Hooray! You have added the first book to your bookshelf. Check it out now!
Create your own shelf sign up
[−]
  • Search Digit-count Valid ISBN Invalid ISBN Valid Barcode Invalid Barcode

Batman: El Regreso del Caballero Oscuro

By Lynn Varley,Frank Miller,Klaus Janson

(145)

| Hardcover | 9788467433197

Like Batman: El Regreso del Caballero Oscuro ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free

Book Description

¡La obra maestra de Frank Miller y Klaus Janson como nunca se había visto! Recopilada en en único volumen a formato Absolute por primera vez, esta obra se considera la mejor historia de Batman jamás publicada. Ambientada en un futuro lejano donde Bru Continue

¡La obra maestra de Frank Miller y Klaus Janson como nunca se había visto! Recopilada en en único volumen a formato Absolute por primera vez, esta obra se considera la mejor historia de Batman jamás publicada. Ambientada en un futuro lejano donde Bruce Wayne ha abandonado el manto del murciélago tras vivir varias desgracias personales. El regreso del Caballero Oscuro ahonda en los motivos que llevan a Bruce a volver a fundirse en el traje que tanto le costó dejar, ayudado por una nueva Robin que interrumpe en su vida. A su vuelta le sigue, de forma inevitable, el regreso de villanos como Joker y Dos Caras que sirven como antesala al enfrentamiento final contra el propio gobierno de Estados Unidos y hasta el mismísimo Superman. A esta historia épica se le suma una gran cantidad de extras que convierten a esta edición en la versión definitiva de El regreso del Caballero Oscuro.

114 Reviews

Login or Sign Up to write a review
  • 1 person finds this helpful

    Capolavoro. C'è poco altro da dire. Spero sia alla stessa altezza "Dark knight strikes again".

    Is this helpful?

    el Mariachi said on May 11, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    The Dark Knight... Returns!

    Dopo dieci anni di oblio, il giustiziere della notte libera nuovamente la bestia oscura che alberga dentro di sé.
    Il pericolo ora è rappresentato dalla brutalità dei Mutanti e dalla autorità del potere presidenziale.
    Il commisario Gordon è ormai all ...(continue)

    Dopo dieci anni di oblio, il giustiziere della notte libera nuovamente la bestia oscura che alberga dentro di sé.
    Il pericolo ora è rappresentato dalla brutalità dei Mutanti e dalla autorità del potere presidenziale.
    Il commisario Gordon è ormai alle soglie della pensione, la minaccia nucleare molto più di una semplice possibilità - dovuta ad una politica internazionale irresponsabile e dissennata.
    Il cavaliere oscuro torna per combattere, incurante dei limiti dell'età e dell'implacabile scorrere del tempo.
    Fino allo scontro finale: non solo contro la forza bruta del leader senza nome dei Mutanti, ma soprattutto contro il potere dell'autorità, incarnato in costume giallo/rosso/blu.
    E sarà la fine per tutti.
    Ricordati dell'unico uomo che ti ha sconfitto...
    Fortunato vecchio.
    Una coraggiosa tredicenne potrà ancora soccorrerti nel momento del bisogno.
    Ed una nuova generazione potrà seguire i tuoi insegnamenti e diventare il tuo nuovo esercito.
    Stai su con la schiena Robin.
    Sissignore.

    Is this helpful?

    Fabio Tassi said on Nov 17, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Pessima edizione Planeta DeAgostini

    'fanculo Planeta DeAgostini! Hai alzato di molto la mia asticella nella scala delle pessime edizioni: una traduzione fatta con i piedi e una quantità di refusi tale da sembrare voluta. Non lo dico per pignoleria, ma ne è davvero pieno ad iniziare dal ...(continue)

