Bassotuba non c'è

Di

Editore: Feltrinelli

3.6
(940)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 171 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Francese

Isbn-10: 880772104X | Isbn-13: 9788807721045 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Tascabile economico

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Umorismo

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Descrizione del libro
Questo romanzo comico e grottesco è l'impudica messa a nudo del protagonista Learco Ferrari, delle sue azioni, dei suoi sentimenti e dei suoi colloqui con un immaginario interlocutore. Lo stesso Learco Ferrari protagonista di tutti gli esilaranti libri di Paolo Nori. Trentacinque anni, aspirante scrittore, traduttore di manuali tecnici dal russo, magazziniere per necessità, musicista in un gruppo di difficile affiatamento, Learco rappresenta in due parole un tipico caso di "precariato intellettuale". Il protagonista racconta la propria vita da quando la fidanzata Bassotuba l'ha lasciato per un giovane sociologo, allievo di Vattimo, mostrando tutte le sue contraddizioni e gelosie.
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  • 2

    al terzo (o quarto, non ricordo) romanzo di paolo nori letto nella mia vita, l'incantesimo inizia a spezzarsi, il fascino della sua scrittura colloquiale si spegne e rimane poco altro se non l'empatia ...continua

    al terzo (o quarto, non ricordo) romanzo di paolo nori letto nella mia vita, l'incantesimo inizia a spezzarsi, il fascino della sua scrittura colloquiale si spegne e rimane poco altro se non l'empatia con un eterno perdente costantemente fuori posto. ma qui alcune ridondanze suonano fastidiose, alcune stramberie forzate, la storia si sfilaccia e passa la voglia di arrivare fino alla fine.

    ha scritto il 

  • 1

    libro insulso. È chiaro l'intento di scrivere in un 'dialetto parlato' ma è decisamente forzato . Inoltre tutti gli errori da matita rossa invece che far pensare a dei dialoghi fanno pensare al fatto ...continua

    libro insulso. È chiaro l'intento di scrivere in un 'dialetto parlato' ma è decisamente forzato . Inoltre tutti gli errori da matita rossa invece che far pensare a dei dialoghi fanno pensare al fatto che l'autore dovrebbe rifare le medie. Inoltre la storia non c'è.

    ha scritto il 

  • 4

    "Ma vi siete accorti che in giro c’è pieno di professori che si dan nella voce uno con l’altro per dimostrare che sanno le cose? Che hanno studiato? Anche per radio, che parlano tutti insieme e non si ...continua

    "Ma vi siete accorti che in giro c’è pieno di professori che si dan nella voce uno con l’altro per dimostrare che sanno le cose? Che hanno studiato? Anche per radio, che parlano tutti insieme e non si capisce quello che dicono. Anche nei ristoranti, a mangiare le pizze, che li senti che fanno delle dimostrazioni complicatissime. Che quando han finito, nel ristorante, non tira il fiato nessuno. Non vola una mosca, dal tanto che sono impressionanti, le dimostrazioni che fanno. Staranno poi bene, dopo che han dimostrato? Mah."

    ha scritto il 

  • 3

    È come se Bassotuba non c'è fosse più uno stato d'animo che una vera e propria storia, un eterno elogio al ritorno e al tentativo di continuare a vivere cercando di convincersene ma senza poi riuscirc ...continua

    È come se Bassotuba non c'è fosse più uno stato d'animo che una vera e propria storia, un eterno elogio al ritorno e al tentativo di continuare a vivere cercando di convincersene ma senza poi riuscirci davvero.

    https://justanotherpoint.wordpress.com/2016/02/11/leggendo-114-bassotuba-non-ce-piu/

    ha scritto il 

  • 4

    Non ti lascia indifferente.
    Né Learco né la scrittura di Paolo Nori sono cose che ti lasciano indifferenti. Io, per esempio, non l'ho presa benissimo. Sono stanca anche io Learco, questi ritmi sono di ...continua

    Non ti lascia indifferente.
    Né Learco né la scrittura di Paolo Nori sono cose che ti lasciano indifferenti. Io, per esempio, non l'ho presa benissimo. Sono stanca anche io Learco, questi ritmi sono difficili anche per me. E capitano a tutti i i periodi della vita meno esaltanti, i giorni in cui non ti chiama nessuno, soprattutto la domenica pomeriggio, quindi trallallà

