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Batti il muro

Quando i libri salvano la vita

Di

Editore: Rizzoli

3.9
(98)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 175 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8817048011 | Isbn-13: 9788817048019 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Fiction & Literature , Health, Mind & Body , Teens

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Descrizione del libro
Caterina è solo una bambina quando sua madre comincia a chiuderla in un armadio, al buio. È il segnale di una malattia che non assume mai manifestazioni violente, però infligge a Caterina questa pena ripetuta che non tocca invece alla sorella, chissà perché. Dentro l’armadio Caterina ha paura, all’inizio. Poi comincia a portare con sé un libro e una torcia elettrica, e tutto cambia. La lettura diventa lo strumento per contrastare la volontà della madre in modo sommesso. Caterina non urla, non protesta: rimane buona e zitta dentro la sua casetta di legno, al riparo, con i suoi libri. Sono le storie a salvarla. E sarà l’amore per i libri, un amore fedele e paziente, a dare infine un senso alla sua vita.
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  • 4

    “La felicità arriva all’improvviso, scabrosa e traballante.”

    Antonio Ferrara, nel suo libro “Batti il Muro”, affronta un tema difficile da maneggiare, anche con i tasti di un computer, anche con la fantasia: la malattia mentale e le pesanti e dolorose ricadute su chi ci vive a stretto contatto. Caterina è la giovane protagonista del romanzo, che, impotente ...continua

    Antonio Ferrara, nel suo libro “Batti il Muro”, affronta un tema difficile da maneggiare, anche con i tasti di un computer, anche con la fantasia: la malattia mentale e le pesanti e dolorose ricadute su chi ci vive a stretto contatto. Caterina è la giovane protagonista del romanzo, che, impotente, vive il progressivo ammalarsi della madre che all’apice dell’infermità inizia a chiuderla in un armadio, senza spiegazioni, senza una causa, senza motivi. Caterina, silenziosamente, senza la forza di opporsi al suo ordine, entra in quel mondo fatto di pareti di legno, di grucce e camicie, di voci filtrate, di luce rubata alle fessure. Perché lei e non la sorella?, ma soprattutto, perché? Un perché senza risposta, perso nei sentieri nuovi e imperscrutabili della mente della mamma. Chiusa nell’armadio, con una torcia elettrica che presto esaurisce le batterie, ferma il tempo e le domande leggendo libri, facendo amicizia con personaggi e parole, in attesa di una voce, fredda, distante, che le dica di tornare alla luce. La mattina Caterina esce da casa per andare a scuola percorrendo sempre la stessa strada che la costringe a passare davanti ad un manicomio, e quando passa tutti gli ospiti della casa dei "matti", con le mani protese oltre le sbarre come a voler conquistare uno spicchio di libertà, le chiedono a gran voce di battere il muro, battere forte le mani sulle pareti di mattoni dell’edificio, le chiedono di farli sentire ancora vivi perché quel rumore prodotto dalle mani di una ragazzina è un altro piccolo spazio di libertà. Caterina batte forte sui mattoni, fino a farsi male e poi corre a scuola. Un giorno la madre le dice di entrare nell’armadio, l’ennesima volta, ma, senza nessun apparente motivo, Caterina, finalmente, rifiuta di obbedire. Caterina è diventata adulta, con le storie dei libri, insieme alle parole che uscivano dalla carta per farsi speranza e sogno. La fantasia e l’immaginazione le hanno dato la forza di accettare una realtà terribile, le hanno dato la forza di liberarsi da una vita accartocciata in un angolo buio e polveroso. Quel rifiuto cambierà per sempre la sua vita. La libreria dove comprava i libri che l’aiutavano a sopravvivere diventerà il suo luogo di lavoro, un luogo dell’anima, finirà gli studi e sposerà Pietro. Caterina diventerà una brava libraia, ma soprattutto una donna forte grazie alla consapevolezza delle sue fragilità e per la durezza del suo passato “…sognavo di aprire una libreria dove ogni bambino e ragazzo avrebbe trovato tutte le parole che servono, tutte le parole scritte da qualcuno per risarcirli”. Il libro, narrato in prima persona dalla protagonista è struggente, poetico, a volte spigoloso, scritto con un linguaggio che al contrario esce dolce dalle pagine, quasi a contrastarne il contenuto. Ferrara tratta la malattia mentale e le sue conseguenze sui familiari di chi ne è colpito, con l’abilità di un pianista, a volte il tocco è lieve, quasi sfiorato, altre volte è più marcato, come quando si batte un muro. Le parole hanno all’inizio le sfumature del grigio, quelle di una giornata autunnale, piovosa e umida poi, pian piano si colorano e lasciano spazio ad un finale di speranza, “La felicità arriva all’improvviso, scabrosa e traballante.”

    ha scritto il 

  • 4

    Una quisquilia di libro, uno di quelli che se ne sta ai margini, circondato da quel silenzio che descrive tanto bene.
    Una storia, non eclatante, non sbandierata, senza paroloni, una storia che non importa se magari è inventata, tu sai che da qualche parte può essere stata vera, ed è per questo ch ...continua

