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Bellas mariposas

Di

Editore: L'Unione Sarda

4.0
(392)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 159 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Francese

Isbn-10: A000030954 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature , Romance

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Descrizione del libro
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  • 4

    Bello. Però mi è piaciuto di più lo splendido film tratto dal secondo racconto che dà il titolo al libro. Lo so, di solito succede il contrario, ma in questo caso il regista è riuscito a rendere la storia ancora più densa e più bella.

    ha scritto il 

  • 4

    Compro il libro e contemporaneamente ne sento parlare … ne stanno già facendo un film. La cosa che mi ha spiazzato è stato trovare scritto “liberamente ispirato”: può uscire Shining o una schifezza. Io veramente, leggendolo, me lo vedevo in teatro. Un dialogo tra due ragazzine tredicenni.
    Due rag ...continua

    Compro il libro e contemporaneamente ne sento parlare … ne stanno già facendo un film. La cosa che mi ha spiazzato è stato trovare scritto “liberamente ispirato”: può uscire Shining o una schifezza. Io veramente, leggendolo, me lo vedevo in teatro. Un dialogo tra due ragazzine tredicenni. Due ragazzine tredicenni della periferia di Cagliari: quartiere povero, pieno delle cose dei quartieri poveri. Tossici e pusher, Uzi che girano come cellulari, puttane, puttanelle, demi-vierge, assatanate, padri padroni e padri sporcaccioni, cornuti, sfigati, pedofili. In mezzo a tutto questo le due ragazzine si scoprono “sorelle” e riescono (non so per quanto) a mantenere una singolare purezza, lievi come belle farfalle. Atzeni mette un po’ di sardo nei discorsi sgrammaticati delle due, e questo mi blocca un po’ (il sardo non è un dialetto e non suscita assonanze o reminiscenze) ma è cmq molto bello. Lui si definiva sardo, italiano ed europeo. Be’, con questo breve racconto, se non ci fossero un po’ di lingua sarda e un po’ di riferimenti geografici, potremmo trovarci nel mondo Periferia Degradata di una Qualsiasi Città di una nazione Qualunque. Le due lievi farfalle avrebbero, in ogni caso, volato. Almeno per un poco. Questo è l’ultimo racconto da lui scritto prima di morire. Nel libro c ‘è anche il suo primo racconto: Il demonio è cane bianco. In questo Atzeni utilizza una vecchia leggenda e i personaggi e il mondo visionario della tradizione culturale dell’isola,. Protagonista è sempre un bimbo, poi ragazzo, che fugge dal proprio paese cavalcando un cavallo/diavolo e incontrando uomini crudeli e vecchie senza occhi, finendo ospite di un orafo, giudeo e contrabbandiere. Per tetto un cielo di stelle.

    ha scritto il 

  • 3

    Una stella per il primo racconto, un mattone indigeribile. Tanti anni fa l'avevo letto, oggi non ce l'ho fatta di nuovo.


    Cinque stelle, ma potrebbero essere anche sei, sette o otto per la seconda storia. Stile e linguaggio stupendi che fanno sentire a casa chiunque abbia frequentato quelle ...continua

    Una stella per il primo racconto, un mattone indigeribile. Tanti anni fa l'avevo letto, oggi non ce l'ho fatta di nuovo.

    Cinque stelle, ma potrebbero essere anche sei, sette o otto per la seconda storia. Stile e linguaggio stupendi che fanno sentire a casa chiunque abbia frequentato quelle - ma forse anche altre - periferie.

    ha scritto il 

  • 4

    Farfalle

    Il libro è composto di due racconti : Il demonio è un cane bianco e Bellas mariposas. Due racconti molto diversi. Il primo è molto simile nello stile a Passavamo sulla terra leggeri. Il secondo, una storia dei nostri tempi, narra le vicende di due adolescenti che vivono in un quartiere degradato ...continua

    Il libro è composto di due racconti : Il demonio è un cane bianco e Bellas mariposas. Due racconti molto diversi. Il primo è molto simile nello stile a Passavamo sulla terra leggeri. Il secondo, una storia dei nostri tempi, narra le vicende di due adolescenti che vivono in un quartiere degradato di Cagliari.

    ha scritto il 

  • 4

    “Mi piace ascoltarti. Le parole sono note di un ballo, non bisogna capire.”


