Bel-Ami

Di

Editore: Newton Compton

4.0
(4351)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 275 | Formato: eBook | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Tedesco , Catalano , Olandese , Portoghese , Polacco , Ungherese

Isbn-10: 8854129399 | Isbn-13: 9788854129399 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Maria Pia Tosti Croce

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Tascabile economico , Copertina rigida , Copertina morbida e spillati

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
«Bel-Ami sono io», diceva Maupassant con qualche ironia, echeggiando la celebre frase di Flaubert su madame Bovary. Ma quale sarà mai il punto di contatto tra lo scrittore di fama e questo Georges Duroy, giovane arrivista, cinico e privo di scrupoli al punto da farsi scrivere gli articoli dalla moglie dell’amico? Forse una indefinita inquietudine, un tormento esistenziale, la stessa energica ambizione, oltre al dato esteriore immediato di un fascino a cui le donne non resistono. In una Parigi popolata da affari e scandali in egual misura, alla fine Duroy risulta un vincitore, come a dire che il successo arride a chi lo insegue senza guardare in faccia a nessuno.

Edizione integrale con un saggio di Carlo Bo.
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  • 4

    Fame di vita

    “Il terrore del nulla sconfinato, ineluttabile, che distrugge all’infinito ogni esistenza, sempre così breve e meschina.”

    Per me la chiave del personaggio di George Duroy sta in questa frase.
    George h ...continua

    “Il terrore del nulla sconfinato, ineluttabile, che distrugge all’infinito ogni esistenza, sempre così breve e meschina.”

    Per me la chiave del personaggio di George Duroy sta in questa frase.
    George ha fame di vita, è tutto proiettato verso la vita. E infatti ha orrore dei vecchi e dei moribondi, della malattia.
    Lui si sente giovane, sente che deve vivere al massimo e prendersi tutto quello che può.
    Vuole una vita “spericolata” perché sa bene che solo questa è reale. E allora nella sua giovane età, nella sua voracità, non c’è rivalsa, non c’è vendetta sociale.
    C’è la ferrea irrefrenabile volontà di vivere al massimo, che si tratti di donne, case,soldi, vestiti, cibo. Ogni nuova meta che George si pone è più alta e più difficile della precedente, ma è sempre con un senso di sorpresa che accoglie ogni successo, divertito e stupefatto.
    E c’è la fame. La fame compare nella prima pagina del romanzo e sembra – in tutte le sue espressioni reali e metaforiche – la vera protagonista.

    All’inizio del libro, il poeta Varenne si esibisce in una delle tirate più lucide e raccapriccianti sulla morte e la vecchiaia. È una pagina di spietato orrore, di desolante verità. E questa sembra imprimersi quasi inconsapevolmente nel personaggio di Bel-Ami, che inizialmente ne ride, ma che poi, quasi contro la propria volontà, è come se ne facesse il motore di ogni sua mossa.

    Il tutto raccontato con un’abilità nel tratteggiare un personaggio denso di sfumature, accenni di una personalità insieme puramente elementare e tanto complessa, che vive la vita con un misto di superficialità e sentimento, che non è privo di emozioni vere ma che pure è animato da una potente spinta ad andare avanti, salire verso quella china della giovinezza che prima o poi, lo sa, diventerà l’impietosa discesa descritta da Varenne.
    Questo approccio all’esistenza gli fa godere di ogni momento, “fregandosi le mani con una gioia segreta, la gioia del successo su tutti i fronti, la gioia egoistica dell’uomo accorto che riesce nella vita, la gioia sottile, fatta di vanità lusingata e sensualità appagata, data dalla tenerezza delle donne”.

    Per lui tutto questo è pienezza e insieme stupita felicità, soddisfazione di una libido che tutto vuole, ma che si appaga anche di piccoli lampi e momenti, in una fame insaziabile ma attenta, che sa assaporare.
    Un personaggio interessantissimo, vorace di vita eppure modernissimamente scanzonato.
    O forse solo uno persuaso della vacuità generale, che con vacuità risponde.

    ha scritto il 

  • 1

    Sarà pure un arrampicatore sociale, sarà pure che i temi ritornano attuali nella nostra epoca, ma l'ho trovato di una noia incredibile. Lo stile per quanto fluido non tiene il passo al dramma messo in ...continua

    Sarà pure un arrampicatore sociale, sarà pure che i temi ritornano attuali nella nostra epoca, ma l'ho trovato di una noia incredibile. Lo stile per quanto fluido non tiene il passo al dramma messo in scena per cui il tutto è dominato da lentezza e tediosità, i colpi di scena sembrano molle allentate e le vicende sono trame parecchio infeltrite. Davvero una delusione!

    ha scritto il 

  • 5

    Basic instinct

    Duroy, soprannominato Bel Ami, è un uomo opportunista, cinico, ambizioso, senza scrupoli, invidioso, dalle capacità mediocri, che non guarda in faccia e non ama nessuno.

