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Bel-Ami

Di

Editore: Rizzoli

4.0
(3999)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 307 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Tedesco , Olandese , Portoghese , Polacco

Isbn-10: 8817151386 | Isbn-13: 9788817151382 | Data di pubblicazione:  | Edizione 5

Traduttore: O. Nemi

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Copertina rigida , Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
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  • 5

    Federica: ¿e adesso che succede?


    Il computer di Federica si spegne. Il led della piattaforma per l'ologramma cambia colore, da rosso diventa blu e poi svanisce. Lo stesso accade alla stazione di Albert. Nelle vicinanze di entrambe le stazioni compare una scritta in aria, coloratissima, ...continua

    Federica: ¿e adesso che succede?

    Il computer di Federica si spegne. Il led della piattaforma per l'ologramma cambia colore, da rosso diventa blu e poi svanisce. Lo stesso accade alla stazione di Albert. Nelle vicinanze di entrambe le stazioni compare una scritta in aria, coloratissima, che dice WORK IN PROGRESS, e di seguito la lista delle riparazioni che verranno effettuate, con data e un saluto al più presto. Federica controlla l'unico altro strumento che le rimane e quello funziona. Prova a scrivere ad Albert e mentre aspetta di vedere se lui ha letto si tocca il collo con le dita per sentire il battito cardiaco.

    Albert: ci sono, mon-amour. Sei spaventata?

    Federica: un po' non lo so forse sì non mi piace mai quando succedono queste cose.

    Albert: ti capisco.

    Federica: e questa scritta ¿perché deve essere così colorata?, mi sembra una presa in giro.

    Albert: è orribile.

    Federica: e fra un po' ci comunicheranno i cambiamenti e noi sempre qui a dire grazie.

    Albert: non farti prendere dallo sconforto, mon amour. Resisti. Ci sono dei problemi che né io, né te, né lui, possiamo sistemare.

    Federica: ¿perché no?

    Albert: perché non ne sappiamo niente.

    Federica: forse. ma io mi sento presa a schiaffi.

    Albert: chi ti dava gli schiaffi? Tua madre?

    Federica: già. e poi mi diceva che in futuro l'avrei ringraziata.

    Albert: e l'hai ringraziata?

    Federica: sì e non so perché

    Albert: nessuno ti obbliga a ringraziare qui.

    Federica: e tu cosa pensi?

    Albert: non lo so, mon amour. Prima la buca sul pendio. Adesso i computer. Immagino che qualcosa stavolta stia cambiando.

    Federica: ¿e se tutto questo non è sistemato per un cambiamento?

    Albert: è impossibile, sta già cambiando, lo stai già cambiando.

    Federica: ¿io?, ¿e come?

    Albert: cambierà fino a quando ti funzioneranno tutte le memorie.

    Federica: ¿e tu? ¿non ce le hai?

    Albert: l'ultima che mi è rimasta è molto difettosa.

    Federica: ¿e lui? ¿ce le ha?

    Federica guarda la roccia.

    ha scritto il 

  • 0

    più contento però

    sfogliavo un libro, una volta, in libreria, e leggevo
    la quarta di copertina e sulla quarta di copertina

    c'era scritto "questo è un romanzo bellissimo"
    mi è venuto da dire delle brutte parole solo che ero in

    libreria allora mi sono trattenuto sono uscito sono
    sali ...continua

    sfogliavo un libro, una volta, in libreria, e leggevo
    la quarta di copertina e sulla quarta di copertina

    c'era scritto "questo è un romanzo bellissimo"
    mi è venuto da dire delle brutte parole solo che ero in

    libreria allora mi sono trattenuto sono uscito sono
    salito in bici ho raggiunto un fiume noi abbiamo un

    fiume bellissimo qui vicino
    e sulla mia bellissima bici con la mia voce

    bellissima e le mani a imbuto sulla mia gola
    bellissima ho tirato a spaccagola delle male parole

    bellissime
    ma bellissime

    tipo
    diodelcielopremiali
    diodelcieloaiutaiprecaridelleditoria

    diodelcieloemadonnasantissimaabbipietàdellequartedicopertina
    diodelcielomadonnaedeidellaterractoniaedesertaaiutatecioppureno

    poi ho optato per spirito di generosità per l'oppure no
    e ho fatto un lento ritorno a casa

    con le mie male parole
    un po' mogio un po' contento

    più contento però

    ha scritto il 

  • 4

    Mi aspettavo qualcosina di più dalla storia, pensavo che sarei stata più coinvolta e attratta dalle avventure del nostro Georges. Ho trovato la prima parte più entusiasmante, vivace e scrovveole, mentre la seconda in alcuni punti è stata un po' pesantina da affrontare. Tuttavia, si risolleva per ...continua

