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Beatriz Et Les Corps Celestes

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Editeur: Editions Flammarion

3.5
(535)

Language:Français | Number of pages: 316 | Format: Mass Market Paperback | En langues différentes: (langues différentes) Spanish , Italian , German

Isbn-10: 2264033495 | Isbn-13: 9782264033499 | Publish date: 

Aussi disponible comme: Others

Category: Fiction & Literature , Gay & Lesbian , Romance

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Description du livre
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  • 3

    Il libro dava l'aria di essere molto più scandaloso... nulla di sconvolgente, se non che la protagonista sostiene di innamorarsi di una persona, senza distinzione di genere. Alcune riflessioni interessanti sull'influenza che ha la famiglia e il background culturale sulla nostre relazioni (d'amore ...continuer

    Il libro dava l'aria di essere molto più scandaloso... nulla di sconvolgente, se non che la protagonista sostiene di innamorarsi di una persona, senza distinzione di genere. Alcune riflessioni interessanti sull'influenza che ha la famiglia e il background culturale sulla nostre relazioni (d'amore, ma anche di amicizia).
    Non è male neanche la costruzione della storia, con molti flashback e il disvelamento graduale della storia della protagonista. La lettura comunque è scorrevole e prende abbastanza.

    dit le 

  • 5

    1998. Intenso.

    Muy bien narrado para lo que me esperaba por haber encontrado críticas bastante negativas hacia la autora. Tanto la trama como la manera de describir sentimientos y sensaciones son especiales. Hay mucho talento y gran imaginación. Es la clase de novela que parece en gran parte autobiográfica (no ...continuer

    Muy bien narrado para lo que me esperaba por haber encontrado críticas bastante negativas hacia la autora. Tanto la trama como la manera de describir sentimientos y sensaciones son especiales. Hay mucho talento y gran imaginación. Es la clase de novela que parece en gran parte autobiográfica (no sé si lo será) y se hace creíble.

    A lo largo de toda la novela, va evocando paralelamente distintos momentos de su vida adolescente, principalmente dos fases: la peripecia vivida junto a su amiga Mónica y el novio camello de ésta, drogadictos ambos, en Madrid a sus 18 años, y la posterior relación con Cat en Edimburgo, durante la carrera.

    dit le 

  • 3

    La storia in sé non è particolarmente interessante, ma ho apprezzato lo stile dell'autrice, le riflessioni sulle relazioni e le metafore astronomiche.

    dit le 

  • 3

    E' un libro delirante, sulle droghe, sulle notti folli, alla ricerca dell'amore, per seguirlo o trovarlo.
    E' un libro dell'adolescenza...a 16 avrei amato questa scrittrice,a 30 l'ho trovato un po' noiosetto e esagerato.
    Sono consapevole che è l'età però, non la bravura della scrittric ...continuer

    E' un libro delirante, sulle droghe, sulle notti folli, alla ricerca dell'amore, per seguirlo o trovarlo.
    E' un libro dell'adolescenza...a 16 avrei amato questa scrittrice,a 30 l'ho trovato un po' noiosetto e esagerato.
    Sono consapevole che è l'età però, non la bravura della scrittrice.
    Anche perché ho apprezzato molto le metafore con i pianeti, il sole e le galassie.

    Di seguito riporto una paginetta che parla di libri e critica.
    Non è una parte rilevante del libro, potrebbe non esserci e non cambierebbe nulla, ma è carina la disputa.
    “Letteratura inglese...che sballo! In primo luogo non capisco come qualcuno possa studiare la letteratura : i libri si leggono o non si leggono, punto. Non si studiano. Insomma, per quanto mi riguarda, io non l'ho mai capita la storia della critica letteraria. Se qualcuno ti deve venire a spiegare un libro vuol dire che non hai provato niente nel leggerlo. Male.”
    “Di questo si potrebbe discutere...” lo contraddissi “un testo non si può capire senza le circostanze che l'hanno condizionato : società, storia, psicologia, grado di libertà...”
    “E palle. Un testo si dovrebbe capire da solo, ogni lettore dovrebbe interpretarlo a modo suo. Ma dare al testo un contesto, una spiegazione, significa porgli un limite, dotarlo di un significato finale, chiuderlo. Ovvero, una volta che la sacrosanta critica ha decretato la sua opinione, il testo è spiegato. Vittoria per il critico, e controllo del lettore, cui non si vuole permettere di conservare un proprio criterio.”