    'fanculo Planeta DeAgostini! Hai alzato di molto la mia asticella nella scala delle pessime edizioni: una traduzione fatta con i piedi e una quantità di refusi tale da sembrare voluta. Non lo dico per pignoleria, ma ne è davvero pieno ad iniziare dal titolo interno al volume nella prima pagina utile – "BATMAN: IL RITORNO DEL CAVALIERO OSCURO" – scritto con un font che presenta lettere alte più di 2cm. Non può sfuggire un obbrobrio simile.
    Come se non bastasse, sono riusciti anche a fare paciughi a livello tipografico spargendo qua e là macchie e sbavature che sicuramente non sono presenti nell'originale e anche qualche impronta digitale che sarebbe da girare agli investigatori di C.S.I. per far catturare il criminale.
    Non mi dilungo oltre su questo aspetto perché ho trovato un bellissimo articolo che parla proprio della storia della Planeta DeAgostini ( http://www.mangaforever.net/62978/dc-comics-in-italia-u… ).
    Venendo alla storia, purtroppo alquanto rovinata dalla traduzione, posso dire che inizia davvero molto bene creando l'atmosfera di odio verso Batman che si assapora ancora meglio nel film "Il cavaliere oscuro - Il ritorno" (The Dark Knight Rises, 2012), ma prosegue decisamente peggio per andare verso un finale estremamente veloce e deludente.
    Per non parlare del personaggio di "Robin" che viene inserito all'improvviso e viene accolto da Batman senza alcuna ragione. Come se Clark Kent rivelasse di essere Superman al primo che passa per strada e lo facesse diventare suo assistente.
    Non ho gradito molto la tecnica di disegno, ma trovo molto ben realizzata la struttura delle vignette, in particolare la forma classica di un televisore di una volta che rende perfettamente gli interventi da parte di presentatori televisivi.
    Comunque sia...non compratelo assolutamente in questa squallida edizione della Planeta DeAgostini!!!

    ( http://www.jhack.it/blog/2013/08/18/barman-el-ritorno-d… )

    Is this helpful?

    Jhack ❦ said on Aug 18, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Il Ritorno del cavaliere oscuro vuole essere una specie di parabola “conclusiva” dell’uomo Pipistrello, e al tempo stesso una sorta di tristissimo canto del cigno e un inno alle potenzialità della terza età.

    TRAMA
    Bruce Wayne è lontano ...(continue)

    Il Ritorno del cavaliere oscuro vuole essere una specie di parabola “conclusiva” dell’uomo Pipistrello, e al tempo stesso una sorta di tristissimo canto del cigno e un inno alle potenzialità della terza età.

    TRAMA
    Bruce Wayne è lontano da Gotham da decenni, idem per il suo oscuro alter ego (al punto che viene quasi considerato una leggenda). I supernemici di sempre, Due Facce e Joker, sono felicemente rinchiusi nel manicomio di Arkham e prossimi alla scarcerazione, o alla totale redenzione. L’assenza di Batman sembra averli in qualche modo sedati, come se fosse la presenza stessa del Vendicatore a spronarli a gettare la città più corrotta del mondo in un super-caos. Si penserebbe che qualcuno, da Gordon (in procinto di andare in pensione), al sindaco (una specie di inutile Barbapapà che farà la fine che merita), in giù, si siano adoperati per continuare da dove Batman aveva interrotto, e invece ci ritroviamo con il solito schifo di sempre e la solita banda di criminali che getta nel terrore i pavidi e gli onesti.
    La nuova gang si fa chiamare I mutanti, probabilmente a causa dell’aspetto fisico del loro capo, causando una discreta confusione in chi legge, che all’inizio ha pensato che la DC volesse vendicarsi del successo di vendite dei marveliani X men per incolpare Wolverine e soci dei più atroci delitti, invece no, non c’entra nulla. Meno male.

    Questo breve ciclo di 4 storie ci fa partire appunto da questa situazione, e dal rientro in società ad opera dei soliti psicologi imbecilli (categoria contro cui la DC comics deve avercela a morte dai tempi di Wertham, vista l’idiozia congenita e soprattutto vista la fine che gli fanno fare) di Harvey Dent, ritenuto totalmente guarito dopo lunghe e dolorose operazioni chirurgiche (finanziate dallo stesso Wayne) che gli hanno restituito un viso perfettamente simmetrico e una pelata alquanto sexy.
    Strano che poi si scopra a tempo di record che non basta apparire belli fuori per liberarsi di demoni interiori che ci portiamo dietro da decenni. Due Facce tornerà sulle scene seminando il caos, e costringendo a tornare in gioco un Batman avanti con l‘età e alquanto irritato dal fatto che tutto quello che ha fatto in passato sembra contare un cazzo, visto che basta girarsi per due minuti e tutto torna come prima (il grido delle casalinghe disperate che dopo aver tirato a lucido la casa si ritrovano con figli e marito che irrompono disseminando ovunque pedate fangose).
    Cosa che sembra far uscire magicamente il Joker dal suo stato di catatonia.

