Beethoven era per un sedicesimo nero

Di

Editore: Feltrinelli

2.9
(186)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri

Isbn-10: 8807721732 | Isbn-13: 9788807721731 | Data di pubblicazione: 

Curatore: G. Gatti

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Rosa

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Descrizione del libro
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  • 3

    Difficilotto ma interessante..

    Non facile questo mio primo approccio con la Godimer, premio Nobel per la letteratura nel 1991. Soprattutto la prima parte l'ho trovata più ostica e ho fatto decisamente fatica a raccapezzarmi a causa ...continua

    Non facile questo mio primo approccio con la Godimer, premio Nobel per la letteratura nel 1991. Soprattutto la prima parte l'ho trovata più ostica e ho fatto decisamente fatica a raccapezzarmi a causa dello stile della scrittrice, molto evocativo, con frasi corti, quasi a suggerire, in questo caso, un monologo interiore.
    Sono 13 racconti che hanno tanti interessanti spunti di riflessione sul Sudafrica e sul rovesciamento di ruoli e discriminazioni post-apartheid nella parte iniziale. Il secondo racconto è una vera chicca. Si intitola "La lunghezza della solitudine", ed è un magnifico esempio di scrittura creativa: tutto il racconto è scritto dal punto di vista di un verme solitario, costretto ad abbandonare le sicure profondità intestinali dopo essere stato defecato ed abbandonato ad un'esistenza senza un domani sicuro nelle fogne. Una grande metafora della nascita e della vita.
    Nella seconda parte del libro, a sorpresa, i racconti si fanno notevolmente più piacevoli e interessanti- storie di uomini e sentimenti descritti con stile scorrevole e sobrio.

    ha scritto il 

  • 3

    Sognando i morti

    "Cos'hai lasciato incompiuto?"
    "Tutto è incompiuto. La finalità: è questo l'errore. E la pretesa della dittatura, dell'egemonia. Noi invece dovremo sempre raccogliere il bagaglio, conservando dell'esp
    ...continua

    "Cos'hai lasciato incompiuto?"
    "Tutto è incompiuto. La finalità: è questo l'errore. E la pretesa della dittatura, dell'egemonia. Noi invece dovremo sempre raccogliere il bagaglio, conservando dell'esperienza ciò che è positivo e sbarazzandoci di ciò che essa ci ha subdolamente convinto a tenere in gran conto, se è distruttivo."
    [...] E non è questo che sono, tutti e tre? Come faremo senza di loro? Svaniscono, lasciano il tavolo, sento nell'archivio della mia testa i versi spezzati di una lettura della mia adolescenza, un esempio che rientra in quello che Edward ha definito orientalismo occidentale, una versione europea dell'opera di un antico poeta persiano. Non è il passo sulla brocca di vino e qualcuno che cantava. "Alcuni di coloro che abbiamo amato, i più amabili, i migliori... Hanno bevuto il loro bicchiere un giro o due prima di noi - E a uno a uno sono silenziosamente scivolati nell'oblio." Da sola nel ristorante cinese, mi colpisce non come un esempio di esotico romanticismo ma come l'uscita di scena dei tre ospiti.
    Sono rimasta seduta al tavolo, tu non sei arrivato, troppo tardi.
    Non verrai. Mai.
    *
    Se sei un lettore, sai che ciò che hai letto ti ha influenzato la vita. E intendo "lettore" sin dal giorno in cui hai cominciato, da solo, a distinguere le parole stampate sul libro che ti facevi leggere prima di addormentarti. (Un altro presupposto dato per scontato: che tu abbia imparato a leggere in un'era precedente a quella in cui il libro prima di addormentarsi è stato sostituito da mezz'ora davanti alla tivù.) (...) Negli anni quaranta, mi avevano dato a credere che: prima avrei incontrato un uomo, poi ci saremmo reciprocamente innamorati e ci saremmo sposati; questo processo preconfezionato prevede un certo ordine di emozioni. Questo è l'amore.
    Invece per me arrivò prima Marcel Proust. La strana ma ineluttabile malattia del tormentoso amore di Charles Swann per una donna che non era il suo tipo (e assolutamente non per colpa sua, lui si innamorò di lei così com'era, no?); la gelosia del Narratore che segue in modo straziante le tracce dei sotterfugi di Albertine.