    Mi aspettavo qualcosina di più dalla storia, pensavo che sarei stata più coinvolta e attratta dalle avventure del nostro Georges. Ho trovato la prima parte più entusiasmante, vivace e scrovveole, mentre la seconda in alcuni punti è stata un po' pesantina da affrontare. Tuttavia, si risolleva per lo stile di Maupassant, che ho molto amato: è stata la sua prima opera che ho affrontato, e ho trovato la sua scrittura molto fluida, scorrevole, e dotata di una notevole capacità descrittiva. E' riuscito anche a non farmi odiare del tutto lo spregevole, ma scaltro e brillante, Duroy

    ha scritto il 

  • 1

    Noioso

    E' inserito in una delle millemila lista di libri da leggere prima di morire.
    E' un classico.
    E' ...una noia.
    Iniziato e finito solo grazie a flebo di caffè... non so se è colpa del periodo stressante che sto vivendo (un fuggi fuggi che mi taglia tempo per leggere) ma posso fina ...continua

    E' inserito in una delle millemila lista di libri da leggere prima di morire.
    E' un classico.
    E' ...una noia.
    Iniziato e finito solo grazie a flebo di caffè... non so se è colpa del periodo stressante che sto vivendo (un fuggi fuggi che mi taglia tempo per leggere) ma posso finalmente togliermelo di torno e dedicarmi ad altro, qualcosa di meglio di certo.

    ha scritto il 

  • 3

    Leggendo questo libro, denso di amori nascosti e di mancanza di moralità, è venuta pure a me, maschio, una sorta sì di invidia per le numerose avventure sotto le lenzuola del protagonista Georges Duroy (descritto magnificamente da questa frase collerica pronunciata da una delle sue amanti: “Ingan ...continua

    Leggendo questo libro, denso di amori nascosti e di mancanza di moralità, è venuta pure a me, maschio, una sorta sì di invidia per le numerose avventure sotto le lenzuola del protagonista Georges Duroy (descritto magnificamente da questa frase collerica pronunciata da una delle sue amanti: “Inganni l'universo intero, sfrutti tutti quanti, arraffi piacere e quattrini dovunque, e ti dovrei trattare da galantuomo?”), ma anche un senso di repulsione verso lo stesso per i suoi secondi fini. Maupassant ha fornito una prova di scrittura brillante e costruito una trama piacevole, ma credo non sviluppata al meglio, in quanto ho trovato il testo ottimo nella prima parte e un po' involuto nella seconda, col ripetersi quasi invariato della tattica del furbo Duroy. L'affresco della società francese di fine '800 è però dissacrante nella sua realtà.
    Confrontandolo con la perfezione di Pierre e Jean bisogna però dire che qui siamo un gradino sotto. Voto 3,5

    ha scritto il 

  • 5

    Sono rimasta rapita da questo libro come le povere donne dal nostro George Duroy!
    Devo dire che, pur essendo un vile approfittatore, narcisista e arrampicatore sociale, non mi ha innervosito così TANTO come vedo ha invece fatto con altre persone (dai commenti su anobii). Non saprei perché, ...continua

    Sono rimasta rapita da questo libro come le povere donne dal nostro George Duroy!
    Devo dire che, pur essendo un vile approfittatore, narcisista e arrampicatore sociale, non mi ha innervosito così TANTO come vedo ha invece fatto con altre persone (dai commenti su anobii). Non saprei perché, gli elementi per odiarlo ci sarebbero tutti. Ma non sono riuscita ad arrabbiarmi poi troppo, anzi, mi ha fatto sorridere con le sue birichinate. Forse perché il libro, che è narrato dal suo punto di vista, è scritto così bene che questo parvenu è riuscito ad irretire anche me!
    Che amore, i bei romanzi dell'800. È proprio tutta un'altra storia, ce ne si accorge appena li si prende in mano.Come ti trascinano e coinvolgono, senza per questo doversi abbassare alla piattezza e scialbezza tipica di alcuni libri contemporanei. Qui la parola è sempre al posto giusto; e scorre veloce, ma potente.

    ha scritto il 

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