    Il ritorno di Batman scatena nel frattempo oltre che un tumulto interiore (ardisco forse di chiamarlo amore?) che il Joker non provava da anni un putiferio mediatico che quasi supera la storia d’azione o la parte più intima e psicologica del declino di un eroe che ha ancora molto per cui combattere pur dovendo fare i conti con un fisico da sessantenne, facendosi critica sociale: gente che perde tempo ad analizzare il comportamento di un giustiziere quando sotto al loro naso, attraverso prigioni e manicomi “a porte girevoli” passano gente che fa del genocidio il proprio marchio di fabbrica. Persone che vorrebbero eliminarlo, nel migliore dei casi arrestarlo e lasciare che la giustizia (molto efficace finora) sia l’unico deterrente al crimine.

    Esponente massimo di questa mentalità idiota e inconcludente è Ellen Yindel, che infatti solo per questo verrà scelta come sostituta di Gordon a dispetto di un curriculum a dir poco impeccabile (che dovrebbe far sorgere più di un sospetto, vista la propensione alla corruzione degli ufficiali che fanno carriera). Gordon storce il naso, in primis perché è una donna e in secondi bus perché non capisce la magia di Batman.
    Ma è una donna, che ci vuoi fare?
    Che pensi ad emettere mandati di cattura contro l’Uomo Pipistrello mentre la città è nel caos.

    Un Batman vecchio e incazzato che ha ora al fianco la giovane Carrie Kelly (idea di John Byrne) per sopperire alla brutale morte di Dick si batte, e sconfigge, il mostruoso capo dei mutanti in un mix tra una lotta nel fango tra gladiatrici in bikini e la scena finale di Simba e Scar nel Re Leone, guadagnandosi il rispetto (e la paura) dei Mutanti, che da quel momento in poi per tutto il fumetto lotteranno per la giustizia e contro il crimine. Cioè mozzando le mani di piccoli taccheggiatori e massacrando cassieri di supermercato durante una rapina per la loro pusillanimità di fronte al pericolo.

    A questo punto il presidente degli Stati Uniti intima a un Clark Kent sempre in piena forma di portare Bruce alla ragione e di ricordare l’accordo stipulato anni prima tra il governo e i supereroi che intimava a questi ultimi di tenersi bassi e non violare la legge, cose che vanno poco a braccetto con Batman, anche se sessantenne: con una minaccia nemmeno troppo velata Superman fa capire a Batman che prima o poi chiederanno a lui di fermarlo e non alla prima poliziotta mascellona che si trovano sottomano. Bruce replica con il corrispettivo supereroistico di:
    ”Puppami la fava zerbino del governo”
    Mentre Clark Kent sta per replicare con qualcosa di virile e patriottico viene informato grazie al superudito del fatto che la Russia e l’America sono entrate ufficialmente in una nuova e definitiva Guerra Fredda e l’Uomo d’acciaio viene reclutato alla velocità della luce per uccidere sul nascere lo spettro del comunismo mentre a Gotham il Joker è di nuovo a piede libero: non prima di aver massacrato 200 persone in diretta nazionale, per sport.

    Lo scontro finale con il nemico di sempre, suppongo nello stesso luna park in cui sciancò la figlia di Gordon un po’ a titolo gratuito, diventa per Batman un modo di affrontare i demoni dell’ennesima pippa mentale che il nostro eroe si porta dietro: quello delle migliaia di vittime che ha sulla coscienza per aver sempre preferito risparmiare i suoi arcinemici. E potrebbe anche passarci sopra, una volta tanto, se non fosse che Joker, stronzo come al solito, decide di uccidersi di fronte a quella che vede come l’ennesima debolezza di Batman, ovvero il suo rifiuto di mettere fine a una vita umana, qualsiasi cosa accada.

