Bel-ami

Di

Editore: Rizzoli (BUR, 936-938)

4.0
(4318)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 307 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Tedesco , Catalano , Olandese , Portoghese , Polacco , Ungherese

Isbn-10: A000071333 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Orsola Nemi

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Copertina rigida , Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
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  • 5

    Gli uomini amano le novità

    Furbo, calcolatore, cinico, seduttore, desidera il successo ad ogni costo e per raggiungerlo si serve delle donne, giovani e non, belle e non, intelligenti e non, furbe,determinate, fragili e intrigan ...continua

    Furbo, calcolatore, cinico, seduttore, desidera il successo ad ogni costo e per raggiungerlo si serve delle donne, giovani e non, belle e non, intelligenti e non, furbe,determinate, fragili e intriganti …tutte innamorate di lui; nessuna sembra saper resistere al suo corteggiamento galante, al fascino dei suoi baffi…mah! :)
    E lui, Bel-Ami, è consapevole della sua bellezza…”poi si rimirò a lungo, meravigliato d’esser davvero un così bel giovanotto; si fece un bel sorriso di compiacimento, e infine, accomiatandosi dalla propria immagine, salutò profondamente, cerimoniosamente, come si saluta un personaggio importante”
    Anche se le donne appaiano spesso superficiali, viziate e incoerenti, Maupassant riesce a scrivere un romanzo che non è misogino né maschilista e a mostrare di essere un profondo conoscitore della psicologia femminile e, ovviamente, maschile.
    Un romanzo che è un affascinante ritratto della società francese di fine secolo, della borghesia in particolare, con le sue tentazioni e le sue dinamiche; il degrado morale, il materialismo e l’egoismo esasperati non sono molto dissimili da quelli che ben conosciamo… eppure siamo alla fine dell’800!

    E pensare che ho sempre messo in disparte questo capolavoro, condizionata probabilmente da un pregiudizio: mi aspettavo la solita storia di un rubacuori .

    Belle le pagine del poeta Norbert de Varenne…
    “Lo sono sempre, ragazzo mio…e lo sarà anche lei, fra qualche annetto. Finchè si sale, si guarda la vetta, e ci si sente felici; ma quando si arriva lassù, si scorge d’un tratto la china, e giù in fondo la fine, che è la morte. L’ascesa è lenta, ma la discesa è un ruzzolone….
    La morte, alla sua età non significa nulla. Alla mia, è una parola tremenda. Già, la si comprende all’improvviso, senza saper perché né a proposito di che; e allora, nella vita, tutto cambia aspetto”.¬
    Splendida la prosa che mi ha catturato a tal punto da non riuscire ad iniziare un altro romanzo. Beh…succede :)

    ha scritto il 

  • 4

    Arrampicatore sociale, meschino, volgare, cinico, senza scrupoli né dignità. Immerso in un brodo di coltura fatto di mantenute, ruffiani, politici disonesti, giornalisti al soldo del migliore offerent ...continua

    Arrampicatore sociale, meschino, volgare, cinico, senza scrupoli né dignità. Immerso in un brodo di coltura fatto di mantenute, ruffiani, politici disonesti, giornalisti al soldo del migliore offerente. Parigi 1880, paradigma di altre capitali, compresa la nostra, ed altri periodi storici, compreso l’attuale. Personaggi universali che si muovono in una storia che sempre uguale si ripete ad ogni generazione, fanno di Bel Ami un romanzo leggendario e al contempo fresco come se fosse appena uscito dal torchio dello stampatore. Maupassant ha vista e penna acuta nel cogliere di ognuno un tratto meschino e dimostra sufficiente disincanto nell’eleggere a vincente un antieroe canaglia irredimibile. Bella la traduzione, alta e ricca ma non desueta.

    ha scritto il 

  • 5

    "Non vedeva nessuno. Non pensava che a sé."

    "Duroy aveva la parola facile ma banale, possedeva un certo fascino nella voce, molta grazia nello sguardo e un’irresistibile forza di seduzione nei baffi."

    "A tasche vuote e col sangue bollente", Dur ...continua

    "Duroy aveva la parola facile ma banale, possedeva un certo fascino nella voce, molta grazia nello sguardo e un’irresistibile forza di seduzione nei baffi."

    "A tasche vuote e col sangue bollente", Duroy è terribilmente attratto dalle donne. Che guarda tutte. In maniera indiscriminata. La prima che cede al suo fascino "era una brunona dalla carnagione imbiancata dalla crema, l’occhio nero, allungato, sottolineato dalla matita, incorniciato da enormi sopracciglia posticce. Il petto, prorompente, premeva la seta scura del vestito; e le labbra dipinte, rosse come una ferita, le davano un che di animalesco, d’ardente, d’esagerato che, però, accendeva il desiderio."

