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Batman: Il Cavaliere Oscuro colpisce ancora

By Frank Miller

(109)

| Hardcover | 9788467448726

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Book Description

Dopo infinite polemiche, Frank Miller torna ancora alla carica contro i mass-media e la cultura dell'informazione, coadiuvato dalla collaboratrice storica Lynn Varley, autrice dei vividi colori che fanno risaltare l'astrattismo di Killer. "Batman: II Continue

Dopo infinite polemiche, Frank Miller torna ancora alla carica contro i mass-media e la cultura dell'informazione, coadiuvato dalla collaboratrice storica Lynn Varley, autrice dei vividi colori che fanno risaltare l'astrattismo di Killer. "Batman: II Cavaliere Oscuro colpisce ancora", Miller ritorna sul personaggio che lo ha reso un autore quasi classico.

23 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Miller fa il verso a Miller

    Seppure la trama sia interessante nel mettere in campo così tanti personaggi (forse per colmare fin troppi buchi) questa nuova visione distopica del futuro con Batman come protagonista funziona fino a un certo punto.
    Tante tavole affascinanti, tanta ...(continue)

    Seppure la trama sia interessante nel mettere in campo così tanti personaggi (forse per colmare fin troppi buchi) questa nuova visione distopica del futuro con Batman come protagonista funziona fino a un certo punto.
    Tante tavole affascinanti, tanta emozione nel rivedere scendere in campo "le vecchie glorie" dell'era dei supereroi... eppure più che corale questa storia è dispersiva in mille rigagnoli narrativi che si perdono un po' ovunque senza motivo.
    I disegni sono terribilmente altalenanti tra tavole spigolose, potenti, epiche, a volta quasi "cubiste" e abbozzi caricaturali decisamente eccessivi, sgretolati, poveri... in più la solita critica dei media e della politica "a la Miller" stavolta è così strumentale ed esagerata da risultare finta e posticcia.
    Rimane comunque una lettura affascinante e piacevole, ma con grosse riserve.

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    Etrigan79 said on Oct 2, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Naturalmente la prima volta che lessi questa “Trilogia del Cavaliere Oscuro” di Miller lessi Il Cavaliere oscuro colpisce ancora per primo, quindi non avendo una vaga idea dell’universo Terra-31 (dove i supereroi invecchiano e rincoglioniscono ...(continue)

    Naturalmente la prima volta che lessi questa “Trilogia del Cavaliere Oscuro” di Miller lessi Il Cavaliere oscuro colpisce ancora per primo, quindi non avendo una vaga idea dell’universo Terra-31 (dove i supereroi invecchiano e rincoglioniscono come chiunque altro) né di certi sviluppi inutile a dirsi non ci capii un’emerita. Complici i disegni veramente brutti che non fanno venire esattamente voglia di soffermarsi su una pagina per più di 2 secondi scarsi.

    *

    TRAMA
    Comunque, le premesse di questo numero sono se possibile ancora più cupe e deprimenti: il declino della società non si limita alla sola Gotham ma a tutti gli Stati Uniti d’America (e di rimando, al mondo), dove la corruzione ha passato la mano a un vero e proprio colpo di stato sotterraneo. Il presidente (uno strano clone ibrido alieno tra i due presidenti-fantoccio dello scorso secolo, Bush Jr. e Reagan) altri non è che un ologramma controllato da Lex Luthor (e ce ne vuole di immaginazione a riconoscere Lex Luthor sotto tutto quel grasso e quella fisionomia da Jabba the Hutt), il quale ha assoggettato persino Superman, che non è un coglione come piace credere ma aveva fiutato la magagna da tempo, alleandosi con Braniac per impadronirsi dell’ultimo avamposto kriptoniano nell’universo, la città di Kandor.
    In mano a Luthor la società umana è al culmine dello sbando.
    Violenza e criminalità ovunque, sperimentazioni crudeli su orfani e barboni lasciate impunite. Alla gente non resta che rintanarsi nelle proprie case e sperare di morire nella maniera più indolore possibile. L’informazione è totalmente sotto il controllo governativo dietro una mera parvenza di libertà, tollerata solo a patto che chi afferma la verità non venga creduto dalla gente (e fin qui la critica è attualissima, a patto che qualche Americano a parte Noam Chomsky riesca a fare due più due), e le speaker sono sempre femmine ignude o comunque sensuali, che a tutto fanno pensare fuorché al giornalismo. Al solito, l’unica speranza dell’umanità sembra essere l’ultimo supereroe rimasto a combattere nell’ombra, il famigerato Batman, che con l’aiuto di Carrie Kelly (ex Robin nell’episodio precedente, ora Catgirl perché il costume è meno ridicolo), Freccia Verde e i Figli di Batman cercano di trovare dei super-alleati con cui spodestare Luthor.

