso per l'imperturbabile Bartleby (mi par di vederlo, mentre lo dice: sguardo perso nel vuoto, non un muscolo della faccia che si muova). Né potrebbe essere altrimenti: il linguaggio del corpo spesso aiuta a decifrare lo stato d'animo ed il nostro Bartleby non ha (per volontà dell'autore) stati d'animo. Il suo gran rifiuto "non deve" essere compreso e neppure un gesto può intaccarne l'assolutezza.

    ha scritto il 

  • 4

    Vedere il mondo, ma vederlo per davvero. Anche solo per un attimo, cogliere la meschina realtà della commedia umana, e lì dinanzi lasciarsi andare, deporre le ragioni del vivere. Dire no, ecco, e fermarsi, sospesi in una rassegnata attesa che è anelito di morte.

    ha scritto il 

  • 4

    Una notevole sorpresa

    Una delle cose migliori dell'ultimo libro che ho letto (e che non mi è piaciuto) è che mi ha incuriosito nei confronti di questo piccolo (piccolissimo, in termine di numero di pagine) capolavoro di Melville. Una perla incredibile, quasi un racconto universale. Da leggere assolutamente

    ha scritto il 

  • 5

    In appena 37 pagine il sommo Melville scrive una storia degna di essere chiamata tale. Interessante, intrignante, curiosa, ben scritta e accattivante. Inutile spendere altre parole per dire di che parla. Parla di un uomo. Prendete e leggete.

    ha scritto il 

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