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Bela Levinja

Ins̆pektor Wallander in skrivnost c̆rnega prsta

By

3.9
(1266)

Language:Slovenščina | Number of Pages: 462 | Format: Others | In other languages: (other languages) English , German , Italian , Spanish , French , Dutch , Catalan , Polish

Isbn-10: 8611166078 | Isbn-13: 9788611166070 | Publish date: 

Category: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Book Description
The redoubtable Inspector Kurt Wallander investigates an horrific crime in his
Scandinavian homeland which is linked to a troubled apartheid-era South ...
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  • 4

    Ormai ho capito che Mankell non mi tradisce.
    Non sono un gran lettore di gialli, eppure ormai mi son messo in testa che un po' alla volta mi leggo tutto Wallander. Gustoso, di ampio respiro, affronta ...continue

    Ormai ho capito che Mankell non mi tradisce.
    Non sono un gran lettore di gialli, eppure ormai mi son messo in testa che un po' alla volta mi leggo tutto Wallander. Gustoso, di ampio respiro, affronta temi importanti con un'ottica che permette di trascendere dal particolare (la vicenda narrata, il delitto) per arrivare ai grandi spazi degli aspetti critici del mondo intero.
    Svezia e Sudafrica: come trovare due nazioni così distanti fisicamente e culturalmente? In questi libro invece s'intrecciano e la vicenda ci sta tutta.
    Io me lo sono gustato, lo consigli anche a voi.

    said on 

  • 3

    Non un classico giallo

    Terzo libro di Marnkell dedicato al commissario Wallander, che alterna buoni spunti a pagine di dissertazioni geopolitico-morali e che non è assolutamente paragonabile ad un classico giallo.
    Infatti s ...continue

    Terzo libro di Marnkell dedicato al commissario Wallander, che alterna buoni spunti a pagine di dissertazioni geopolitico-morali e che non è assolutamente paragonabile ad un classico giallo.
    Infatti sin dall’inizio si capisce chi è il colpevole, chi è l’assassino, fin dall’inizio si sa come andrà a finire e ciononostante la tensione non cala mai.
    Cosa ha a che fare l'omicidio di una donna, mite e senza nemici in Svezia, con un attentato organizzato in Sudafrica contro un eminente uomo politico? Il commissario Wallander indaga sulla prima morte, ma si troverà coinvolto in qualcosa che forse è più grande di lui: l'happartaid. Però, il commissario si imbatte in troppe coincidenze a lui favorevoli, ha sempre sensazioni mai sbagliate, e spesso si interroga pessimisticamente se è in grado di portare avanti il suo lavoro.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    Tempo fa...:

    Devo dire che ci ho messo un po' a finirlo, perché quasi 600 pagine scritte in piccolo richiedono tempo, ma ne è valsa la pena. Iniziamo immersi nell'atmosfera - un po' rarefatta per me ...continue

    Tempo fa...:

    Devo dire che ci ho messo un po' a finirlo, perché quasi 600 pagine scritte in piccolo richiedono tempo, ma ne è valsa la pena. Iniziamo immersi nell'atmosfera - un po' rarefatta per me che conosco poco quella realtà - del Sud Africa nel 1918, dove i boeri si uniscono in una “Confraternita” per conservare la supremazia sui neri e per mettere in minoranza gli inglesi, allora fortemente presenti in terra d'Africa. Si tratta di una sorta di premessa alla vicenda, che invece si svolge ai giorni nostri. I boeri della Confraternita organizzano un'attentato per uccidere Nelson Mandela, che dopo la sua liberazione è visto come una minaccia all'egemonia dei bianchi sui neri, siamo ancora in pieno hapartaid. Per l'attentato viene ingaggiato un killer di colore (due per la verità perché il primo rimarrà ucciso e verrà sostituito), che viene addestrato da un ex agente segreto sovietico, un certo Konovalenko, uomo freddo e spietato, già il nome incute un certo timore. L'addestramento avviene in Svezia, un paese dove è facile entrare e uscire con passaporti falsi e i controlli sono davvero modesti. Qui viene uccisa a sangue freddo Louise, una giovane donna, sposata e madre di due bambini, capitata nel posto sbagliato al momento sbagliato. L'omicido dà il via alle laboriose e difficili indagini di Wallander e della sua squadra. Molti i colpi di scena: Wallander rischia la vita più volte e anche la figlia Linda viene rapita e maltrattata da Konovalenko, si salverà solo grazie al sacrificio di un'altra donna, coinvolta nel complotto, che la farà fuggire. Wallander uscirà provato da tutta questa esperienza, infatti chiudiamo il romanzo lasciandolo in uno stato di profonda prostrazione, una sorta di esaurimento che dovrà curare e che lo terrà lontano dal commissariato di Ystad per diversi mesi, anzi lui medita di non tornare più in servizio e di chiedere la pensione anticipata, ma noi sappiamo che non è così perché ci sono ancora ben 6 libri sulle sue inchieste prima dell'addio definitivo a questo personaggio. Chiudo, perciò, il romanzo un po' più rilassata; la storia invece mi ha tenuta col fiato sospeso fino alla fine,come è nella tradizione di Mankell.

