Bella vita e guerre altrui di Mr. Pyle, gentiluomo, Alessandro Barbero

I Capolavori del Premio Strega - 28

Di

Editore: Il Sole 24 Ore su licenza Mondadori

3.5
(278)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 819 | Formato: Copertina rigida

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Viaggi

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Descrizione del libro
" L'anno 1848 finirà presto.Le foglie degli aceri sono morte, e il vento che le spazza via odora già di neve. Ho settantotto anni, che sono una bella età anche in questo secolo di progresso, e credo che anch'io finirò presto. Può darsi che l'elettricità, il vapore e la strada ferrata permetteranno un giorno agli uomini di vivere più a lungo, ma mi sembra più probabile il contrario, nonostante le chiacchiere dei giornalisti; ad ogni modo, io non lo saprò mai. La gotta ha preso possesso del mio piede sinistro, e sta scavandosi la via verso l'alto, sicché un giorno o l'altro arriverà a bussare al cuore; non lo rimpiango, perché penso a tutto il roast-beef che ho mangiato, a tutto il Bordeaux che ho bevuto, e credo che ne sia valsa la pena, ma non posso nascondermi che sarò fortunato se arriverò a vedere un'altro autunno. "
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  • 3

    soporifero

    Lo abbandonai 20 anni fa per eccesso di noia, non potevo sopportare che dopo 3 pagine di lettura cadessi immancabilmente in un sonno letargico. A 40 anni si è più stoici, la resistenza aumenta, ci rip ...continua

    Lo abbandonai 20 anni fa per eccesso di noia, non potevo sopportare che dopo 3 pagine di lettura cadessi immancabilmente in un sonno letargico. A 40 anni si è più stoici, la resistenza aumenta, ci riprovo. Le crisi soporifere permangono, però meno gravi e riesco a procedere nella lettura ed addirittura finire questo primo romanzo di Barbero. Si può dedurre che la trama non abbia grossi sobbalzi, che l'andamento delle vicende narrate tutte in prima persona in forma diaristica da una ambasciatore americano nella Prussia prima e durante le guerre napoleoniche, sia quantomeno ripetitiva e monotona, ed infatti così è. Che salta all'occhio spudoratamente è che l'ambasciator Pyle era un puttaniere di prima categoria, proprio non riusciva a passare un giorno senza andarci! Poi, visto che ha consegnato ai posteri il manoscritto del suo diario, in cui ha avuto cura di elencare precisamente tutte le avventure con tutte le prostitute germaniche, a questo punto poteva andare già più sul dettaglio, magari la storia ne avrebbe guadagnato, ma vabbè. Il resto è viaggi nella Prussia imperiale, disguidi, incidenti, incontri galanti, ubriacature galattiche, usi e costumi Germanici dell'inizio del XIX sec., decadenza dei fasti dei tempi di Federico il grande, passando per la Polonia occupata, la Sassonia e via discorrendo. Ci sarebbe una cosetta che se sviluppata meglio avrebbe potuto rendere più intrigante l'avventura di mr. Pyle, ovvero gli incontri fortuiti o meno che ebbe con le personalità dell'epoca, dai principi ai monarchi prussiani alle eminenze della musica alla letteratura quali ad esempio :Goethe, Fichte, Hoffman, Jean Paul, ecc.; ma anche qui sono incontri poco sviluppati che non danno elementi utili a risvegliare l'interesse, come sarebbe stato ad esempio una visione più confidenziale e intima di certi mostri sacri. Peccato. La battaglia che precede l'epilogo della storia di Pyle in Europa, quella battaglia di Jena che vide l'esercito prussiano andare in rotta contro l'invincibile Armee di Napoleone salva in extremis il romanzo, Barbero pesca un po' da Stendhal, da Hugo e pure da Tolstoj e il risultato è eccellente. Discreta opera, fedeltà nella ricostruzione storica, senza infamia ne lode.

    ha scritto il 

  • 4

    Bella la scelta di un diplomatico USA ciome narratore: non poteva esserci sguardo migliore sul cuore della vecchia Europa!
    Il realismo delle descrizioni, così impietose, è esemplare.
    L'immagine di cit ...continua

    Bella la scelta di un diplomatico USA ciome narratore: non poteva esserci sguardo migliore sul cuore della vecchia Europa!
    Il realismo delle descrizioni, così impietose, è esemplare.
    L'immagine di città e paesi tedeschi e polacchi sbalordisce: mai avrei pensato fossero in quelle condizioni.
    Il racconto procede in crescendo, la descrizione della battaglia è mirabile, sembra di esserci dentro.
    Perché non cinque stelle?
    Non lo so.
    Non è romanzo, non è documento storico.
    Mi scopro tradizionalista :)

    ha scritto il 

  • 0

    Dunque, già dopo le prime pagine ero perplessa. Il fastidio é aumentato senza interruzione. Ho tenuto duro fino a metà (grazie all'audiolibro, all'autoradio, all'autostrada). Ora basta, ieri ho quasi ...continua

