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Bel Canto

By Anna Fields,Ann Patchett

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| Audio CD | 9780786197316

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22 Reviews

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    3.5/5

    Il romanzo si basa su fatti realmente accaduti: era il 1996 quando in Perù un gruppo i quattordici terroristi fece irruzione nella casa del vicepresidente tenendo come ostaggi gli ospiti del ricevimento che era in corso. Questo fino a ...(continue)

    3.5/5

    Il romanzo si basa su fatti realmente accaduti: era il 1996 quando in Perù un gruppo i quattordici terroristi fece irruzione nella casa del vicepresidente tenendo come ostaggi gli ospiti del ricevimento che era in corso. Questo fino a quando il governo non avesse soddisfatto le loro richieste, specie in merito al rilascio di alcuni prigionieri nelle carceri.
    Non vi troverete un approfondimento essenzialmente storico dell'accaduto, perché anche questo libro si concentra più su come l'autrice immagina che possano convivere e vivere in una situazione del genere gli ostaggi, creando perfino dei legami per la vita.
    La prospettiva offerta è essenzialmente ottimistica e forse un po' fictionalizzata: al contrario di qualsiasi degenerazione distopica in cui tutti si scannano con tutti, i personaggi del romanzo pur essendo in un numero non indifferente - solo gli uomini, senza contare le rispettive mogli, sono una cinquantina - non attraversano alcuno screzio e tutto prosegue in una generale cordialità. Certamente si esaltano la solidarietà in condizioni in cui il pericolo di morire da un momento all'altro mette in discussione ogni cosa: come si è vissuta la propria vita, come si può ancora vivere e specialmente in un momento così difficile e a cosa appigliarsi.
    Al Bel Canto, dato che una dei protagonisti della vicenda è Roxanne Cross, cantante lirica americana che doveva cantare in occasione del festeggiato del ricevimento, il presidente Hosokawa, amante dell'opera da tempi immemori. Roxanne insieme ad alcuni personaggi che contornano la sua figura è essenzialmente l'anima artistica ed è sicuramente la chiave di sopravvivenza di tutti, fin dalla prima nota accennata.
    L'idea che tutti abbiano un'anima pronta a nobilitarsi è forse un po' inadeguata: su un campione di circa cinquanta persone, a meno che sia un caso proprio eccezionale, è impossibile credere che nessuno possa pensare "oddio, ha ripreso a cantare" e mandare a quel paese la cantante invece che illuminarsi d'immenso con stupefacente regolarità. Ma d'altronde, sembra che l'autrice abbia volutamente o meno creato un campione veramente singolare, dal momento che davvero nessuna scena rappresenta una meschinità della routine della convivenza forzata.
    Inutile negare che il romanzo gridi all'amore: infatti i principali sviluppi della vicenda ruotano attorno ai legami essenzialmente amorosi che rendono la convivenza possibile senza che si sfoci nella disperazione e che riscattano persino un episodio che altrimenti sarebbe stato vissuto essenzialmente come negativo. Sia chiaro: ciò non è trattato in maniera affatto frivola (nemmeno banale dal punto di vista dei personaggi e della trama), anzi, profonda e associata soprattuto alla scoperta del verbo "vivere" e se stessi di conseguenza.
    Quindi, come ci si aspetta che sia, il romanzo è anche sinonimo di un percorso di conoscenza e di scoperta di sé impossibile nella vita affacendata della frenesia al di fuori di un ambiente così isolato.
    Non manca una certa dose di lirismo che per alcuni potrà essere percepito come melodrammatico, e in alcuni punti in effetti raggiunge quel tipo di pathos dove chiaramente si ricerca l'effetto un po' magnificante.
    Personalmente mi sono sentita coinvolta nella vicenda e quindi non si può negare che, nonostante una scena in particolare gridi a questo effetto, abbia funzionato effettivamente. Quei vecchi provvedimenti che sono sempre efficaci valgono in molte occasioni e in molti campi. Oltre a ciò in generale le storie personali dei protagonisti nei vari momenti non hanno smesso mai di interessarmi e, una volta toccato il coinvolgimento, questo è rimasto fino alla fine. La storia è costellata di continue attese perché un certo sviluppo accada per davvero o perché un altro riveli il perché di un determinato comportamento.
    Da questo punto di vista la mossa scelta per l'epilogo si avvicina però non all'inadeguato, ma fuori luogo: ne comprendo i risvolti psicologici, ma non sono afftto d'accordo sulla via intrapresa, altre vie sarebbero state molto più costruttive. <spoiler>Non è detto che non si possa legare con persone estranee alla vicenda invece di ricercare un superamento nel voler conservare il ricordo di tutto ciò che è stato e soprattutto della perdita. Tutto ciò ha un che di "conservatore" dal punto di vista privato, se può esistere un accostamento del genere. Mi è sembrato inoltre che si volesse accontentare un improbabile happy ending "inter nos", dal punto di vista dei personaggi.</spoiler>
    Una storia che ho percepito essenzialmente come emotiva soprattutto, negli intenti verso il lettore e per tutto ciò che sviluppa negli stessi personaggi.