    dit le 

  • *** Ce commentaire dévoile des détails importants de l\'intrigue ! ***

    4

    Ovunque andrai ti porterai dietro la città

    Beatriz è un’anima in fuga. Un’anima persa, tormentata, stanca. Una ragazza che fugge dal luogo dove è nata e vissuta per andare a studiare all’estero, nella speranza di lasciarsi tutto alle spalle. Invece anche ad Edimburgo, dove va a fare l’università, si trova perseguitata dalle ombre del suo ...continuer

    Beatriz è un’anima in fuga. Un’anima persa, tormentata, stanca. Una ragazza che fugge dal luogo dove è nata e vissuta per andare a studiare all’estero, nella speranza di lasciarsi tutto alle spalle. Invece anche ad Edimburgo, dove va a fare l’università, si trova perseguitata dalle ombre del suo passato, che non la abbandonano mai. Ad Edimburgo le manca casa, e una volta tornata a Madrid, le manca Edimburgo.

    Beatriz è assalita dai ricordi di un’amica, Monica, che per lei era molto di più: un’ossessione, un rifugio, uno scoglio sicuro, ma anche un trampolino da cui lanciarsi in un interminabile abisso, una delle poche persone che amava, amava davvero. Era innamorata di Monica, e per lei avrebbe fatto di tutto. Anche spacciare, convivere e sopportare il suo ragazzo Coco, passare la notte nei locali, ubriacarsi, drogarsi, consegnare pacchetti loschi e anonimi in giro per Madrid.

    E poi c’è Cat, la ragazza conosciuta ad Edimburgo. Lei è dolce, gentile, bella, e prova nei confronti di Bea un amore che rasenta la devozione. Un amore che Beatriz non riesce a ricambiare come dovrebbe, o vorrebbe.

    Ralph, ricco, interessante, forte, che le fa provare per la prima volta l’amore e il rapporto eterosessuale, ma che l’abbandonerà.

    E Bea non potrà fare altro che tornare a casa sua, di nuovo a Madrid, in un presente in cui Monica è in una clinica per tossicodipendenti e in cui il passato torna con continui flashback- la sua infanzia, una madre iperprotettiva e ossessionata da sua figlia, un padre assente e distaccato, quel difficile passaggio dall’infanzia all’adolescenza che cerca di impedire a tutti i costi mangiando pochissimo, l’unico modo per congelare il suo corpo in quel perfetto e impossibile momento in cui le curve femminili non si sono ancora formate, in cui ci si può illudere di non dover per forza crescere e affrontare la vita.

    Mi è piaciuta molto la storia di Bea, forse perché ci ho ritrovato un po’ di me.

    E amo come scrive la Extebarrìa- è fluida, ricercata, efficace. Sa scrivere del nulla, delle cose impalpabili e a volte incomprensibili, di sensazioni difficili, intime, profonde. E lo sa fare dannatamente bene.

    dit le 

  • 1

    Estoy siendo demasiado generosa al darle una estrella.
    Siento que a la autora le dio tanta flojera crear una nueva historia que no encontró nada mejor que reciclar material de Amor, curiosidad, prozac y dudas. Conflictos, amores, errores hasta personajes clonados. Una verdadera lásti ...continuer

    Estoy siendo demasiado generosa al darle una estrella.
    Siento que a la autora le dio tanta flojera crear una nueva historia que no encontró nada mejor que reciclar material de Amor, curiosidad, prozac y dudas. Conflictos, amores, errores hasta personajes clonados. Una verdadera lástima.

    dit le 

  • 2

    Lucia de l'alma mia - 03 ott 10

    Mi aveva incuriosito la spagnola, ed ecco che, appena finito il precedente, ho trovato in super offerta il suo secondo libro, l’ho preso ed ora, con calma, letto. Mi è decisamente piaciuto meno. L’ho trovato come se cominciasse a prendersi troppo sul serio, per cui, ogni tanto, si scapola dalla s ...continuer

