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Batman - Il ritorno del cavaliere oscuro

I classici del fumetto di Repubblica Serie Oro n. 23

Di

Editore: Gruppo Editoriale L'Espresso

4.5
(1191)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 205 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Finlandese , Chi semplificata , Francese

Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina morbida e spillati , Copertina rigida

Genere: Comics & Graphic Novels , Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 4

    Tenía las esperanzas muy altas con el Regreso del Caballero Oscuro, no en vano en muchas de las webs que he consultado se le considera como una de las mejores (si no la mejor) obras de Batman de ...continua

    Tenía las esperanzas muy altas con el Regreso del Caballero Oscuro, no en vano en muchas de las webs que he consultado se le considera como una de las mejores (si no la mejor) obras de Batman de todos los tiempos. Ha cumplido las expectativas?

    No.

    Éste comic es un muy buen comic de Batman, eso que vaya por delante, pero espero que haya alguna obra que me guste más que ésta. Igual por lo arriesgado de la propuesta, saltando hacia delante en el futuro y viendo en qué se convierte el héroe al irse amargando con los años; una propuesta que seguro han disfrutado mucho más lo que han seguido al personaje durante décadas y son auténticos fans.

    Pero para alguien que se acerca a él esperando una historia de Batman, se encuentra con algo que le da una vuelta de tuerca, plantea y resuelve incógnitas muy interesantes y va de menos a más.

    Es una buena historia, casi de diez, con un planteamiento y desarrollo muy atrevidos, un gran tratamiento de los personajes y un montón de grandiosas escenas. La lástima es que el dibujo desmerece un tanto en algunos pasajes y la ya comentada trama que aleja al héroe del que uno tiene en la cabeza (joven, resolviendo crímenes y enfrentándose a los villanos).

    Vale la pena? Creo que sí. Es un comic con casi treinta años que ha envejecido la mar de bien (el dibujo era feote entonces y sigue siéndolo ahora) que cuenta con un entintado y un coloreado que ayudan mucho a entrar en el peculiar estilo gráfico de Frank Miller y que cuenta con una historia muy cuidada y que disfrutarán todos aquellos que se acerquen a él con la mente abierta.

    Por mi parte lo guardaré en mi estantería para releerlo cuando tenga más bagaje sobre el personaje (aunque llevo leídas más de 3000 páginas de éste superhéroe en concreto), además de que la edición está muy cuidada, con bocetos del comic y algunos comentarios breces de su autor (en tapa dura y con papel de calidad).

    Me ha picado el gusanillo lo suficiente para acercarme a otras obras del personaje. La duda es: Año 1 o la Broma Asesina?

    Reseña completa en: http://darlantan8.blogspot.com.es/2014/10/batman-el-regreso-del-caballero-oscuro.html

    ha scritto il 

  • 4

    Paragonabile all'effetto di una rivoluzione copernicana in ambito fumettaro, non esiste persona che non conosca e non apprezzi quest'opera. Eppure, l'ho apprezzata, ma non quanto mi aspettassi. Il ...continua

    Paragonabile all'effetto di una rivoluzione copernicana in ambito fumettaro, non esiste persona che non conosca e non apprezzi quest'opera. Eppure, l'ho apprezzata, ma non quanto mi aspettassi. Il taglio cinematografico di Miller ha rivoluzionato l'estetica dei comics, ma a lungo appesantisce la lettura. L'atmosfera è quella giusta, e sono lieto di constatare come, a differenza dei facili luoghi comuni, gran parte della storia non sia ambientata nelle fosche notti di Gotham City, ma di giorno. L'idea di vedere Batman alla luce del sole immagino avrà fatto impazzire parecchia gente. Non ho apprezzato l'intrusione di Superman, per quanto attinente allo spirito dell'opera. E l'idea di una Robin (che avrà fatto ammattire metà continente americano) mi lascia del tutto indifferente. In ogni caso, mi permetto di fare lo schizzinoso, ma gli dobbiamo tutto, davvero.

    ha scritto il 

  • 5

    L'opera a fumetti definitiva su Batman. I dialoghi e l'intreccio orditi da Miller tengono incollati fino all'ultima pagina. Soluzioni visive e narrative all'avanguardia e spunti di riflessione di ...continua

    L'opera a fumetti definitiva su Batman. I dialoghi e l'intreccio orditi da Miller tengono incollati fino all'ultima pagina. Soluzioni visive e narrative all'avanguardia e spunti di riflessione di notevole profondità costantemente presenti. Un Batman indimenticabile.

    ha scritto il 

  • 5

    The Dark Knight... Returns!

