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Beloved

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Publisher: Plume

4.2
(918)

Language:English | Number of Pages: 512 | Format: Softcover and Stapled | In other languages: (other languages) German , Spanish , Chi traditional , French , Italian , Dutch , Swedish , Portuguese

Isbn-10: 0452280621 | Isbn-13: 9780452280625 | Publish date:  | Edition Reprint

Also available as: Paperback , Hardcover , Library Binding , Audio Cassette , Unbound , Audio CD , Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Book Description
Toni Morrison's magnificent Pulitzer Prize-winning novel--first published in 1987--brought the unimaginable experience of slavery into the literature of our time and into our comprehension. Set in post-Civil War Ohio, it is the story of Sethe, an escaped slave who has risked her life in order to wrench herself from a living death; who has lost a husband and buried a child; who has borne the unthinkable and not gone mad. Sethe, who now lives in a small house on the edge of town with her daughter, Denver, her mother-in-law, Baby Suggs, and a disturbing, mesmerizing apparition who calls herself Beloved.
Sethe works at "beating back the past, " but it makes itself heard and felt incessantly: in her memory; in Denver's fear of the world outside the house; in the sadness that consumes Baby Suggs; in the arrival of Paul D, a fellow former slave; and, most powerfully, in Beloved, whose childhood belongs to the hideous logic of slavery and who has now come from the "place over there" to claim retribution for what she lost and for what was taken from her. Sethe's struggle to keep Beloved from gaining possession of her present--and to throw off the long-dark legacy of her past--is at the center of this spellbinding novel. But it also moves beyond its particulars, combining imagination and the vision of legend with the unassailable truths of history.
Upon the original publication of Beloved, John Leonard wrote in the "Los Angeles Times": "I can't imagine American literature without it." In fact, more than a decade later, it remains a preeminent novel of our time, speaking with timeless clarity and power to our experience as a nation with a past of both abominable and ennobling circumstance.
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  • 4

    "«Dimmi una cosa, Stamp.» Paul D aveva gli occhi lucidi. «Dimmi solo questo. Un negro quanto deve sopportare? Dimmi. Quanto?»
    «Tutto quello che può», rispose Stamp Paid. «Tutto quello che può.»"

    Quest ...continue

    "«Dimmi una cosa, Stamp.» Paul D aveva gli occhi lucidi. «Dimmi solo questo. Un negro quanto deve sopportare? Dimmi. Quanto?»
    «Tutto quello che può», rispose Stamp Paid. «Tutto quello che può.»"

    Questo romanzo è stato la lettura più estenuante mai intrapresa in vita mia. In realtà, non saprei nemmeno da dove iniziare per darne un parere.

    Amatissima (traduzione leggermente errata dall'inglese Beloved) è a tutti gli effetti un capolavoro. Il fatto che gli abbia dato quattro stelline e non cinque è relativo. E' un libro indubbiamente difficile, pesante, prolisso e lento. Me lo sono portato avanti con fatica per qualche mesetto, interrompendone la lettura. Ma non consiglio lo stesso, soprattutto per la sensazione di insieme che se ne ha una volta terminato.

    Il titolo si riferisce al personaggio più enigmatico di tutto il romanzo, Amata, una ragazza che sbuca dall'acqua, un bel giorno, per installarsi al 124, dove vivono Sethe e sua figlia Denver, insieme a Paul D. ritornato dopo un pellegrinaggio solitario di sette anni. Paul D. ha appena liberato la casa dalla presenza di un fantasma violento.

    Ma perché Amata è così enigmatica e importante, tanto da renderle omaggio con il titolo del romanzo? Piccolo spoiler (importante, secondo me): Amata ritorna dal mondo inconoscibile: quello dei morti. Amata è il rancore, il senso di colpa di Sethe, che ha dovuto ucciderla per evitarle un morte in mano ai bianchi. Amata ritorna per Sethe, sua madre. Ritorna perché Sethe ne ha bisogno, anche se per tutto il romanzo, la figura di questa ragazzina assumerà numerose sfaccettature: dalla graziosità all'umanizzazione del degrado vizioso.

