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Beauty and Sadness

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Publisher: Vintage/Ebury (A Division of Random House Group)

3.9
(858)

Language:English | Number of Pages: | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Chi traditional , Spanish , Italian , German , French

Isbn-10: 0436231247 | Isbn-13: 9780436231247 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Others , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Book Description
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  • 4

    Storia di passione, follia, amore e morte e, ovviamente come recita il titolo, di bellezza dei personaggi femminili e dei paesaggi urbani (Kyoto) e naturali (i dintorni di Kyoto).
    Un breve racconto ch ...continue

    Storia di passione, follia, amore e morte e, ovviamente come recita il titolo, di bellezza dei personaggi femminili e dei paesaggi urbani (Kyoto) e naturali (i dintorni di Kyoto).
    Un breve racconto che ruota intorno a due forti passioni al centro delle quali è lo stesso personaggio femminile in due momenti diversi della sua vita: da adolescente, con un uomo adulto (tema molto comune nei racconti di Kawabata), e da adulta, con una sua allieva molto più giovane.
    La delicatezza tipica di Kawabata, ma in generale della sensibilità giapponese, è sempre offuscata da grigie nubi di tensione e morte.

    said on 

  • 4

    Un gioiello della letteratura giapponese

    Il libro è costruito con una struttura complessa ma nascosta. All’inizio crediamo che il protagonista sia Oki e che la storia ruoti intorno al suo amore per Osoko, un’adolescente, cui si ispirò per un ...continue

    Il libro è costruito con una struttura complessa ma nascosta. All’inizio crediamo che il protagonista sia Oki e che la storia ruoti intorno al suo amore per Osoko, un’adolescente, cui si ispirò per un romanzo, “La sedicenne”, probabilmente il suo più grande successo. Noi leggiamo il romanzo di Kawabata in traduzione, eppure siamo trasportati nel suo mondo, nel suo stile e più in generale in un’atmosfera nipponica, o almeno che tale ci appare. Conquistati dalle pennellate dell’ambiente, crediamo che l’analessi del loro sventurato amore e l’attesa per un nuovo loro incontro sarà il fuoco narrativo. E invece Osoko scalza Oki dal primo piano, ed è la donna non già la ragazza, ormai pittrice affermata, legata a una sua allieva, Keiko. Scopriremo che tra le due vi è una vera e propria relazione amorosa, anzi il loro rapporto occupa a un certo punto il centro della scena, tanto che Keiko da coadiuante si trasforma in protagonista. Non è solo il personaggio della giovane – allieva e compagna di Osoko – ma ben presto diviene l’incarnazione della “femme fatale”, la mantide religiosa, la “donna kamikaze”, che sconvolgerà il destino degli altri personaggi. Formidabile è la scena della seduzione dell’attempato scrittore e altrettanto lo è quella dell’ancor più vendicativo irretimento del figlio, l’ingenuo Tachiro. Keiko è una furia!
    Tanto lento e profondo è il ritmo narrativo del testo, quanto accelerato e precipitoso risulta invece il finale che, pur esendo largamente prevedibile, non manca di scuotere e basire il lettore, trasferito dalla dimensione del “romance” a quella della tragedia.
    Un’opera stupenda che fa venire voglia di leggere altro ancora del suo autore.

    said on 

  • 3

    Ecco un altro romanzo di uno scrittore che, pian piano, quasi in sordina (i giapponesi non fanno mai chiasso...) è diventato uno dei miei preferiti. Si tratta di Bellezza e tristezza: poco più di un c ...continue

    Ecco un altro romanzo di uno scrittore che, pian piano, quasi in sordina (i giapponesi non fanno mai chiasso...) è diventato uno dei miei preferiti. Si tratta di Bellezza e tristezza: poco più di un centinaio di pagine, caratterizzate dalla forza e dalla delicatezza che solo Kawabata è capace di avere... Temi forti, a volte persino scabrosi (il tradimento, la seduzione, l’abbandono, l’omosessualità, la morbosità) trasfigurati in materia leggera, impalpabile... come la seta, come i petali di un fiore.

    Oki, romanziere affermato, si reca a Kyoto per ascoltare le campane nell'ultimo giorno dell'anno. In verità vuole incontrare una sua ex amante, Otoko, che aveva sedotto ed abbandonato venti anni prima quando lei era poco più di una bambina. Da quella relazione Oki ha tratto il suo libro più famoso, La sedicenne. La donna è ormai una pittrice e vive con la sua giovane allieva ed amante, Keiko, la quale decide di vendicare la sua maestra, seducendo non solo lo stesso Oki, di molti anni più vecchio di lei, ma anche suo figlio.

    Effettivamente, dal punto di vista dei contenuti, è il romanzo dalle tinte più forti che mi sia capitato di leggere di questo autore, a eccezione dello stra-famoso (in quanto a trama) La casa delle belle addormentate. I protagonisti ancora una volta non sono tanto i personaggi, quanto le relazioni che si stabiliscono tra di essi: innanzitutto fra Oki e Otoko, i due amanti del passato che − paradossalmente − più nulla hanno e avranno a che fare l’uno con l’altro (poche parole scambiate in presenza di estranei), ma la cui passione − contraddistinta insieme dalla purezza e dalla colpa − non solo continua a vivere in modo recondito, come una corrente sotterranea ma inestinguibile, ma persino diventa sorgente che alimenta nuove correnti. E queste nuove correnti, al centro delle quali vi è sempre la figura della giovane, seducente ed enigmatica Keiko, vera protagonista della storia, non hanno più nulla di “puro” ma si contaminano di torbidezza, ambiguità, vendetta. Ecco, dunque, la bellezza e la tristezza di un amore che appartiene a un tempo ormai passato, la bellezza e la tristezza di una nuova passione che nasce non in modo spontaneo, ma come arma contro qualcuno.