    Dopo dieci anni di oblio, il giustiziere della notte libera nuovamente la bestia oscura che alberga dentro di sé. Il pericolo ora è rappresentato dalla brutalità dei Mutanti e dalla autorità del ...continua

    Dopo dieci anni di oblio, il giustiziere della notte libera nuovamente la bestia oscura che alberga dentro di sé. Il pericolo ora è rappresentato dalla brutalità dei Mutanti e dalla autorità del potere presidenziale. Il commisario Gordon è ormai alle soglie della pensione, la minaccia nucleare molto più di una semplice possibilità - dovuta ad una politica internazionale irresponsabile e dissennata. Il cavaliere oscuro torna per combattere, incurante dei limiti dell'età e dell'implacabile scorrere del tempo. Fino allo scontro finale: non solo contro la forza bruta del leader senza nome dei Mutanti, ma soprattutto contro il potere dell'autorità, incarnato in costume giallo/rosso/blu. E sarà la fine per tutti. Ricordati dell'unico uomo che ti ha sconfitto... Fortunato vecchio. Una coraggiosa tredicenne potrà ancora soccorrerti nel momento del bisogno. Ed una nuova generazione potrà seguire i tuoi insegnamenti e diventare il tuo nuovo esercito. Stai su con la schiena Robin. Sissignore.

    ha scritto il 

  • 1

    Pessima edizione Planeta DeAgostini

    'fanculo Planeta DeAgostini! Hai alzato di molto la mia asticella nella scala delle pessime edizioni: una traduzione fatta con i piedi e una quantità di refusi tale da sembrare voluta. Non lo dico ...continua

    'fanculo Planeta DeAgostini! Hai alzato di molto la mia asticella nella scala delle pessime edizioni: una traduzione fatta con i piedi e una quantità di refusi tale da sembrare voluta. Non lo dico per pignoleria, ma ne è davvero pieno ad iniziare dal titolo interno al volume nella prima pagina utile – "BATMAN: IL RITORNO DEL CAVALIERO OSCURO" – scritto con un font che presenta lettere alte più di 2cm. Non può sfuggire un obbrobrio simile. Come se non bastasse, sono riusciti anche a fare paciughi a livello tipografico spargendo qua e là macchie e sbavature che sicuramente non sono presenti nell'originale e anche qualche impronta digitale che sarebbe da girare agli investigatori di C.S.I. per far catturare il criminale. Non mi dilungo oltre su questo aspetto perché ho trovato un bellissimo articolo che parla proprio della storia della Planeta DeAgostini ( http://www.mangaforever.net/62978/dc-comics-in-italia-una-sfortunata-vita-editoriale-lunga-70-anni-speciale/9 ). Venendo alla storia, purtroppo alquanto rovinata dalla traduzione, posso dire che inizia davvero molto bene creando l'atmosfera di odio verso Batman che si assapora ancora meglio nel film "Il cavaliere oscuro - Il ritorno" (The Dark Knight Rises, 2012), ma prosegue decisamente peggio per andare verso un finale estremamente veloce e deludente. Per non parlare del personaggio di "Robin" che viene inserito all'improvviso e viene accolto da Batman senza alcuna ragione. Come se Clark Kent rivelasse di essere Superman al primo che passa per strada e lo facesse diventare suo assistente. Non ho gradito molto la tecnica di disegno, ma trovo molto ben realizzata la struttura delle vignette, in particolare la forma classica di un televisore di una volta che rende perfettamente gli interventi da parte di presentatori televisivi. Comunque sia...non compratelo assolutamente in questa squallida edizione della Planeta DeAgostini!!!

