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Before They Are Hanged

Book Two of the First Law (Gollancz S.F.)

By

Publisher: Gollancz

4.4
(79)

Language:English | Number of Pages: 592 | Format: Paperback

Isbn-10: 0575082011 | Isbn-13: 9780575082014 | Publish date: 

Also available as: Others

Category: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
Bitter and merciless war is coming to the frozen north. It's bloody and dangerous and the Union army, split by politics and hamstrung by incompetence, is utterly unprepared for the slaughter that's coming. Lacking experience, training, and in some cases even weapons the army is scarcely equipped to repel Bethod's scouts, let alone the cream of his forces. In the heat-ravaged south the Gurkish are massing to assault the city of Dagoska, defended by Inquisitor Glokta. The city is braced for the inevitable defeat and massacre to come, preparations are made to make the Gurkish pay for every inch of land ...but a plot is festering to hand the city to its beseigers without a fight, and the previous Inquisitor of Dagoska vanished without trace. Threatened from within and without the city, Glokta needs answers, and he needs them soon. And to the east a small band of malefactors travel to the edge of the world to reclaim a device from history - a Seed, hidden for generations - with tremendous destructive potential.
A device which could put a end to war, to the army of Eaters in the South, to the invasion of Shanka from the North - but only if it can be found, and only if its power can be controlled ...
Sorting by
  • 4

    Seguito dell’ottimo romanzo di esordio The Blade Itself, anche in questa occasione Abercrombie mostra il suo valore.


    Di nuovo spiccano il suo stile, la sua ambientazione cruda e violenta, i suoi personaggi "terra-terra", pieni di difetti e incertezze ma proprio per questo ben deline ...continue

    Seguito dell’ottimo romanzo di esordio The Blade Itself, anche in questa occasione Abercrombie mostra il suo valore.

    Di nuovo spiccano il suo stile, la sua ambientazione cruda e violenta, i suoi personaggi "terra-terra", pieni di difetti e incertezze ma proprio per questo ben delineati.

    La trama, elemento messo forse troppo sullo sfondo nel primo romanzo, procede in questo ad un discreto ritmo.

    Before They Are Hanged è divertente ed avvincente, non frenetico, ma l’alternanza fra i vari punti di vista è ben studiata, l’autore riesce a mantenere un buon ritmo nell’esecuzione della trama, pur lasciando spazio ai suoi personaggi.

    Al lettore viene risparmiato il bombardamento di esposizione all’ambientazione tipico di alcuni autori fantasy più concentrati a far vedere quanto sia originale la loro creazione che a scrivere un buon libro. L’ambientazione c’è, ma è nascosta nelle nebbie del tempo. Emerge dai racconti di Bayaz, primo dei maghi, dai confronti dello stesso con il suo apprendista, ma c’è poco altro. Gli stessi comprimari sono ignari di quanto avviene sullo sfondo, solo il lettore ha una visione d’insieme che non gli viene spiattellata in faccia ma emerge lentamente e neanche è tanto chiara.

    Abercrombie riduce i suoi punti di vista tramite uno dei trucchi più vecchi del fantasy: la quest. Per quanto possa sembrare banale accelera notevolmente il ritmo del libro concentrando in un solo capitolo più personaggi e dando così all’autore la possibilità di approfondire alcuni dei comprimari più interessanti del primo libro, come West e i Named Men.

    I Named Men sono forse uno dei più brillanti emblemi dello stile Abercrombie: un gruppo di guerrieri incalliti, quelli che in un romanzo fantasy medio sarebbero il "tipico gruppo di avventurieri", sono in questa serie una disomogenea congrega di assassini induriti, professionisti del campo di battaglia e dell’omicidio. Decisamente non la compagnia migliore per prendere un tè...

    I romanzi di Abercrombie sono fantasy per adulti, non c’è dubbio. Non vi aspettate altro.

    said on 

  • 4

    The Dog's Bollocks

    Top notch action-adventure fantasy novel in the sword and sorcery department.


    A couple of things set Abercrombie apart from the competition, I think. First, his writing transcends your average pulp-fiction level. His characters are well written, believable, and fleshed out in glorious 3-D ...continue

    Top notch action-adventure fantasy novel in the sword and sorcery department.

    A couple of things set Abercrombie apart from the competition, I think. First, his writing transcends your average pulp-fiction level. His characters are well written, believable, and fleshed out in glorious 3-D. Second, he writes for a more mature audience. He pulls no punches in his combat scenes, and his descriptions of the psychology of torture is actually quite thought provoking. At times one might think it all a bit gratuitous but in general Abercrombie seems to write what is necessary in futherance of the plot. His human relationships are on the whole quite believable for the fantasy genre, indeed, he seems to go further than most in fleshing out his characters. To mitigate the violence Abercrombie is quite accomplished conveying humour into his scenarios. So, there are quite a few good laughs along the way in his books.