    Liberano perciò Barry Allen (alias Flash), costretto a correre su una ruota che fa da turbina come un super-criceto per fornire elettricità perpetua alla città, e Ray Palmer, confinato in una piastra di Petri. A questo punto Luthor, incazzato a bestia perché Batman gli ha inciso per simpatia una Z sulla faccia (ricordiamo che i suoi genitori vennero uccisi dopo la visione di “Il segno di Zorro”) invia Superman a parlare con Batman, ma Batman ha finito di chiacchierare e con l’aiuto dei suoi nuovi supercolleghi lo riduce uno strofinaccio al grido (metaforico) di “Puppami la fava, zerbino del governo” indicandosi ripetutamente col dorso della mano l’inguine a scopo di spregio.

    Superman, sconfitto e umiliato, si rifugia al Polo Nord dove lo raggiunge Wonder Woman (alias Diana) che ci rivela uno sviluppo romantico nel loro rapporto che ha portato anni prima alla nascita della figlia Kara (che unisce gli straordinari poteri del padre alla tempra guerriera da amazzone della madre, mica cotica), tenuta segreta a Luthor, la quale ha ben chiaro un concetto che probabilmente al padre sfugge: loro sono super, non umani. Con gli umani hanno poco a che spartire per cui perché Superman fa da zerbino al governo, per quanto sotto ricatto, e non cerca nemmeno di combattere Braniac per liberare i kriptoniani?
    Bella domanda.
    Quindi non resta che allearsi con Batman non appena gli viene proposto.
    Liberare i kriptoniani, sconfiggere Braniac col loro aiuto, e far massacrare Luthor dal figlio di Hawkman e Hawkgirl, per una giusta vendetta conclusiva. E per provare, come se Kara non ce lo dimostrasse abbastanza, che le giovani generazioni di supereroi sono fatte di un’altra pasta: non si pongono inutili problemi etici sull’uccisione dei nemici e sono pienamente consapevoli del loro essere speciali e magari anche migliori.
    Su quest’ultimo punto la saga non si pronuncia.
    Perché persino alla fine del volume non si capirà benissimo se Kara rimanga influenzata dal rispetto e dall’amore che Kal-El nutre per il nostro pianeta e i suoi abitanti o se non sia piuttosto Superman che, dopo un combattimento decisamente impari contro incredule truppe americane, a far nascere in sé una nuova consapevolezza del proprio potere che lo porterà magari nel prossimo futuro ad impadronirsi del pianeta. Magari portando un ordine nuovo di giustizia e pace.
    Ma sempre di conquista da parte di una super-razza si tratterà, pochi cazzi.