    ( http://www.jhack.it/blog/2013/08/18/barman-el-ritorno-dellu-cavaliero-scuro/ )

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Il Ritorno del cavaliere oscuro vuole essere una specie di parabola “conclusiva” dell’uomo Pipistrello, e al tempo stesso una sorta di tristissimo canto del cigno e un inno alle potenzialità ...continua

    Il Ritorno del cavaliere oscuro vuole essere una specie di parabola “conclusiva” dell’uomo Pipistrello, e al tempo stesso una sorta di tristissimo canto del cigno e un inno alle potenzialità della terza età.

    TRAMA Bruce Wayne è lontano da Gotham da decenni, idem per il suo oscuro alter ego (al punto che viene quasi considerato una leggenda). I supernemici di sempre, Due Facce e Joker, sono felicemente rinchiusi nel manicomio di Arkham e prossimi alla scarcerazione, o alla totale redenzione. L’assenza di Batman sembra averli in qualche modo sedati, come se fosse la presenza stessa del Vendicatore a spronarli a gettare la città più corrotta del mondo in un super-caos. Si penserebbe che qualcuno, da Gordon (in procinto di andare in pensione), al sindaco (una specie di inutile Barbapapà che farà la fine che merita), in giù, si siano adoperati per continuare da dove Batman aveva interrotto, e invece ci ritroviamo con il solito schifo di sempre e la solita banda di criminali che getta nel terrore i pavidi e gli onesti. La nuova gang si fa chiamare I mutanti, probabilmente a causa dell’aspetto fisico del loro capo, causando una discreta confusione in chi legge, che all’inizio ha pensato che la DC volesse vendicarsi del successo di vendite dei marveliani X men per incolpare Wolverine e soci dei più atroci delitti, invece no, non c’entra nulla. Meno male.

    Questo breve ciclo di 4 storie ci fa partire appunto da questa situazione, e dal rientro in società ad opera dei soliti psicologi imbecilli (categoria contro cui la DC comics deve avercela a morte dai tempi di Wertham, vista l’idiozia congenita e soprattutto vista la fine che gli fanno fare) di Harvey Dent, ritenuto totalmente guarito dopo lunghe e dolorose operazioni chirurgiche (finanziate dallo stesso Wayne) che gli hanno restituito un viso perfettamente simmetrico e una pelata alquanto sexy. Strano che poi si scopra a tempo di record che non basta apparire belli fuori per liberarsi di demoni interiori che ci portiamo dietro da decenni. Due Facce tornerà sulle scene seminando il caos, e costringendo a tornare in gioco un Batman avanti con l‘età e alquanto irritato dal fatto che tutto quello che ha fatto in passato sembra contare un cazzo, visto che basta girarsi per due minuti e tutto torna come prima (il grido delle casalinghe disperate che dopo aver tirato a lucido la casa si ritrovano con figli e marito che irrompono disseminando ovunque pedate fangose). Cosa che sembra far uscire magicamente il Joker dal suo stato di catatonia.

    Il ritorno di Batman scatena nel frattempo oltre che un tumulto interiore (ardisco forse di chiamarlo amore?) che il Joker non provava da anni un putiferio mediatico che quasi supera la storia d’azione o la parte più intima e psicologica del declino di un eroe che ha ancora molto per cui combattere pur dovendo fare i conti con un fisico da sessantenne, facendosi critica sociale: gente che perde tempo ad analizzare il comportamento di un giustiziere quando sotto al loro naso, attraverso prigioni e manicomi “a porte girevoli” passano gente che fa del genocidio il proprio marchio di fabbrica. Persone che vorrebbero eliminarlo, nel migliore dei casi arrestarlo e lasciare che la giustizia (molto efficace finora) sia l’unico deterrente al crimine.

    Esponente massimo di questa mentalità idiota e inconcludente è Ellen Yindel, che infatti solo per questo verrà scelta come sostituta di Gordon a dispetto di un curriculum a dir poco impeccabile (che dovrebbe far sorgere più di un sospetto, vista la propensione alla corruzione degli ufficiali che fanno carriera). Gordon storce il naso, in primis perché è una donna e in secondi bus perché non capisce la magia di Batman. Ma è una donna, che ci vuoi fare? Che pensi ad emettere mandati di cattura contro l’Uomo Pipistrello mentre la città è nel caos.