    In summary, there is some shocking violence and death. There are believable and sympathetic characters. There is an intelligent plot, and authentic dialogue. Humour. Decent writing with poetic imagery and inventive language. Psychological insight. Philosophical conundrums. It is all round a highly recommended series for fans of sword and sorcery epics.

    There are three books in his acclaimed First Law (2006-2008) series. Then he added a couple of stand-alone novels set in the same world that are also very favourably reviewed, Before They Are Hanged (2007), and Best Served Cold (2009), both of which prominently feature characters from the First Law series, so it is recommended to read these last even though there are strictly speaking stand-alone novels.

    I do have one or two caveats, though. Some of the characterization is a bit juvenile, for example, the childish rivalry between the Union war generals, which is depicted as not much different from schoolyard petulance and competition for glory. It just did not ring that true in Before They Are Hanged (2007). Also, the endless descriptions of Inquisitor Glokta's aches and pains and his relentless pessimism does begin to grate just a little after two books of it. These are minor gripes though and I still recommend the series to fantasy fans. Abercrombie is certainly not at the serious five star level of George R R Martin, but he is close enough for some fine entertainment.

    said on 

  • 4

    Da:


    http://www.webalice.it/michele.castellano/SF_Fantasy/cosaleggo/Before%20They%20are%20Hanged.html


    Secondo capitolo della triologia The First Law, dopo The Blade Itself, che mi era piaciuto molto. Normalmente i secondi volumi delle trilogie fantasy sono i peggiori ...continue

    Da:

    http://www.webalice.it/michele.castellano/SF_Fantasy/cosaleggo/Before%20They%20are%20Hanged.html

    Secondo capitolo della triologia The First Law, dopo The Blade Itself, che mi era piaciuto molto. Normalmente i secondi volumi delle trilogie fantasy sono i peggiori, poichè il mondo che si è costruito e presentato nel primo volume non è più una novità, ma siamo anche lontani dalla conclusione della storia, per cui non è affatto raro che il secondo volume sia solo uno stanco trascinamento tra la presentazione della vicenda, e del mondo fantastico in questione, e la sua conclusione. Anche quando non è così squallido, difficilmente il secondo volume riesce ad avere lo stesso impatto del primo e del terzo. Questo Before They are Hanged ci va invece molto vicino. Non ho ancora letto il terzo volume e quindi devo basarmi solo sulla continuità con il primo, ma la tensione narrativa non viene assolutamente meno, e se ormai i diversi personaggi sono completamente caratterizzati (il che come avevo detto nel mio commento al primo volume è uno degli aspetti migliori di questa storia), le scene di azione, altro piatto forte di Abercrombie, aumentano di numero e si hanno i primi scontri tra grossi eserciti. Sempre descritti come deve essere.
    Tutti i personaggi principali acquistano ulteriore spessore, anche perchè si viene a conoscenza di particolari del loro passato prima ignoti, e la loro evoluzione è continua, insieme allo sviluppo della vicenda. L'ambiguità di intenti di Bayaz, il Primo dei Maghi, diventa sempre più evidente, mentre tra i suoi riluttanti "seguaci" inizia a sviluparsi un debole segnale di cameratismo, di fronte ai grossi pericoli che devono affrontare insieme.
    Ma è l'Inquisitore Glokta, il cuo sviluppo poteva ritenersi concluso nel primo volume, che mi ha stupito di più per la capacità di presentare nuove capacità, nuove sfacettature di personalità sempre tormentate dal dolore che il semplice vivere gli pone, ma di cui non può fare a meno perchè alla vita è fortemente attaccato. Un eccezionale personaggio, la cui funzione poteva sembrare esaurita, ma invece per fortuna non lo è.
    Con lo scoppio della guerra guerreggiata con i selvaggi del nord, la figura dell'ex Maggiore West, rapidamente promosso sul campo per evidente mancanza di alternative valide, acquista sempre più spessore e importanza nella narrazione, e rappresenta, insieme agli ex compagni di Bloody Ninefinger, il miglior punto di vista per la narrazione del primo vero scontro campale tra l'esercito dell'Unione e gli uomini del nord.
    Un'ottima continuazione della trilogia, e ora sono ansioso di leggerne la conclusione.

    said on 

  • 5

    Recensione completa qui: http://ilsociopatico.wordpress.com/2012/04/05/recension…

    In The Blade Itself Abercrombie giocava a sovvertire gli stereotipi dell'high fantasy non facendo succedere nulla e limitandosi a presentare i personaggi, la Compagn ...continue

