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Batman la Leggenda n. 01

Anno Uno

Di ,,,

Editore: Planeta DeAgostini

4.4
(706)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 192 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo , Portoghese , Chi tradizionale , Giapponese , Chi semplificata

Isbn-10: A000134277 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Colorista: Richmond Lewis

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Comics & Graphic Novels , Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Batman: Anno Uno di Frank Miller e David Mazzucchelli racconta le origini del Cavaliere Oscuro e l'esordio della sua lotta al crimine. E inoltre, "L'uomo che ride", una specialissima storia del Joker e ... la prima apparizione di Due Facce!
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  • 5

    CENNI STORICI


    Frederic Wertham, che Mazzucchelli cita di striscio nelle brevi vignette finali forse non dandogli la dovuta (famigerata) importanza, è stato uno psichiatra americano di origini germaniche nonché il padre di tutte le attuali Vera Slepoj della domenica e il cacac ...continua

    CENNI STORICI

    Frederic Wertham, che Mazzucchelli cita di striscio nelle brevi vignette finali forse non dandogli la dovuta (famigerata) importanza, è stato uno psichiatra americano di origini germaniche nonché il padre di tutte le attuali Vera Slepoj della domenica e il cacacazzi a cui dobbiamo la morte della prima eccelsa Golden Age dei comics. Dopo aver lavorato con ragazzi difficili e giovani psicopatici che per evitare la pena di morte davano la colpa delle loro turbe psichiche alla società e alla cultura popolare, nel 1954 pubblica un saggio dal titolo "La seduzione dell'innocente" nel quale elenca tutti i motivi per cui secondo lui i fumetti sono delle opere sataniche che influirebbero in maniera negativa sui giovani americani: sue sono le teorie sui gadget di Wonder Woman - tra l'altro lesbica in quanto donna forte - che richiamano al bondage e sul rapporto gay tra Batman e Robin. Forte della sua autorevolezza come psichiatra giovanile riempì la testa dei genitori americani di paranoie su rapporti gay pedofili tra uomini in calzamaglia, violenza, depressione, droga, omicidi.
    Questi si rivolsero al Congresso.
    Il quale costrinse le case di produzione di fumetti che a quel punto si cagarono nei pantaloni dopo un primo momento di incredula derisione a redigere a scopo preventivo un Comics Code di autocensura degno dei tavoli con le gambe coperte dell'epoca vittoriana (ma ancora non abbastanza secondo Wertham) che proibiva sessualità, violenza, concetti troppo forti ed esigeva la punizione del malvagio di turno. Quindi, nello specifico di questo fumetto, un personaggio come Batman che di suo nasce come gotico, oscuro, ambiguo (non in senso omosessuale del termine) ne esce uno strofinaccio.

    Ci vorrà il genio di Frank Miller per risollevare il cavaliere oscuro da una merda di tutine psichedeliche, armi ridicole e onomatopee a cazzo di cane.

    *

    BATMAN - ANNO UNO
    Batman: Anno Uno è la risposta di Miller al desiderio della DC comics alla fine degli anni '80 di rispolverare i propri eroi, togliergli quella patina di vomitevole buonismo che Wertham aveva portato negli anni '50 e dargli un nuovo passato in grado di dire qualcosa ai giovani americani di quegli anni. Problema: il passato di Batman era già perfetto e attualissimo così com'era. Lo spietato omicidio dei genitori di Bruce, una città corrotta, un famigerato vendicatore che erge a suo vessillo uno degli animali più vituperati della storia dell'umanità dopo la blatta e la zoccola.
    Il pipistrello.
    Che fa quindi Miller?
    Molto semplicemente, non tocca nulla e va oltre. Lascia invariata l'infanzia di Bruce e si occupa della nascita del suo alter ego: un alter ego che è già preponderante nella vita di Bruce perché raramente in questo fumetto lo vedremo senza maschera, e anche quelle poche volte che ci capita è praticamente sempre in ombra o visto di spalle o con inquadrature assurde. Quasi che Bruce senza Batman abbia a malapena motivo d'esistere. Al suo fianco, nemici o alleati è dura da definire, il procuratore distrettuale Harvey Dent, il futuro Due Facce per chi abbia dimestichezza con la versione cinematografica di Christofer Nolan, e il giovane Tenente James Gordon, che peccano entrambi di eccessiva onestà ma al tempo stesso non si fanno scrupoli di avvalersi dell'aiuto di un uomo ambiguo come Batman per perseguire uomini altrimenti intoccabili.