    Una prova ulteriore, se mai ce ne fosse bisogno, che questo scrittore tutto ciò che tocca lo trasforma in qualcosa di lieve, di rarefatto.
    Ammetto però che fra i vari romanzi che ho letto del Nobel giapponese, questo è fra quelli che mi ha convinto di meno... forse perché ho avvertito una certa ridondanza di concetti, un eccessivo sottolineare alcune dinamiche (la sopravvivenza della passione giovanile nel cuore di Oki e soprattutto di Okoto, le conseguenze che questa funesta passione ha determinato nella vita di lei) su cui si torna molte, troppe volte... e non ce ne sarebbe bisogno.

    Detto questo, sarò di parte, ma Kawabata vale sempre la pena. Magari non lo consiglierei come primo approccio, ma vale la pena comunque.

    said on 

  • 4

    Amore e violenza alla giapponese

    Il titolo del romanzo è la chiave di tutto. Per la nostra concezione dell'amore è difficile intendere la profondità delle emozioni raccontate che sembrano bollire sotto la superficie senza esplodere. ...continue

    Il titolo del romanzo è la chiave di tutto. Per la nostra concezione dell'amore è difficile intendere la profondità delle emozioni raccontate che sembrano bollire sotto la superficie senza esplodere.

    said on 

  • 1

    Anche qui mancava il commento finale.

    Ho faticato infinitamente a leggere questo romanzo che ai miei occhi è parso più che altro un polpettone melenso e sdolcinato, carico di introversione giapponese ...continue

    Anche qui mancava il commento finale.

    Ho faticato infinitamente a leggere questo romanzo che ai miei occhi è parso più che altro un polpettone melenso e sdolcinato, carico di introversione giapponese - quel tipo di spirito e di tono che detesto anche nei romanzi contemporanei.
    Della narrativa giapponese apprezzo sicuramente altri aspetti, ma fatico a digerire quest'atonia affettiva che ritrovo un po' in tutti gli autori. Questo in particolar modo è considerato uno dei maestri della narrativa orientale e in effetti posso garantire che è emblematicamente atonico.
    Da suicidio.

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  • 3

    Avevo letto "Bellezza e tristezza" per la prima volta una decina di anni fa, tuttavia non conservavo particolare ricordo di questo romanzo. Mi sono quindi decisa a rivisitarlo. Penso che questa volta ...continue

    Avevo letto "Bellezza e tristezza" per la prima volta una decina di anni fa, tuttavia non conservavo particolare ricordo di questo romanzo. Mi sono quindi decisa a rivisitarlo. Penso che questa volta mi resterà' impresso per la forte irritazione (con un pizzico di noia di pagina in pagina) che mi ha suscitato. Volevo entrare nella trama per poter distribuire sberle a tutti i protagonisti, specialmente la crudele e folle Keiko. Tra follia, passioni violente, bassa autostima, spietato egoismo e mancanza di buon senso Kawabata non ha fatto mancare niente ai protagonisti. Ma non e'stato tutto irritante e negativo, infatti ho amato tantissimo le delicate descrizioni degli incantevoli paesaggi Giapponesi.

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  • 2

    Il peggior Kawabata. Scomposto, occidentalizzato, a tratti ridicolo. In bellezza e tristezza è possibile assaporare entusiasmanti disquisizioni sulle varie tonalità di colorazione dei capezzoli e avvi ...continue

    Il peggior Kawabata. Scomposto, occidentalizzato, a tratti ridicolo. In bellezza e tristezza è possibile assaporare entusiasmanti disquisizioni sulle varie tonalità di colorazione dei capezzoli e avvincenti momenti simil telenovela dove, fra un albero di camelie e un salice, non sarebbe strano per il lettore veder comparire Stephany Forrester. Intenta a far visite.

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  • 4

    Bellezza e tristezza: nulla meglio di queste due parole può esprimere l'estetica struggente e meravigliosa di Kawabata, che, senza strappi drammatici o emotivi, cala dolce ma inesorabile sull'animo de ...continue

    Bellezza e tristezza: nulla meglio di queste due parole può esprimere l'estetica struggente e meravigliosa di Kawabata, che, senza strappi drammatici o emotivi, cala dolce ma inesorabile sull'animo del lettore come un manto di splendido cristallo

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  • 4

    L'arte che cattura.

    La storia è architettata bene. Da un lato c'è la ricerca della bellezza dall' altro la miseria della vita umana. L' arte cattura quanto c' è di bello, mentre l' agire umano non porta che disfacimento. ...continue

    La storia è architettata bene. Da un lato c'è la ricerca della bellezza dall' altro la miseria della vita umana. L' arte cattura quanto c' è di bello, mentre l' agire umano non porta che disfacimento. Lo stesso amore è bello quando è soggetto di un romanzo, altrimenti è triviale e grottesco.

    Ecco alla ricerca della bellezza si contrappone la tristezza della realtà, del relativo ed ineluttabile scorrere del tempo.

    said on 

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