    Ora a Batman non resta che farla finita con onore: nonostante l’Uomo Pipistrello assieme alla sua ghenga di Figli di Batman riesca a riportare l’ordine in una Gotham City totalmente in preda al panico a seguito del cambiamento del clima dovuto allo scoppio di un ordigno nucleare sovietico che Superman non è riuscito totalmente a neutralizzare (in una scena invero molto figa, un incrocio tra Superman e The walking Dead) gli viene sguinzagliato contro nientemeno che l’Uomo d’Acciaio. Il nostro eroe sul viale del tramonto si batte valorosamente con l’aiuto di Freccia Verde e Robin, per poi morire d’infarto seguito manco a farlo apposta dal fedele Alfred (modello Death Note), mentre Villa Wayne viene distrutta da decine di ordigni esplosivi.
    Ma nulla è quello che sembra.
    Batman non è morto: da stronzo qual è, totalmente incurante della morte dell’amico e maggiordomo di sempre, lo si ritrova nelle fogne buie e puzzolenti a istruire la nuova Robin e i Figli rendenti di Batman, sentendosi finalmente vivo al pensiero di poter combattere ancora senza nessuno che gli rompa i coglioni.

    *

    IMPRESSIONI E ALTRE CAGATE
    Miller ha dato alla storia un taglio cinematografico e decisamente adulto che personalmente mi garba, affrontando tematiche importanti che esulano dai vari PIMPAMPUM per bambocci cui lo scellerato Comics Code aveva costretto le case editrici, cosa che all’epoca risultò una vera rivoluzione e che ha permesso, tra le altre cose, una totale rivisitazione del filone supereroistico culminato con la trilogia del Cavaliere Oscuro di Nolan (e, si spera, con un Superman all’altezza): Batman è sempre stato un personaggio cupo e tormentato, a causa del suo passato non propriamente roseo. Miller riesce ad elevare questo tormento all’ennesima potenza, narrando della sua vecchiaia (debolezza fisica) unita alle pippe mentali di cui non si è mai realmente liberato (debolezza mentale) anche se lo vorrebbe disperatamente, al punto da spendere un capitale per “guarire” Dent, perché la sua speranza è che alla fine si possano sconfiggere i propri demoni interiori.
    Ovviamente toppa alla grande.
    Batman del resto non riesce mai in un nulla anche se all’apparenza è l’eroe trionfatore che alla fine riesce sempre a cavarsela, è il tormentato, l’eterno insoddisfatto da manuale costretto a soffrire a vita, ma che un po’ nella sofferenza si crogiola col talento di un masochista: tende ad allontanare le persone che lo conoscono meglio, e quelle che si tengono accanto muoiono come degli stronzi nel migliore dei casi, o diventano nemici. Si fa un culo come una casa per decenni e le cose sembrano solo peggiorare, si trascina dietro traumi e dolori che più cerca di superare più lo ossessionano, da cui arriva addirittura a trarre la propria forza.
    Come lo Shishi Hoko Dan di Ryoga Hibiki.

    Il comic deraglia un po’ dall’azione pura per farsi critica sociale (il passante religioso che va a messa tutte le domeniche ma che non si fa scrupoli di buttare un mendicante sotto i binari della metropolitana), politica (l’incompetenza di sindaco e autorità), mediatica (il grande spazio dato a speaker e opinionisti). A colpirmi maggiormente l’amicizia/rivalità con Clark Kent che ha sempre rappresentato il suo uguale e opposto: Superman la luce e Batman le tenebre, e più in grande la necessità di vivere seguendo, per dirla con Sofocle e il suo Antigone, le leggi della città o quelle del cuore.
    A me poi Superman è sempre stato sui coglioni.
    Ma qui è proprio splendido.

    Is this helpful?

    Twin Fitzgerald Kirkland ha fatto una Homerata said on Jun 10, 2013 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Bello, ma non eccezionale

    Pur amando molto i supereroi Marvel & DC, ho dovuto aspettare un po' prima di apprezzare questo fumetto. Avevo già visto il film, quindi sapevo più o meno cosa mi aspettasse (anche se si sa che i film non rendono giustizia al fumetto), ma per le prim ...(continue)

    Pur amando molto i supereroi Marvel & DC, ho dovuto aspettare un po' prima di apprezzare questo fumetto. Avevo già visto il film, quindi sapevo più o meno cosa mi aspettasse (anche se si sa che i film non rendono giustizia al fumetto), ma per le prime decine di pagine l'ho trovato estremamente lento. Nel proseguo, poi, ho trovato quella profondità e quell'intensità che mi aspettavo, si sono viste le prime scene d'azione e l'ho trovato molto più intrigante e piacevole. Mi sono fermato circa 10 minuti alla scena di Superman, che distrutto dalle radiazioni atomiche cerca di arrivare al sole (inutilmente) per riacquisire energia. E' stata una delle scene più intense ed emozionanti dell'intero fumetto e di sempre, peccato che non riguardava esattamente il protagonista di QUESTO fumetto. Beh, alla fine è sempre l'uomo pipistrello, il cavaliere oscuro, contro l'eterno rivale Joker. Non si può prescindere da questo, quindi 4 stelle sono sicuramente meritate.