    È Rachel, una prostituta. E dapprima George, avvezzo ad avere a che fare solo con donne a pagamento, è timido e timoroso nei confronti delle dame della buona società, delle "signore maritate", fino a quando non si rende conto che il suo baffo a manubrio miete vittime nei cuori femminili indipendentemente dall'età e dalla classe sociale di appartenenza.

    Il fascino del mariuolo?
    Il fascino dell'uomo che con determinazione punta ed insegue ogni donna con la certezza che viene dalle proprie capacità di seduzione?
    Ad un certo punto capisce che per avere successo "bisogna sapersi imporre, non chiedere".

    Perché in George, o in Bel Ami, come lo chiama la figlia della sua prima amante maritata, c'è una forza e una determinazione che lo spinge a passare sopra tutto e sopra tutti [specialmente sopra tutte], pur di ottenere ciò che vuole.
    Una forza vitale e primigenia indomita, una necessità di essere e di emergere, un istinto quasi ancestrale di soddisfare tutti i propri istinti.

    E lui vuole soldi, successo e sesso.

    Usa il giornalismo in modo spietato e fuorviante, in modo condiscendente e mirato ad ottenere riconoscimenti personali. Un giornalismo più vicino al pettegolezzo connivente che strizza l'occhio e asseconda i giochi di potere. Pure chi gli sta intorno non brilla per moralità o per onestà e l'immagine che ne consegue è brutalmente desolante ma, si sa, "nel regno dei ciechi ogni guercio è re " e, in un mondo come questo, l'atteggiamento di Bel Ami non può che essere vincente.

    Ne emerge un quadro di un realismo e di una attualità sconcertante: stupefacente pensare che il romanzo risale al 1885.

    Bel Ami vive vive vive, fortissimamente vive, non cede alle lusinghe della religione in quanto pensa che "tutte le religioni sono stupide, con la loro morale puerile e le loro egoistiche promesse, spaventosamente sciocche. Soltanto la morte è certa"

    "Respirare, dormire, bere, mangiare, lavorare, sognare, tutto quel che facciamo è un morire. Insomma, vivere è morire! Oh, se n’accorgerà anche lei! Rifletta soltanto un momento e anche lei la vedrà dappertutto, la morte! Che cosa s’aspetta? Amore? Ancora qualche bacio, e poi lei sarà un impotente. E dopo? Denaro? Per che farne? Per pagar delle donne? Bella soddisfazione! Per mangiar molto, diventare obeso e gridar per nottate intere sotto il morso della gotta? E appresso? Un poco di gloria? E a che serve, quando non la si può più cogliere sotto forma d’amore? E poi, e poi? Ancora e sempre … la morte a chiuder baracca e burattini … E mai un solo essere tornerà, mai"

    Che dire? Una caratterizzazione indimenticabile quella di Bel Ami.
    Ma ancora più indimenticabile la caratterizzazione delle donne grazie alle quali riesce a finalizzare i suoi obiettivi ed affermarsi. In particolare superba la rappresentazione della signora Walter, la donna che cede ad una certa età alla passione, senza ragionamento e senza speranza alcuna.

    Una prosa davvero sublime.
    Ma com'è che ho aspettato così tanto a leggere questa meraviglia?

    ha scritto il 

  • 4

    Ho apprezzato molto questo libro per le tinte merlettate dei salotti di Parigi e per l'odore di birra che sentivo venire dai baffi arrotondati verso l'alto di du roy ogni volta che parlava. L'escalati ...continua

    Ho apprezzato molto questo libro per le tinte merlettate dei salotti di Parigi e per l'odore di birra che sentivo venire dai baffi arrotondati verso l'alto di du roy ogni volta che parlava. L'escalation sociale conserva il suo fascino in qualsiasi epoca la si ambienti. La prima parte direi migliore della seconda per la dinamicità. Consiglio questa edizione per la scorrevolezza della narrazione.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Il trionfo del nulla.