    Non sa scrivere, è abbastanza ...continua

    Duroy, soprannominato Bel Ami, è un uomo opportunista, cinico, ambizioso, senza scrupoli, invidioso, dalle capacità mediocri, che non guarda in faccia e non ama nessuno.

    Non sa scrivere, è abbastanza ignorante, ma fa il giornalista. Non è un nobile, ma fa il nobile. Non è ricco, ma si atteggia a ricco, spendendo e spandendo. Non è interessato alle persone, ma diventa un politico. Non è un gentiluomo, maltratta e tradisce le donne, ma piace alle donne.

    Capisco di avere sbagliato tutto, nella vita.

    Esiste una relazione tra interessi, politica e stampa? Sono proprio le qualità positive che crediamo possano portare a posizioni di potere? O non piuttosto la capacità di manipolare gli eventi, di gestire le conoscenze, di usare le persone, di contrattare nell'ombra?

    Le donne qui, fragili, passionali e fedifraghe, sembrano essere relegate a un ruolo subalterno a quello degli uomini, interessati solamente al raggiungimento del potere.
    Chi fa la figura migliore? Questi uomini cinici, opportunisti e invidiosi oppure queste donne passionali, emotive e interessate alle relazioni? Forse, tra le righe, Maupassant ci suggerisce la scelta!

    Bello, bellissimo, irresistibile questo romanzo. Maupassant ha una scrittura raffinatissima, ha continui guizzi di classe e riesce a tratteggiare situazioni anche scabrose in poche elegantissime parole.

    Un romanzo di una attualità stupefacente. Bellissimo!

    ha scritto il 

  • 3

    Prima esperienza con questo autore. Molto positiva direi.

    Maupassant attraverso il cinismo di Bel Ami ci apre una finestra sulla società francese dell'epoca che di sicuro non era meno cinica e spietat ...continua

    Prima esperienza con questo autore. Molto positiva direi.

    Maupassant attraverso il cinismo di Bel Ami ci apre una finestra sulla società francese dell'epoca che di sicuro non era meno cinica e spietata, se infatti leggendo in un primo momento si detesta il nostro Du Roy, proseguendo con la storia ci si rende conto che è il "contesto" che gli richiede di essere così; in un ambiente dove l'apparenza e un titolo (anche finto) sono tutto, o mangi o sei mangiato, e Bel ami, mangia "a quattro palmenti" sfruttando il suo innegabile fascino sul gentil sesso, aiutato anche dal fatto di essere un uomo e quindi di godere della più totale libertà e impunità per quanto riguarda i costumi morali: lui può passare allegramente da un letto all'altro, può' "derubare" la moglie della sua legittima eredità, può inscenare una patetica scenata di gelosia davanti all'amante di quest'ultima e chiedere il divorzio, le sua amanti possono solo "subire" i suoi capricci.
    Un bel libro, non pesante, si legge in scioltezza.

    ha scritto il 

  • 4

    L'arrivismo

    Non che Georges, in arte Bel ami, sia cattivo, viene da pensarlo, ma non lo è; Nemmeno l'ha inventato il buon Maupassant, perché di Georges ce ne sono sempre stati e ce ne sono una caterva ancora oggi ...continua

    Non che Georges, in arte Bel ami, sia cattivo, viene da pensarlo, ma non lo è; Nemmeno l'ha inventato il buon Maupassant, perché di Georges ce ne sono sempre stati e ce ne sono una caterva ancora oggi e non è neanche difficile riconoscerli. Di solito sono quelli che stanno in alto, sono quelli che non capiamo mai come sono saliti lì, sono quelli che hanno compreso la  meccanica della società, sono quelli che non si sono fatti macinare dagli ingranaggi e senza talento e soprattutto senza moralità, hanno saputo far proprio il meccanismo e asservirselo ai propri scopi, la politica e l'alta finanza ne è piena; Il Georges arrampicatore c'è stato, c'è e ci sarà sempre, noi l'odiamo perché vorremmo essere come lui, ma abbiamo una coscienza che ci frena, crediamo negli ideali, nella correttezza, nella rettitudine e mentre facciamo la morale, Georges ha già raggiunto quel posto dove si vorrebbe stare noi . Verrebbe da odiarlo questo Georges di Maupassant ma non si può, perché è troppo reale, troppo guascone, troppo ricco di debolezze in cui ci riconosciamo confortandoci, perché raggiunta l'agiatezza si ricorda dei genitori poveri, perché invidiamo in lui la capacità di non farsi sopraffare dalle emozioni, ma semmai utilizzarle ai propri fini, perché sa fingersi preda predando, perché è la dimostrazione vivente di quello che affermava Macchiavelli: che il fine giustifica i mezzi. Georges ricorda un po' l'Eugene di Rastignac di Papà Goriot di Balzac, la Lady Roxane di Defoe, e se vogliamo anche un po' la Dionisia del paradiso delle signore di Zola, partito dal nulla bramando e ghermendo lentamente quella ricca società che inizialmente invidiava è riuscito a farla sua. Maupassant non fa la morale, l'eroe non paga un prezzo per la propria avida ambizione, egli vince ed è forse così che va nella dura realtà, a perdere sono solo i deboli e quelli che si fanno scrupoli di coscienza. Qualche anno dopo con "Forte come la morte"  Maupassant aggiungerà un tassello alla sua visione delle cose, forse il complemento maturo e naturale all'ottimista Bel Ami. Una lettura appassionante, sicuramente quella che spiega meglio il grosso successo di Maupassant in vita.

