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Believing the Lie

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Publisher: Hodder and Stoughton

3.4
(23)

Language:English | Number of Pages: 736 | Format: Hardcover

Isbn-10: 1444705970 | Isbn-13: 9781444705973 | Publish date: 

Also available as: eBook , Others , Softcover and Stapled , Paperback

Category: Mystery & Thrillers

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Book Description
Detective Inspector Lynley is approached by business magnate Bernard Fairclough for a confidential review - not a formal investigation - of the circumstances of his nephew's demise. The coroner's verdict is accidental death. Recovering from the murder of his wife, Lynley has personal reasons for welcoming a spell away from London. He heads to the wild beauty of the Lake District, with Deborah and Simon St James to provide cover for his inquiries. Barbara Havers, back at base, makes her own unique contribution to the case, distracted only by Isabelle's ambitions to improve her Detective Sergeant's appearance. When he comes to know the various members of the extended Fairclough dynasty, Lynley finds many possible motives for murder, and uncovers layers of deceit and betrayal that expose the lies at the heart of the Cumbrian community.
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  • 3

    Io.. Ecco.. No, Elizabeth, non si fa così!!
    Portare a termine la lettura di questo libro è stato un parto, una fatica immane, un'impresa titanica.
    Mi fa sentire male non apprezzare un libro della George.. L'ho sempre considerata una delle migliori scrittrici di thriller di questo secolo, e probab ...continue

    Io.. Ecco.. No, Elizabeth, non si fa così!! Portare a termine la lettura di questo libro è stato un parto, una fatica immane, un'impresa titanica. Mi fa sentire male non apprezzare un libro della George.. L'ho sempre considerata una delle migliori scrittrici di thriller di questo secolo, e probabilmente continuerò a farlo, ma qualcosa si è spezzato.. Ammetto che MAI e poi MAI avrei pensato di poter dare solo tre stelline ad un libro della George, giuro! Però ho iniziato non so quanti libri insieme a questo pur di leggere altro e non cadere nello stato comatoso dopo aver letto sì e no 10 pagine, e vedevo la percentuale di progresso sul Kindle sempre inesorabilmente ferma allo stesso punto! La George secondo me ha perso un po' se stessa: i suoi primi libri avevano un numero di pagine normale, eppure erano densi e meravigliosi; da un po' di tempo a questa parte sembra invece che la George pensi che per scrivere un bel libro sia necessario superare le 600 pagine, col rischio risultato di perdersi inevitabilmente.. Basti sottolineare il fatto che al thriller vero e proprio viene dedicato si e no un quarto del libro, mentre il resto sono storie parallele che però occupano talmente tanto 'spazio' da risultare le storie principali! Certo, Elizabeth George è perfettamente in grado di gestire tutta questa roba, di intrecciare storie, personaggi, luoghi con una maestria rara, per carità! Il problema è che questa volta thriller e storie parallele proseguono per due binari paralleli senza (quasi mai) incontrarsi. Una delle due parti avrebbe potuto benissimo far parte degli appendici e nulla sarebbe cambiato.. Anche perché questa volta ha davvero inserito troppi argomenti!! Pedofilia, omosessualità, sterilità, famiglie disadattate (ma quanto gli piace questo tema alla George??!) e via discorrendo.. Poi vabbé, i personaggi. Deborah purtroppo è il peggior personaggio della George dopo Isabelle Ardery (Che grazie al cielo qui appare poco, sebbene già troppo per i miei gusti!): antipatica, noiosa, stupida e veramente veramente capace di ispirarti i peggiori sentimenti di violenza e cattiveria.. Fa una serie di cretinate e poi viene sempre protetta, consolata e compresa da quei due allocchi di Simon e Linley.. GRRRR!! Isabelle, come dicevo, è purtroppo ancora presente (ma spero per poco).. E la sua relazione con Linley è una dei colpi bassi più meschini che la George ci abbia tirato in questi 17 lunghi episodi.. Ha tolto ogni dignità al povero Thomas, sempre stato un personaggio affascinante e appunto dignitoso per trasformarlo in un essere che brama il rapporto fisico con una donna.. Ma perché!! Cosa ti ha fatto di male quel poverino!! E qui cade a pennello il sentore che la George si sia stancata dei suoi beniamini e li voglia a) rimpiazzare (nel senso che continuerà a scrivere storie circa Scotland Yard con due nuovi personaggi o b) eliminare totalmente (nel senso che non scriverà più di Scotland Yard.. E quasi quasi mi vien da pensare che la scelta finale sia questa, visto anche che a quanto pare la George ha scritto una nuova serie spostandosi in un ambiente a lei del tutto sconosciuto, quello degli Young adult..). A me va bene tutto, per carità, sono (quasi) pronta a lasciare questa coppia strepitosa (e per lasciarli intendo che sono pronta a rileggermi i libri precedenti!!).. Ma.. Gentilmente Miss George, qualora fosse questo il caso.. Potrebbe farli uscire di scena in maniera decente?! Anche gli ultimi sviluppi sulla povera Barbara non mi fanno presagire nulla di buono.. Per concludere, George, se puoi sentirmi.. SMETTILA di mandare fuori Londra Linley e di non farlo lavorare in coppia con Havers!!! C'è poco da fare, così facendo i personaggi sono l'ombra di sé stessi, sono spenti e senza il loro smalto che li caratterizza.. Rivogliamo i bei vecchi romanzi in cui si aggiravano INSIEME per Londra e facevano INSIEME faville!! Grazie u.u