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    universe. said on Mar 4, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Mi ha intossicata.
    (da una cit. di una mia cara vicina di aNobii)

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    VaMu said on Nov 28, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Cronaca di un lungo sequestro in cui ostaggi e sequestratori si fondono e creano nuove e intense relazioni.
    Bellissimo perchè evidenzia l'ambiguità e le mille sfaccettature dell'animo umano, che da diverse prospettive acquista nuove e diverse sfuma ...(continue)

    Cronaca di un lungo sequestro in cui ostaggi e sequestratori si fondono e creano nuove e intense relazioni.
    Bellissimo perchè evidenzia l'ambiguità e le mille sfaccettature dell'animo umano, che da diverse prospettive acquista nuove e diverse sfumature.

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    EleOM said on Mar 31, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Inaspettatamente bello, a dispetto della copertina: una storia avvincente, con molti personaggi, ai quali ci si avvicina piano piano, e che diventano così familiari che alla fine si partecipa alla loro storia con grande partecipazione.

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    Gioia said on Dec 22, 2012 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Per puro caso ho letto questo libro a poca distanza di tempo da "Il bacio della donna ragno", con cui ha moltissimo in comune. La situazione di reclusione, ma soprattutto il potere redentivo dell'arte e della bellezza assoluta, che genera quella comu ...(continue)

    Per puro caso ho letto questo libro a poca distanza di tempo da "Il bacio della donna ragno", con cui ha moltissimo in comune. La situazione di reclusione, ma soprattutto il potere redentivo dell'arte e della bellezza assoluta, che genera quella comunione spirituale tra gli uomini che si può a ben diritto definire fratellanza. Ci sono altre affinità tra i due romanzi - che non preciso per non rovinare il piacere della lettura a chi avesse letto uno solo dei due - e naturalmente ci sono anche molte differenze.
    Ann Patchett (come del resto Puig) ci regala qui una storia avvincente e piena di passione, sia pure con qualche piccola caduta nel sentimentale e nello sdolcinato che mi trattiene dal mettere il massimo dei voti. In ogni caso una lettura bella e intensa, che propone una riflessione - mai pedante o didascalica, ma sempre perfettamente inserita nel contesto della vicenda - su molti temi fondamentali dell'esistenza. Il continuo cambio del punto di vista da uno all'altro dei protagonisti principali avviene in modo fluido e naturale, e lungi dall'infastidire rende la lettura ancora più interessante.
    Così come fluida ed elegante è la scrittura, armoniosa e senza stecche come un'aria cantata da Roxane Coss. Immagino che la Patchett scriva molto bene, sicuramente Luciana Pugliese traduce benissimo.

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    Lucy van Pelt said on Dec 15, 2012 | 2 feedbacks

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