Belli e dannati

Di

Editore: Mondadori (Oscar 451)

3.8
(841)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 513 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Francese , Portoghese

Isbn-10: A000085954 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Fernanda Pivano

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Rosa

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Descrizione del libro
"Belli e dannati è la storia di un deterioramento morale causato dal denaro...Si tratta di Anthony Patch, che in attesa di ereditare la fortuna del nonno conduce una vita sofisticata e dissipata con la moglie Gloria Gilbert e quando viene diseredato si batte in una lunga azione legale che gli assicura trenta milioni di dollari ma lo lascia su una sedia a rotelle, vicino a una Gloria che ha perduto con la bellezza la sua unica virtù. La vita sofisticata è quella tipica della generazione che Fitzgerald si trovò a rappresentare, e infatti nel "Metropolitan Magazine" che lo pubblicò a puntate prima che uscisse in forma di libro, il romanzo venne presentato col sottotitolo: "Un romanzo inchiesta sulla rivolta della gioventù americana", dove il nonno della storia condensa in sé tutte le convinzioni vittoriane contro le quali l'Età del Jazz condusse la sua polemica. In questo senso il romanzo potrebbe essere una specie di continuazione di Di qua dal Paradiso e di anticipazione degli altri scritti di Fitzgerald. Tuttavia Edmund Wilson fece notare una differenza: mentre Di qua dal Paradiso "cercava di scoprire un significato della vita", Belli e dannati denunciava "la mancanza di significato della vita"; e anche se Fitzgerald non ha mai rivelato, come ha fatto per quasi tutti gli altri libri, uno schema generale per questo romanzo, Belli e dannati sembra basarsi appunto su questi due temi che procedono paralleli senza mai congiungersi: la rivolta della gioventù e la mancanza di significato della vita." Fernanda Pivano
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  • 3

    Impressione a caldo,a libro appena chiuso.
    Fitzgerald mi fa male.
    Si inizia sempre con lustrini sfavillanti, musica, feste folli, gioventù e meravigliosa follia.
    E poi finisce sempre male.
    Luci spente ...continua

    Impressione a caldo,a libro appena chiuso.
    Fitzgerald mi fa male.
    Si inizia sempre con lustrini sfavillanti, musica, feste folli, gioventù e meravigliosa follia.
    E poi finisce sempre male.
    Luci spente, squallore e amori fatti a brandelli nel peggiore dei modi.
    Lo ripeto: a me Fitzgerald fa male. Punto.

    ha scritto il 

  • 4

    Trama interessante o meno, personaggi fastidiosi o amati, non ha importanza. Che siano i detestabili Anthony e consorte o l'eccezionale Gatsby, è sempre il sogno rincorso che fugge via, sempre al di l ...continua

    Trama interessante o meno, personaggi fastidiosi o amati, non ha importanza. Che siano i detestabili Anthony e consorte o l'eccezionale Gatsby, è sempre il sogno rincorso che fugge via, sempre al di là delle proprie possibilità, il nucleo intorno al quale si compone lussuosa e seducente la scrittura di Fitzgerald.

    ha scritto il 

  • 0

    BELLI E DANNATI di Francis Scott Fitzgerald

    Quando affrontiamo un nuovo autore, tendiamo quasi sempre ad iniziare con quei libri che vengono considerati i suoi capolavori.
    Ma, riflettendoci, per alcuni scrittori sarebbe meglio accostarsi a loro ...continua

    Quando affrontiamo un nuovo autore, tendiamo quasi sempre ad iniziare con quei libri che vengono considerati i suoi capolavori.
    Ma, riflettendoci, per alcuni scrittori sarebbe meglio accostarsi a loro attraverso i loro testi meno conosciuti.
    Belli e dannati viene considerato il “tentativo”, la cosiddetta prova generale di Fitzgerald in attesa de Il grande Gatsby ma, nonostante tutto, avrei preferito accostarmi a lui tramite questo romanzo.
    Non è facile spiegare il perché. Questo libro ha la tendenza a rimanermi in mente tramite immagini in dissolvenza.
    Difficile immortalarle singolarmente a parole.
    Un momento brillano di quella luce dorata che Fitzgerald sa donare alle parole, e un momento dopo, te le vedi sfumare davanti confondendosi in una lunga coda di cometa. Sempre luminosa e dorata, come la sua natura vuole, ma dai margini incerti e confusi.