    Recensione completa qui: http://ilsociopatico.wordpress.com/2012/04/05/recensione-before-they-are-hanged-di-joe-abercrombie/

    In The Blade Itself Abercrombie giocava a sovvertire gli stereotipi dell'high fantasy non facendo succedere nulla e limitandosi a presentare i personaggi, la Compagnia di Eroi Improbabili, che sarebbe stata impegnata nella Ricerca. C'era il Mago misterioso, il Barbaro guerriero, l'Action Girl, e il Nobile Soldato. Il bello del primo libro era che, pur ricadendo alla perfezione nei topoi del genere, Abercrombie aveva la capacità di reinventarle, ribaltando situazioni che sarebbero altrimenti risultate estremamente scontate.

    Before They Are Hanged, invece, è dedicato alla Ricerca, al viaggio che gli (anti)eroi devono affrontare per - indovina indovinello - salvare il mondo. E anche qui nulla è come ci si aspetterebbe.

    Uno dei grandi meriti di Abercombie è quello di saper delineare dei personaggi estremamente complessi e, nel contempo, estremamente intriganti da leggere. I cinque protagonisti principali, Logen Ninefingers, Sedan Dan Glokta, Jezal Dan Luther, Ferro e West, non sono di certo i personaggi letterari più simpatici in cui ci si possa imbattere, eppure è un piacere leggere delle loro avventure, vederli maturare e imparare a conoscerli.

    Di solito chi mi dice che non è importante la destinazione ma il viaggio si becca un'occhiata gelida, ma con Before They Are Hanged è proprio il caso di dirlo. Si tratta di uno dei migliori romanzi fantasy che abbia mai letto e degno successore del precedente. Non vedo l'ora di mettere le mani sul volume conclusivo.

    said on 

  • 4

    Ho terminato Before They Are Hanged di Joe Abercrombie, per cui nutro sentimenti contrastanti: è un romanzo scritto divinamente, ogni singola pagina è divertente, arguta, e scava nelle profondità dei suoi protagonisti; ma tutto ciò si poteva avere lasciandoli seduti nei salottini delle loro dimor ...continue

    Ho terminato Before They Are Hanged di Joe Abercrombie, per cui nutro sentimenti contrastanti: è un romanzo scritto divinamente, ogni singola pagina è divertente, arguta, e scava nelle profondità dei suoi protagonisti; ma tutto ciò si poteva avere lasciandoli seduti nei salottini delle loro dimore, perché invece portarli avanti e indietro per il mondo senza un reale significato? Diciamo che soffre della sindrome di Tolkien (cui vanno numerosissimi tributi nel testo, cosa che non succedeva nel primo libro): bisogna per forza scrivere tre libri, anche se si hanno idee per meno pagine. La cosa sconvolgente è che gli si perdona questo spreco di narrazione, perché io seguirei i suoi protagonisti (soprattutto uno) anche per 750 pagine in cui passeggia in un prato. Quindi, un ottimo libro, ma la storia è rimasta ferma dove l'avevamo lasciata.

    said on 

  • 3

    dire che un secondo libro di una trilogia è di transizione è superfluo, ma tant'è
    in breve, poi ne riparliamo di tutta la serie quando avrò comprato e letto il 3° volume, la storia in questo capitolo si divide in 3 tronconi. West al nord con l'esercito contro gli sbabbari, bello. San Dan Gl ...continue

    dire che un secondo libro di una trilogia è di transizione è superfluo, ma tant'è
    in breve, poi ne riparliamo di tutta la serie quando avrò comprato e letto il 3° volume, la storia in questo capitolo si divide in 3 tronconi. West al nord con l'esercito contro gli sbabbari, bello. San Dan Glotka a sud contro i sbabbaridelsud, molto bello. Bayaz, Ninefingers, Ferro, Luthar e altri in giro per il continente, noiosetto.

    Al di là di alcune forzature sta serie di Abercrombie è tra i fantasy meglio scritti che mi siano mai passati per mano e il tono molto cinico con cui vengono narrati gli eventi gli da quell'aria di maturità che non dispiace affatto.

    said on 

  • 4

    Secondo volume della trilgoia The first law, il cui primo libro (The blade itself) mi aveva intrigato in quanto a personaggi e ambientazione lasciandomi però alquanto perplesso come storia, visto che si dilungava enormemente sui personaggi e sulle loro evoluzioni ma terminava in pratica quando la ...continue

    Secondo volume della trilgoia The first law, il cui primo libro (The blade itself) mi aveva intrigato in quanto a personaggi e ambientazione lasciandomi però alquanto perplesso come storia, visto che si dilungava enormemente sui personaggi e sulle loro evoluzioni ma terminava in pratica quando la storia cominciava.