    Un Batman vecchio e incazzato che ha ora al fianco la giovane Carrie Kelly (idea di John Byrne) per sopperire alla brutale morte di Dick si batte, e sconfigge, il mostruoso capo dei mutanti in un mix tra una lotta nel fango tra gladiatrici in bikini e la scena finale di Simba e Scar nel Re Leone, guadagnandosi il rispetto (e la paura) dei Mutanti, che da quel momento in poi per tutto il fumetto lotteranno per la giustizia e contro il crimine. Cioè mozzando le mani di piccoli taccheggiatori e massacrando cassieri di supermercato durante una rapina per la loro pusillanimità di fronte al pericolo.

    A questo punto il presidente degli Stati Uniti intima a un Clark Kent sempre in piena forma di portare Bruce alla ragione e di ricordare l’accordo stipulato anni prima tra il governo e i supereroi che intimava a questi ultimi di tenersi bassi e non violare la legge, cose che vanno poco a braccetto con Batman, anche se sessantenne: con una minaccia nemmeno troppo velata Superman fa capire a Batman che prima o poi chiederanno a lui di fermarlo e non alla prima poliziotta mascellona che si trovano sottomano. Bruce replica con il corrispettivo supereroistico di: ”Puppami la fava zerbino del governo” Mentre Clark Kent sta per replicare con qualcosa di virile e patriottico viene informato grazie al superudito del fatto che la Russia e l’America sono entrate ufficialmente in una nuova e definitiva Guerra Fredda e l’Uomo d’acciaio viene reclutato alla velocità della luce per uccidere sul nascere lo spettro del comunismo mentre a Gotham il Joker è di nuovo a piede libero: non prima di aver massacrato 200 persone in diretta nazionale, per sport.

    Lo scontro finale con il nemico di sempre, suppongo nello stesso luna park in cui sciancò la figlia di Gordon un po’ a titolo gratuito, diventa per Batman un modo di affrontare i demoni dell’ennesima pippa mentale che il nostro eroe si porta dietro: quello delle migliaia di vittime che ha sulla coscienza per aver sempre preferito risparmiare i suoi arcinemici. E potrebbe anche passarci sopra, una volta tanto, se non fosse che Joker, stronzo come al solito, decide di uccidersi di fronte a quella che vede come l’ennesima debolezza di Batman, ovvero il suo rifiuto di mettere fine a una vita umana, qualsiasi cosa accada.

    Ora a Batman non resta che farla finita con onore: nonostante l’Uomo Pipistrello assieme alla sua ghenga di Figli di Batman riesca a riportare l’ordine in una Gotham City totalmente in preda al panico a seguito del cambiamento del clima dovuto allo scoppio di un ordigno nucleare sovietico che Superman non è riuscito totalmente a neutralizzare (in una scena invero molto figa, un incrocio tra Superman e The walking Dead) gli viene sguinzagliato contro nientemeno che l’Uomo d’Acciaio. Il nostro eroe sul viale del tramonto si batte valorosamente con l’aiuto di Freccia Verde e Robin, per poi morire d’infarto seguito manco a farlo apposta dal fedele Alfred (modello Death Note), mentre Villa Wayne viene distrutta da decine di ordigni esplosivi. Ma nulla è quello che sembra. Batman non è morto: da stronzo qual è, totalmente incurante della morte dell’amico e maggiordomo di sempre, lo si ritrova nelle fogne buie e puzzolenti a istruire la nuova Robin e i Figli rendenti di Batman, sentendosi finalmente vivo al pensiero di poter combattere ancora senza nessuno che gli rompa i coglioni.

