Bastardo numero uno

Voto medio di 1135
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Cos’ha di speciale Stephanie Plum? Apparentemente non molto. È carina, solida, spiritosa, cresciuta nel pittoresco quartiere chiamato il Borgo di una città del New Jersey che invece di pittoresco non ha nulla. Quando malauguratamente si ritrova ...Continua
Ha scritto il 04/10/17
Bastardo numero uno
Se state cerando un libro leggero e ironico, con un pizzico di suspance e un risvolto romantico (qui ha decisamente pochissimo spazio) allora questo é proprio il libro adatto a voi. La protagonista è semplicemente una donna comune con le sue ...Continua
Ha scritto il 16/01/17
Altro romanzo che da tempo tenevo nel table pronto ad attendermi.Stephanie Plum, improvvisamente disoccupata, trova un nuovo lavoro grazie al cugino Vinnie, che fa da garante sulle cauzioni per chi esce di prigione. A Stephanie viene quindi ...Continua
Ha scritto il 21/07/16
Si vede che è stato scritto più di 20 anni fa! Nessuno aveva il cellulare, c'erano le cabine telefoniche! Qualcuno si ricorda del mangianastri?Calzoncini da ciclista? Davvero si mettevano?Stephanie è davvero divertente, il caso non era male, ma ...Continua
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Ha scritto il 11/05/16
bellissimo ed ironico....mi ha coinvolta e divertita!! Voglio continuare leggendo la serie..
Ha scritto il 15/11/15
Cacciatrice di Taglie per caso
Stephanie Plum vive in un quartiere dei sobborghi. Quartiere di ex italo americani (perchè ormai di "italo" hanno solo il lato grottesco). Si ritrova da commessa di biancheria intima a cacciatrice di taglie per caso e con tante botte di.... ...Continua

Ha scritto il Jun 03, 2017, 08:19
...flessibilità. Capacità di adattamento. Pensiero creativo. Tutte caratteristiche necessarie. E avere le palle non guastava.
Pag. 105
Ha scritto il Mar 16, 2012, 14:15
La volta dopo che lo vidi, avevo tre anni di più... stavo andando al centro commerciale al volante della Buick di mio padre, quando vidi Morelli in piedi alla macelleria Giovichinni.Mandai su di giri il grosso motore V8, saltai sul marciapiede e ...Continua
Pag. 5
Ha scritto il Mar 14, 2012, 18:03
«Come si chiama questo gioco?» avevo domandato a Joseph. «Ciuf-Ciuf» mi aveva risposto, a quattro zampe, mentre avanzava tra le mie gambe, la testa intrappolata sotto la mia corta gonnellina rosa. «Tu sei il tunnel e io sono il treno.»
Ha scritto il Apr 23, 2011, 21:33
Attribuisco l'incidente a una temporanea infermità mentale e, a mia difesa, ci tengo a dire che, da quel momento in poi, non ho più investito nessuno.
Pag. 12
Ha scritto il Apr 23, 2011, 21:25
Restammo così a lungo, e se non fosse stato per il dolore alle chiappe avrei anche potuto addormentarmi, finalmente confortata e in pace, al sicuro tra le sue braccia.
Pag. 323

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