Baudolino

Di

Editore: RL Libri

3.9
(4204)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 540 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Chi tradizionale , Tedesco , Chi semplificata , Portoghese , Francese , Catalano , Lettone , Olandese , Greco , Croato , Svedese , Ungherese , Ceco , Russo

Isbn-10: 8846203534 | Isbn-13: 9788846203533 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Tascabile economico , Copertina rigida , Paperback

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
In quella zona del basso Piemonte dove, anni dopo, sorgerà Alessandria,Baudolino, un piccolo contadino fantasioso e bugiardo, conquista FedericoBarbarossa e ne diventa figlio adottivo. Baudolino affabula e inventa ma,quasi per miracolo, tutto quello che immagina, produce Storia. Così, tra lealtre cose, costruisce la mitica lettera del Prete Gianni, che promettevaall'Occidente un regno favoloso, nel lontano Oriente, governato da un recristiano. Avventura picaresca, romanzo storico in cui emergono in germe iproblemi dell'Italia contemporanea, storia di un delitto impossibile, raccontofantastico, teatro di invenzioni linguistiche esilaranti, questo libro celebrala forza del mito e dell'utopia.
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  • 5

    Ingredienti: un contadino piemontese a contatto con tutti gli eventi più significativi del XII secolo, una vita al seguito dell’imperatore Federico I, un campo d’azione dal cuore dell’impero ai confin ...continua

    Ingredienti: un contadino piemontese a contatto con tutti gli eventi più significativi del XII secolo, una vita al seguito dell’imperatore Federico I, un campo d’azione dal cuore dell’impero ai confini estremi del mondo, un giallo finale che chiarisce pagine irrisolte della storia (la morte del Barbarossa).
    Consigliato: a chi sa mescolare realtà e fantasia per ottenere un gusto più saporito di entrambe, a chi vuole un piatto con tutti gli ingredienti tipici del medioevo (Graal, reliquie, dispute teologiche, crociate, animali fantastici e regni immaginari).

    ha scritto il 

  • 4

    null

    Non ho bisogno di dire io quanto Umberto Eco manchi alla cultura italiana, né che di Umberto Eco ne nascono ben pochi, ma posso dire che non smetterò mai di ammirarne la figura di uomo coltissimo che ...continua