    said on 

  • 3

    Talvolta si rimane dispiaciuti quando la lettura di un thriller termina. Si avrebbe voglia di mantenere quella atmosfera che ci ha accompagnato nella lettura. Ecco questa e' una sensazione che non si ...continue

    Talvolta si rimane dispiaciuti quando la lettura di un thriller termina. Si avrebbe voglia di mantenere quella atmosfera che ci ha accompagnato nella lettura. Ecco questa e' una sensazione che non si prova alla fine del romanzo. Si legge, ogni tanto ci si appassiona, ma.... Tutto sommato quando termina non si è dispiaciuti. Sarà forse un po' troppo lungo e ..stiracchiato?

    said on 

  • 5

    Wallander again...

    certo che a guardare la mole di questo libro ci si chiede cosa vorrà mai dire in un giallo, ed invece il libro scorre e non si vede l'ora di finirlo. tra il Sudafrica e la Svezia, quasi in parallelo, ...continue

    certo che a guardare la mole di questo libro ci si chiede cosa vorrà mai dire in un giallo, ed invece il libro scorre e non si vede l'ora di finirlo. tra il Sudafrica e la Svezia, quasi in parallelo, le vicende si accavallano con morti e complotti, crolli nervosi e tenerezze. resisterà a tutto questo, il mitico commissario Wallander? a suivre...

    said on 

  • 3

    Il mio primo Mankell. Ancora non l'ho finito.
    Non sono un'amante dei gialli/thriller.
    Un libro molto ambizioso, che parte in sordina e poi si tuffa in un intricato racconto di complotti internazionali ...continue

    Il mio primo Mankell. Ancora non l'ho finito.
    Non sono un'amante dei gialli/thriller.
    Un libro molto ambizioso, che parte in sordina e poi si tuffa in un intricato racconto di complotti internazionali. A tratti forse pure un po' troppo ambizioso, ma la parte sudafricana è quella che mi sta piacendo di più. Wallander mi è istintivamente simpatico. Lo stile di Mankell mi piace. Leggerò altro.

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  • 4

    una bella trama gialla

    si parte dai primi del 1900 per parlare del sudafrica con le sue schifose leggi razziali ...Mankell costruisce una storia credibile e ricca di suspence.

    said on 

  • 4

    In Svezia la democrazia almeno per la generazione del dopoguerra deve essere stata sentita, vissuta e integrata nel dna. Se non fosse così non si potrebbe trattare in forma di "thriller" a mezzo con ...continue

    In Svezia la democrazia almeno per la generazione del dopoguerra deve essere stata sentita, vissuta e integrata nel dna. Se non fosse così non si potrebbe trattare in forma di "thriller" a mezzo con una spy story un argomento come l'apartheid con tanta profondità.
    Anche il precedente libro era teso a portare al mondo una realtà praticamente sconosciuta hai più. Non c'è mi pare un intento propedeutico ne uno stacco di superiorità i personaggi sono nudi nella loro normalità nelle loro contraddizioni vedi un po' le considerazioni sulla pena di morte qui contenute. Naturalmente il progresso economico la stabilità politica ci fanno sentire indietro di vent'anni: il matrimonio del padre con la badante e da noi ora argomento d'attualità. Il resto è un gran casotto: più che un'indagine si è coinvolti in una caduta a precipizio dove a forza di annaspare sbattere e protendersi si afferrano appigli che salvano la vita e svelano l'arcano. E per tutta la lettura ti chiedi ma sarà possibile tutto ciò? Licenza d'autore?

    said on 

  • 4

    Alcune annotazioni: come per tanti autori, soprattutto nelle serie, alcuni meccanismi narrativi si ripetono; se pur siamo in Svezia, trovo poco credibile che un commissario sapendo che uno spietato as ...continue

    Alcune annotazioni: come per tanti autori, soprattutto nelle serie, alcuni meccanismi narrativi si ripetono; se pur siamo in Svezia, trovo poco credibile che un commissario sapendo che uno spietato assassino vuole ucciderlo, possa dormire con i familiari nelle loro abitazioni senza pensare di proteggersi/li; anche il fatto che un telefax via interpool con l'indicazione di un possibile attentato a una personalità politica di spicco possa essere spedito incompleto mi pare incredibile e non capisco se lo sia comunque, oppure se lo sia diventato nel frattempo, che la comunicazione simultanea in tutto il mondo è così facile ed accessibile a tutti (talvolta effettivamente è incredibile pensare a quanto in pochissimo tempo sia cambiato il mondo): certo il caso, attore anche nella vita reale, è un escamotage importante per far funzionare la trama...
    Sembrano critiche, ma in realtà, a parte il solito piacere di leggere Mankell, mi pare che questa sia la storia più bella di Wallander.

    said on 

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