    Questo secondo volume, come era prevedibile alla fine del primo, si divide in tre grossi tronconi.
    Abbiamo il viaggio del gruppo guidato dal Bayaz, radunato da tutto il mondo per scovare il seme e sconfiggere l'odiato Khalul; abbiamo la guerra al nord, contro Bethod, dal punto di vista del gruppo di guerrieri un tempo sotto la guida di Ninfingers; abbiamo la missione di Glokta a Dagoska.

    La parte principale è ovviamente quella dedicata al primo dei Magi, Bayaz. Scopriamo qualcosa di più sui tempi passati e sulle vicende di questi maghi immortali, sopratutto scopriamo perchè per questa spedizione attraverso tutto il mondo il vecchio mago abbia voluto portare con sè il nordico Logen Ninfingers e la guerriera ribelle del sud, Ferro. Saputo questo, e posto che Quai viaggia con loro perchè suo apprendista mentre Longfoot deve fargli da guida, rimane solo da scoprire il motivo dell'inclusione di Jezal nel novero. Qualche idea ho cominciato a farmela, visti i frequenti insegnamenti che gli cerca di impartire il mago su come si debba comportare un re, e penso di aver fatto centro. Non ho idea di come Abercrombie e Bayaz lo metteranno sul trono, ma non vedo improbabile che diventi re o imperatore, alla fine.
    Per quanto riguarda questa parte della storia, direi che è un classico "secondo volume". Il viaggio, in questo caso attraverso tutte le terre note e ignote, in mezzo a guerre e ad agguati, tra i fantasmi delle civiltà passate.
    Con un gruppo di persone che partono quasi odiandosi l'un l'altra, e che solo lentamente, condividendo le difficoltà e imparando ad aiutarsi, arriveranno a formare realmente un gruppo. Solo per merito degli sforzi di Logen, da vero leader quale è.

    Al nord, il gruppo di Threetrees continua a cercare di vendicarsi di re Bethod arrivando addirittura a turarsi il naso per allearsi con i suoi nemici, i damerini dell'Unione. E chi troviamo a dover collaborare con questo gruppo di barbari? Ovviamente il colonnello West, cui sarà affidato il difficile compito di fare da balia al principino spedito al nord in cerca di gloria. Contro Bethod, sottostimato dagli altezzosi uomini dell'Unione.
    Con un esercito ridicolo.
    La conclusione pare scontata, e lo è.
    Tragedie, morti, guerre, scontri. Questa parte rispetta le promesse, direi.
    Non vedo l'ora che Logen si possa riunire con gli amici che crede morti, insieme possono realmente far tremare il nord queste persone!

    Nell'Impero invece abbiamo Glokta, promosso Superiore e occupato con un duplice compito: scoprire chi ha ucciso e fatto sparire il suo predecessore, e far sì che la città affidatagli non venga riconquistata dall'Impero.
    E questo senza fondi e senza aiuti militari. Con Vitari mandatagli appresso da Sult per spiarlo e tenerlo d'occhio.
    Una situazione difficilissima, che si complicherà all'inverosimile tra tradimenti, attentati, Eaters e assedi.
    Glokta comincia a mostrare spesso una debolezza di cuore verso le donne, alla fine non è diventato totalmente privo di scrupoli e insensibile.
    Devo ancora capire quale sarà alla fine il suo ruolo nella situazione complessiva... ha avuto fino a qui una grandissima importanza, ma nel quadro generale della storia (cioè per quanto riguarda il corso principale degli eventi, quello di Bayaz) non riesco ancora a dargli una collocazione.

    Come nel primo volume, i personaggi e l'ambientazione sono perfetti. Anche i loro mutamenti sono resi lentamente e in maniera realistica. Ferro e Jezal che lentamente cominciano ad abbassare le loro difese e a lasciare indietro i loro pregiudizi verso i compagni di viaggio, West che diventa sempre più selvaggio, Glokta che riscopre la compassione.

    Questa voltà c'è anche la storia, ci sono gli eventi mancati nel primo libro.
    Però ci mette a mio avviso un po' troppo a ingranare, all'inizio sembra muoversi con la lentezza di The blade itself. Poi comincia a ingranare, ma per una discreta parte del libro si va lenti, troppo lenti.
    Non fosse per questo il voto, la sensazione lasciata dalla lettura sarebbe migliore.

    Un buon libro comunque, che mantiene i pregi del primo e migliora un poco nelle parti lacunose. Vediamo se il terzo riuscirà a conquistarmi pienamente...

    said on 

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