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Batman: The killing joke

Di ,

Editore: Rizzoli

4.5
(728)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 48 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Portoghese

Isbn-10: A000218421 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Enzo Baldoni ; Colorista: John Higgins

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Comics & Graphic Novels , Crime , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Supplemento a Corto Maltese n. 1/90
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  • 4

    En mi opinión estamos ante un buen comic del Joker, una obra que engancha por su historia, por su ritmo y por el magnetismo de sus personajes. Y encima cuenta con un dibujo bastante bueno.


    El problema vuelvo a tenerlo cuando leo que es una obra maestra de Batman, de lo mejor que se ha hec ...continua

    En mi opinión estamos ante un buen comic del Joker, una obra que engancha por su historia, por su ritmo y por el magnetismo de sus personajes. Y encima cuenta con un dibujo bastante bueno.

    El problema vuelvo a tenerlo cuando leo que es una obra maestra de Batman, de lo mejor que se ha hecho nunca sobre el personaje. Y espero que no sea así. No concibo que una historia de un par de números escasos sea lo mejor de un personaje con una trayectoria como la de Batman. Son una buena historia, pero en tan poco espacio apenas da tiempo a desarrollarse.

    Por el momento, de las cuatro historias Top que llevo leídas del hombre murciélago es la que menos pondría yo en ese listado, dejándola muy lejos del Largo Halloween y por debajo de la saga de los Búhos o el Retorno del Caballero Oscuro. Un buen entretenimiento con una historia cerrada, pero igual que me niego a considerar un corto como la mejor película de la historia (por bueno que sea) ésta historia corta no la puedo concebir como lo mejor de Batman.

    Sí, es una percepción muy personal y puede que la mayoría de la gente que siga al personaje desde hace años se eche las manos a la cabeza y quiera degollarme ante un Dios pagano, pero el caso es que lo considero un comic notable: nada más.

    ha scritto il 

  • 3

    Se non piace agli autori, un motivo ci sarà...

    Sarà che l'ho letto in inglese (con un po' di fatica per la prosa di Moore) sinceramente ho trovato un colpo basso scrivere le origini del Joker...
    Detto questo, grandissima caratterizzazione del Cavaliere Oscuro e ottimo plot cinematografico nei disegni di Bolland, eppure è come se mancass ...continua

    Sarà che l'ho letto in inglese (con un po' di fatica per la prosa di Moore) sinceramente ho trovato un colpo basso scrivere le origini del Joker...
    Detto questo, grandissima caratterizzazione del Cavaliere Oscuro e ottimo plot cinematografico nei disegni di Bolland, eppure è come se mancasse qualcosa, o come se ci fosse, nascosta da qualche parte, una nota stonata...
    Da rileggere.

    ha scritto il 

  • 5

    "Quando se scherza bisogna esse' seri" (cit. "Il marchese del grillo")

    Ok, non mi dilungherò nello scontato e prevedibile esercizio intellettuale del paragone tra il Joker di Moore e quello di Nolan/Ledger ; mi limito a considerare che per certi versi ho preferito questo : meno ossessivamente criptico , meno disumanizzato, più in bilico tra delirio e redenzione ("It ...continua

    Ok, non mi dilungherò nello scontato e prevedibile esercizio intellettuale del paragone tra il Joker di Moore e quello di Nolan/Ledger ; mi limito a considerare che per certi versi ho preferito questo : meno ossessivamente criptico , meno disumanizzato, più in bilico tra delirio e redenzione ("It's too late for that...") e inoltre quasi per nulla incentrato sul discorso socio-politico (cosa in fin dei conti strana per Moore, forse è per questo che non fu mai soddisfatto di questa sua sceneggiatura ? Non riuscì a sviluppare lo spunto psicanalitico in chiave sociologica e da lì politica?). Bello infine scoprire da dove Burton prese l'idea del circo diabolico di "Batman returns".

    Inquietante anzi (alla luce di eventi degli ultimi anni), profetica la mini-storia in appendice finale di questa edizione. Quasi inserita per inacidire l'atmosfera quasi consolatoria del finale di "The killing joke".

    Colonna sonora : Rage against machine, "Killing in the name" http://www.youtube.com/watch?v=dxk3c_SbWMg

    ha scritto il 

  • 5

    Inquietante, sconvolgente. Turba veramente
    I disegni e i colori sono bellissimi. Non ne avevo mai visti così belli! Per non parlare dell'unico particolare colorato nelle pagine in black&white. Una graphic novel incredibile.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    “Come possono due persone odiarsi tanto se nemmeno si conoscono?”