    I personaggi di Batman sono sempre doloramente umani, Miller porta questa umanità all'estremo (infatti non vedremo nessuna delle storiche e mostruose nemesi dell'Uomo Pipistrello concentrandosi su Carmine Falcone, il boss di Gotham): la debolezza di Gordon, un uomo tanto ligio al dovere nel lavoro quanto stronzo nel privato, che tradisce la moglie incinta del primogenito James Junior con la giovane e avvenente collega Sarah; Harvey Dent che dà più l'idea di un uomo che stia facendo un gioco molto divertente che di un tutore dell'ordine il cui scopo è portare la giustizia in una città corrotta. Piccola ma importante la comparsata di Selina Kyle, la sensuale Cat Woman, in quanto proprio dall'opera di Miller si partirà per una totale ricostruzione, più approfondita, di questo personaggio. Fino ad arrivare al terrificante film con Hale Berry, ma cerchiamo di rimuovere.

    Un'opera che non rinuncia all'azione anche se resta sullo sfondo: le battaglie non sono memorabili perchè non ci sono supercattivi da sconfiggere, e al termine del fumetto poco o nulla è cambiato a Gotham: si è solo cominciati a grattare la superficie. Miller e Mazzucchelli vogliono concentrarsi sull'intima essenza di Batman, sulla vendetta, la rinuncia e il sacrificio di un uomo che avrebbe potuto passare l'esistenza a bere champagne e farsi puppare la fava da formose supermodel e invece decide di vestirsi da pagliaccio e combattere il crimine.
    Per vendetta?
    Banale, ci suggerisce Mazzucchelli a fine volume: quella di Batman è piuttosto l'estrema rinuncia, il disinteresse supremo. Il voler rendere Gotham una città in cui un piccolo Bruce non possa mai più restare orfano, a costo di vivere come un reietto e farsi prendere a sputi.

    ha scritto il 

  • 5

    rece completa: http://beatblog2.blogspot.it/2010/04/appunti-su-batman.…

    Il primo volume contiene “Anno Uno”, uno dei capolavori assoluti realizzato da Frank Miller a fine anni '80 come rilancio definitivo di Batman. Ripercorre le origini di Bruce Wayne/Batman. I toni e i temi sono quell ...continua

    rece completa: http://beatblog2.blogspot.it/2010/04/appunti-su-batman.html

    Il primo volume contiene “Anno Uno”, uno dei capolavori assoluti realizzato da Frank Miller a fine anni '80 come rilancio definitivo di Batman. Ripercorre le origini di Bruce Wayne/Batman. I toni e i temi sono quelli dei nuovi film; i tratti tipicamente del periodo, manuali, ma molto ricchi e intimi. “L'uomo che ride” è la storia del Joker ridisegnata nel 2005 con lo spessore dovuto, lontano dalla stupidità delle apparizioni d'epoca di questo grandioso antagonista. Il Joker è il miglior “cattivo” mai concepito (perché non è un Cattivo, se capite cosa intendo). Ci porta subito dentro la Gotham follemente anarchica su cui si erge il nostro Batman, e tutto ciò che c'è da dire potrebbe essere riassunto egregiamente in questi primi due archi.