    Non ho bisogno di dire io quanto Umberto Eco manchi alla cultura italiana, né che di Umberto Eco ne nascono ben pochi, ma posso dire che non smetterò mai di ammirarne la figura di uomo coltissimo che però non rifiuta il divertimento e la burla, sa prendersi poco sul serio, e di questo fa un punto di forza in quasi tutti i suoi scritti (che siano romanzi o saggi). No, non è facile leggere Eco, e negli anni universitari non sono mancati improperi nella sua direzione, per certe astrusità di linguaggio e complicazioni di vario tipo apparentemente superflue. Ma la complessità di Eco è da accettare come un dogma, se si vuole apprezzare a pieno la sua opera. Questo romanzo non fa eccezione, e nonostante sia persino tornata a consultare qualche libro scolastico che parlasse del periodo di Federico Barbarossa, sono comunque rimasta con molte domande e, soprattutto, con la certezza di essermi persa metà dei riferimenti occulti presenti nel libro, e la maggior parte delle citazioni e trovate satiriche appena accennate. Può essere non solo ostico, ma anche irritante, per un lettore mediamente colto, non riuscire a cogliere certe sfumature (che pur si percepiscono), ma per me fa parte del gioco. Anche perché, come sempre con Eco, una rilettura non è mai noiosa, e ciò che è tra le righe è spesso più sostanzioso di ciò che emerge in superficie. Questa premessa per dire che non è stata una sorpresa trovare molto faticoso portare avanti la lettura, ma che allo stesso modo non è stato sorprendente riuscire a godersi comunque il racconto. Non amo i libri di avventure, e questo lo è (oltre ad essere, ovviamente, cento altre cose), ma il personaggio Baudolino si fa amare (e, alla fine, anche rimpiangere). Contaballe nato, mistificatore, truffaldino ma con regole d'onore, inventore burlone di codici improbabili dai nomi irripetibili (vogliamo parlare del "De modo cagandi"?) e di storie bislacche senza fondamento che tramite percorsi tortuosi poi s'avverano, ma anche uomo sentimentale e onesto quando si parla di amore. Baudolino simboleggia soprattutto la bellezza magica e creativa del racconto, e l'autoironia e la saggezza sorniona di Eco fanno dire ad Ottone: "Se tu vuoi diventare uomo di lettere, e scrivere magari un giorno delle Istorie, devi anche mentire, e inventare delle storie, altrimenti la tua Istoria diventerebbe monotona. Ma dovrai farlo con moderazione. Il mondo condanna i bugiardi che non fanno altro che mentire, anche sulle cose infime, e premia i poeti, che mentono soltanto sulle cose grandissime". Già l'inizio del libro, con Baudolino ai primi esercizi di scrittura, è una dichiarazione programmatica su ciò che il lettore dovrà aspettarsi in seguito. E se non fosse abbastanza chiaro, ci ricorda subito anche (tramite la voce di Niceta) che "Non ci sono storie senza senso. E io sono uno di quegli uomini che sanno trovarlo anche là dove gli altri non lo vedono". Così la storia di Baudolino comincia, e cominciano le sue avventure per il mondo, spesso rocambolesche, fino a partire alla ricerca di un regno che non si sa dove sia, né, in fondo, se esista davvero. Nel viaggio si forma una Compagnia dell'anello "alla Umberto Eco" (per quel che mi riguarda, molto più interessante dell'originale), girano antiche droghe misteriose dall'effetto allucinogeno, si incrociano personaggi mostruosi o stravaganti (l'incontro con Gavagai e con la sua percezione del diverso è assolutamente spassoso), si creano atmosfere da giallo e, infine, ci si commuove. Cosa volere di più?

    ha scritto il 

  • 5

    IL MIO LIBRO PREFERITO

    Quando qualcuno mi chiede "quale è il tuo libro preferito" non posso che pensare a questo...il miglior libro di Eco parla di un viaggio straordinario e offre i soliti interessanti spunti storici in ch ...continua

    Quando qualcuno mi chiede "quale è il tuo libro preferito" non posso che pensare a questo...il miglior libro di Eco parla di un viaggio straordinario e offre i soliti interessanti spunti storici in chiave ironica collocandosi tra il romanzo picaresco e il fantasy. Il risultato è straordinario e dopo molti anni ricordo ancora con grande piacere il periodo in cui l'ho letto....

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Il viaggio dello scrittore

    La lunga storia dei viaggi di Baudolino, prima al seguito del Barbarossa, poi alla ricerca del favoloso regno del Prete Giovanni, si dipana tra le menzogne e la descrizione di personaggi mostruosi e f ...continua

    La lunga storia dei viaggi di Baudolino, prima al seguito del Barbarossa, poi alla ricerca del favoloso regno del Prete Giovanni, si dipana tra le menzogne e la descrizione di personaggi mostruosi e fantastici. Non manca una punta di giallo, con l’analisi di uno dei più classici delitti in una camera chiusa dove si sente Sherlock Holmes e il richiamo alla città natale di Eco, Alessandria, di cui si narra la costruzione.
    Lungo divertissement, a mio avviso un po’ ineguale nella resa. Stucchevole a volte nelle diatribe sulle diverse eresie o nell’eterna discussione sull’esistenza o meno del vuoto assoluto, affascinante dove la fantasia prende il sopravvento ed Eco ci descrive la terra lontana, quasi ai confini del Paradiso terrestre e i suoi fantastici abitanti, ripresi dalle più incredibili storie del medioevo.
    Io penso che Baudolino sia lo specchio dello scrittore: lo scrittore che racconta la sua storia un po’ vera e un po’ inventata, abbellita per renderla accattivante per un ascoltatore interessato ma a volte scettico, che alla fine abbandona per lanciarsi verso nuove avventure.
    Dimenticavo: affascinante il capitolo di inizio nel quale un Baudolino quattordicenne per la prima volta prova a raccontare come la sua vita di contadinello è cambiata per farlo diventare prima consigliere poi figlio adottivo di Federico di Svevia. Perfettamente imitate le incertezze e le goffaggini di chi usa una lingua che conosce poco, senza dimenticare la citazione della pergamena raschiata per riutilizzarla, dove a volte si intravede un resto della scrittura precedente: libri che raccontano libri, libri che sono le basi per altri libri.
    Discontinuo, certo, e non del tutto riuscito, ma intrigante
    .