    ha scritto il 

  • 1

    O in questi giorni sono svagato io, e ci sta per l'amor del cielo, oppure in questi racconti la Gordimer fa di tutto per scrivere ciò di cui al lettore non può fregare di meno.
    E poi, porca miseria!, ...continua

    O in questi giorni sono svagato io, e ci sta per l'amor del cielo, oppure in questi racconti la Gordimer fa di tutto per scrivere ciò di cui al lettore non può fregare di meno.
    E poi, porca miseria!, e mi rivolgo alla Feltrinelli. Va bene la crisi e la crisi, ma era proprio necessaria un'impaginazione con la prima riga che va quasi ad eliminare il bordo superiore del foglio??? Cos'è, un modo per risparmiare sul numero delle pagine da stampare? Sarebbe anche bastato ridurre quanto bastava la misura del carattere... Bah!

    ha scritto il 

  • 3

    Di sicuro ci sono interessanti spunti di riflessione sul Sudafrica e il 'rovesciamento' di ruoli e discriminazioni post-apartheid, ma a dire il vero li ho colti solo perché da poco ho letto Cotzee, so ...continua

    Di sicuro ci sono interessanti spunti di riflessione sul Sudafrica e il 'rovesciamento' di ruoli e discriminazioni post-apartheid, ma a dire il vero li ho colti solo perché da poco ho letto Cotzee, sono accenni da cogliere in giro per i racconti, racconti che a volte sono molto piacevoli e altri, per me assolutamente inutili, e anche vero che i racconti non mi sono congeniali, riproverò con un romanzo.

    6.5/10

    ha scritto il 

  • 2

    bah...abbastanza deludente. Forse non l'ho capito io, ma tutta la menata dei bianchi che esercitano i loro diritti maschilisti-razziali sulle negrette consenzienti e dei sedicesimi non mi ha convinto. ...continua

    bah...abbastanza deludente. Forse non l'ho capito io, ma tutta la menata dei bianchi che esercitano i loro diritti maschilisti-razziali sulle negrette consenzienti e dei sedicesimi non mi ha convinto.
    accetto spiegazioni!

    ha scritto il 

  • 2

    Lettura piacevole e veloce. Non mi azzardo a dare di più visto che l'ho trovata un po' troppo lenta rispetto alle aspettative date da un titolo abbastanza esaltante. Magari la raccolta completa rende ...continua

    Lettura piacevole e veloce. Non mi azzardo a dare di più visto che l'ho trovata un po' troppo lenta rispetto alle aspettative date da un titolo abbastanza esaltante. Magari la raccolta completa rende molto di più.

    ha scritto il 

  • 4

    Una prosa semplice senza fronzoli, anche se a tratti non facile, ma con una grande potenza evocatrice di atmosfere, momenti di vita quotidiana e, soprattutto, di stati d’animo in cui la Gordimer entra ...continua

    Una prosa semplice senza fronzoli, anche se a tratti non facile, ma con una grande potenza evocatrice di atmosfere, momenti di vita quotidiana e, soprattutto, di stati d’animo in cui la Gordimer entra come un bisturi nel narrare tredici storie di vita semplici, eppure mai banali.

    ha scritto il 

  • 2

    Deludente nonostante il titolo accattivante. Una scrittura slegata, una sorta di monologo interiore che non acchiappa. Beneficio del dubbio agli altri racconti perché in questa versione ebook c'era un ...continua

    Deludente nonostante il titolo accattivante. Una scrittura slegata, una sorta di monologo interiore che non acchiappa. Beneficio del dubbio agli altri racconti perché in questa versione ebook c'era unicamente questo racconto

    ha scritto il 

  • 4

    Come sempre quando si tratta di racconti, il livello qualitativo non è omogeneo, anche se qui siamo al livello di un premio Nobel.
    Diversi, e a volte strani, gli argomenti trattati (che dire di La lun ...continua

    Come sempre quando si tratta di racconti, il livello qualitativo non è omogeneo, anche se qui siamo al livello di un premio Nobel.
    Diversi, e a volte strani, gli argomenti trattati (che dire di La lunghezza della solitudine, scritto dal punto di vista i una tenia?), i migliori della raccolta sono sicuramente quello che da il titolo al libro, e gli ultmi, la miniraccolta nella raccolta che va sotto il nome di Finali alternativi.

    ha scritto il 

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