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Bella del Signore

Di

Editore: Rizzoli

4.1
(245)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 798 | Formato: Altri

Isbn-10: 8817672807 | Isbn-13: 9788817672801 | Data di pubblicazione:  | Edizione 5

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 5

    nell'edizione che ho letto io sono 797 pagine di libro.
    scritte non da uno scrittore: scritte da un genio.

    una prosa *impossibile* che pero', da subito, si impadronisce dei tuoi neuroni.
    e poi non sai piu' pensare normalmente.

    le prime 276 pagine sono esilaranti.
    p ...continua

    nell'edizione che ho letto io sono 797 pagine di libro.
    scritte non da uno scrittore: scritte da un genio.

    una prosa *impossibile* che pero', da subito, si impadronisce dei tuoi neuroni.
    e poi non sai piu' pensare normalmente.

    le prime 276 pagine sono esilaranti.
    personaggi impossibili, folli, logorroici, detestabili ma adorabili.

    ma a pagina 277 inizia la descrizione, miracolosa, della parabola di un amore che, letteralmente, fa impazzire.
    se hai la sventura di continuare ad amare, da impazzire o da impazzito e contro ogni semplice legge di sopravvivenza, chi non ti ama piu', getta il libro nel fuoco.
    o non saprai contare le lacrime.

    un capolavoro.
    un estenuante capolavoro.

    ha scritto il 

  • 5

    <<... la sedurrò con la gioia crudele del dolore, e accesi d'amore partiremo verso l'isola fortunata, lei e io, stanotte stessa ... >>

    Si può amare un romanzo prima ancora di averlo letto? Si può provare struggimento, dolore, sofferenza per l'amore di due anime inquiete che, a lettura terminata, mi accorgo di come hanno lasciato dietro di loro uno spazio vuoto che aveva la forma di una persona? Mi sono sempre considerata un'ingu ...continua