    Is this helpful?

    Vanack Sabbadium said on Jun 2, 2013 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    “"Chiunque può essere un eroe, anche un uomo che ha fatto qualcosa di così semplice e rassicurante come mettere un cappotto sulle spalle di un ragazzo giovane, per fargli sapere che il mondo non era finito."(The Dark Knight, il ritorno, Christopher Nolan)

    Un vecchio supereroe ormai stanco e completamente disamorato dalla vita, il suo disperato ed estremo tentativo di rimettere ordine in una città la cui amministrazione è ormai un tutt’uno con i criminali, la difficoltà di ricostituirsi un suo ruolo i ...(continue)

    Un vecchio supereroe ormai stanco e completamente disamorato dalla vita, il suo disperato ed estremo tentativo di rimettere ordine in una città la cui amministrazione è ormai un tutt’uno con i criminali, la difficoltà di ricostituirsi un suo ruolo in una società ormai profondamente mutata…
    Gotham City.
    Il tasso di criminalità della metropoli è ormai in spaventoso aumento, come provano i numerosi omicidi e furti perpetrati.
    Come se non bastasse, sono trascorsi più di dieci anni dall’ultima comparsa di Batman, tanto che ormai in molti si domandano se l’uomo sia morto oppure se si sia trattato di una leggenda metropolitana.
    La scena si sposta nella sontuosa villa di Bruce Wayne, dove ritroviamo il nostro eroe, ormai cinquantenne, seduto su una comoda poltrona, completamente solo , con un bicchiere e una bottiglia di whisky in mano.
    Si tratta proprio di Bruce Wayne, alias Batman o meglio si trattava di lui, visto che, come scritto prima, sono ormai dieci anni che l’uomo non si fa più vedere, che ha appeso al chiodo il suo mantello e la sia maschera e trascina le sue giornate tra gestioni di affari e serate trascorse da solo nella sua magnifica villa.
    Il suo vecchio compagno di avventure, il giovane Robin, è morto da anni, ucciso in modo barbaro dal peggiore dei suoi nemici, Joker, e il suo costume giace abbandonato in un angolo dell’ormai inservibile bat-caverna.
    Sembra ormai la fine per il mito di Batman, ma l’enorme aumento del tasso di criminalità convince il vecchio eroe che là fuori, in quell’inferno che un tempo era la sua città, c’è ancora un disperato bisogno di lui…
    Un autentico capolavoro del fumetto, senza alcun dubbio la storia che ha maggiormente segnato la saga dell’eroe di Gotham City.
    Il geniale Frank Miller, con i suoi disegni cupi e la sua sontuosa sceneggiatura, con un colpo solo rivoluziona tutta la saga del mitico uomo-pipistrello, riportandolo alle sue radici più cupe, oscure e profonde, ma allo stesso tempo, descrivendo questo cinquantenne solo e disilluso, ci presenta una vicenda di struggente nostalgia, molto matura, con dei personaggi credibili e reali, dotata di uno spessore e di un vigore narrativo mai visti prima d’ora in un’opera a fumetti, come evidenziato dai dialoghi molto crudi e realistici e soprattutto dai bellissimi monologhi di Bruce Wayne/Batman che fanno entrare direttamente in simbiosi il lettore con la personalità tormentata del vecchio giustiziere, ossessionato dal ricordo che ha irrimediabilmente segnato la sua vita in modo indelebile, la morte dei suoi genitori, brutalmente assassinati sotto i suoi occhi.
    Meravigliosi i disegni…un capolavoro assoluto da un genio del fumetto.
    Da leggere se si è appassionati, assolutamente.

    Is this helpful?

    Banshee said on Nov 17, 2012 | Add your feedback

Book Details

Improve_data of this book