    Bel-Ami è un romanzo scritto con uno stile fluido, che rende la lettura agevole e non pesante, anche se talvolta è un po’ lento.
    Georges Duroy è un giovanotto di belle speranze e di aspetto gradevole, ...continua

    Bel-Ami è un romanzo scritto con uno stile fluido, che rende la lettura agevole e non pesante, anche se talvolta è un po’ lento.
    Georges Duroy è un giovanotto di belle speranze e di aspetto gradevole, il quale, dopo una carriera militare fallita, si trova a Parigi con grandi ambizioni, ma con nessun vero talento e con nessuna idea per concretizzarle.
    Forestier, l’ex commilitone, che lo introduce nell’ambiguo mondo della carta stampata, non è da meno, ma grazie al suo ruolo di redattore politico de la Via Francaise, e grazie al matrimonio con l’intelligente e moderna Madeleine (interessata alle vicende politiche e finanziarie), che gli scrive gli articoli, ha raggiunto una buona posizione.
    Madeleine non solo aiuterà il nostro protagonista all’inizio della sua carriera, ma gli presenterà anche le personalità più o meno importanti che affollano il suo salotto, tra cui Clotilde de Marelle, che diventerà l’amante fissa di Duroy.
    Bel ami è un uomo superficiale ed egoista, ma anche con scarsa autostima e socialmente inetto, almeno nel mondo privilegiato in cui si muove l’amico Forestier e il capo del giornale, Monsieur Walter, un ambizioso arrivista che usa la stampa per i suoi fini politici, spesso illeciti.
    All’inizio ci viene spesso descritto il suo arrossire e il suo imbarazzo di fronte alle persone abbienti, soprattutto donne, che affollano il salotto Forestier.
    Duroy, abituato ad esercitare il suo fascino su donne umili, è sorpreso e stupito dallo scoprire che può fare lo stesso su donne facoltose, e che spesso queste stesse donne hanno più potere in società di quello che si pensi, quindi comincia a sfuttare questo suo “talento” (l’unico che ha) per ottenere vantaggi concreti, e diventa via via più sicuro di sè.

    Verso metà del romanzo la vicenda perde mordente e a parer mio diventa più noiosa e senza scopo, perché si passa da una descrizione pungente della società parigina del tempo e delle ambigue connessioni tra stampa e politica, ad un narrare da sceneggiato in costume neppure di alto livello, nel quale il nostro buon Georges, in modo poco credibile e talvolta proprio inverosimile, diventa un uomo sempre avanti a tutti e i suoi intenti non vengono scoperti mai (se non alla fine), neppure da gente molto più scaltra che in quel mondo è nata e cresciuta.
    Si sposa con la vedova Forestier più attratto dai vantaggi che può ottenere dalle amicizie importanti di lei, che da lei stessa. Lei poi, non si sa perché lo sposi, non mi pare animata da un’attrazione particolare, sembra che lo faccia, per citare Tenco, perché non ha niente di meglio da fare. Il loro matrimonio non è felice, lui la stuzzica con il “fantasma” del defunto marito, reso rancoroso dalla superiorità intellettuale della moglie.
    Per vanità e per noia seduce la moglie del capo, Virginie Walter, l’unica donna che si innamorerà veramente di lui, ma di cui si annoierà presto.
    Quando scopre che Monsieur Walter, grazie a maneggi politici, è diventato ricco decide che per lui è più conveniente sposarne la figlia, Suzanne, ereditiera di una fortuna.
    Deve però liberarsi della moglie Madeleine e riuscirà meschinamente a farlo, cogliendola sul fatto con l’amante di lei, passando per il marito oltraggiato, quando era a conoscenza sin dall’inizio del matrimonio degli amanti di lei, e non gliene era mai importato nulla.
    Adesso è libero di sposare Suzanne e di ambire in un prossimo futuro ad un ruolo in politica.

    Anche se devo riconoscere il valore di questo romanzo, per me non è un capolavoro, in certi punti è sbrigativo, alcuni personaggi non sono ben costruiti, certi dialoghi sono banali, non l’ho trovato molto profondo. Non mi ha lasciato nulla a fine lettura, non mi ha coinvolto particolarmente.
    Si capisce che l’autore ha voluto estremizzare certe situazioni per mostrarci che sono spesso i mediocri o i più furbi a raggiungere le vette più alte, anche se questa cosa non è una novità, adesso e neppure allora. Infatti Duroy si muove in un mondo dove non è il peggiore.
    Le donne sono spesso stupide, cioè normalmente sono assennate, ma si lasciano tutte sedurre o fregare da bel ami, spesso incomprensibilmente, e gli uomini si credono tutti furbi, ma Duroy è un passo avanti a tutti.
    La mancanza di personaggi positivi, non ossessionati dalla vanità del consenso o dall’affermazione sociale, mi ha spesso irritato, e mi ha suscitato spesso il pensiero che se questo romanzo fosse uscito oggi, probabilmente sarebbe uno dei tanti casi editoriali, materia fertile per un bel blockbuster o sceneggiato a puntate.
    Forse sono troppo severa, ma vi consiglio di leggerlo solo per la descrizione fresca e spesso pungente della società parigina del tempo e del mondo della carta stampata, in questo è molto attuale.