    "Era un fantasma affamato [Amata] e aveva bisogno di un sacco di amore, il che era più che naturale, tutto sommato. E io così faccio. La amo. Lei giocava con me e veniva sempre da me, quando ne avevo bisogno. Lei è mia, Amata. Lei è mia."

    E' un romanzo che ho trovato perfetto per molti motivi. Partendo dalla rappresentazione in toni crudi, macabri e schifosi dello schiavismo (con casi di zoofilia, stupri, omicidi efferati), Morrison se ne va per una - alquanto brillantemente scritta - strada, ossia quella delle radici e della maternità. Le quattro donne che fanno da pedine di tutta la vicenda, sembrano quasi sovrastare gli uomini (che scappano, che muoiono, che non ci sono), non per qualche rivendicazione femminista, ma perché la donna e il grembo sono dirette vittime di uno schiavismo cieco. Non a caso, il trauma più grande di Sethe è quello del suo latte rubato. Latte rubatole dal seno. Un crimine disumano, se lo si analizza a fondo. Quel latte è linfa, per i suoi figli.

    Forse, quello che più ho amato del romanzo è lo stile. Toni Morrison non ha scritto un romanzo, ma una cantilena, una nenia, un lamento, un racconto pianto. Una storia caratterizzata molto spesso da anafore e varie ripetizioni che conferiscono ancora di più quella dimensione quasi epica ai personaggi. Anche la ripetizione del succo di alcuni passaggi, rende tutto il materiale narrativo come qualcosa che si sta dicendo dal dolore.

    I personaggi - non tutti, certamente - portano con sé una dimensione epica perché in certi casi sono quasi titanici. Sethe stessa è un titano, un titano che può crollare, ma pur sempre un titano. Reduce da una guerra di dolorose battaglie, il cui segno è sulla sua stessa schiena: un albero formatosi da cicatrici delle frustate. La grandezza di un simbolo del genere parla da sé.

    Per non dimenticarci di Baby Suggs, la nonna, la cui caratteristica è la costante ricerca di colori perché in quel mondo, come scrive Toni, mancano. Il semplice arancione di una coperta è un paradiso senza tempo.

    Il realismo magico, invece, non ha quei toni tipici della sua natura. E' qualcosa che non genera stupore, ma conseguenze. I fantasmi, Amata sono presenze che rendono irrequieti e generano pregiudizio. Generano domande che si riversano su Sethe, non sull'entità del problema.

    Il rancore e il senso di colpa sono, a mio parere, il filo conduttore dell'intera storia. Sono sentimenti nati da conseguenze dolorose ma necessarie ad una vita disumana. Non penso che questo romanzo abbia vinto il premio Nobel senza i giusti motivi.

    said on 

  • 4

    Recensione completa qui: http://lemieletturecommentate.blogspot.com/2015/07/amatissima-di-toni-morrison.html

    La mia infanzia è stata segnata emotivamente da due sceneggiati : "Radici" e "Olocausto".
    All'epoca il bollino rosso in Tv non esisteva, quel che passava il convento lo si guardava e nessuno avvisava ...continue