    http://www.84charingcross.com/?p=89

    ha scritto il 

  • 3

    Il titolo racchiude in tre parole tutta la trama del romanzo. Ci sono ottimi personaggi e dialoghi brillanti (a volte un po' sconclusionati), ma soprattutto ci sono una quantità di riflessioni sulla ...continua

    Il titolo racchiude in tre parole tutta la trama del romanzo. Ci sono ottimi personaggi e dialoghi brillanti (a volte un po' sconclusionati), ma soprattutto ci sono una quantità di riflessioni sulla vita che, nonostante l'età del libro, valgono ancora oggi.

    Nota: questa edizione ebook contiene una quantità di refusi da rendere spesso irritante la lettura.

    ha scritto il 

  • 4

    Passiamo il tempo a lottare contro le nostre qualità finché non arriviamo a quarant'anni e allora, troppo tardi,scopriamo che costituivano la parte migliore della nostra deprecabile personalità. ...continua

    Passiamo il tempo a lottare contro le nostre qualità finché non arriviamo a quarant'anni e allora, troppo tardi,scopriamo che costituivano la parte migliore della nostra deprecabile personalità.

    ha scritto il 

  • 4

    Zelda Fitzgerald scrisse che il libro del marito sembrava fatto apposta per la lettura nella vasca da bagno. Anzi, l'ideale sarebbe stato metterlo in ammollo.
    L'ho presa in parola: ho lasciato il libr ...continua

    Zelda Fitzgerald scrisse che il libro del marito sembrava fatto apposta per la lettura nella vasca da bagno. Anzi, l'ideale sarebbe stato metterlo in ammollo.
    L'ho presa in parola: ho lasciato il libro sul comodino di un hotel a Cracovia, la donna delle pulizie ha dimenticato la finestra aperta, e un glorioso temporale estivo ha fatto il resto.
    (se digitate su Google"come asciugare un libro" vi si aprirà un mondo).
    La prosa di Fitzgerald é sempre sublime, qui messa a disposizione di una storia sul lato oscuro dei Ruggenti Anni '20. Il personaggio di Gloria é incredibilmente irritante.
    Devo ancora decidere se si tratta dell'affresco di un'epoca, o di una critica.

    ha scritto il 

  • 3

    abbastanza noioso

    Quasi tutto il racconto mi ha annoiato, a dire il vero, è enfatico e prolisso nelle descrizioni e nei dialoghi superficiali dei protagonisti, che sono noiosi oltre misura. Belli e insignificanti in mo ...continua

    Quasi tutto il racconto mi ha annoiato, a dire il vero, è enfatico e prolisso nelle descrizioni e nei dialoghi superficiali dei protagonisti, che sono noiosi oltre misura. Belli e insignificanti in modo noiosamente assurdo e (per fortuna) dannati e patetici nel finale.

    ha scritto il 

  • 5

    Tra l´esordio (sentito, autobiografico, vivido come molti esordi) con Di qua dal paradiso e la perfezione strutturale e linguistica del Grande Gatsby, si colloca il romanzo "imperfetto" o discusso e d ...continua

    Tra l´esordio (sentito, autobiografico, vivido come molti esordi) con Di qua dal paradiso e la perfezione strutturale e linguistica del Grande Gatsby, si colloca il romanzo "imperfetto" o discusso e discutibile di Fitzgerald, questo Belli e Dannati.

    Nel tempo la critica ha sollevato diverse perplessità, sia su un certo eccesso di metafore scintillanti e di aggettivazione (si veda l´uso ripetuto di "estatico") sia su una struttura tutta frammenti, interpolazioni, pause e improvvise accelerazioni (si veda qui l´escalation finale).