    Si può amare un romanzo prima ancora di averlo letto? Si può provare struggimento, dolore, sofferenza per l'amore di due anime inquiete che, a lettura terminata, mi accorgo di come hanno lasciato dietro di loro uno spazio vuoto che aveva la forma di una persona? Mi sono sempre considerata un'inguaribile romantica e, nella mia prolifica carriera di lettrice, ho sempre avuto un debole per le storie d'amore. Quella forza potente che spinge gli uomini a continuare ad andare avanti ogni giorno, forte, avvolgente, sconvolgente ma anche rassicurante, capace di renderci felici anche solo per qualche attimo. Qualunque sussulto del cuore, anche se incauto, suicida o masochista capace di trasmetterci quella magica sensazione di cadere nel vuoto, o la divina imprudenza di perdere completamente la nostra volontà.
    A dire il vero, non dovrebbe essere così. E' anormale. Sbagliato, tutto questo. Eppure è una felicità imprecisa, tanto che quando riesco a sentirla sulla pelle mi domando se sia tangibile o meno. Vera come due satelliti nelle vuote tenebre del cosmo. Qualcosa di trascendentale che riesce a far vibrare il vuoto. Una pallida ombra. Così vera al punto di non riuscire a distinguere la realtà dalla finzione, e a non impedirmi di ricordare gli episodi più belli.
    Leggendo Bella del Signore di Alberth Cohen, questo è quello che ho provato dal primo momento in cui i miei occhi color cioccolato si sono posati su quel titolo inusuale, quel faccione da bambola e quegli occhi azzurri in attesa di un rimprovero. Fascino. Curiosità. Un caso fantasmagorico di voci e volti, di creature le cui voci si intrecciano e si sovrappongono in unica personale catena.
    La mia prima lettura francese, profanata di tradimento, zeppa di distrazioni amorose e realistiche, che si ammanta di uno stile ipnotico che richiama alla mente gli antichi poemi omerici, e che penetra nel lettore al punto tale d'immergerlo in uno stato fra il fascino e l'oblio. Il mio primissimo incontro con un autore francese. La prima sensazione. La prima storia d'amore che è stata raccontata da tanti, ma che Cohen riesuma col suo tocco spiccatamente magico/comico e tragico le cui descrizioni, che riavvicinano la psicologia maschile e femminile, sono crudelmente sincere in quanto ciò che è descritto è descritto attraverso gli strumenti della letteratura: l'essere umano definito in senso universale. Il cui mondo che lo circonda è zeppo di meschinità, ipocrisia, cattiveria, che rivelano l'intento dell'autore di esaminare, con profondità e tenerezza, un tema piuttosto importante nella produzione coheniana: il senso della vita.
    Leggendolo tutto d'un fiato per la seconda volta, nonostante il tempo scorra ininterrotto e, delle volte, ci costringa a dimenticare cose che non vorremmo mai dimenticare - immagini, episodi che ci avvolgono quasi come una seconda pelle -, ho riscontrato quella profonda e assurda solennità di cui è impregnato e di cui, due anni fa, come un meraviglioso compagno di viaggio, aveva disegnato la sua orbita. Assistere alle meravigliose ed esilaranti impennate amorose del donnaiolo Solal, vivere in prima persona il loro splendido ma tormentato amore, trovarsi in un luogo che conoscevo solo per sentito dire è stata la prova che questo tipo di storia non ero ancora riuscita a dimenticarla del tutto. I miei ricordi nei riguardi di questo straordinario romanzo, le sue indimenticabili immagini sono ancora saldamente legati al mondo della mia adolescenza e, ritratto umano terribilmente realistico e coinvolgente di protagonisti intrappolati nel lungo limbo delle convenzioni sociali, che incorrono esclusivamente l'ideale dell'uomo forte, virile e spericolato, differententissimo dagli archetipi contradditori e intercambiabili, è rosso sangue che scorre. Una dimensione in cui è semplicissimo riconoscersi, assistendo alla nascita di una passione indescrivibile, illusoria e allo stesso tempo terrificante, che se ne sta sospesa nell'avverso universo come luminose stelle, e che scopre i due amanti perdutamente insaziabili dei peccati tatuati sulla loro pelle. Presi nell'anima e nel corpo. Così brillanti di lucentezza, inteneriti e bramosi di vegliare sul sonno di uno sconosciuto che prima osservavano con pietà, ma che adesso rappresenta la vita.
    E' una storia ambiziosa in cui sembra quasi impossibile distinguere la finzione dalla realtà, che prende vita pian piano come la costruzione di un origami. Reca il presagio di una lenta sofferenza capace di logorare dall'interno lo spirito delle persone. E suscita nel lettore un empatia naturale, risvegliando zone assopite nel fondo della sua coscienza. Una storia che ha un ché di tragico e solenne, come un valoroso eroe tornato nella sua amata terra, che ci parla di menzogne, follia. E che ci permette di seguire attentamente le vicende di Ariane e Solal e la loro ingarbugliata storia che, da sempre desiderata, li ha tramutati in animali. A comporre una musica che varchi i cancelli celesti del Paradiso, depurandoli a tal punto di privarli persino della loro anima e permettendogli di assaporare senza rimorso le gioie del corpo. Sedotti nella gioia crudele del cuore, angeli dall'anima immortale legati da un amore che sconfina oltre il tempo.
    Dal ritmo lento e sincopato, fa sorgere le riflessioni più profonde dell'animo umano. Si camuffa tra le mura di un mondo ombroso e sentimentale. Descrive situazioni inverosimili e sorprendenti che conducono il lettore a immergersi in profondità del proprio inconscio. Ritratto di figure contrite e appassionate che avvertono la presenza di una nuova realtà, che avrebbe colmato quel senso d'incompletezza delle loro esistenze, nonché richiamo costante alla tangibilità di un sogno tranquillo ma emozionante, intrigante, profondo, benefico, giunto dopo una sfilza di letture di vario genere. Dove l'amore funge da bisogno primordiale di appartenenza, in cui l'uno non riesce a vivere senza l'altro. E che, nel momento del loro ricongiungimento, si fondono insieme salvando le loro anime da un mondo di tenebre e oscurità.
    Bella del Signore è un inno all'amore, alle ossessioni e alle possessioni dei due amanti, violenti come scariche elettrice. Capaci di renderci prigionieri dei loro stessi peccati, costantemente punteggiato da riferimenti scespiriani che ne accentuano il tono elegiaco. Il titolo è una sorta di omaggio alla bella Ariane che, fiera di essere l'amata del suo Solal, come una tragica eroina, si sente condannata dalla commedia della nobiltà, per il suo pietoso bisogno di essere distinta. Un quadro raffinato che non lo fa sembrare un romanzo, piuttosto una proiezione in cui si provano gioie e sofferenze.
    Sciorina continuamente descrizioni dettagliate che, spesso e volentieri, inducono al tedio e alla noia, è costruito mediante dialoghi incessanti che fungono quasi come monologhi interiori dei protagonisti, in cui è quasi sempre in atto una contrapposizione della persona la cui risposta è data dalla stessa anima, ma cattura l'attenzione per la sensualità che si respira fra le sue pagine e in cui diviene sempre più forte l'esigenza dell'autore di esplorare la zona dei sentimenti.
    Leggendolo con passione ha riaperto ferite che pensavo avessi rimarginato del tutto. Ho avuto come l'impressione che divenisse qualcosa di potente, e che si espandesse oltre la realtà, come se alle impennate amorose di Ariane e Solal avessi assistito in prima persona. E, nel corso di due pomeriggi, con il giovane navigatore che vegliava su di me e la sua sapienza mi regalava la conoscenza della passione amorosa, ho sentite mie le avventure di questi due amanti che, come un solco profondo, hanno lasciato una traccia del loro passaggio.