    ha scritto il 

  • 4

    Un uomo pronto a tutto

    Un gran bel romanzo che offre un interessante spaccato di vita delle classi sociali più disparate, e che come protagonista ha un arrampicatore sociale scaltro e donnaiolo. Non riesco ad odiare il nost ...continua

    Un gran bel romanzo che offre un interessante spaccato di vita delle classi sociali più disparate, e che come protagonista ha un arrampicatore sociale scaltro e donnaiolo. Non riesco ad odiare il nostro "Bel Ami", nonostante diventi progressivamente più spregevole e cinico nel corso della narrazione, forse proprio per la sua bravura nella manipolazione e la sua adattabilità a ogni situazione. Menzione speciale alle donne di questo romanzo: sono estremamente interessanti e dalle personalità più varie, nonché una chiave fondamentale per l'ascesa del protagonista , grazie ai ruoli sociali che ricoprono.

    ha scritto il 

  • 5

    Un classico straordinario

    Un classico straordinario, non me lo aspettavo proporio, credevo che fosse noioso e prolisso, invece mi sono impattuta in una storia originale scritta benissimo, scorrevole in modo magistrale, le desc ...continua

    Un classico straordinario, non me lo aspettavo proporio, credevo che fosse noioso e prolisso, invece mi sono impattuta in una storia originale scritta benissimo, scorrevole in modo magistrale, le descrizioni dei luoghi e dei sentimenti sono straordinarie ti sembra di essere dentro il libro, lo apri e in un attimo sei nella splendida Parigi dell' 800, una vera magia!
    Il personaggio Bel-Amì è un terribile arrampicatore sociale che usa tutto e tutti per arrivare ai suoi obiettivi; che siano delle donne da conquistare, posto di lavoro o carica politica che sia, ed è propro la mostruoisità del personaggio a rendere questo libro un gioiello, intorno a questo personaggio negativo nasce e si sviluppa una storia intrigante e piena di avvenimeti! insomma un classico da leggere assolutamente!

    ha scritto il 

  • 5

    Che bella sorpresa!

    Mai mi sarei aspettata un romanzo così coinvolgente, così ben strutturato anche se ho trovato ogni personaggio, a modo suo, un mostro.
    Agghiacciante è il panorama giornalistico che fa da sfondo alla v ...continua

    Mai mi sarei aspettata un romanzo così coinvolgente, così ben strutturato anche se ho trovato ogni personaggio, a modo suo, un mostro.
    Agghiacciante è il panorama giornalistico che fa da sfondo alla vicenda, bastardo e avido è Bel-Amì capace di carpire le dinamiche per la scalata sociale (furbo, ma non certo di un'intelligenza brillante) e terribili sono le donne che ci fanno tutte brutta figura. La prostituta viene gabbata...così come pure l'amante, l'arrampicatrice seriale, la matrona e la vergine "innocente". Nessuna si salva. Nemmeno il clero che incorona inconsapevolmente Bel-Amì come esempio da seguire mentre lui, insaziabile, punta già ad un seggio in parlamento.
    Nota di colore: rimane la sensazione che Maupassant ne abbia "passant" davvero tante di signorine e abbia una vasta esperienza in questo campo =). Oltretutto ora capisco perché i romanzi francesi venissero visti come "il male" per signore e signorine: danno un mucchio di indizi su come tenere e gestire un amante o come fuggire con il proprio innamorato all'insaputa dei genitori. Va anche detto che provano l'esistenza di predatori come il protagonista a cui bisogna stare alla larga in tutte le epoche.

    ha scritto il 

  • 2

    2 stelline per il momento

    Mi aspettavo qualcosa di diverso.
    Sapevo che il protagonista era un donnaiolo egoista, ma l'ho trovato davvero fastidioso.
    Lettura conclusa a famiglia, forse per me non è un momento felice per leggere ...continua

    Mi aspettavo qualcosa di diverso.
    Sapevo che il protagonista era un donnaiolo egoista, ma l'ho trovato davvero fastidioso.
    Lettura conclusa a famiglia, forse per me non è un momento felice per leggere certi libri.

    ha scritto il 

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