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    SPOILER

    Credo che il problema della George sia quello di aver fatto morire Helen. Da allora, è come se i suoi romanzi fossero congelati, in sintonia con lo stato d'animo di Tommy (che è già tanto che non si sia sparato un colpo). Non c'è più niente: non ci sono trame, non c'è evoluzione, sembrano tutti c ...continue

    Credo che il problema della George sia quello di aver fatto morire Helen. Da allora, è come se i suoi romanzi fossero congelati, in sintonia con lo stato d'animo di Tommy (che è già tanto che non si sia sparato un colpo). Non c'è più niente: non ci sono trame, non c'è evoluzione, sembrano tutti camminare in punta di piedi. L'impressione è che abbia voluto ammazzarla per puro sadismo e adesso non sappia più come uscirne. E' stata una morte orribile, gratuita, che ci ha lasciato attoniti e sofferenti. Abbiamo temuto che significasse la fine per tutti e invece sono già usciti tre romanzi da allora. Tre romanzi che definire "romanzi" è già fare un complimento. In fondo stiamo pensando tutti che, George, se ti hanno stufato, smettila lì, ma non offenderci in questo modo. Un giallo senza un omicidio, che per far filare la trama, fa salti pindarici e fa accadere forzatamente le cose. Accozzaglia di personaggi non analizzati a fondo, come ha sempre saputo fare magistralmente, personaggi a cui succede qualsiasi cosa in un miscuglio di eventi mal spiegati. Che trama può venir fuori da: mio nipote è morto accidentalmente, ma secondo me è stato mio figlio drogato, vi prego, POLIZIA DI STATO, venite a investigare (cioè, pure un caso di corruzione, in pratica, da quando si usano pubblici ufficiali per i fatti propri??). E invece non c'era nessun omicidio, ma solo il pretesto di tirar fuori gli scheletri dall'armadio di tutti: il classico marito che ha la classica figlia fuori dal matrimonio, i classici complotti e ricatti, in più l'aggiunta del pornoattore adolescente e dell'impossibilità di procreare, essendoci un trans di mezzo (ti prego, come può un marito non rendersi conto?? L'avevamo capito anche noi che non l'abbiamo mai vista, Alatea de Whatever!). In tutto questo Deborah, che doveva morir lei al posto di Helen e fare un piacere a tutti, per metà libro sembra essere finalmente a segno, contro il marito paternalistico che si merita due pizze in faccia ogni volta che assume quel tono: che matrimonio potrà mai esserci se tu la tratti da bambina idiota?? Invece sbaglia qualsiasi mossa e, alla fine, fa pure ammazzare la povera Alatea, però tutti le dicono che, poveroamore, non è mica colpa sua. Come no. Non è mai colpa sua. Va bene, Deborah, non riesci ad avere figli, ma ti prego di fare qualcosa, perchè non ti si sopporta più, sei una piattola dal primo libro, sei fastidiosa come un pavimento allagato. L'unico barlume di speranza è che Tommy sta tornando Tommy (a un certo punto ho pensato che si filasse Deborah, orrore. Già se l'è filata una volta e lei ha abortito e quell'altro è diventato zoppo, ci manca pure il tradimento). La storia con Isabella era chiaramente un modo per toccare il fondo e risalire, anche se ho preferito quando erano solo spinti dal bisogno carnale di congiungimento, abbruttendosi di volta in volta, che questo in cui lei non fa che essere petulante su dove è, con chi, perchè non me lo dici e a Helen l'avresti detto. E lui non fa che chiederle se ha bevuto e a cercar bottiglie vuote. Barbara è Barbara, e la vicina di casa si capiva subito che NON era sincera. Però, anche il contributo di Barbara, parliamone: fa ricerche in Internet, scopre cose casualmente, si aiuta con un vocabolarietto, fa fare chiamate a caso in Argentina e scopre tutto. E poi, nel 2012, come può Tommy non avere un pc portatile?? Un telefono con connessione?? In che secolo sono rimasti, che deve chiamar Londra e aspettare?? Quindi spero che siano stati tre romanzi di transizione, dall'orrore alla nuova vita. Anche se temo molto che finisca come la Cornwell, libri illeggibili e tanta delusione. George, se non ti sta più simpatico nessuno, piantala lì.

