Baudolino.

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Verleger: Carl Hanser Verlag

3.9
(4144)

Language: Deutsch | Number of Seiten: 597 | Format: Others | In einer anderen Sprache: (Andere Sprachen) English , Italian , Spanish , Chi traditional , Chi simplified , Portuguese , French , Catalan , Latvian , Dutch , Greek , Croatian , Swedish , Hungarian , Czech , Russian

Isbn-10: 3446200487 | Isbn-13: 9783446200487 | Publish date: 

Auch verfügbar als: Paperback , Audio CD

Category: Fiction & Literature , History , Science Fiction & Fantasy

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Buchbeschreibung
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  • 5

    Riuscitissimo esercizio sulla falsariga del romanzo storico ma forse soprattutto del racconto mitologico. Su un'intelaiatura storica (Federico Barbarossa, la battaglia di Legnano, la presa di Costanti ...weiter

    Riuscitissimo esercizio sulla falsariga del romanzo storico ma forse soprattutto del racconto mitologico. Su un'intelaiatura storica (Federico Barbarossa, la battaglia di Legnano, la presa di Costantinopoli, la terza Crociata), Eco costruisce la storia di Baudolino, figlio adottivo del Barbarossa e artefice di non pochi eventi dell'epoca, nonché instancabile cercatore del mitico regno del Prete Gianni e, intanto che c'è, fabbricatore dell'altrettanto mitico Gradale.
    Il romanzo si legge con grande gusto, stavolta Eco esibisce meno del solito la sua erudizione, facendosi in qualche modo scudo dell'uomo del popolo Baudolino. Ne esce una storia godibilissima, quasi d'altri tempi, quando si passavano le serate attorno al fuoco raccontando miti di cui era impossibile stabilire la veridicità.

    gesagt am 

  • 5

    Baudolino di Umberto Eco è stato pubblicato dalla Bompiani nel 2000.
    Eco, scrittore di riconosciuto spessore, ha pubblicato opere celeberrime quali "il Nome della rosa", "il pendolo di Foucault", "il ...weiter

    Baudolino di Umberto Eco è stato pubblicato dalla Bompiani nel 2000.
    Eco, scrittore di riconosciuto spessore, ha pubblicato opere celeberrime quali "il Nome della rosa", "il pendolo di Foucault", "il cimitero di Praga", più una lista sterminata di saggi e racconti per l'infanzia.
    È stato insignito di molte onorificenze, sia italiane che straniere, e come se non bastasse di 40 lauree honoris causa.
    Il romanzo è un'opera storica, senza ombra di dubbio, trattando delle gesta di Federico Barbarossa, dei vari papi che si susseguirono, dei comuni italiani e delle faccende di Costantinopoli. Uno spaccato emozionante di quella che poteva essere la vita nei nascenti e battaglieri comuni lombardi, nella grande Parigi e nelle terre estreme verso l'Oriente. Baudolino è soprattutto un romanzo picaresco, un intrigo, un giallo e una formidabile ricerca portata avanti dal protagonista, Baudolino appunto, che narrando di tutta la sua vita dispiega i fatti e gli eventi, modellandoli e "creando storia" secondo la propria immaginazione.
    Così Baudolino, furfante e bugiardo ragazzotto piemontese, riesce per grazia concessa a entrare nelle simpatie dell'imperatore Federico Barbarossa, che decide di adottarlo e portarlo con se alla sua corte. Il giovane Baudolino grazie ad un'ottima guida (Ottone) svilupperà una sana curiosità per tutto ciò che si può apprendere, aiutato dalla straordinaria abilità di riuscire a parlare una nuova lingua anche dopo poche frasi, riuscendo così a visitare mezzo mondo, plasmando la storia da noi conosciuta. Circondato da amici fidati, con i quali condividerà avventure e disgrazie, partirà per un lungo viaggio verso le terre del mitico Prete Giovanni, per salvare l'Imperatore, e forse se stesso.
    La trama potrebbe sembrare pretestuosa e poco accurata se si pensa al livello delle opere lasciate da uno scrittore così ligio come Eco, ma io lo trovo un divertentissimo e ironico esercizio di fantasia. Un modo meraviglioso per mescolare fatti storici ad avvenimenti straordinari, dove creature mitiche e fantastiche (che tuttavia tormentavano la vita e i sogni dei nostri avi), si mescolano e si innamorano di personaggi ordinari e pieni di vita. Un esperimento ben riuscito, divertente e piacevole da leggere dalla prima, sgangherata pagina di "latino", fino alle ultime, che a mio avviso sono le più dense e pregne d'amore e di consapevolezza. Mai, infatti avrei pensato che in un'opera così strampalata, ironica e avventurosa ci potessero essere parole d'amore così dolci (deliziose le scene d'amore tra Baudolino e Ipazia), di autocritica (un bugiardo e fanfarone che si sbugiarda?) e di coraggio.
    Consigliato a tutt* coloro che amano i libri storici (storico per davvero) e d'avventura (pagina dopo pagina si rimane incollati al libro per sapere dove si andrà), dove le fantasticherie vengono trattate come cosa ordinaria e non ci si scandalizza troppo se di tanto in tanto si esce dai confini della realtà.