    Dunque, già dopo le prime pagine ero perplessa. Il fastidio é aumentato senza interruzione. Ho tenuto duro fino a metà (grazie all'audiolibro, all'autoradio, all'autostrada). Ora basta, ieri ho quasi tamponato un'auto, tanto la noia abissale di questo romanzo mi istupidisce. Perché questo sforzo? Perché amo (ho amato?) il cavalier Barbero fino al delirio. Ma non capisco perché (cioè, lo capisco fin troppo bene!) un grandissimo storico come lui debba scrivere boiate pazzesche ( Gli occhi di Venezia), o mattoni insopportabili (questo). E pensare che il suo libro - di STORIA!- sulla battaglia di Lepanto si legge tutto d'un fiato. Alessandro, non pensare solo ai soldi, per favore...

    Abbandonato...

    [audiolibro]

    ha scritto il 

  • 4

    Non conoscevo Barbero e il libro stesso, che avevo in wish list da un sacco di tempo, mi attraeva più che altro per il bellissimo titolo; ma ora che l'ho letto, cavoli se non lo tengo d'occhio! Una s ...continua

    Non conoscevo Barbero e il libro stesso, che avevo in wish list da un sacco di tempo, mi attraeva più che altro per il bellissimo titolo; ma ora che l'ho letto, cavoli se non lo tengo d'occhio! Una scrittura coerente con l'epoca trattata, ma fluida, accattivante, una documentazione storica solida, il che è sempre estremamente gradito... Alla fine ho riletto il prologo, perché mi dispiaceva troppo il libro fosse finito, e rileggendolo ci si sente proprio come il protagonista (altrimenti non molto empatico, ma è abilità di Barbero anche questa). Consigliato davvero.

    ha scritto il 

  • 5

    Geniale. Barbero si conferma autore poliedrico e competente. Si sente la stoffa dello storico, ma il libro non diventa mai noioso, neanche nei doverosi ritratti storici dei personaggi e degli eventi. ...continua

    Geniale. Barbero si conferma autore poliedrico e competente. Si sente la stoffa dello storico, ma il libro non diventa mai noioso, neanche nei doverosi ritratti storici dei personaggi e degli eventi. Consigliatissimo.

    ha scritto il 

  • 1

    Purtroppo non mi è piaciuto per niente, ho cercato in tutti i modi di leggerne almeno 100 pagine, ma non ci sono riuscita.
    Strano perché il genere mi piace......purtroppo però l'ho trovato troppo noio ...continua

    Purtroppo non mi è piaciuto per niente, ho cercato in tutti i modi di leggerne almeno 100 pagine, ma non ci sono riuscita.
    Strano perché il genere mi piace......purtroppo però l'ho trovato troppo noioso, diciamo che non è una lettura che consiglierei!

    ha scritto il 

  • 5

    Incontro con la storia

    Il testo di Barbero é decisamente un capolavoro, mi é parso di leggere Tolstoy benché il cuore del racconto sia decisamente diverso. Ammetto di non aver sempre osservato con molta simpatia il caratter ...continua

    Il testo di Barbero é decisamente un capolavoro, mi é parso di leggere Tolstoy benché il cuore del racconto sia decisamente diverso. Ammetto di non aver sempre osservato con molta simpatia il carattere cinico e arrogante del protagonista, quasi che la storia debba raccontarsi con disincanto per essere giudicata veritiera, ma piú che mai mi sono sentito tanto partecipe di un tempo.passato come sono riuscito a ritrovarmici con i resoconti di Barbero. Le ultime cento pagine trattengono il lettore costringendolo quasi a grattarsi il naso per trarne conforto, tanto le sue narici sono invase dalla polvere da sparo e dal fumo dei campi di battaglia.

    ha scritto il 

  • 3

    diario di viaggio di un diplomatico americano nell'europa del 1806.
    usi e costumi nella vita quotidiana di nobili, militari, lavoratori attraverso la germania e la polonia. accuratezza storica ma un p ...continua

    diario di viaggio di un diplomatico americano nell'europa del 1806.
    usi e costumi nella vita quotidiana di nobili, militari, lavoratori attraverso la germania e la polonia. accuratezza storica ma un pò piatto

    ha scritto il 

  • 4

    8/98 - romanzo storico. Narra le vicissitudini di un diplomatico americano accreditato presso la corte di prussia al tempo delle guerre napoleoniche (1806).valido sotto il profilo storico,troppo lungo ...continua

    8/98 - romanzo storico. Narra le vicissitudini di un diplomatico americano accreditato presso la corte di prussia al tempo delle guerre napoleoniche (1806).valido sotto il profilo storico,troppo lungo come narrazione.

    ha scritto il