Bassure

Di

3.5
(107)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Sloveno

Isbn-10: 8807881314 | Isbn-13: 9788807881312 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
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  • 3

    lettura non sempre facile

    19 episodi della vita dell'autrice nella Romania raccontati con immagini quasi oniriche e con un linguaccio molto particolare che ha volte ne rendono la lettura difficoltosa.

    ha scritto il 

  • 2

    Stile interessante, dalla prosa "vetrificata", con punte di lirismo e visionarietà: la Müller racconta di quel suo mondo tristissimo e crudele e tutto si fa vetro, e quindi fragile, affilato, taglient ...continua

    Stile interessante, dalla prosa "vetrificata", con punte di lirismo e visionarietà: la Müller racconta di quel suo mondo tristissimo e crudele e tutto si fa vetro, e quindi fragile, affilato, tagliente; ogni frase una scheggia.
    Eppure non mi sento ferita, e ciò per quanto mi riguarda è chiaro segno di effetto mancato: mi è rimasto distante. Perché? Troppa freddezza, forse; troppo "stile", appunto; o chissà.

    -- «C'è anche paura nella gioia. Il mio cuore batte di paura nella gioia, di paura di non poter più gioire, di paura che paura e gioia siano la stessa cosa.» --

    ha scritto il 

  • 3

    Avevo già letto un libro di questa autrice dalla scrittura complessa.
    Spesso mi sono ritrovata a dover rileggere capitoli interi, perché se mi distraevo un secondo dalla lettura, non ci capivo più nul ...continua

    Avevo già letto un libro di questa autrice dalla scrittura complessa.
    Spesso mi sono ritrovata a dover rileggere capitoli interi, perché se mi distraevo un secondo dalla lettura, non ci capivo più nulla. Dire che questo è un testo complesso, difficile non rende bene l'idea. La realtà è che un libro costruito sulle sensazioni, quelle della protagonista, dell'autrice e quelle del lettore... Mi sento destabilizzata.

    ha scritto il 

  • 0

    Bassure è il libro d’esordio di Herta Müller, Nobel del 2009, insignita con la motivazione che “ con la concentrazione della poesia e la franchezza della prosa, dipinge il paesaggio degli spodestati”. ...continua

    Bassure è il libro d’esordio di Herta Müller, Nobel del 2009, insignita con la motivazione che “ con la concentrazione della poesia e la franchezza della prosa, dipinge il paesaggio degli spodestati”.

    Una serie di racconti (di cui Bassure è il più lungo) che hanno un filo comune, tale da potersi definire come una sorta di romanzo di formazione, inquadrando l’infanzia e l’adolescenza dell’anonima narratrice.
    I racconti sono scritti in una prosa scarnificata, una prosa che per il suo carattere “inciso” tende più alla poesia.
    E’ più che paratattica, la scrittura della Muller.

    “I campi sono distesi sulla pancia. In alto tra le nuvole i campi stanno a testa in giù. Le radici dei girasoli stringono le nuvole. Le mani di papà girano il volante. Vedo i capelli di papà attraverso il finestrino dietro la cassa di pomodori. L’auto corre veloce. Il paese affonda nel blu. Perdo di vista il campanile. Vedo la coscia della zia, vicinissima al pantalone di papà.”

    Soggetto, predicato, complemento, punto. Soggetto predicato complemento punto.
    Alla concisione delle frasi , che alternano semplicità e minimalismo con evocazioni “surreali” di grande pregnanza poetica, risponde un “oggetto” narrativo che è fatto di durezza, asprezza, disagio.
    La Müller descrive un ambiente “umano” povero e quasi anaffettivo, a cui fa da contorno e contrasto una natura selvaggiamente vitale, anzi, direi carnalmente vitale.

    “Gli uomini andavano al campo schiacciati sui carri strepitanti, e restavano muti durante il lavoro. Passavano le falci tra l’erba e sudavano per il lavoro e il silenzio.
    All’osteria non si rideva e non si cantava. Le mosche ronzavano sulle pareti le loro insistenti canzoni.
    Gli orti odoravano di umido e di amaro.
    L’insalata cresceva rosso scuro e frusciava come carta. E le patate erano verdi e amare sotto le bucce e avevano occhi sprofondati nella carne. “

    Non so quanto di autobiografico ci sia in questo libro.
    Però i riferimenti al Banato svevo in Romania, luogo dell’infanzia e dell’adolescenza dell'autrice ci sono tutti: l’esperienza di vita contadina, l’andare in città verso il lavoro in fabbrica, il controllo poliziesco di pensieri e comportamenti da parte degli “ispettori”, riferimento chiaro al regime rumeno, come le villeggiature sul Mar nero con la tessera delle vacanze .

    La scrittura della Muller mi ha prodotto una strana sensazione.
    Mi sento ipnoticamente interdetta.
    (Oscillo tra il sublime e l' insulso. Dovrò almeno assaggiare le prugne verdi per stabilizzare l’ago della bilancia. )

    ha scritto il 

  • 3

    Poetico e complesso

    La Muller adotta per questa raccolta di racconti a sfondo familiare una scrittura poetica, fatta di immagini, di un flusso di coscienza che fluisce liberamente da un tema all'altro. E' una scrittura a ...continua

    La Muller adotta per questa raccolta di racconti a sfondo familiare una scrittura poetica, fatta di immagini, di un flusso di coscienza che fluisce liberamente da un tema all'altro. E' una scrittura affascinante, ma anche ostica che richiede tempo per fermarsi e rileggere per comprendere appieno il significato di quello che vuole comunicare.
    Direi che è un libro che va bene in certi momenti e che ad alcuni può piacere molto, ma per altri può risultare quasi illeggibile.

    ha scritto il 

  • 5

    In questo libro d'esordio della Müller si coglie già tutta l'arte di questa scrittrice che nel 2009 le farà guadagnare il Nobel.
    Quello che più mi affascina di questa autrice è la capacità di racconta ...continua

    In questo libro d'esordio della Müller si coglie già tutta l'arte di questa scrittrice che nel 2009 le farà guadagnare il Nobel.
    Quello che più mi affascina di questa autrice è la capacità di raccontare l'essenza dell'essere umano e le emozioni attraverso un uso non convenzionale del linguaggio e delle parole. "Pere marce" è il racconto che più mi è piaciuto, mi permetto di riportare qui le prime righe: "Gli orti sono verde pungente. Le staccionate nuotano dietro ombre umide. I vetri delle finestre scivolano nudi e luccicanti da una casa all'altra."

    ha scritto il 

  • 5

    all'inizio di non facile lettura perchè essenziale nel linguaggio, ermetico e apparentemente slegato. Proseguendo ne ho ammirato la crudezza della descrizione di una vita spartana nata faticosa e rim ...continua

    all'inizio di non facile lettura perchè essenziale nel linguaggio, ermetico e apparentemente slegato. Proseguendo ne ho ammirato la crudezza della descrizione di una vita spartana nata faticosa e rimasta tale

    ha scritto il 

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