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Beethoven era per un sedicesimo nero

Di

Editore: Feltrinelli

3.0
(172)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri

Isbn-10: 8807721732 | Isbn-13: 9788807721731 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: G. Gatti

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Romance

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Descrizione del libro
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  • 2

    bah...abbastanza deludente. Forse non l'ho capito io, ma tutta la menata dei bianchi che esercitano i loro diritti maschilisti-razziali sulle negrette consenzienti e dei sedicesimi non mi ha convinto. accetto spiegazioni!

    ha scritto il 

  • 2

    Lettura piacevole e veloce. Non mi azzardo a dare di più visto che l'ho trovata un po' troppo lenta rispetto alle aspettative date da un titolo abbastanza esaltante. Magari la raccolta completa rende molto di più.

    ha scritto il 

  • 4

    Una prosa semplice senza fronzoli, anche se a tratti non facile, ma con una grande potenza evocatrice di atmosfere, momenti di vita quotidiana e, soprattutto, di stati d’animo in cui la Gordimer entra come un bisturi nel narrare tredici storie di vita semplici, eppure mai banali.

    ha scritto il 

  • 2

    Deludente nonostante il titolo accattivante. Una scrittura slegata, una sorta di monologo interiore che non acchiappa. Beneficio del dubbio agli altri racconti perché in questa versione ebook c'era unicamente questo racconto

    ha scritto il 

  • 4

    Come sempre quando si tratta di racconti, il livello qualitativo non è omogeneo, anche se qui siamo al livello di un premio Nobel.
    Diversi, e a volte strani, gli argomenti trattati (che dire di La lunghezza della solitudine, scritto dal punto di vista i una tenia?), i migliori della raccolta sono ...continua

    Come sempre quando si tratta di racconti, il livello qualitativo non è omogeneo, anche se qui siamo al livello di un premio Nobel. Diversi, e a volte strani, gli argomenti trattati (che dire di La lunghezza della solitudine, scritto dal punto di vista i una tenia?), i migliori della raccolta sono sicuramente quello che da il titolo al libro, e gli ultmi, la miniraccolta nella raccolta che va sotto il nome di Finali alternativi.

    ha scritto il 

  • 3

    Giudizio così così per un libro che alterna racconti appassionanti (specialmente quelli finali della raccolta) ad altri abbastanza noiosi. La scrittura è comunque eccelsa.

    ha scritto il 

  • 3

    La tendenza della Feltrinelli a creare antologie in modo totalmente arbitrario ha un po' rovinato questo mio primo contatto con la Gordimer. Non è infatti chiaro il criterio con cui questi racconti siano stati accorpati, se non per il fatto che la loro pubblicazione originale sia avvenuta nelle p ...continua

    La tendenza della Feltrinelli a creare antologie in modo totalmente arbitrario ha un po' rovinato questo mio primo contatto con la Gordimer. Non è infatti chiaro il criterio con cui questi racconti siano stati accorpati, se non per il fatto che la loro pubblicazione originale sia avvenuta nelle pagine di varie riviste.

    Malgrado ciò, non si può negare che qua e là emerga vivido il colossale talento letterario di questa scrittrice. Unico filo conduttore, sono le tematiche più o meno ricorrenti: la ricerca o il mantenimento sudato di un'identità razziale, ciò che rimane di noi dopo la morte\grande livellatrice, l'incapactà del sentimento amoroso di stare al passo con l'evolversi delle singole esistenze.

    E poi c'è La lunghezza della solitudine, magnifico esempio di scrittura creativa: tutto il racconto è scritto dal punto di vista di un verme solitario, costretto ad abbandonare le sicure profondità intestinali dopo essere stato cacato ed abbandonato ad un'esistenza senza un domani sicuro nelle fogne. Una grande metafora della nascita e della vita, insomma.

    ha scritto il 

  • 3

    Il titolo di questo libro mi ha sempre accattivato, vi ho fatto la corte più e più volte passando per gli scaffali della libreria dove mi rifornisco. Quando l'ho letto però l'ho trovato deludente. Ok, non amo il genere narrativo del racconto, ma ho voluto tentare la sfida. Ne salvo solo una parte ...continua

    Il titolo di questo libro mi ha sempre accattivato, vi ho fatto la corte più e più volte passando per gli scaffali della libreria dove mi rifornisco. Quando l'ho letto però l'ho trovato deludente. Ok, non amo il genere narrativo del racconto, ma ho voluto tentare la sfida. Ne salvo solo una parte, del quale ho inserito qui anche una nota a margine, per il resto non lo segnalarei tra gli assolutamente imperdibili.

    ha scritto il 

  • 3

    Un titolo accattivante non basta

    Molti altri anobiani nei commenti a questo libro la pensano come me, mi unisco al coro: racconti diversissimi uno dall'altro senza un filo logico, una bella copertina e un titolo che tende ad incuriosire, oltre a questo poco altro.
    Dovendomi basare solo su questo libro, il Nobel non sembra giusti ...continua

    Molti altri anobiani nei commenti a questo libro la pensano come me, mi unisco al coro: racconti diversissimi uno dall'altro senza un filo logico, una bella copertina e un titolo che tende ad incuriosire, oltre a questo poco altro. Dovendomi basare solo su questo libro, il Nobel non sembra giustificato. Sicuramente avrà scritto altri libri belli, questo evitatelo. tre meno meno

    ha scritto il 

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