    *

    IMPRESSIONI E ALTRE CAGATE Miller ha dato alla storia un taglio cinematografico e decisamente adulto che personalmente mi garba, affrontando tematiche importanti che esulano dai vari PIMPAMPUM per bambocci cui lo scellerato Comics Code aveva costretto le case editrici, cosa che all’epoca risultò una vera rivoluzione e che ha permesso, tra le altre cose, una totale rivisitazione del filone supereroistico culminato con la trilogia del Cavaliere Oscuro di Nolan (e, si spera, con un Superman all’altezza): Batman è sempre stato un personaggio cupo e tormentato, a causa del suo passato non propriamente roseo. Miller riesce ad elevare questo tormento all’ennesima potenza, narrando della sua vecchiaia (debolezza fisica) unita alle pippe mentali di cui non si è mai realmente liberato (debolezza mentale) anche se lo vorrebbe disperatamente, al punto da spendere un capitale per “guarire” Dent, perché la sua speranza è che alla fine si possano sconfiggere i propri demoni interiori. Ovviamente toppa alla grande. Batman del resto non riesce mai in un nulla anche se all’apparenza è l’eroe trionfatore che alla fine riesce sempre a cavarsela, è il tormentato, l’eterno insoddisfatto da manuale costretto a soffrire a vita, ma che un po’ nella sofferenza si crogiola col talento di un masochista: tende ad allontanare le persone che lo conoscono meglio, e quelle che si tengono accanto muoiono come degli stronzi nel migliore dei casi, o diventano nemici. Si fa un culo come una casa per decenni e le cose sembrano solo peggiorare, si trascina dietro traumi e dolori che più cerca di superare più lo ossessionano, da cui arriva addirittura a trarre la propria forza. Come lo Shishi Hoko Dan di Ryoga Hibiki.

    Il comic deraglia un po’ dall’azione pura per farsi critica sociale (il passante religioso che va a messa tutte le domeniche ma che non si fa scrupoli di buttare un mendicante sotto i binari della metropolitana), politica (l’incompetenza di sindaco e autorità), mediatica (il grande spazio dato a speaker e opinionisti). A colpirmi maggiormente l’amicizia/rivalità con Clark Kent che ha sempre rappresentato il suo uguale e opposto: Superman la luce e Batman le tenebre, e più in grande la necessità di vivere seguendo, per dirla con Sofocle e il suo Antigone, le leggi della città o quelle del cuore. A me poi Superman è sempre stato sui coglioni. Ma qui è proprio splendido.

    ha scritto il 

  • 4

    Bello, ma non eccezionale

    Pur amando molto i supereroi Marvel & DC, ho dovuto aspettare un po' prima di apprezzare questo fumetto. Avevo già visto il film, quindi sapevo più o meno cosa mi aspettasse (anche se si sa che i ...continua

    Pur amando molto i supereroi Marvel & DC, ho dovuto aspettare un po' prima di apprezzare questo fumetto. Avevo già visto il film, quindi sapevo più o meno cosa mi aspettasse (anche se si sa che i film non rendono giustizia al fumetto), ma per le prime decine di pagine l'ho trovato estremamente lento. Nel proseguo, poi, ho trovato quella profondità e quell'intensità che mi aspettavo, si sono viste le prime scene d'azione e l'ho trovato molto più intrigante e piacevole. Mi sono fermato circa 10 minuti alla scena di Superman, che distrutto dalle radiazioni atomiche cerca di arrivare al sole (inutilmente) per riacquisire energia. E' stata una delle scene più intense ed emozionanti dell'intero fumetto e di sempre, peccato che non riguardava esattamente il protagonista di QUESTO fumetto. Beh, alla fine è sempre l'uomo pipistrello, il cavaliere oscuro, contro l'eterno rivale Joker. Non si può prescindere da questo, quindi 4 stelle sono sicuramente meritate.

    ha scritto il 

  • 4

    L'autentico fumetto dark...Miller ci regala,finalmente,un Batman cupo,depresso,adirittura emarginato da una società vorace e nevrotica.Il ritorno del Cavaliere Oscuro cambia le carte in tavola,ora ...continua

    L'autentico fumetto dark...Miller ci regala,finalmente,un Batman cupo,depresso,adirittura emarginato da una società vorace e nevrotica.Il ritorno del Cavaliere Oscuro cambia le carte in tavola,ora anche lui prima di entrare in azione prende la sua dose di Xanax e un Prozac da 250mg.Una storia tragica dove le emozioni vengono sospese nel tempo degli affreschi di Miller...perchè i sentimenti dell'uomo-pipistrello solo nei colori del mito possono restare.Col.Son.:Joy Division,The Cure,Pere Ubu,New Order,the Damned.

    ha scritto il