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Bassotuba non c'è

By Paolo Nori

(495)

| Others | 9788807721045

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Book Description

Questo romanzo comico e grottesco è l'impudica messa a nudo del protagonista Learco Ferrari, delle sue azioni, dei suoi sentimenti e dei suoi colloqui con un immaginario interlocutore. Lo stesso Learco Ferrari protagonista di tutti gli esilaranti lib Continue

Questo romanzo comico e grottesco è l'impudica messa a nudo del protagonista Learco Ferrari, delle sue azioni, dei suoi sentimenti e dei suoi colloqui con un immaginario interlocutore. Lo stesso Learco Ferrari protagonista di tutti gli esilaranti libri di Paolo Nori. Trentacinque anni, aspirante scrittore, traduttore di manuali tecnici dal russo, magazziniere per necessità, musicista in un gruppo di difficile affiatamento, Learco rappresenta in due parole un tipico caso di "precariato intellettuale". Il protagonista racconta la propria vita da quando la fidanzata Bassotuba l'ha lasciato per un giovane sociologo, allievo di Vattimo, mostrando tutte le sue contraddizioni e gelosie.

177 Reviews

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    Uno dei pregi maggiori di Paolo Nori consiste nel fatto di aver trasformato o cercato di trasformare – non sarà il primo nell’ultimo, ben inteso – la vita in una faccenda libresca. Che si tratti di autobiografismo, o di revisione autobiografica, o an ...(continue)

    Uno dei pregi maggiori di Paolo Nori consiste nel fatto di aver trasformato o cercato di trasformare – non sarà il primo nell’ultimo, ben inteso – la vita in una faccenda libresca. Che si tratti di autobiografismo, o di revisione autobiografica, o ancora della propria esperienza, calata e filtrata nell’alter ego dell’autore, quel Learco Ferrari che non potremmo, non vorremmo sentirlo lamentarsi se non nella musicalissima tonalità parmigiana; e che vi sia molto dello scrittore in questo Bassotuba non c’è, esperienza datata 1999 di molte, analoghe faccende romanzesche aventi lo stesso protagonista-scrittore, tutto ciò non si può di certo negarlo.
    Bassotuba non c’è. Ma chi è Bassotuba? Una presenza mancante, un’assenza, una fidanzata che lascia la casa del povero Learco per trasferirsi da chi potendole dare di meno, le da’ di più: la tranquillità, la stabilità, il contrario di ciò che lo scrittore in attesa di pubblicazione può prometterle. Queste, le linee generali della trama. Non vi diciamo oltre, e non perché spinti dalla benevolenza di chi ha già letto il libro e lo sta rimettendo nelle mani dei futuri, potenziali lettori; ma, perché, di rilevante, di narrativamente rilevante, non succede nulla di più di quanto detto. La storia, smontata in pochi pezzi intercambiabili, è un resoconto, qualcosa di più dell’elencazione delle impressioni, i malumori, le aspirazioni, le malinconie della vita di un uomo (cronologicamente incastonate, in verità, in un brevissimo lasso di tempo, il che ci invita a scoprire cosa succederà dopo – se succederà qualcosa – nella vita di Learco), un vero e proprio grafomane, appassionato di libri e di scrittura ma costretto a sbarcare il lunario fra magazzinaggi e traduzioni dal russo, dal francese. In attesa che gli editori, questa razza un po’ svagata e sbarazzina, si diano una mossa, giacché un barlume di speranza, lo si vedrà nelle rapidissime centodieci pagine, allo scrittore lo hanno pur lasciato intendere.
    Ecco che allora Paolo Nori ci racconta Learco. Ma lo fa lasciando che Learco si presenti da sé: resocontando, parlando un po’ a noi, futuribili lettori, e a sé stesso, lagnandosi con la vita e al contempo permettendo alla vita stessa di entrare nelle labili strutture del romanzo con le sue minuzie, le quotidiane nevrastenie, le contingenze imponderabili che coinvolgono ognuno di noi e che ci sembrano così vicine e così lontane: lasciando che la vita si faccia colloquio, e che il colloquio, interiore e strabordante, divenga romanzo.

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    Enrico said on May 9, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Una frazione biografica dello scrittore Learco Ferrari che vive da traduttore-magazziniere precario, in attesa che qualche editore gli pubblichi i suoi romanzi. Osservatore silente la gatta Paolo, (si chiama come l'autore), completamente deresponsabi ...(continue)

    Una frazione biografica dello scrittore Learco Ferrari che vive da traduttore-magazziniere precario, in attesa che qualche editore gli pubblichi i suoi romanzi. Osservatore silente la gatta Paolo, (si chiama come l'autore), completamente deresponsabilizzata che, insieme agli angeli, specie di grilli parlanti, spingono alternandosi Learco, in un'oscillazione tra stati psicologici fatalisti e di coscienza.

    Lo stile di Nori è già definito nello "scrivi come parli", alla maniera della lingua russa. Ed è questa, a mio avviso, la caratteristica migliore del romanzo.

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    melamela said on Jan 8, 2014 | Add your feedback

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    È quello ricco, lui, dei tre fratelli. Giulio è quello bello. Io quello intelligente, pensavo. Dopo, mi è successo due anni fa che ero a Reggio Emilia, in centro, ho sentito una voce che diceva Oh, deficiente. Mi sono voltato istintivamente. Allora ...(continue)

    È quello ricco, lui, dei tre fratelli. Giulio è quello bello. Io quello intelligente, pensavo. Dopo, mi è successo due anni fa che ero a Reggio Emilia, in centro, ho sentito una voce che diceva Oh, deficiente. Mi sono voltato istintivamente. Allora non lo so più, cosa.

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    Chico Pipa said on Dec 11, 2013 | 1 feedback

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    sono stata contenta di leggere questo libro; mi ero imbattuta in "la banda del formaggio" per caso, senza sapere niente dell'autore e non mi era piaciuto, ma mi era rimasta la curiosità di saperne qualcosa in più. E allora ho letto "bassotuba", uno d ...(continue)

    sono stata contenta di leggere questo libro; mi ero imbattuta in "la banda del formaggio" per caso, senza sapere niente dell'autore e non mi era piaciuto, ma mi era rimasta la curiosità di saperne qualcosa in più. E allora ho letto "bassotuba", uno dei suoi primi, e qua le cose vanno molto meglio, la scrittura-pensiero è accurata e attenta, non dà la sgradevole sensazione di "tirato via" che mi aveva infastidito nel primo libro. C'è anche una storia e qualche trovata carina, ma mi pare che questi libri nascano più da una ricerca, da una sperimentazione formale che dalla necessità di raccontare qualcosa. E io preferisco un po' più di sostanza.

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    Elena Gerla said on Dec 1, 2013 | Add your feedback

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