    Una quisquilia di libro, uno di quelli che se ne sta ai margini, circondato da quel silenzio che descrive tanto bene. Una storia, non eclatante, non sbandierata, senza paroloni, una storia che non importa se magari è inventata, tu sai che da qualche parte può essere stata vera, ed è per questo che la leggi. Perché è semplice. E sei tu, poi, che ci metti dentro le tue emozioni. Il libro racconta solo, senza dilungarsi poi tanto, solo ti da il là iniziale. L'unica "pecca" di questo libro, è che oggi non è attuabile. Io, ma forse è un problema mio, l'ho collocato tra la fine degli anni 50 e gli anni 70. Allora si. Allora questi sogni, questo riscatto, poteva ancora diventare una realtà forte. Oggi, la società è così "diversa", che questo libro alla fine mi ha messo un po' di malinconia, come un ricordo che oggi non può vedere una luce, con un filo di rimpianto per le possibilità perdute da tutti, specie per i ragazzini di trovare libraie così....

    ha scritto il 

  • 3

    L'idea è intrigante, ci sono espressioni poetiche e riflessioni interessanti. Ma troppo retorico! E poi non amo i libri che scorrono la vita dei protagonisti come nei titoli di coda dei film.

    ha scritto il 

  • 5

    "Sto bene e mi chiedo di che sostanza strana è fatta la vita. Di libri letti e di libri non letti, di abbracci dati e di abbracci non dati, di ricordi che passano tra rose e rovine, spietatamente, di ricordi che devastano e che a volte, se li accogliamo senza rancore, ci rendono assurdamente feli ...continua

    "Sto bene e mi chiedo di che sostanza strana è fatta la vita. Di libri letti e di libri non letti, di abbracci dati e di abbracci non dati, di ricordi che passano tra rose e rovine, spietatamente, di ricordi che devastano e che a volte, se li accogliamo senza rancore, ci rendono assurdamente felici". Un toccante romanzo di formazione in cui il vero protagonista è l'amore di questa ragazzina per i libri; viene descritto in modo magistrale come questi siano in realtà gli unici amici in grado di entrare intimamente dentro di noi, fungendo da ancora quando ci si trova in un mare di guai o da trampolino verso il mare della vita. Consigliato a tutti i bibliofili.

    ha scritto il 

  • 2

    Mi è piaciuto? No, direi proprio di no. L'ho trovato scialbo, i personaggi privi di vita. Certo insegna che per crescere bisogna cercare le risorse dentro di se' ma l'happy end dopo una storia così problematica è davvero un po' stonato e forzato! O forse la mia è solo gelosia! Oltretutto se l'int ...continua

    Mi è piaciuto? No, direi proprio di no. L'ho trovato scialbo, i personaggi privi di vita. Certo insegna che per crescere bisogna cercare le risorse dentro di se' ma l'happy end dopo una storia così problematica è davvero un po' stonato e forzato! O forse la mia è solo gelosia! Oltretutto se l'intento dell'autore era quello di trasmettere ai ragazzi l'amore per la lettura non ha fatto un gran lavoro...è riuscito ad annoiare anche me che ovviamente già amo i libri! Per gli argomenti trattati ne consiglierei la lettura non prima dei 14 anni. Ma prima consiglierei altri libri! ;-P

    P.S. leggendo le altre recensioni su Anobii mi rendo conto che forse sono io ad avere un cuore di pietra e a non aver capito nulla di questo libro! Pazienza...ci rifletterò su... :-S

    Ho salvato questi tre passaggi:

    "E anche due lame, raspandosi, si affilano, si smussano tra loro."

    "Pensavo pensieri più grandi di me, pensieri che erano come piedi di bambina chiusi dentro scarpe da uomo incrostate di polvere."

    "Chi entra in una libreria è sempre un po’ spaesato, è logico, si sa, è spaesato anche quando entra per comprare un libro preciso, con tanto di titolo, autore ed editore scritto sul foglietto. Adesso lo sapevo bene, lo sapevo meglio che in mezzo ai libri era facile sentirsi spaesati, facile e bello, e inevitabile. Bisognava saperci stare. Bisognava aggirarsi senza fretta. Perdersi."

    ha scritto il 

  • 4

    quando i libri salvano la vita

    " i matti ti chiedono di battere nel muro per dimostrare a se stessi che esistono." piccola storia per ragazzi con dentro temi grandi. la malattia psichiatrica tra tara ereditaria transgenerazionale e fantasmi familiari. La nonna matta, la madre che la porta via il vento caldo, l'armadio dove Cat ...continua

    " i matti ti chiedono di battere nel muro per dimostrare a se stessi che esistono." piccola storia per ragazzi con dentro temi grandi. la malattia psichiatrica tra tara ereditaria transgenerazionale e fantasmi familiari. La nonna matta, la madre che la porta via il vento caldo, l'armadio dove Caterina trascorre i suoi pomeriggi. I libri sono la salvezza per sopravvivere ma per vivere le serve che le parole che ha dentro e che non ha urlato qualcuno gliele srotoli. questo percorso nel dolore e ribellione alla rimozione è l'unico che permetterà a Caterina di spezzare il cerchio e di non diventare anche lei una madre pazza.

    ha scritto il 

  • 5

    batti il muro

    batti il muro parla di una ragazzina di nome Caterina che subiva di essere chiusa in un armadio la mattina quando andava a scuola passava dal manicomio che gridavano batti il muro per aver un contatto con l'esterno.

    ha scritto il 

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