Beloved

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Publisher: Plume

4.2
(964)

Language: English | Number of Pages: 512 | Format: Softcover and Stapled | In other languages: (other languages) German , Spanish , Chi traditional , French , Italian , Dutch , Swedish , Portuguese

Isbn-10: 0452280621 | Isbn-13: 9780452280625 | Publish date:  | Edition Reprint

Also available as: Paperback , Hardcover , Mass Market Paperback , Library Binding , Audio Cassette , Unbound , Audio CD , Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Book Description
Toni Morrison's magnificent Pulitzer Prize-winning novel--first published in 1987--brought the unimaginable experience of slavery into the literature of our time and into our comprehension. Set in post-Civil War Ohio, it is the story of Sethe, an escaped slave who has risked her life in order to wrench herself from a living death; who has lost a husband and buried a child; who has borne the unthinkable and not gone mad. Sethe, who now lives in a small house on the edge of town with her daughter, Denver, her mother-in-law, Baby Suggs, and a disturbing, mesmerizing apparition who calls herself Beloved.
Sethe works at "beating back the past, " but it makes itself heard and felt incessantly: in her memory; in Denver's fear of the world outside the house; in the sadness that consumes Baby Suggs; in the arrival of Paul D, a fellow former slave; and, most powerfully, in Beloved, whose childhood belongs to the hideous logic of slavery and who has now come from the "place over there" to claim retribution for what she lost and for what was taken from her. Sethe's struggle to keep Beloved from gaining possession of her present--and to throw off the long-dark legacy of her past--is at the center of this spellbinding novel. But it also moves beyond its particulars, combining imagination and the vision of legend with the unassailable truths of history.
Upon the original publication of Beloved, John Leonard wrote in the "Los Angeles Times": "I can't imagine American literature without it." In fact, more than a decade later, it remains a preeminent novel of our time, speaking with timeless clarity and power to our experience as a nation with a past of both abominable and ennobling circumstance.
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  • 4

    Gonna lay down my sword and shield
    Down by the riverside
    Down by the riverside
    Down by the riverside
    Gonna lay down my sword and shield
    Down by the riverside
    Ain’t gonna study war no more.
    (Spiritual ...continue

    Gonna lay down my sword and shield
    Down by the riverside
    Down by the riverside
    Down by the riverside
    Gonna lay down my sword and shield
    Down by the riverside
    Ain’t gonna study war no more.
    (Spiritual almeno ottocentesco)

    Pensavo che non sarebbe successo mai.

    segue: http://www.bestiariomagazine.it/reading-challenge/2016/04/07/toni-morrison-beloved/

    said on 

  • 5

    Amatissima è stato con me per soli quattro giorni, tanto ci ho messo a leggerlo. Quattro giorni intensissimi durante i quali mi sono lasciata trascinare dal dolore, dalla rabbia, dalla sofferenza e da ...continue

    Amatissima è stato con me per soli quattro giorni, tanto ci ho messo a leggerlo. Quattro giorni intensissimi durante i quali mi sono lasciata trascinare dal dolore, dalla rabbia, dalla sofferenza e dai segreti dei protagonisti. La crudeltà della schiavitù, il senso di impotenza di fronte a un'ingiustizia conclamata, l'amore di una madre. L'amore assoluto, l'amore puro. Descritto in modo così magistrale (eppure semplice) che al momento opportuno arrivi a capire quella madre che uccide i suoi figli perché essi conservino la loro libertà. La porta aperta tra il mondo dei vivi e quello dei morti, il realismo magico su cui si basa la storia stessa. E, in cima a tutto, lo stile dell'autrice, il modo stesso in cui è raccontata la storia, con i continui flashback e flashforward che rendono viva la storia, che spiegano il presente raccontando il passato e che permettono di avere un mosaico con tutti i tasselli a posto solo alla fine del romanzo, quando il quadro delle vite devastate e claudicanti di tutti i protagonisti si espone finalmente in tutta la sua tragicità, che il lieto fine addolcisce ma non cancella.

    In definitiva, questo romanzo ha tutti gli ingredienti che mi fanno amare la letteratura. Sono profondamente grata all'autrice per averlo scritto.