    La mia infanzia è stata segnata emotivamente da due sceneggiati : "Radici" e "Olocausto".
    All'epoca il bollino rosso in Tv non esisteva, quel che passava il convento lo si guardava e nessuno avvisava che la visione avrebbe potuto essere difficile per un bambino o che i genitori avrebbero dovuto filtrare certe storie e immagini...così io mi sono bevuta situazioni che hanno traumatizzato la mia giovane mente come se fossero acqua; fatto sta che quando si parla di sterminio degli ebrei o di schiavitù dei neri in me si apre una voragine di dolore e il rifiuto di tali argomenti.
    Probabilmente se invece di leggere "Amatissima" al buio avessi guardato almeno di cosa parlasse avrei evitato... ma ormai è tardi, mi sono fatta fregare.
    Si tratta di un libro doloroso, ben raccontato, nel quale si percepisce la sofferenza che certe popolazioni hanno dovuto affrontare, ma la si percepisce soltanto in parte a mio avviso, perché Toni Morrison ha il pregio di srotolare la storia in modo comunque discreto, fa arrivare alle verità per gradi e senza sbatterla in faccia con violenza alla prima occasione. Il pregio massimo del romanzo, secondo la mia opinione, è proprio il raccontare certe verità pur lasciano un velo di pudicizia, una sottile linea che non viene oltrepassata e che non fa scadere la vicenda in una mera sequela di fatti orrendi. Probabilmente questo modo di narrare è reso dolce anche dalla parte un po' esoterica che troviamo in tutta la storia, quel lato misterioso in cui i morti si confondono con i vivi, un realismo magico che troviamo anche in molti altri autori ( l'esempio più famoso è forse nell'america latina con Garcia Marquez) ma che qui ha una connotazione ben precisa, quella propria sviluppatasi tra le popolazioni di colore deportate in schiavitù in America.
    Tuttavia è proprio la parte esoterica a non convincermi al cento per cento, tutto questo dolore, tutta questa realtà che vengono a galla forse grazie alla figura di Beloved che reale non è...o forse lo è? La mia mente è più pragmatica di quanto sembri e forse non accetta di non avere spiegazioni tangibili e chiare ad una storia che avvolge e stordisce, che porta a respirare l'aria della schiavitù e del sangue.
    Resta il fatto che si tratta di un romanzo affascinante anche se non incarna certo i generi letterari che preferisco in questo periodo della mia vita.
    Per chi non ha tempo di leggere ne suggerisco l'ascolto nella bella versione di Ad Alta Voce, il Podcast di Radio Tre.

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  • 4

    Si vive l'orrore della schiavitù con straordinaria con viva sensazione di commozione come quando i ragazzini frustavano per gioco i domestici e gli adulti imparavano ai piccoli il riconoscimento dei s ...continue

    Si vive l'orrore della schiavitù con straordinaria con viva sensazione di commozione come quando i ragazzini frustavano per gioco i domestici e gli adulti imparavano ai piccoli il riconoscimento dei segni sulla schiena e cogliere le somiglianze tra uomo e bestia.

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  • 5

    Una vera grande sorpresa. Mai letto fino ad ora, mi è sembrato un unicum, per la dinamica narrativa, complessa e avvolgente, che procede per gradi, svelando l'orrore ed il dolore indicibile per accenn ...continue

    Una vera grande sorpresa. Mai letto fino ad ora, mi è sembrato un unicum, per la dinamica narrativa, complessa e avvolgente, che procede per gradi, svelando l'orrore ed il dolore indicibile per accenni progressivi. Un ritmo , una capacità di scavo nell'animo piagato della protagonista, che riescono a costruire un racconto avvincente come pochi.

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  • 5

    C'è una casa, una casetta malconcia, alla periferia di Cincinnati, accanto a un bosco e a un fiume. Siamo intorno al 1870, la guerra di secessione è finita da poco. Nella casetta ci vivono solitarie d ...continue

    C'è una casa, una casetta malconcia, alla periferia di Cincinnati, accanto a un bosco e a un fiume. Siamo intorno al 1870, la guerra di secessione è finita da poco. Nella casetta ci vivono solitarie due donne nere, madre e figlia, e un fantasma rabbioso. All'inizio sappiamo solo questo, eppure siamo così avvinti che in quella casa ci viviamo anche noi, anche dopo aver chiuso il libro. Ci viviamo mentre cerchiamo di addormentarci nel nostro letto, alzandoci la mattina, camminando per strada, cucinando, il nostro pensiero è sempre là. Pagina dopo pagina, flash-back dopo flash-back, incastriamo i pezzi e ricostruiamo la storia che c'è dietro: la donna è scappata avventurosamente dalla schiavitù a diciannove anni, dopo averne passate tante, e tante altre ne passerà. Il fantasma si materializza, e poi ancora compaiono altri personaggi, con le loro storie difficili, spesso strazianti, che si intrecciano. Fino all'ultima pagina, leggendo Amata, sono vissuta là, nella casa di Bluestone Road, nascosta e invisibile, ma partecipe, commossa, suggestionata, quasi ipnotizzata. Non tutto mi è piaciuto. Certe pagine le ho trovate un po' sentimentali. Ma è un dettaglio che viene spazzato via dalla potenza di questo romanzo, appassionato e poetico, dalla scrittura evocativa, originale, di grande intensità.