    ha scritto il 

  • 4

    Albert Cohen è sostanzialmetne disonesto. L'unico personaggio di cui sia innamorato è Solal e, per pura gelosia, ne centellina la presenza al lettore, nascondendolo, per la maggior parte delle ottocento e passa pagine, tra le minuziosissime discussioni e gli interminabili flussi di pensieri degli ...continua

    Albert Cohen è sostanzialmetne disonesto. L'unico personaggio di cui sia innamorato è Solal e, per pura gelosia, ne centellina la presenza al lettore, nascondendolo, per la maggior parte delle ottocento e passa pagine, tra le minuziosissime discussioni e gli interminabili flussi di pensieri degli altri personaggi che restano però opache sagome di cartone...

    ha scritto il 

  • 4

    Manuale d'amore uno

    Considerato da Le Monde tra i 100 libri più significativi del secolo scorso, in effetti Bella del Signore è, da un lato, la summa delle esperienze letterarie del Novecento e, dall'altro, uno straordinario manuale della chimica dell'amour passion.
    Non può sfuggire come il linguaggio verboso, ...continua

    Considerato da Le Monde tra i 100 libri più significativi del secolo scorso, in effetti Bella del Signore è, da un lato, la summa delle esperienze letterarie del Novecento e, dall'altro, uno straordinario manuale della chimica dell'amour passion.
    Non può sfuggire come il linguaggio verboso, metaforico, solenne, barocco degli israeliti, personaggi di contorno del romanzo, nonché i monologhi divertenti della domestica di Arianne, evochino rispettivamente il Bloch e la Francoise proustiani, così come il flusso di coscienza dei protagonisti sia debitore di Joyce, o le descrizioni dell'ambiente diplomatico della Società delle Nazioni ricordino, come anche l'ironia costantemente presente, Musil.
    A ciò però deve aggiungersi, come contributo originalissimo, la rappresentazione del clima antisemita dell'Europa "civile" del secondo dopoguerra, quella che accompagna l'avvento di Hitler al potere.
    D'altro canto il romanzo descrive con completezza, acutezza e potente capacità evocativa, tutti i meccanismi della grande passione. Dal delirio degli inizi, al patetico tentativo della coppia di mantenere intatta la propria aura estetica, al lento declino quando ai due protagonisti viene a mancare il sostegno sociale e la relazione si affloscia come per mancanza di echi e di ossigeno in un ripetitivo e deludente "tete à tete", che, piano piano, slitta verso la disperazione, l'ossessione, la depravazione.
    Un libro assolutamente da leggere, un grande romanzo.