    In effetti mai come in questo romanzo Fitzgerald sperimenta: il romanzo é diviso in libri, che a loro volta sono divisi in sezioni e infine in capitoletti di lunghezza variabile, ognuno con un proprio titolo rappresentativo.
    Ma non é tutto: alcuni capitoli sono in forma di puro dialogo, a volte immaginario, quasi come in una sceneggiatura teatrale.
    Al di là di questi aspetti formali, il libro é poi intriso di riferimenti e influenze a palcoscenici e set, teatro, cabaret e cinematografo, un metodo che ricorda un po´quello utilizzato da Sergio Leone in C´era una volta in America, anche se credo con intenti diversi.

    Ma lasciamo perdere per un attimo le forme: Fitzgerald é bravissimo - come sempre - a descrivere quel germe dell´autoconsunzione già presente (e ignorato) nel sogno americano. Credo sia bravissimo in questo perché quel germe era in primis dentro di lui.
    In questo senso nelle vicende di Anthony e Gloria domina un elemento autobiografico. In questa coppia di esteti ed edonisti probabilmente FsF aveva descritto molto di se stesso e di Zelda.
    Mettendo i due belli e dannati al centro della scena, allo scrittore riesce di costruire una sorta di osservatorio deviato (perché A. e G. sono terribilmente snob) ma efficace sulla futilità (morale) dei valori di chi li circonda: vuoto dialogo intellettuale (Maury), aspirazioni artistiche soffocate dalla brama di successo (Dick), ricerca di denaro e potere e riconoscimento sociale, fatuo romanticismo cinematografico (Dot) e cosi via.

    Ecco, dopo avervi dato questi ragguagli sulla struttura posso finalmente arrivare a un mio giudizio e dire che questo romanzo sarà pure imperfetto (e in effetti le prime 100/120 pagine sono un po´lente, l´eccesso di metafore appesantisce qua e là) ma é un capolavoro senza se e senza ma.
    Probabilmente proprio il ripercorrere la storia propria e di Zelda e - all´apice del successo - il presagire il crollo (Il Crack Up) che sarebbe venuto fa sì che Fitzgerald si avvicini tanto, tantissimo, alla verità, o meglio alle tante verità, sul senso della vita, l´amore, il tradimento, la carriera, i sogni destinati a non realizzarsi mai perché troppo grandi o forse indefiniti o forse circolari (come un immenso loop autoreferenziale, come se il desiderio, il desiderio stesso - meglio se irrealizzabile - costituisse la natura di sogni e aspirazioni).

    Probabilmente Fitzgerald era uno di quegli animi che credono e sentono, credono e sentono troppo, credono nel vero amore (che smette di esserlo appena il relativo desiderio si realizza), nella vera amicizia, nella vita a colori, nell´assenza di frustrazione e nelle potenzialitá infinite nel desiderio stesso. Di autorealizzarsi e poi una volta venuto a noia di autorinnovarsi. Cosa che non accade mai.

    A un certo punto del personaggio di Maury si dice "L´ultima cosa che mi ha detto é che stava cominciando a lavorare per poter dimenticare che non c´era nulla per cui valesse la pena lavorare". Il sogno é destinato a infrangersi o a essere rimosso o a essere perpetuato in maniere non sostenibili, nelle chiacchere, nell´edonismo e soprattutto nell´alcol. Il giudizio di Fitzgerald é severo verso se stesso (Anthony) che inizia una discesa senza redenzione ma anche sprezzante verso Maury, la sua vecchia prosopopea sfociata in una vita senza bicchiere, a bianco e nero, e probabilmente senza premio.

    Ma c´é dell´altro, alcuni giudizi incredibilmente veri su amore e fedeltà, una scena memorabile sull´ambiente della vendita - quando Anthony decide di provarci - che potrebbe essere trasposta fedelmente nei nostri tempi, la falsa sincerità dell´imbonitore, il processo mentale del venditore disperato, e ancora altro, la scena della festa a casa di Anthony e Gloria, quasi a ritmo di vaudeville, la maniera in cui Anthony affronta la chiamata nell´esercito e ancora altro...

    In sintesi: non so se sia il libro più strutturalmente compiuto di Fitzgerald, quasi sicuramente no, ma che importa? É un capolavoro e una storia dove le luci del sogno americano vengono fatte brillare, brillare senza fine, brillare più forte che possono. Per poi farle spegnere, perché troppa energia finisce per bruciare.

    ha scritto il 

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