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  • 0

    E' un libro che mi ha riempito la testa di interrogativi dato che la lettura è stata una sorta di lotta contro me stessa e non arrivavo a comprenderne il motivo. Non sono riuscita ad apprezzarne la st ...continue

    E' un libro che mi ha riempito la testa di interrogativi dato che la lettura è stata una sorta di lotta contro me stessa e non arrivavo a comprenderne il motivo. Non sono riuscita ad apprezzarne la storia corale, di testimonianza, recupero e ricordo, e solo in parte quella fatta di ruscelli individuali.
    Se l'intenzione era denunciare l'inumanità e la spoliazione del sé operata contro le donne di colore, se una delle tante nuance di un'opera in cui il simbolismo si utilizza in quantità industriale era il femminismo, ho amato invece, i pochi, ma solidi, struggenti, umanissimi e concreti personaggi maschili.
    Con vergogna ammetto che l'orrore (più acquarellato che brutalmente detto) mi ha orripilato meno di quanto immaginassi.
    Forse per il linguaggio, che probabilmente nell'originale è pieno di sfumature e significati, fascinazione e ricchezza, ma nella mia lingua madre sembra sciatto oltre la tollerabilità.
    Forse perché l'insopportabile violenza dell'uomo bianco è già stata denunciata, fotografata, descritta, rappresentata, inchiodata, biasimata in modi che mi hanno annichilita mentre questo, di libro, mi ha toccata in profondità ma non lasciata senza parole come è accaduto quando leggevo "Radici".
    Forse perché l'odiatissima (da me) Beloved ricorda troppo da vicino personaggi che il lirismo latinoamericano ha saputo delineare a tutto tondo e con autentica originalità ben prima di questo.
    Non lo so. E un po' me ne duole. Mi sento insulsa, superficiale e giudicante.
    Ma sono quattro parole le mie, per descrivere ciò che ho percepito e ciò che mi sembra di non aver trovato (daltronde Amatissima è anche la narrazione delle lacerazioni dell'assenza e delle rimozioni). Non una brillante recensione alle celebrate fatiche di un Nobel per la letteratura.

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  • 5

    Come si fa a scrivere qualche parola su questo libro della Morrison che ti entra dentro nell’anima e nella coscienza, tirandone fuori quello che l’uomo occidentale, civilizzato e cristianizzato, vo ...continue

    Come si fa a scrivere qualche parola su questo libro della Morrison che ti entra dentro nell’anima e nella coscienza, tirandone fuori quello che l’uomo occidentale, civilizzato e cristianizzato, vorrebbe nascondere e distruggere per sempre. Ricostruendo questo fatto, realmente avvenuto nei suoi dati storici, la scrittrice non utilizza un procedimento lineare ma ricompone la vicenda utilizzando dei flashback : solo alla fine tutte le azioni saranno cronologicamente chiare e solo alla fine si capirà il vero problema della protagonista, le sue azioni, il suo coraggio e la sua pena. Quella parte di soprannaturale e di ultraterreno presente nella vicenda , che può suscitare in alcuni qualche perplessità, penso che abbia una sua ragione d’essere ben preciso. I fantasmi sono dentro di noi, dentro la nostra coscienza ed è più facile soccombere che liberarsene. Certo che le condizioni di vita degli schiavi, che sono stati così drammaticamente descritte, non si fanno dimenticare; sembrano addirittura inconcepibili, se purtroppo non avessimo chiare le vicende altrettanto disumane dei lager di un periodo storico non molto lontano.

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  • 5

    Saper fare il film di questo, altro che oscar a 12 anni schiavo

    LA scrittura, il flusso di coscienza di una popolazione, LA capacità di descrivere i sentimenti più semplici con maestria (quanto è bello il rumore delle foglie che vengono via dalle pannocchie?), fra ...continue

    LA scrittura, il flusso di coscienza di una popolazione, LA capacità di descrivere i sentimenti più semplici con maestria (quanto è bello il rumore delle foglie che vengono via dalle pannocchie?), fra fantasmi e testardo amore per la vita.

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  • 5

    Molto bello: una denuncia e una condanna senza appello dei "bianchi" Americani, per tutto quello che hanno fatto subire agli Afroamericani, durante la schiavitù e dopo.

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