    ha scritto il 

  • 5

    Questo è un romanzo con tante prospettive, tante tonalità che compongono un lavoro magnifico, da cui è difficile staccarsi. Se dovessi trovare il filo rosso lo cercherei nell'osservazione lucida di che cosa sia e di che cosa non sia la dignità umana. Anche nei casi più estremi.

    ha scritto il 

  • 5

    Andiamo, parla, non ti fermare, di’ una cosa qualsiasi. I difetti d’uno scrittore spesso ne alimentano l’opera.

    Avercene di tali difetti! ci fossero state altre ottocento pagine avrei letto pure quelle: trascinata, indifesa, incantata... riconoscente.
    Perché Albert Cohen scriveva come un dio.

    ha scritto il 

  • 3

    Voce fuori

    Letto circa un anno fa, recentemente l'ho sfogliato per rammentare le impressioni suscitate. Romanzo che dissacra l'amore sinonimo di passione, ridicolizza la tragedia degli amanti che si fingono perfetti e belli sempre, attraverso il disincanto del protagonista maschile, la sua capacità di sdopp ...continua

    Letto circa un anno fa, recentemente l'ho sfogliato per rammentare le impressioni suscitate. Romanzo che dissacra l'amore sinonimo di passione, ridicolizza la tragedia degli amanti che si fingono perfetti e belli sempre, attraverso il disincanto del protagonista maschile, la sua capacità di sdoppiarsi, scivolare verso la rovina e la decadenza in piena consapevolezza. L'amore per l'amore... che palle! Nel romanzo non succede niente di niente. Ciò nonostante è ben scritto e riesce a farsi leggere fino alla fine. Qualche frase memorabile... Tuttavia: doveva essere lungo la metà.

    ha scritto il 

  • 5

    Sicuramente un bellissimo libro, lo stile è curato, ricco ed originale (i monologhi della domestica sono esilaranti per il lessico), ma l'ho letto troppo lentamente e come sempre accade in questi casi ne ho perso parte del fascino. È la storia più cinica che abbia mai letto sull'amore o meglio su ...continua

    Sicuramente un bellissimo libro, lo stile è curato, ricco ed originale (i monologhi della domestica sono esilaranti per il lessico), ma l'ho letto troppo lentamente e come sempre accade in questi casi ne ho perso parte del fascino. È la storia più cinica che abbia mai letto sull'amore o meglio sui rapporti tra uomini e donne e colpisce proprio perchè non si limita a facili stereotipi, ma va in fondo ad analizzare sentimenti e situazioni condizionanti quali la cultura dell'epoca e la prigionia dei ruoli. C'è anche un altro profilo di lettura molto efficace, quello del mondo del lavoro e dell'affermazione di sé attraverso le relazioni più che con veri meriti personali che viene espresso in modo eccellente in questo passaggio: “Successo fragile, poiché tutto d'intelligenza. Successo su corda tesa e senza rete. Privo di appoggi, di parentele, di amicizie ereditarie,di amicizie d'infanzia e di adolescenza, di tutte quelle difese naturali che tesse l'appartenenza reale a un ambiente, non aveva mai potuto contare che su se stesso”.
    Dall'ipocrisia del matrimonio alla passione assurdamente ambita come status perenne in contraddizione con la stessa natura del rapporto e che uccide ogni intimità e tenerezza, si giunge al dramma come solo epilogo possibile con il protagonista che da Don Giovanni diventa un banale violento con la sua compagna esullo sfondo un'Europa nel suo momento più buio, quello dello sterminio degli ebrei
    “Mussolini l'orrendo parlava e un popolo intero lo adorava. E lui, che faceva? Tormentava una donna indifesa”

    ha scritto il