    Mi aveva incuriosito la spagnola, ed ecco che, appena finito il precedente, ho trovato in super offerta il suo secondo libro, l’ho preso ed ora, con calma, letto. Mi è decisamente piaciuto meno. L’ho trovato come se cominciasse a prendersi troppo sul serio, per cui, ogni tanto, si scapola dalla storia (dalle storie) e si comincia a fare tiratine filosofiche sulla vita come solitudine, sulle reciproche lontananze come tra corpi celesti. Tutto per dimostrare, per arrivare a dire che, dopo alcuni rivolgimenti della vita, ci si può ritrovare con un’immagine dell’altro/a come quella di una stella lontana anni luce di cui vediamo il colore ma che potrebbe essere (o è) già morta. Pur tuttavia la storia ha un suo interesse, mentre seguiamo questa adolescente che diviene donna con tutti i problemi che può avere un tale tipico personaggio: famiglia distante mentalmente (padre inesistente, madre sotto psicofarmaci), crisi di identità, proiezione di sé nell’altra, bella, sicura, indipendente, fuga da Madrid a Edimburgo dove si potrebbe trovare l’amore, tra le braccia della bellissima Cat o dell’ombroso Ralph. Solita scelta, tipica della letteratura a cavallo di secolo, dell’andare su e giù per il tempo ma non a flashback, piuttosto a cartoline che ti portano un po’ a spasso tra gli avvenimenti, di cui a volte si spiega il perché e poi se ne narra (ed è un tipo di scrittura che a volte mi riesce ostica). Così mentre si sta in un pub della fredda Scozia, si parla delle scorribande da piccolo spaccio nelle calde notti madrilene. Beatriz è poi questo, un groviglio di buone idee che non riescono a sfociare in azioni positive, per cui ci si lascia trasportare, a volte rischiando di andare al di là di quella sottile linea di confine verso i baratri del non ritorno (droga, alcool, sesso che sia). E viene quasi voglia di prenderle la testa e scuoterla forte, chiedendole, ma cosa vuoi fare della tua vita? Questa è, questa sola, non lasciartela scorrere addosso come se fosse un'altra cosa, come se si potesse cancellare e ricominciare, come in un bel film. E mentre lei vagheggia per anni su quello che poteva essere, magari non si accorge di quello che è. Sempre positivo, devo però riconoscere, almeno per me, il continuare a vedere molte cose, soprattutto il sesso e l’amore, dalla parte e con l’occhio della donna. Per me uomo, ovviamente. Sarebbe interessante saperne un parere dell’altra metà del cielo. Il voto finale però è un po’ più basso di quanto mi aspettassi. Mi ha lasciato un po’ deluso l’andamento scontato dell’ultima parte. Con io sempre lì, a dire a Beatriz cavolo, fai qualcosa, scegli. Magari ti penti, ma scegli qualcosa. Troppa manzanilla e poche tapas, alla fine. Dovrà leggerne ancora per orizzontarmi meglio.
    “in definitiva, tutto quanto viene scritto finisce per essere una nota a piè di pagina di qualcosa che è stato scritto in precedenza” (17)
    “Il fatto è che dall’amore, come dalla vita, ci si aspetta sempre di più e non ci si accontenta mai.” (28)
    “e io non voglio impegnarmi prima di essere sicura dei miei sentimenti, perché sospetto che il mio lato peggiore finirebbe per stabilirsi in quella intersezione tra le circonferenze delle nostre rispettive solitudini. Non c’è solitudine peggiore della solitudine condivisa” (29)
    “[è] molto meglio cambiare persona piuttosto che cambiare una persona” (189)
    “sapevo che non mi stava usando e che mi amava, che mi amava davvero, che sarebbe stata accanto a me in caso di bisogno, che non mi avrebbe mai fatto del male di proposito, e forse nemmeno inconsapevolmente” (191)
    “perché ti ossessiona ciò che non hai? Perché non accetti una dannata volta che quello che non può essere, non può essere e inoltre è impossibile?” (253)
    “Tutti siamo allo stesso tempo vittime e artefici della nostra vita. Nel bene e nel male, tutti i sentieri del possibile sono aperti al passaggio del reale. Ma non tutti siamo così saggi da capirlo né così audaci da aprirci la nostra strada” (263)

    dit le