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  • 3

    Decisamente non uno dei libri migliori della serie, anzi direi decisamente deludente. Tre stelline perchè è pur sempre l'ispettore Lynley, ma forse due (e mezzo, và!) sarebbero state più appropriate.

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  • 3

    Una delusione, diciamolo

    L'ho letto in inglese per non aspettare l'uscita in italiano ma non mi ha convinta. Rispetto ai primi libri trovo che l'ispirazione sia diminuita, anche se sono affezionata ai personaggi. Spero che la George non faccia la fine della Cornwell, orami da troppo tempo illeggibile.

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  • 3

    Get back to London!
    Va bene, un giro in campagna ogni tanto ci sta. Un po' di turismo nel Regno Unito, per carità, si può fare. Ma i personaggi, lontani dal loro centro nevralgico, diventano come sbiaditi, impalpabili. Qui - duole dirlo - ci sono svariate dosi di inconsistenza e - ancora più grav ...continue

    Get back to London! Va bene, un giro in campagna ogni tanto ci sta. Un po' di turismo nel Regno Unito, per carità, si può fare. Ma i personaggi, lontani dal loro centro nevralgico, diventano come sbiaditi, impalpabili. Qui - duole dirlo - ci sono svariate dosi di inconsistenza e - ancora più grave - parecchi punti che non sembrano proprio plausibli. Insomma, la storia non regge e quando regge non cattura. Se non ci fossero i personaggi "storici" che comunque proseguono il filo delle loro vicende, le tre stellette scenderebbero senza appello a due.

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    3

    Non è giusto! Non avevo chissà quali aspettative, mi ritenevo già soddifatta dal ritrovare Linley e Barbara, ero disposta a passare sopra a un sacco di cose che non mi convincevano (Isabella in primis)... volevo fortissimamente dare almeno 4 stelle a questo libro! E invece no, mi ritrovo a dare 3 ...continue

    Non è giusto! Non avevo chissà quali aspettative, mi ritenevo già soddifatta dal ritrovare Linley e Barbara, ero disposta a passare sopra a un sacco di cose che non mi convincevano (Isabella in primis)... volevo fortissimamente dare almeno 4 stelle a questo libro! E invece no, mi ritrovo a dare 3 stelline con la netta impressione di essere esageratamente di manica larga. Che finale del tubo e che nervi quella cretina di Deborah!