    “It’s fool to remain sane”. Così cantavano nella primavera-estate del 2001 il gruppo svedese “The Ark”.
    Bisogna essere folli per rimanere sani di mente, così dice il titolo di questa canzone…eh già, ci vuole proprio un pizzico di follia per rimanere sani di mente al giorno d’oggi, in ...continua

    “It’s fool to remain sane”. Così cantavano nella primavera-estate del 2001 il gruppo svedese “The Ark”.
    Bisogna essere folli per rimanere sani di mente, così dice il titolo di questa canzone…eh già, ci vuole proprio un pizzico di follia per rimanere sani di mente al giorno d’oggi, in questo periodo di grande crisi culturale, antropologica, spirituale che ci sta investendo in pieno.
    Diciamocelo francamente, questa società fa schifo, basta guardarsi intorno per vedere solo ingiustizie, brutalità, ignoranza e allora ecco che coloro che si trovano in una posizione di forte disagio emotivo e culturale, impazziscono, facciano qualcosa di orribile, distruggendo inconsapevolmente la vita di altre persone(vedi caso Previti)
    Può accadere che un uomo, apparentemente normale, un uomo comune, uno come noi, come il nostro vicino di casa, il nostro venditore di fiducia un giorno, ormai saturo di tutto ciò che vede di sbagliato intorno a lui, impazzisca e diventi il simbolo del Male, il Joker.
    Evaso dal manicomio criminale, il più temibile dei nemici dell’uomo pipistrello rapisce il commissario Gordon, sparando allo stesso tempo all’amata figlia Barbara(Batgirl), costringendola per sempre a vivere su di una sedia a rotelle.
    Gordon viene portato in un Luna Park abbandonato dove viene sottoposto a ogni tipo di umiliazioni e di torture, a dimostrazione di come anche un uomo tutto d’un pezzo come il commissario possa diventare un pazzo come lui se sottoposto a ogni tipo di vessazione dalla vita.
    Ed ecco che contemporaneamente assistiamo a lunghi flashback che ci mostrano chi sia in realtà Joker, il suo passato da chimico fallito e da cabarettista di night ancor più fallito, un uomo finito, disperato, aggrappato a una vita che non lo vuole più solo per amore della moglie, che presto lo renderà padre per la prima volta.
    Sono loro la sua unica ragione di vita, ma quando muoiono entrambi a causa di un incidente, ecco che l’uomo dal dolore si trasforma nell’essere crudele che tutti noi conosciamo, la Nemesi di Batman, suo nemico giurato, nemico giurato dell’intera umanità ma simile a lui, simile a tutti quanti noi.
    Una di quelle storie che hanno cambiato l’immaginario collettivo di uno dei personaggi più amati dei fumetti, il folle e controverso Joker, il suo rapporto con Batman, un rapporto fatto di odio reciproco ma anche di attrazione reciproca, Joker altro non è che una visione deformata di Batman, la sua Nemesi appunto, il suo lato più oscuro.
    Colmando finalmente la lacuna sul passato di Joker, un uomo che ha fallito ogni obiettivo nella vita, Moore lo rende finalmente protagonista di una storia tanto triste quando dolce-amara, una storia che trova i suoi momenti clou nella spettacolare evasione dal carcere da parte di Joker, alla violenta irruzione a casa del commissario Gordon(un irruzione in stile “Arancia Meccanica”), ai terribili flashback sulla vita passata di Joker fino allo sconvolgente quanto triste finale.
    Alla fine Joker non fa più paura, Joker è uno di noi, un uomo che rivolge una feroce accusa contro una società che è direttamente responsabile della sua rovina, della sua follia, del suo essere criminale.
    Joker non ha altre alternative, non ha altri sbocchi, è un uomo messo con le spalle al muro, come molti di noi in questo particolare momento della nostra vita.
    Il suo è un modo per scappare da una realtà terribile che, prima o poi, l’avrebbe reso folle comunque, così come sta rendendo folli alcuni di noi.
    Meraviglioso il finale, con l’abbraccio tra i due sotto la pioggia, un abbraccio fra due uomini simili, due uomini frutto della stessa società menefreghista, vuota e superficiale.
    Batman è uno di noi, certo, ma anche Joker lo è, anzi, lui lo è molto di più.

    ha scritto il 

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