    5/5 - mi ha conquistata!

    gesagt am 

  • 5

    Baudolino

    Romanzo bellissimo, un misto di magia, amore e soprattutto storia. Sullo sfondo le gesta di Federico Barbarossa e un fantastico viaggio in Oriente, per me il libro più bello di Umberto Eco.

    gesagt am 

  • 1

    L'Eco del nulla

    Absit iniuria verbis

    Molte volte mi sono soffermato sulla cosiddetta “teoria” della cospirazione, evidenziando come le trame più o meno occulte sono una realtà e non le fantasie di paranoici. Vorremo ...weiter

    Absit iniuria verbis

    Molte volte mi sono soffermato sulla cosiddetta “teoria” della cospirazione, evidenziando come le trame più o meno occulte sono una realtà e non le fantasie di paranoici. Vorremo forse credere che Cesare morì inciampando nella toga? Penseremo che i Merovingi rinunciarono motu proprio al trono per cederlo ai loro maggiordomi? Ci convinceremo che John Fitzgerald Kennedy fu assassinato da un solitario Lee Oswald e che Lady Diana Spencer morì per una fatalità? Addirittura dovremo berci che le Torri gemelle crollarono, anzi si sbriciolarono a causa dello schianto dei due aerei pilotati da provetti attentatori islamici? “Aspetta che mo’ me lo segno”.

    È quello che, di fatto, afferma una nullità affetta da Ecocentrismo, un omuncolo ignorante e spocchioso, anche se reputato dai più un intellettuale di valore. Costui, in una sottospecie di editoriale, in cui massacra impunemente la lingua italiana (almeno imparasse ad usare la punteggiatura!), tenta di dimostrare che i complotti ed i segreti non esistono e, se esistono, devono venire alla luce, altrimenti o “erano complotti inabili (sic) o segreti vuoti”. Scartiamo dal novero delle trame l’operazione “scie chimiche”: non la includerei tra i complotti, perché avviene alla luce del sole, sebbene, nonostante ciò, anzi in forza di ciò, quasi nessuno se ne accorga. D’altronde il modo migliore per occultare tali azioni criminali è perpetrarle sfacciatamente davanti a tutti, tanto la gente è per lo più lobotomizzata, con un’intelligenza, nel migliore dei casi, ridotta al lumicino ed una capacità di osservazione azzerata.

    Evito comunque di confutare le colossali sciocchezze balbettate da Eco, perché tali fanfaluche si confutano da sole. Vorrei, però, soffermarmi sul qualche passaggio del fondo scritto da questo tuttologo idolatrato e seguito come fosse un guru. Non è un caso se l’autore di romanzetti di appendicite può solo addurre come “argomento” d’autorità, qualche bolso concettino di un filosofastro come Karl Popper. Costui, nei suoi voluminosi ma, per lo più, inutili “saggi”, spaccia spesso luoghi comuni per acute ed originali elucubrazioni. Questo pensatore da strapazzo, le cui opere costituiscono, se si esclude qualche eccezione, la fiera delle banalità, asserisce che “Detta teoria, più primitiva di molte forme di teismo, è simile a quella rilevabile in Omero. Questi concepiva il potere degli dèi in modo che tutto ciò che accadeva nella pianura davanti a Troia costituiva soltanto un riflesso delle molteplici cospirazioni tramate nell'Olimpo. La teoria sociale della cospirazione è in effetti una versione di questo teismo, della credenza, cioè, in divinità i cui capricci o voleri reggono ogni cosa”. È questo il livello infimo e vergognoso di Popper che cita Omero, Troia, il teismo, in un calderone assurdo, senza conoscere nemmeno il significato delle parole. Che c’entra il teismo con Omero e con le cabale? Il teismo è la credenza in una divinità personale ed unica. Allora, seguendo lo sragionamento di Popper, tutti coloro che credono in un Dio persona sono “complottisti”! Si può essere tanto beoti? Non mi soprende se Eco riporta in modo pedissequo questa illuminante riflessione. Dio li fa e poi li accoppia.