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    3

    Tre stelle regalato

    metto tre stelle per affetto, ma sarebbe ben che vada da due.
    il libro è un'accozzaglia dei peggio luoghi comuni a sfondo sessual-matrimoniale-crisidellafamiglia-procreativo. Tutti insieme in una sola famiglia ed in una sola storia francamente lo trovo eccessivo oltre che non plausibile. Plaudo l ...continue

    metto tre stelle per affetto, ma sarebbe ben che vada da due. il libro è un'accozzaglia dei peggio luoghi comuni a sfondo sessual-matrimoniale-crisidellafamiglia-procreativo. Tutti insieme in una sola famiglia ed in una sola storia francamente lo trovo eccessivo oltre che non plausibile. Plaudo lieta alla fine di questa liason raffazzonata fra Tommy e il suo capo, per quanto a spese dell'amor proprio di lei, che invece si dovrebbe un po' rimettere in riga. Invece barbara poveraccia dopo aver messo la testolina fuori dal buco si prende la solita tranvata che suppongo la lascerà tramortita per 4 o 5 tomi a seguire. Mai tramvate anzi, invece, per quella gran piattola di Deborah che ha sicuramente un dispiacere non da poco ma oggettivamente dovrebbe evitare di muoversi come elefante nella cristalleria. Sorvolo discreta sul resto dei plot, un più inaudito dell'altro, incluso ritorno di Deidre, brava ragazza ma anche questa NON va ben per tommy, inutile riesumarla per poi immolarla di nuovo. Resto basita per i prossimi due anni e spero in un errore di percorso o in un ghostwriter mal scelto.

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    3

    Vale tre stelle e mezzo, le darei quattro solo perchè è Elizabeth George, ma non è all'altezza di altri suoi romanzi.
    Ci sono alcune delle storie parallele che sono troppo abbozzate, e alcune finiscono un po' troppo a "tarallucci e vino", tanto per intenderci, mentre come al solito la povera Barb ...continue

    Vale tre stelle e mezzo, le darei quattro solo perchè è Elizabeth George, ma non è all'altezza di altri suoi romanzi. Ci sono alcune delle storie parallele che sono troppo abbozzate, e alcune finiscono un po' troppo a "tarallucci e vino", tanto per intenderci, mentre come al solito la povera Barbara si becca solo delle gran mazzate. Ci sono rimasta malissimo per le ultime pagine. Sono contenta invece per Lynley: chiusa la parentesi con la capo, che proprio non mi andava giù troppo bene, sembra destinato a riprendersi, e in fondo se rientrasse in circolazione Draire non mi dispiacerebbe affatto. Deborah invece è stata ancora più pesante del solito, in questo romanzo, anche se devo spezzare una lancia in suo favore: sull'adozione "aperta" ha perfettamente ragione lei, e Simon e suo fratello questa volta sognano (e lo dico da persona che nella vita reale sta cercando di diventare mamma adottiva: tanto di cappello a chi si sente e sceglie in tutta libertà di accettare una situazione come quella che viene proposta ai St.James, ma con il vissuto di Deb e il suo desiderio di maternità mi sembra assolutamente condivisibile in suo rifiuto.) Sulla trama in sé, che dire? Forse un po' fiacca, a parte tutto. Ci ho messo quasi più di metà libro ad appassionarmi veramente, nella prima parte procedevo a rilento, quanto meno rispetto a aquanto ho fatto con gli ultimi romanzi di E.G.! Alla fine non c'è nessun colpevole, anche se sono tantissimi quelli che avevano qualcosa da nascondere: bah!