    ha scritto il 

  • 5

    Senza dubbio il punto di inizio per la lettura del cavaliere oscuro...Batman è un esempio per tutti, è l'uomo che si fa con i propri mezzi. Sacrifica parte integrante della propria vita per mettersi al servizio della gente comune e proprio attraverso questi sacrifici, in una visione più filosofic ...continua

    Senza dubbio il punto di inizio per la lettura del cavaliere oscuro...Batman è un esempio per tutti, è l'uomo che si fa con i propri mezzi. Sacrifica parte integrante della propria vita per mettersi al servizio della gente comune e proprio attraverso questi sacrifici, in una visione più filosofica del suo personaggio, può essere considerato come un modello per chi è sempre pronto ad aiutare il prossimo considerando la propria morale di vita al di sopra di tutto, al di sopra del dio denaro e dai fili che tessono la ragnatela della società basata sull'immagine e sullo scopo di lucro. Batman attraverso la sua "anti-immagine" ci vuole far capire che ciò che produce questa società sono le proprie paure,che non vengono affrontate ma che anzi vengono assecondate e sta nell'"eroe" che in noi sfidarle e sconfiggerle non solo una volta ma più e più volte proprio come Batman insegna...

    ha scritto il 

  • 5

    Buenísima historia que nos cuenta los orígenes de Batman. No el típico donde sus padres son asesinados, sino cómo va craneando la idea de ser vigilante, sus primeros intentos en una ciudad completamente corrupta y su primer encuentro con el Comisionado Gordon, que marcará el tinte de su larga ami ...continua

    Buenísima historia que nos cuenta los orígenes de Batman. No el típico donde sus padres son asesinados, sino cómo va craneando la idea de ser vigilante, sus primeros intentos en una ciudad completamente corrupta y su primer encuentro con el Comisionado Gordon, que marcará el tinte de su larga amistad. Interesante lectura, c Christopher Nolan se basó un poco en este comic para desarrollar el guión de Batman Begins y también tiene una película animada.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Come si può facilmente intuire dal titolo, qui si trattano le vicende relative al primo anno di servigi resi dall'Uomo Pipistrello a Gotham City. Il ritorno a Gotham di Bruce Wayne coincide con l'arrivo del commissario Gordon, uomo fedele alla giustizia, ma ormai disilluso. Un uomo che spera che ...continua