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  • 3

    Lettura non semplice, anche se molto interessante. Ho trovato stranamente questo libro poco coinvolgente emotivamente, ed è strano perchè è una storia pazzesca fatta di sentimenti fortissimi e vite du ...continue

    Lettura non semplice, anche se molto interessante. Ho trovato stranamente questo libro poco coinvolgente emotivamente, ed è strano perchè è una storia pazzesca fatta di sentimenti fortissimi e vite durissime, ma non s com'è erano là, descritte raccontate, e sembrava che non riuscissi a farne parte. Che strana sensazione.

    said on 

  • 5

    "Quei bianchi mi hanno preso tutto quello che avevo e che sognavo, e mi hanno anche rotto le corde del cuore. A questo mondo non c'è la sfortuna, ci sono solo i bianchi."

    Tra le tante cose che non capisco e che mi fanno inorridire e vergognare di appartenere al genere umano, la schiavitù è una delle cose che più mi sono incomprensibili. I dolori e le sofferenze di que ...continue

    Tra le tante cose che non capisco e che mi fanno inorridire e vergognare di appartenere al genere umano, la schiavitù è una delle cose che più mi sono incomprensibili. I dolori e le sofferenze di questi popoli strappati alla loro terra per essere usati come forza lavoro da gente cosiddetta civile: senza diritti, senza compensi, con le catene ai piedi e il morso alla bocca, mi fanno veramente vergognare di essere bianco. Da una vicenda accaduta realmente durante il periodo della schiavitù, Toni Morrison (prima donna afro-americana ad aver vinto il premio Nobel, nel 1993!!!!) prende spunto per raccontare la storia di Seth, schiava fuggita dai suoi padroni, per raggiungere la madre di suo marito (marito si fa per dire, perché agli schiavi non era permesso neanche di sposarsi!!) e i suoi figli, lasciati in custodia alla vecchia Baby Suggs, schiava liberata. Una storia meravigliosa e dolorosa, che ti entra dentro, ti lacera il cuore e i sentimenti, e che mi ha fatto soffrire, indignare e soprattutto vergognare di essere bianco. Capolavoro!!!

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  • 2

    Mi rendo conto che sono una voce fuori dal coro, ma questo libro l'ho detestato.
    Intanto, per circa la metà, non ho capito la trama: tutt tra il detto e il non detto, tra visioni di fantasmi e credenz ...continue

    Mi rendo conto che sono una voce fuori dal coro, ma questo libro l'ho detestato.
    Intanto, per circa la metà, non ho capito la trama: tutt tra il detto e il non detto, tra visioni di fantasmi e credenze tribali. La seconda parte un po' meglio, lo ammetto. Ci sono, è vero, dei brani molto toccanti che descrivono la schiavitù: immagini così forti che le ho sognate. Ma non posso dire altro, è uno stile che non mi appartiene.
    Una recensione più completa (e più diplomatica) qui:
    http://piedinudinelparco.blogspot.it/2015/10/amatissima.html

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  • 3

    Ad Alta Voce Radio 3 RAI

    http://www.adaltavoce.rai.it/dl/portaleRadio/Programmi/Page-9fe19bce-1c27-4b63-b41e-2d7581d21374?set=ContentSet-fe243d18-91c4-4d2c-aa66-d2c6b9761d5d&type=A
    Affascinante la storia ma soprattutto l'atmo ...continue

    http://www.adaltavoce.rai.it/dl/portaleRadio/Programmi/Page-9fe19bce-1c27-4b63-b41e-2d7581d21374?set=ContentSet-fe243d18-91c4-4d2c-aa66-d2c6b9761d5d&type=A
    Affascinante la storia ma soprattutto l'atmosfera un po' spiritual. Le scene sono descritte bene tanto che è facile immaginarle come fosse un film. Tuttavia il romanzo è talvolta un po' prolisso e la vicenda un po' troppo a forti tinte.
    Maria Paiato molto brava.

    said on 

  • 4

    "«Dimmi una cosa, Stamp.» Paul D aveva gli occhi lucidi. «Dimmi solo questo. Un negro quanto deve sopportare? Dimmi. Quanto?»
    «Tutto quello che può», rispose Stamp Paid. «Tutto quello che può.»"