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    3

    Nonostante E. George abbia evidentemente perso ogni interesse per i suoi beniamini Linley ed Havers (non si spiegherebbe altrimenti le scellerate scelte assassine degli ultimi libri), i suoi libri si lasciano sempre leggere con piacere. Anche se …. Ahimè, non siamo più al livello di qualche anno ...continue

    Nonostante E. George abbia evidentemente perso ogni interesse per i suoi beniamini Linley ed Havers (non si spiegherebbe altrimenti le scellerate scelte assassine degli ultimi libri), i suoi libri si lasciano sempre leggere con piacere. Anche se …. Ahimè, non siamo più al livello di qualche anno fa. Le ultime “storie” erano abbastanza tirate per i capelli, questa è francamente incredibile con un plot narrativo che unisce pedofilia (di striscio), transgender (di striscio), autolesionismo (di striscio), il tutto unito da un po’ di gelosie e rancori famigliari. Ma tutto in modo blando, senza alcuna tensione o sforzo narrativo. George semina in tutto il libro spunti che in altri tempi avrebbero prodotto 10 buone pagine e qui dopo 10 righe di stanca (e infatti alla fine ci si chiede che fine faranno grosso modo tutti i comprimari, i cui scheletri sono stati riesumati e non seppelliti). L’unica a cui viene data troppa attenzione è quella lagna lacrimosa e inutile di Deborah, sulla cui intelligenza già c’erano notevoli dubbi, che qui vengono clamorosamente confermati, visto che si conferma la regina dei deficienti, e solo St. James può sopportarla (forse ha fatto un voto, chissà). La trama mette parecchia carne al fuoco, e altrettanto ne lascia cruda. Ian Cresswell, dopo una litigata col suo compagno Kaveh (maschio e iraniano, per cui ha pubblicamente lasciato la moglie Niahm – un’egoista egocentrica egoconcentrata, ma si è dovuto accollare i figli Tim e Gracie) esce per un giro in canoa, giusto per distendersi i nervi. Al ritorno, mentre scende dall’imbarcazione mette male un piede su una pietra traballante, scivola, batte la testa e muore. Amen. E invece no. Lo zio Bernard Fairclough, ex ragazzo povero che ha sposato la moglie del padrone ma ha saputo far fruttare l’azienda fino a diventare baronetto, mette in mezzo Hillier che mette in mezzo Linley per scoprire se è stata morte accidentale o no. Poiché teme che sia coinvolto il figliol prodigo Nicholas, tornato all’ovile dopo una vita di gozzoviglie e riabilitatosi in modo eclatante grazie all’amore della stupenda moglie Alatea (il cui segreto si intuisce grosso modo 200 pagine prima di quando lo capisce Havers, che peraltro è la più intelligente). Da qui si diparte la solita ramificazione di rancori famigliari: le figlie gemelle Mignon e Minette (razza di nomi!), la prima ex-ciccionissima perfida e malvagia, la seconda buona buona; la moglie Valerie dedicata alla pesca e al giardinaggio (ma è lei che comanda); e poi qualche altro comprimario. Ci sono altri due filoni della storia francamente assurdi: il primo è quello di Tim che fa una cosa talmente idiota che neanche l’adolescente più disperato farebbe (insomma, tuo padre ha lasciato tua madre per un ragazzo iraniano, li hai anche visti trombare, tuo padre è morto, tua mamma non ti vuole neanche dipinto …. Voglio dire, c’è di peggio, avrebbe potuto essere violentato dal nonno, insomma). Il secondo è quello di Zed qualcosa, il gigante dai capelli rossi che vorrebbe fare il giornalista scandalistico ma non vede una storia neanche se gli sbatte sul naso. E la sua parte è francamente imbarazzante. Insomma, non sarebbe stato neanche un brutto libro se E. George avesse resistito alla sua consueta tentazione di far succedere qualcosa di orrendo a Linley o a Havers nelle ultime 5 pagine. E questa volta è toccato ad Havers. Stronza (E. George).

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