    ha scritto il 

  • 5

    Gli uomini amano le novità

    Furbo, calcolatore, cinico, seduttore, desidera il successo ad ogni costo e per raggiungerlo si serve delle donne, giovani e non, belle e non, intelligenti e non, furbe,determinate, fragili e intrigan ...continua

    Furbo, calcolatore, cinico, seduttore, desidera il successo ad ogni costo e per raggiungerlo si serve delle donne, giovani e non, belle e non, intelligenti e non, furbe,determinate, fragili e intriganti …tutte innamorate di lui; nessuna sembra saper resistere al suo corteggiamento galante, al fascino dei suoi baffi…mah! :)
    E lui, Bel-Ami, è consapevole della sua bellezza…”poi si rimirò a lungo, meravigliato d’esser davvero un così bel giovanotto; si fece un bel sorriso di compiacimento, e infine, accomiatandosi dalla propria immagine, salutò profondamente, cerimoniosamente, come si saluta un personaggio importante”
    Anche se le donne appaiano spesso superficiali, viziate e incoerenti, Maupassant riesce a scrivere un romanzo che non è misogino né maschilista e a mostrare di essere un profondo conoscitore della psicologia femminile e, ovviamente, maschile.
    Un romanzo che è un affascinante ritratto della società francese di fine secolo, della borghesia in particolare, con le sue tentazioni e le sue dinamiche; il degrado morale, il materialismo e l’egoismo esasperati non sono molto dissimili da quelli che ben conosciamo… eppure siamo alla fine dell’800!

    E pensare che ho sempre messo in disparte questo capolavoro, condizionata probabilmente da un pregiudizio: mi aspettavo la solita storia di un rubacuori .

    Belle le pagine del poeta Norbert de Varenne…
    “Lo sono sempre, ragazzo mio…e lo sarà anche lei, fra qualche annetto. Finchè si sale, si guarda la vetta, e ci si sente felici; ma quando si arriva lassù, si scorge d’un tratto la china, e giù in fondo la fine, che è la morte. L’ascesa è lenta, ma la discesa è un ruzzolone….
    La morte, alla sua età non significa nulla. Alla mia, è una parola tremenda. Già, la si comprende all’improvviso, senza saper perché né a proposito di che; e allora, nella vita, tutto cambia aspetto”.¬
    Splendida la prosa che mi ha catturato a tal punto da non riuscire ad iniziare un altro romanzo. Beh…succede :)

    ha scritto il 

  • 4

    Arrampicatore sociale, meschino, volgare, cinico, senza scrupoli né dignità. Immerso in un brodo di coltura fatto di mantenute, ruffiani, politici disonesti, giornalisti al soldo del migliore offerent ...continua

    Arrampicatore sociale, meschino, volgare, cinico, senza scrupoli né dignità. Immerso in un brodo di coltura fatto di mantenute, ruffiani, politici disonesti, giornalisti al soldo del migliore offerente. Per molti versi ritengo Bel Ami un personaggio ed un romanzo leggendario ma al contempo fresco come se fosse appena uscito dal torchio dello stampatore per quanto pare in grado di essere ambientato in ogni epoca ed in ogni contesto purché vi siano quattrini e donne. Maupassant ha vista e penna acuta nel cogliere di ogni carattere un tratto grossolano o meschino e dimostra sufficiente disincanto nell’eleggere a vincente un antieroe canaglia irredimibile. Bella la traduzione, alta e ricca ma non desueta.

    ha scritto il 

  • 5

    "Non vedeva nessuno. Non pensava che a sé."

    "Duroy aveva la parola facile ma banale, possedeva un certo fascino nella voce, molta grazia nello sguardo e un’irresistibile forza di seduzione nei baffi."