    Quest ...continue

    "«Dimmi una cosa, Stamp.» Paul D aveva gli occhi lucidi. «Dimmi solo questo. Un negro quanto deve sopportare? Dimmi. Quanto?»
    «Tutto quello che può», rispose Stamp Paid. «Tutto quello che può.»"

    Questo romanzo è stato la lettura più estenuante mai intrapresa in vita mia. In realtà, non saprei nemmeno da dove iniziare per darne un parere.

    Amatissima (traduzione leggermente errata dall'inglese Beloved) è a tutti gli effetti un capolavoro. Il fatto che gli abbia dato quattro stelline e non cinque è relativo. E' un libro indubbiamente difficile, pesante, prolisso e lento. Me lo sono portato avanti con fatica per qualche mesetto, interrompendone la lettura. Ma non consiglio lo stesso, soprattutto per la sensazione di insieme che se ne ha una volta terminato.

    Il titolo si riferisce al personaggio più enigmatico di tutto il romanzo, Amata, una ragazza che sbuca dall'acqua, un bel giorno, per installarsi al 124, dove vivono Sethe e sua figlia Denver, insieme a Paul D. ritornato dopo un pellegrinaggio solitario di sette anni. Paul D. ha appena liberato la casa dalla presenza di un fantasma violento.

    Ma perché Amata è così enigmatica e importante, tanto da renderle omaggio con il titolo del romanzo? Piccolo spoiler (importante, secondo me): Amata ritorna dal mondo inconoscibile: quello dei morti. Amata è il rancore, il senso di colpa di Sethe, che ha dovuto ucciderla per evitarle un morte in mano ai bianchi. Amata ritorna per Sethe, sua madre. Ritorna perché Sethe ne ha bisogno, anche se per tutto il romanzo, la figura di questa ragazzina assumerà numerose sfaccettature: dalla graziosità all'umanizzazione del degrado vizioso.

    "Era un fantasma affamato [Amata] e aveva bisogno di un sacco di amore, il che era più che naturale, tutto sommato. E io così faccio. La amo. Lei giocava con me e veniva sempre da me, quando ne avevo bisogno. Lei è mia, Amata. Lei è mia."

    E' un romanzo che ho trovato perfetto per molti motivi. Partendo dalla rappresentazione in toni crudi, macabri e schifosi dello schiavismo (con casi di zoofilia, stupri, omicidi efferati), Morrison se ne va per una - alquanto brillantemente scritta - strada, ossia quella delle radici e della maternità. Le quattro donne che fanno da pedine di tutta la vicenda, sembrano quasi sovrastare gli uomini (che scappano, che muoiono, che non ci sono), non per qualche rivendicazione femminista, ma perché la donna e il grembo sono dirette vittime di uno schiavismo cieco. Non a caso, il trauma più grande di Sethe è quello del suo latte rubato. Latte rubatole dal seno. Un crimine disumano, se lo si analizza a fondo. Quel latte è linfa, per i suoi figli.

    Forse, quello che più ho amato del romanzo è lo stile. Toni Morrison non ha scritto un romanzo, ma una cantilena, una nenia, un lamento, un racconto pianto. Una storia caratterizzata molto spesso da anafore e varie ripetizioni che conferiscono ancora di più quella dimensione quasi epica ai personaggi. Anche la ripetizione del succo di alcuni passaggi, rende tutto il materiale narrativo come qualcosa che si sta dicendo dal dolore.

    I personaggi - non tutti, certamente - portano con sé una dimensione epica perché in certi casi sono quasi titanici. Sethe stessa è un titano, un titano che può crollare, ma pur sempre un titano. Reduce da una guerra di dolorose battaglie, il cui segno è sulla sua stessa schiena: un albero formatosi da cicatrici delle frustate. La grandezza di un simbolo del genere parla da sé.

    Per non dimenticarci di Baby Suggs, la nonna, la cui caratteristica è la costante ricerca di colori perché in quel mondo, come scrive Toni, mancano. Il semplice arancione di una coperta è un paradiso senza tempo.

    Il realismo magico, invece, non ha quei toni tipici della sua natura. E' qualcosa che non genera stupore, ma conseguenze. I fantasmi, Amata sono presenze che rendono irrequieti e generano pregiudizio. Generano domande che si riversano su Sethe, non sull'entità del problema.