    Si potrebbero fare un milione di critiche a questo libro: la scrittura è irritante, il tema non è particolarmente originale, gli errori voluti esasperano la colloquialità ma questa è "arte" non un messaggio in segreteria telefonica, il discorso è troppo frammentario... Ma del resto la vita è frammentaria.
    Siamo figli del nostro Zeitgeist direbbe, forse, un allievo di Vattimo

    ha scritto il 

  • 2

    Leggete e soprattutto adcoltare lebpubbliche letture di Paolo Nori è spassoso e interessante, ma questo romanzo è faticoso, sebbene dia uno spaccato della vita di uno scrittore che si arrangia come pu ...continua

    Leggete e soprattutto adcoltare lebpubbliche letture di Paolo Nori è spassoso e interessante, ma questo romanzo è faticoso, sebbene dia uno spaccato della vita di uno scrittore che si arrangia come può pur di scrivere. Questa è la nota interessante

    ha scritto il 

  • 4

    BASSOTUBA NON C’È

    “Non so se li vedi, in giro per strada, quelli che fan finta. Che han degli occhiali che fan finta di essere dei piloti di jet. O delle scarpe anfibie che fan finta di essere dei marines. O delle camm ...continua

    “Non so se li vedi, in giro per strada, quelli che fan finta. Che han degli occhiali che fan finta di essere dei piloti di jet. O delle scarpe anfibie che fan finta di essere dei marines. O delle camminate che fan finta che tutti li guardano. O delle pettinate che fan finta di essere molto al passo coi tempi. Che non si fermano mai un attimo, a chiedersi magari dove sono, i tempi. Che non gli viene mica in mente, magari, che la storia dei tempi potrebbe essere un'inculata.”
    Che dire di Paolo Nori. Che dire della sua logica essenziale, basica, come la sua ironia. Della sua scrittura così semplice e viva, che non si profonde in grandi speculazioni filosofiche, ma è filosofia del quotidiano.
    “Di solito succedeva così: lei mi diceva Io voglio un bambino. Io le dicevo Io non lo voglio. Lei mi chiedeva Perché non lo vuoi? Io le dicevo Perché no. Lei mi diceva Perché no non è una risposta. Io le dicevo Invece è una risposta. Lei mi diceva Invece non è una risposta. Io le chiedevo Perché non è una risposta? Lei mi diceva Perché no. Io le dicevo Perché no non è una risposta. Lei mi diceva Invece è una risposta. Io le dicevo Ok, ricominciamo. Poi mi ha lasciato.”

    ha scritto il 

  • 3

    Generazione "esticazzi"

    Allora intanto io questa recensione la scrivo come mi pare. Perché se Paolo Nori scrive a cazzo, non lo posso forse fare anche io? Vediamo se Feltrinelli mi pubblica.
    Detto questo a me questo libro ha ...continua

    Allora intanto io questa recensione la scrivo come mi pare. Perché se Paolo Nori scrive a cazzo, non lo posso forse fare anche io? Vediamo se Feltrinelli mi pubblica.
    Detto questo a me questo libro ha fatto ridere parecchio e a differenza di altri pateticissimi scrittori italiani infognati nella generazione "esticazzi", la generazione dei nostri anni di precarietà e precariato, di eterni adolescenti, di storie d'amore che si affiancano bene all'espressione "du palle", riesce a prendere la situazione per un verso squisitamente ironico. Fra tutti gli sfigati dei nostri anni quelli che raggiungono il vero Top sono gli scrittori. Ma chi è davvero "lo scrittore"? La domanda ha un tono vagamente superquarkiano e ha ragione di averlo perché mica si capisce poi chi è scrittore e chi non lo è, chi fa finta soltanto, chi si definisce così per non definirsi magazziniere che in un'epoca di fottuti hipster, si sa, ti schifano da dietro quei finti occhiali da nerd.
    Insomma la generazione "esticazzi" risulta essere quasi tollerabile nelle pagine di Paolo Nori.

    ha scritto il 

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