    Poco importa poi se i Protocolli dei savi di Sion sono un falso redatto da Ebrei o, più probabilmente, dai Gesuiti: importante è che questi sinistri documenti preannunciano tutto ciò che accadde in seguito. Quindi furono scritti da chi aveva le mani in pasta e non da qualche ingenuo dalla fervida fantasia. Se proprio si vuole menzionare un filosofo, io citerei James o Pierce: adottando un concetto del pragmatismo, si potrebbe concludere che è vero ciò che diventa tale (verum ipsum factum). Le cospirazioni dunque sono vere, perché furono e sono attuate, perché i piani della sinarchia cattomassonica, ammesso e non concesso che siano contenuti in documenti apocrifi, sono poi autenticamente realizzati.

    Insomma Eco ed i suoi stolti fiancheggiatori la smettano di indottrinare la gente e buttino nel casonetto dell'immondizia i brogliacci di Popper: almeno potranno servire come carta riciclata. A proposito di riciclaggio, Eco, abbandonata la semiologia, in cui, bene o male, qualcosa diceva, si è cimentato, dando il peggio di sé (ossia tutto) come autore di manga: ora potrebbe riciclarsi come garzone di Attivissimo. E' l’unico ruolo che gli si confà.

    gesagt am 

  • 5

    Questo romanzo era nella mia libreria di molti anni, perché non l’abbia mai letto non lo so proprio. Ora, la morte di Eco me l’ha fatto ricordare e mi ci sono immersa. Che dire? È il miglior romanzo s ...weiter

    Questo romanzo era nella mia libreria di molti anni, perché non l’abbia mai letto non lo so proprio. Ora, la morte di Eco me l’ha fatto ricordare e mi ci sono immersa. Che dire? È il miglior romanzo storico che ci sia in circolazione, ma di gran lunga. Al suo cospetto spariscono tutte le abbazie, i peccati, le reliquie, le biblioteche che hanno invaso gli scaffali negli ultimi quindici anni. E non è che Eco scriva un saggio, niente affatto: scrive una storia fantasiosa, un romanzo picaresco, che però è una summa di fonti storiche, leggende, miti… insomma un pozzo di conoscenze che l’autore ha mirabilmente miscelato portandoci a spasso insieme a Baudolino, il protagonista, un bugiardo incallito che adolescente ha la fortuna di incontrare Federico Barbarossa e di incantarlo. C’è tutto qui dentro, dalla nascita di Alessandria, al mito del Prete Gianni, alle guerre del Barbarossa e alle vicende di Bisanzio. Perché ci racconta una storia di fantasia (e che fantasia, persino animali e essere inventati ci sono, persino l’unicorno) ma siccome conosce perfettamente lo scenario reale (non solo i fatti storici, ma anche le credenze, le narrazioni) il lettore lo segue con una fiducia totale e ben riposta. Almeno questo lettore, che si distrae e salta sulla sedia al minimo sentore di cavolata storica. Mi mancherà, quest’uomo.
    Libro non per tutti, comunque. Bisogna essere appassionati di storia, quanto meno.

    gesagt am 

  • 4

    Romanzo fantasy travestito da romanzo storico, che qui i confini dei gnerei, come quelli dei paesi descritti, sono labili e variabili. Perchè Baudolino, lo dice subito, è un gran affabulatore, braviss ...weiter

    Romanzo fantasy travestito da romanzo storico, che qui i confini dei gnerei, come quelli dei paesi descritti, sono labili e variabili. Perchè Baudolino, lo dice subito, è un gran affabulatore, bravissimo nel raccontar storie, ma non afferma mica che siano vere, anzi qualche menzogna qua e là non può che fare bene, dice.

    Ecco che Eco esce dallo schema del romanzo dotto, certo qualche appunto di storia non manca, ma vengono usati come piattaforme di partenza per voli immaginari creati per stupire e affascinare il lettore.

    La storia è più o meno avvincente, in alcuni punti forse lenta, ma insomma la fantasia non manca insieme alla delicatezza e al piacere di leggere, soltanto leggere e viaggiare.

    gesagt am 

  • 2

    Si diverte solo lui

    In altri libri di Eco il prezzo da pagare per un'ottima storia è il dover sopportare qualche paragrafo di boriosa e pleonastica esposizione di erudizione (come il portale ne Il nome della rosa o la na ...weiter

    In altri libri di Eco il prezzo da pagare per un'ottima storia è il dover sopportare qualche paragrafo di boriosa e pleonastica esposizione di erudizione (come il portale ne Il nome della rosa o la nave ne L'isola del giorno prima).
    Qui purtroppo è il contrario: qualche capitolo è veramente bello (l'amore per Ipazia, la lotta contro gli unni bianchi, la risoluzione del giallo della morte di Federico) ma la quasi totalità del libro è un mostrare quanto Eco ne sa.

    Belle le frecciatine verso i vari miti religiosi e la mescolanza di verità e invenzione che ci sono nel libro come nella Storia umana, ma se fai venti volte la stessa allusione poi non fa più sorridere.

    Insomma: si diverte solo lui.

    gesagt am 

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