    Il rancore e il senso di colpa sono, a mio parere, il filo conduttore dell'intera storia. Sono sentimenti nati da conseguenze dolorose ma necessarie ad una vita disumana. Non penso che questo romanzo abbia vinto il premio Nobel senza i giusti motivi.

    said on 

  • 4

    Recensione completa qui: http://lemieletturecommentate.blogspot.com/2015/07/amatissima-di-toni-morrison.html

    La mia infanzia è stata segnata emotivamente da due sceneggiati : "Radici" e "Olocausto".
    All'epoca il bollino rosso in Tv non esisteva, quel che passava il convento lo si guardava e nessuno avvisava ...continue

    La mia infanzia è stata segnata emotivamente da due sceneggiati : "Radici" e "Olocausto".
    All'epoca il bollino rosso in Tv non esisteva, quel che passava il convento lo si guardava e nessuno avvisava che la visione avrebbe potuto essere difficile per un bambino o che i genitori avrebbero dovuto filtrare certe storie e immagini...così io mi sono bevuta situazioni che hanno traumatizzato la mia giovane mente come se fossero acqua; fatto sta che quando si parla di sterminio degli ebrei o di schiavitù dei neri in me si apre una voragine di dolore e il rifiuto di tali argomenti.
    Probabilmente se invece di leggere "Amatissima" al buio avessi guardato almeno di cosa parlasse avrei evitato... ma ormai è tardi, mi sono fatta fregare.
    Si tratta di un libro doloroso, ben raccontato, nel quale si percepisce la sofferenza che certe popolazioni hanno dovuto affrontare, ma la si percepisce soltanto in parte a mio avviso, perché Toni Morrison ha il pregio di srotolare la storia in modo comunque discreto, fa arrivare alle verità per gradi e senza sbatterla in faccia con violenza alla prima occasione. Il pregio massimo del romanzo, secondo la mia opinione, è proprio il raccontare certe verità pur lasciano un velo di pudicizia, una sottile linea che non viene oltrepassata e che non fa scadere la vicenda in una mera sequela di fatti orrendi. Probabilmente questo modo di narrare è reso dolce anche dalla parte un po' esoterica che troviamo in tutta la storia, quel lato misterioso in cui i morti si confondono con i vivi, un realismo magico che troviamo anche in molti altri autori ( l'esempio più famoso è forse nell'america latina con Garcia Marquez) ma che qui ha una connotazione ben precisa, quella propria sviluppatasi tra le popolazioni di colore deportate in schiavitù in America.
    Tuttavia è proprio la parte esoterica a non convincermi al cento per cento, tutto questo dolore, tutta questa realtà che vengono a galla forse grazie alla figura di Beloved che reale non è...o forse lo è? La mia mente è più pragmatica di quanto sembri e forse non accetta di non avere spiegazioni tangibili e chiare ad una storia che avvolge e stordisce, che porta a respirare l'aria della schiavitù e del sangue.
    Resta il fatto che si tratta di un romanzo affascinante anche se non incarna certo i generi letterari che preferisco in questo periodo della mia vita.
    Per chi non ha tempo di leggere ne suggerisco l'ascolto nella bella versione di Ad Alta Voce, il Podcast di Radio Tre.

    said on 

  • 4

    Si vive l'orrore della schiavitù con straordinaria con viva sensazione di commozione come quando i ragazzini frustavano per gioco i domestici e gli adulti imparavano ai piccoli il riconoscimento dei s ...continue

    Si vive l'orrore della schiavitù con straordinaria con viva sensazione di commozione come quando i ragazzini frustavano per gioco i domestici e gli adulti imparavano ai piccoli il riconoscimento dei segni sulla schiena e cogliere le somiglianze tra uomo e bestia.

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  • 5

    Una vera grande sorpresa. Mai letto fino ad ora, mi è sembrato un unicum, per la dinamica narrativa, complessa e avvolgente, che procede per gradi, svelando l'orrore ed il dolore indicibile per accenn ...continue

    Una vera grande sorpresa. Mai letto fino ad ora, mi è sembrato un unicum, per la dinamica narrativa, complessa e avvolgente, che procede per gradi, svelando l'orrore ed il dolore indicibile per accenni progressivi. Un ritmo , una capacità di scavo nell'animo piagato della protagonista, che riescono a costruire un racconto avvincente come pochi.

    said on 

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