    Lo scontro finale del volume vede altri supereroi, tra cui Freccia Verde e Catgirl, impegnate contro una brutta copia del Joker che si rivela essere nientepopodimeno che Dick Grayson, il primo Robin, diventato pressoché immortale dopo aver subito dolorose operazioni e sperimentazioni da parte del governo Luthor, che uccide, massacra ed esce di testa a costo di diventare, anche fisicamente, un mostro perché è geloso del fatto che quel pedofilo di Wayne adesso si attacchi al culo delle ragazzine.
    Da che pulpito…
    Sia come non sia, nell’ultimo scontro di Dick contro Batman fatico obiettivamente a comprendere i motivi di tutto questo astio dell’uomo pipistrello nei confronti della sua ex-spalla (e viceversa), definita, metaforicamente parlando e per usare degli eufemismi, l’equivalente isterico, inutile e piagnucoloso di uno sterco di cane sotto la suola. Non mi risulta nulla del genere per quel che riguarda la continuity, e anzi mi risulta che il distacco tra Batman e Robin sia avvenuto in maniera graduale e tutt’altro che astiosa. Ma se qualcuno che ne sa più di me può fornirmi lumi è il benvenuto.

    Fatto sta che Dick muore, la BatCaverna finisce definitivamente distrutta (con un programma di distruzione che ha del sadico: Bruce ha chiamato il computer della Bat-Caverna Alfred), Bruce viene salvato in Extremis da un Clark redento e può finalmente concentrarsi sul dare compimento a quella tensione sessuale con cui lui e Catgirl ci stanno massacrando i cosiddetti da pagina uno (se no a che serviva quella tutina leopardata?).
    E già che c’è, forse, se ha tempo, iniziare una nuova era di supereroi.
    Col beneplacito di un governo americano che non sembra intenzionato a cambiare granché, magari.

    *

    IMPRESSIONI E CAGATE VARIE
    Allora, l’impressione generale con questo volume e di trovarmi di fronte a dei disegni decisamente obbrobriosi: mi si possono sperticare lodi e bibliografie di Miller in quantità industriale, li conosco già. Conosco i suoi meriti e l’impatto che ha avuto nel mondo del Comic, che senza di lui Batman starebbe ancora a combattere contro monete giganti e clown a molla; so che gli piace giocare con i volti e le deformità. Ciò non toglie che se mi metti gente disegnata alla perfezione vicino a delle specie di Gollum con un contorno di stile manga giapponese infilato a cazzo ti puoi chiamare come ti pare e colori da trip acido, a me fa schifo uguale. Così come non ho mai apprezzato quell’uso troppo violento che fa delle linee. Troppe linee, specie nelle scene di combattimento quando Batman le prende, e ne prende parecchie: alla fine più che una faccia sembra la moneta sfregiata di Due Facce. Per non parlare della Metamorfosi di Dick Grayson, che un minuto prima sembra il Goblin e non appena Bruce lo riconosce torna normale e umano cambiando persino colore di capelli.
    Mah.

    Altra impressione meramente personale è che Miller avesse detto tutto quello che c’era da dire nel volume preedente ma che dalla DC l’abbiano spinto, spinto e spinto tra minacce e lauti compensi a strizzare la rapa-Batman.
    Si chiama “effetto Il Padrino 3”.
    E il risultato molto spesso è un ciofecone.
    Ora, più che ciofecone questo volume mette talmente tanta carne al fuoco senza risolvere o spiegare davvero nulla che è quasi irritante. Saltano fuori cose interessantissime, come l’arrivo di Dick Grayson, e me la tratti come un bisticcio tra papà e mamma in premestruo. La riunione tra Kala e Kal-El sembra la scena di Zoolander in cui il Manista convince Dereck del fatto che i modelli fanno sempre quello che gli si dice. Del tipo:
    Kara: Gli umani sono una razza inferiore.
    Kal-El: Non devi dire così, noi siamo umani quanto loro e il nostro compito anche se siamo più forti è difenderli.
    Kara: Sembri la mamma e tutti e due siete dei gran cazzari.
    Kal-El: Beh, in effetti probabilmente lo siamo. Hai ragione tu, nuova generazione meticcia!