    Il libro in realtà contiene due racconti di Sergio Atzeni, il primo (Il demonio è cane bianco) e l’ultimo (Bellas mariposas).
    Il primo è una favola, o forse una leggenda, sembra quasi un racco ...continua

    “Mi piace ascoltarti. Le parole sono note di un ballo, non bisogna capire.”

    Il libro in realtà contiene due racconti di Sergio Atzeni, il primo (Il demonio è cane bianco) e l’ultimo (Bellas mariposas). Il primo è una favola, o forse una leggenda, sembra quasi un racconto iniziatico, una di quelle favole che si raccontavano, magari davanti al camino, ai bambini per prepararli ad affrontare la vita, “in una terra di uomini che non amano farsi interrogare”. Uno di quei racconti frutto di quella lunga tradizione orale, che fa tornare alla mente Passavamo sulla terra leggeri. E poi c’è il secondo racconto che traccia scene di vita di periferia. “La Cagliari dei quartieri popolari contemporanei” raccontata da una ragazzina dodicenne, cosciente della realtà che la circonda ma che non smette mai di sognare qualcosa di migliore. Una lettura incantata e disincantata, bella. Grazie.

    http://www.youtube.com/watch?v=O7935FnCxjo

    ha scritto il 

  • 5

    Di terra e sangue

    "Dall'ombra esce una donna. E' scalza, i piedi anneriti dal sole. La bocca è rossa. Nasconde gli occhi con le palpebre abbassate e coll'orlo del mantello. -Voglio una tavola imbandita con tovaglie di batista ricamate e piatti di porcellana- ordina, la voce è un canto sommesso -e fiori di tutti i ...continua

    "Dall'ombra esce una donna. E' scalza, i piedi anneriti dal sole. La bocca è rossa. Nasconde gli occhi con le palpebre abbassate e coll'orlo del mantello. -Voglio una tavola imbandita con tovaglie di batista ricamate e piatti di porcellana- ordina, la voce è un canto sommesso -e fiori di tutti i colori in caraffe bianche, e alberi verdi carichi di limoni, e una fontana che abbia sul fondo un mosaico di cigni e principesse e al centro uno zampillo alto come Luisu, e una voliera gialla con un corcoro giapponese, una mattina di primavera senza vento, e che dalle guance e dalle mani di Luisu spariscano le spine dei cardi-. Mentre parla tutto si avvera, il sole di primavera, la voliera gialla e la tavola imbandita. Quando tace tornano notte e vento, camino e capra sul fuoco. Le spine dei cardi non tornano."

    ha scritto il 

  • 5

    In questo volumetto della Sellerio sono raccolti il primo e l'ultimo racconto dell'autore.
    Il primo si svolge musicalmente su un'antica leggenda sarda e si muove flautato e privo di retorica. Il secondo ambientato in un borgo disagiato di Cagliari è il flusso di coscienza di una quindicenne Cate, ...continua

    In questo volumetto della Sellerio sono raccolti il primo e l'ultimo racconto dell'autore. Il primo si svolge musicalmente su un'antica leggenda sarda e si muove flautato e privo di retorica. Il secondo ambientato in un borgo disagiato di Cagliari è il flusso di coscienza di una quindicenne Cate, con un linguaggio ultramoderno e innovativo. Entrambe le opere sono meravigliose e degne di nota e si levano almeno due spanne sopra i super pubblicizzati Murgia e Fois. Bellissimo e poetico.

    ha scritto il 

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