    Come si può facilmente intuire dal titolo, qui si trattano le vicende relative al primo anno di servigi resi dall'Uomo Pipistrello a Gotham City. Il ritorno a Gotham di Bruce Wayne coincide con l'arrivo del commissario Gordon, uomo fedele alla giustizia, ma ormai disilluso. Un uomo che spera che sua moglie non sia incinta, che ci sia un errore, ché non è giusto dare alla luce un figlio in un mondo così corrotto. E il mondo così corrotto è ben rappresentato da una Gotham buia, pericolosa, minacciosa, criminale, violenta. La polizia è in completa combutta con i malviventi che dovrebbe combattere. Ma che ci si può aspettare da una città che come nomen omen si limita a chiederti se hai comperato il prosciutto (Got ham?)?
    In particolare Flass (che non c'entra niente con l'alter ego di Barry Allen, o almeno spero, altrimenti il continuum della DC è ancora più incasinato di quello che pensavo) incarna il potere che punta a perpetrare se stesso, arrivando a giocare a baseball usando al posto della pallina la testa di Gordon, colpevole di essere troppo onesto e troppo zelante (sì, come in Hot Fuzz, solo che qui non c'è proprio niente da ridere).
    Intanto un Bruce Wayne, ossessionato dal senso di colpa per la morte dei genitori, vota la sua vita (ma anche il suo torace e tutto il resto del suo corpo) alla lotta contro il crimine. Va nei quartieri malfamati e cerca di mimetizzarsi vestendosi male e mettendosi una cicatrice finta. Se me lo chiedeva, gli prestavo il neo che indosso a carnevale quando mi travesto da Cindy Crawford (tra parentesi, il mio travestimento consiste solo nell'indossare un neo - e non vuol certo dire che giri per il paese ignudo con un neo in faccia come unica protezione contro il pubblico ludibrio).
    Si mimetizza abbastanza bene, almeno fino a quando non inizia a fare a ceffoni con dei brutti ceffi (e per fortuna non eran gaglioffi, che fare a gaglioffoni non è così semplice).
    Nonostante Bruce si difenda dignitosamente, alla fine prende un paranco di botte. Torna a casa sua e lì finalmente ha l'intuizione. In una scena che richiama "Il corvo" di E.A. Poe (mammamia che citazioni colte -e infatti sta roba del parallelo con la poesia di Poe l'ho letta in giro non mi ricordo dove), Bruce Wayne capisce che non può semplicemente picchiare i malviventi (e soprattutto non può farsi picchiare da loro). Deve spaventarli. Far loro paura. Diventare un'idea. Un'idea non si può uccidere (V for Vendetta anyone? - http://polentaecomputer.wordpress.com/2012/03/21/v-for-vendetta/). Che cosa è nero, fa paura (e anche un po' schifo) e arriva di notte senza che te lo aspetti? Prima che qualche mente malata formuli delle ipotesi che non ho il coraggio di sentire, rispondo io. Un pipistrello. Batman is born (accidentalmente, is born in the USA, ma condivide la stessa sorte con qualche centinaio di milioni di persone).
    Ovviamente ai vertici della polizia corrotta non piace l'idea di un vigilante che fa rispettare la giustizia, mettendoli in cattiva luce o, addirittura, rompendogli le uova nel paniere (trad.: riempiendoli di botte, specialmente nei maroni) e iniziano una campagna mediatica contro di lui (come succede al povero Spidey fin dalle prime avventure - http://polentaecomputer.wordpress.com/2011/11/17/amazing-spider-man-1/).
    Batman non si intimidisce e continua ad operare, mettendo in scena ogni accorgimento per evitare che il suo alter ego venga scoperto.
    Catwoman inizia di lì a poco la sua carriera criminosa, ma la stampa la dipinge come uno sgherro di Batman (oh, e a lei non va giù sta roba).
    Alla fine Batman trova un alleato nel commissario Gordon dopo avergli salvato il figlio appena nato, lasciando presagire l'imminente arrivo di un buffone mascherato da clown. Un problemino da nulla, guarda. Questo Joker lo sistemiamo in quattro e quattr'otto. Le stesse parole usate ogni volta che in Italia si apre un cantiere pubblico.
    Ora, Frank Miller delinea bene i personaggi, la storia è credibile e avvincente, sia nella parte relativa al tormento e all'ossessione di Batman, sia quando si mostra la corruzione di Gotham.
    Personalmente mi trovo un po' a disagio con l'idea di un vigilante che si fa giustizia da solo, a prescindere dalle regole. Trovo che sia un modello mooolto pericoloso, che instilli nella gente un desiderio di vendetta più che di giustizia (del resto è la cosa che più mi urtava quando guardavo le prime stagioni di Dexter).
    Qui si parla di storie: quando la società è troppo corrotta per badare a se stessa, un eroe è necessario, anzi. È un ottimo esempio. Ma nella saga di Batman in più di qualche momento si fa luce sulla contraddizione connaturata nel far rispettare la legge ponendosi al di sopra di essa.
    Ma alla fine: chissenefrega, a noi piace vedere gli antieroi che ci proteggono e vigilano su di noi, volteggiando nella notte sopra i tetti, come delle versioni dark dei Supertelegattoni.

    ha scritto il 

  • 3

    Ieri sera sono finalmente riuscita a finire "Batman: Anno uno".
    Purtroppo in questo periodo ho poco tempo e sono indietro con tutto e sebbene si tratti di un fumetto abbastanza breve sono stata costretta a leggerlo in due volte.
    Comunque adesso ci sono e posso parlarvene. Non che ce n ...continua

    Ieri sera sono finalmente riuscita a finire "Batman: Anno uno".
    Purtroppo in questo periodo ho poco tempo e sono indietro con tutto e sebbene si tratti di un fumetto abbastanza breve sono stata costretta a leggerlo in due volte.
    Comunque adesso ci sono e posso parlarvene. Non che ce ne sia bisogno perché immagino che tutti lo conoscano (l'unica che non lo conosceva ero io XD), è un must have per i fans di Batman.