    ha scritto il 

  • 5

    Per stile e scorrevolezza è tra romanzi di Eco il più "facile", di sicuro è quello che mi ha divertito di più. Baudolino è un personaggio irriverente e assolutamente simpatico, ci ci lega da subito e ...continua

    Per stile e scorrevolezza è tra romanzi di Eco il più "facile", di sicuro è quello che mi ha divertito di più. Baudolino è un personaggio irriverente e assolutamente simpatico, ci ci lega da subito e lo si segue nelle sue avventure e si assiste a come riesca a tirarsi d'impiccio da più di una situazione rivoltandola a suo favore. L'erudizione di Eco c'è e si sente ma non è accademica e non ostacola la lettura, avenfo letto anche altri suoi libri posso dire che ritener questo libro come pesante vuol dire non conoscere la "pesantezza" di Eco, leggete al riguardo L'isola del Giorno Prima....

    ha scritto il 

  • 4

    Inizialmente un po' spiazzante, visto che inizi a leggere delle lettere sgrammaticate in latino, poi quando entri nella storia del simpatico Baudolino ti lasci trascinare nella Storia con la esse maiu ...continua

    Inizialmente un po' spiazzante, visto che inizi a leggere delle lettere sgrammaticate in latino, poi quando entri nella storia del simpatico Baudolino ti lasci trascinare nella Storia con la esse maiuscola. Esilarante la parte della moltiplicazione delle reliquie, le teste di San Giovanni Battista. Da rileggere.

    ha scritto il 

  • 4

    Eco non e'...

    ... una lettura. E' una gara di resistenza.
    Senti fin dalla prima pagina che la cosa e' notevole, intelligente, interessante e sublimilmente scritta, ma la passione lascia a tratti il campo alla fatic ...continua

    ... una lettura. E' una gara di resistenza.
    Senti fin dalla prima pagina che la cosa e' notevole, intelligente, interessante e sublimilmente scritta, ma la passione lascia a tratti il campo alla fatica di continuare. Solo insistendo ed arrivando in fondo riesci a comprendere il capolavoro di tutto l'insieme della storia. Gli intrecci giallistici, la maestosa puntualita' della Storia abilmente imbrogliata per i fini narrativi, i protagonisti cosi' veri, verosimili e falsi al tempo stesso, le religioni indispensabili ma derise per lo piu'.
    Ormai lo so, e in fondo ci arrivo contento di avere tenuto duro.

    ha scritto il 

  • 5

    Riuscitissimo esercizio sulla falsariga del romanzo storico ma forse soprattutto del racconto mitologico. Su un'intelaiatura storica (Federico Barbarossa, la battaglia di Legnano, la presa di Costanti ...continua

    Riuscitissimo esercizio sulla falsariga del romanzo storico ma forse soprattutto del racconto mitologico. Su un'intelaiatura storica (Federico Barbarossa, la battaglia di Legnano, la presa di Costantinopoli, la terza Crociata), Eco costruisce la storia di Baudolino, figlio adottivo del Barbarossa e artefice di non pochi eventi dell'epoca, nonché instancabile cercatore del mitico regno del Prete Gianni e, intanto che c'è, fabbricatore dell'altrettanto mitico Gradale.
    Il romanzo si legge con grande gusto, stavolta Eco esibisce meno del solito la sua erudizione, facendosi in qualche modo scudo dell'uomo del popolo Baudolino. Ne esce una storia godibilissima, quasi d'altri tempi, quando si passavano le serate attorno al fuoco raccontando miti di cui era impossibile stabilire la veridicità.

    ha scritto il 

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