    Ciò non toglie che a dispetto delle pecche e dell’impressione generale di un’allungamento di broda di dimensioni inusitate vengano portati alla lue tematiche interessanti. Purtroppo le tematiche più interessanti riguardano solo i personaggi che non danno il proprio nome al volume perché Batman dà al massimo l’idea di un vecchio arteriosclerotico con manie da Braveheart che alla fine anche se più vecchio si riscopre più giovane.
    Pronto a un amore giovane, intendeva probabilmente.

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    Twin Fitzgerald Kirkland ha fatto una Homerata said on Jun 11, 2013 | Add your feedback

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    Penso di essere l'unica persona al mondo a cui "Il cavaliere oscuro colpisce ancora" è piacito più de "Il ritorno del cavaliere oscuro". Il tema che resta sottotraccia è che il più idealista, quello che non ha mai mollato, è al contempo il più nichil ...(continue)

    Penso di essere l'unica persona al mondo a cui "Il cavaliere oscuro colpisce ancora" è piacito più de "Il ritorno del cavaliere oscuro". Il tema che resta sottotraccia è che il più idealista, quello che non ha mai mollato, è al contempo il più nichilista, quello che non si capisce in cosa creda, se non nella punizione dei più malvagi. Ma in cosa consista essere malvagi o criminali, Batman non saprebbe probabilmente dirlo.
    Per le vittime innocenti non ha una lacrima, perché erano previste. Nulla accade che non sia previsto. Fino alla fine, quando gli dei kryptoniani vengono lasciati liberi sopra la terra e non si sa cosa faranno.

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    Z said on May 28, 2013 | Add your feedback

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    Troppe aspettative?

    Non mi è piaciuto.
    Forse più importante da un punto di vista "storico", che artistico.
    Cero l'orribile edizione Planeta, che al di là dei normali refusi regala pure qualche parola lasciata in spagnolo qua e là, non ha aiutato la lettura. E anche lo s ...(continue)

    Non mi è piaciuto.
    Forse più importante da un punto di vista "storico", che artistico.
    Cero l'orribile edizione Planeta, che al di là dei normali refusi regala pure qualche parola lasciata in spagnolo qua e là, non ha aiutato la lettura. E anche lo stile del disegno non mi ha entusiasmato...

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    fabiolino said on Oct 28, 2012 | Add your feedback

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    quando il troppo è troppo

    Dopo lo splendido primo volume, Frank miller torna revisionare Terra 31 con un seguito che è veramente "troppo". I disegni, i colori, i personaggi, la storia. Ogni cosa in Dark Knight Strikes Again è eccessiva. Si lascia leggere, è innegabile, ma la ...(continue)

    Dopo lo splendido primo volume, Frank miller torna revisionare Terra 31 con un seguito che è veramente "troppo". I disegni, i colori, i personaggi, la storia. Ogni cosa in Dark Knight Strikes Again è eccessiva. Si lascia leggere, è innegabile, ma la sensazione che si sia voluto strafare è innegabile

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    Wanicola said on Apr 12, 2012 | Add your feedback

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    Bah, forse non sarà il sequel più adatto, forse sarà un po' troppo trash, forse sarà anche disegnato peggio de "Il ritorno del cavaliere oscuro" ma, fino ad una quarantina di pagine dalla fine, il volume non mi sembrava malaccio, Poi, sul finale, qua ...(continue)

    Bah, forse non sarà il sequel più adatto, forse sarà un po' troppo trash, forse sarà anche disegnato peggio de "Il ritorno del cavaliere oscuro" ma, fino ad una quarantina di pagine dalla fine, il volume non mi sembrava malaccio, Poi, sul finale, quando tutto si doveva chiudere, vengono fuori degli eventi che non hanno il minimo senso e che niente hanno a che fare con ciò che accade prima.

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    Paolone said on Jan 5, 2012 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (109)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
    • 2 stars
    • 1 star
  • Hardcover 235 Pages
  • ISBN-10: 8467448725
  • ISBN-13: 9788467448726
  • Publisher: Planeta DeAgostini
  • Publish date: 2008-01-01
  • Also available as: Others
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