    E' stato pubblicato per la prima volta nel 1987 dalla DC Comics come miniserie. E' composto di 4 capitoli che formavano altrettanti albi, i quali successivamente sono stati rilegati in un volume unico. La versione che ho letto io è quella definitiva del 2008 della Planeta DeAgostini (vedi immagine).

    Questo fumetto nasce per raccontare nuovamente le origini dell'uomo pipistrello. Batman venne creato nel 1939, ovviamente durante tutto questo periodo le occasioni per spiegare le genesi del personaggio, il suo passato, le motivazioni che lo spingono si sono sprecate.
    Quindi perché scrivere ancora su questo argomento?
    Nel 1986 la DC Comics decise che alcuni dei loro supereroi più importanti dovevano essere rinnovati. E così fecero per Superman, Wonder Woman e Batman. Il lavoro di restauro delle origini di Batman fu affidato A Frank Miller (scrittore) che lavorò insieme a David Mazzucchelli (disegnatore) a quest'opera.
    La trama non viene modificata. Le origini, che Bob Kane e Bill Finger avevano dato a Batman erano già esaurienti sull'argomento. Ma l'obiettivo era migliorare la storia, aggiungere dettagli, dare maggiore profondità alle vicende narrate. I 4 capitoli raccontano della preprazione di Bruce Wayne a diventare Batman, ma soprattutto del rapporto tra Batman e Gordon; come nasce, come si evolve fino a concretizzarsi nell'ultima scena del fumetto in una collaborazione reciproca non che in un'amicizia. Ampio spazio è dato anche alla psicologia dei personaggi: quella di Gordon alle prese con famiglia, lavoro e morale; e quella di Bruce alle sue prime esperienze da supereroe in una Gotham City decadente e pericolosa.

    Per gli appassionati del genere un volume da non perdere.

    ha scritto il 

  • 3

    M'ha agradat el guió, bastant potent, i que desvetlla les motivacions de Batman sense centrar-se massa en ell mateix, sino en la ciutat de Gotham (vista pels ulls de l'inspector de polícia que acaba d'arribar-hi).


    M'ha fallat el traç del dibuix, fet expressament d'una manera tosca. Les com ...continua

    M'ha agradat el guió, bastant potent, i que desvetlla les motivacions de Batman sense centrar-se massa en ell mateix, sino en la ciutat de Gotham (vista pels ulls de l'inspector de polícia que acaba d'arribar-hi).

    M'ha fallat el traç del dibuix, fet expressament d'una manera tosca. Les composicions són bones, però m'hagués agradat un dibuix potser més convencional, però alhora més elaborat.

    ha scritto il 

  • 5

    Si le tengo que poner alguna pega...

    ...es que se trata de una edición traducida en la que no se ha respetado en absoluto la labor del rotulista, Todd Klein. Sólo hay que comparar las viñetas que aparecen en los apéndices con las de la edición en español para comprobarlo.


    Por lo demás, una nueva manera de narrar la génesis de ...continua

    ...es que se trata de una edición traducida en la que no se ha respetado en absoluto la labor del rotulista, Todd Klein. Sólo hay que comparar las viñetas que aparecen en los apéndices con las de la edición en español para comprobarlo.

    Por lo demás, una nueva manera de narrar la génesis de un superhéroe atípico.

    ha scritto il