    "A tasche vuote e col sangue bollente", Dur ...continua

    "Duroy aveva la parola facile ma banale, possedeva un certo fascino nella voce, molta grazia nello sguardo e un’irresistibile forza di seduzione nei baffi."

    "A tasche vuote e col sangue bollente", Duroy è terribilmente attratto dalle donne. Che guarda tutte. In maniera indiscriminata. La prima che cede al suo fascino "era una brunona dalla carnagione imbiancata dalla crema, l’occhio nero, allungato, sottolineato dalla matita, incorniciato da enormi sopracciglia posticce. Il petto, prorompente, premeva la seta scura del vestito; e le labbra dipinte, rosse come una ferita, le davano un che di animalesco, d’ardente, d’esagerato che, però, accendeva il desiderio."

    È Rachel, una prostituta. E dapprima George, avvezzo ad avere a che fare solo con donne a pagamento, è timido e timoroso nei confronti delle dame della buona società, delle "signore maritate", fino a quando non si rende conto che il suo baffo a manubrio miete vittime nei cuori femminili indipendentemente dall'età e dalla classe sociale di appartenenza.

    Il fascino del mariuolo?
    Il fascino dell'uomo che con determinazione punta ed insegue ogni donna con la certezza che viene dalle proprie capacità di seduzione?
    Ad un certo punto capisce che per avere successo "bisogna sapersi imporre, non chiedere".

    Perché in George, o in Bel Ami, come lo chiama la figlia della sua prima amante maritata, c'è una forza e una determinazione che lo spinge a passare sopra tutto e sopra tutti [specialmente sopra tutte], pur di ottenere ciò che vuole.
    Una forza vitale e primigenia indomita, una necessità di essere e di emergere, un istinto quasi ancestrale di soddisfare tutti i propri istinti.

    E lui vuole soldi, successo e sesso.

    Usa il giornalismo in modo spietato e fuorviante, in modo condiscendente e mirato ad ottenere riconoscimenti personali. Un giornalismo più vicino al pettegolezzo connivente che strizza l'occhio e asseconda i giochi di potere. Pure chi gli sta intorno non brilla per moralità o per onestà e l'immagine che ne consegue è brutalmente desolante ma, si sa, "nel regno dei ciechi ogni guercio è re " e, in un mondo come questo, l'atteggiamento di Bel Ami non può che essere vincente.

    Ne emerge un quadro di un realismo e di una attualità sconcertante: stupefacente pensare che il romanzo risale al 1885.

    Bel Ami vive vive vive, fortissimamente vive, non cede alle lusinghe della religione in quanto pensa che "tutte le religioni sono stupide, con la loro morale puerile e le loro egoistiche promesse, spaventosamente sciocche. Soltanto la morte è certa"

    "Respirare, dormire, bere, mangiare, lavorare, sognare, tutto quel che facciamo è un morire. Insomma, vivere è morire! Oh, se n’accorgerà anche lei! Rifletta soltanto un momento e anche lei la vedrà dappertutto, la morte! Che cosa s’aspetta? Amore? Ancora qualche bacio, e poi lei sarà un impotente. E dopo? Denaro? Per che farne? Per pagar delle donne? Bella soddisfazione! Per mangiar molto, diventare obeso e gridar per nottate intere sotto il morso della gotta? E appresso? Un poco di gloria? E a che serve, quando non la si può più cogliere sotto forma d’amore? E poi, e poi? Ancora e sempre … la morte a chiuder baracca e burattini … E mai un solo essere tornerà, mai"

    Che dire? Una caratterizzazione indimenticabile quella di Bel Ami.
    Ma ancora più indimenticabile la caratterizzazione delle donne grazie alle quali riesce a finalizzare i suoi obiettivi ed affermarsi. In particolare superba la rappresentazione della signora Walter, la donna che cede ad una certa età alla passione, senza ragionamento e senza speranza alcuna.

    Una prosa davvero sublime.
    Ma com'è che ho aspettato così tanto a leggere questa meraviglia?

    ha scritto il 

  • 4

    Ho apprezzato molto questo libro per le tinte merlettate dei salotti di Parigi e per l'odore di birra che sentivo venire dai baffi arrotondati verso l'alto di du roy ogni volta che parlava. L'escalati ...continua

    Ho apprezzato molto questo libro per le tinte merlettate dei salotti di Parigi e per l'odore di birra che sentivo venire dai baffi arrotondati verso l'alto di du roy ogni volta che parlava. L'escalation sociale conserva il suo fascino in qualsiasi epoca la si ambienti. La prima parte direi migliore della seconda per la dinamicità. Consiglio questa edizione per la scorrevolezza della narrazione.

    ha scritto il 

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