Beloved

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Publisher: 外语教学与研究出版社

4.2
(1023)

Language: English | Number of Pages: 275 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) German , Spanish , Chi traditional , French , Italian , Dutch , Swedish , Portuguese

Isbn-10: 7560018475 | Isbn-13: 9787560018478 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Mass Market Paperback , Library Binding , Audio Cassette , Softcover and Stapled , Unbound , Audio CD , Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Book Description
《宠儿》堪称美国黑人历史的一座纪念碑。主要情节取材于一个真实的历史故事。小说中的主人公——女黑奴塞丝怀着身孕只身从肯塔基的奴隶庄园逃到俄亥俄的辛辛那提,奴隶主循踪追至;为了使儿女不再重复自己做奴隶的悲惨命运,她毅然杀死了自己的一个女儿。十八年后奴隶制早已废除,而被她杀死的女婴还魂归来,以自己的出现日夜惩罚母亲当年的行为,并以色相引诱欲与塞丝相好的保罗·D,企图独占母亲的爱……本书充分展示了作者高超的叙事技巧,极具艺术震撼力,曾轰动美国,系莫里森的巅峰之作。
 本书通过逃亡女黑奴塞丝的经历,深刻揭露了奴隶制及对黑人心理的影响,它甚至超过了他们所受的苦难本身,本书意义深刻,是现代文学的经典之作。 《宠儿》堪称美国黑人历史的一座纪念碑。主要情节取材于一个真实的历史故事。虽然这已是18年前的往事,但往事的梦魇一刻也不曾停止过对塞丝的纠缠…… 《宠儿》获1987年度普利策奖。1998年,《宠儿》被搬上银幕,著名电视主持人奥普拉·温芙蕾饰演塞丝。
Staring unflinchingly into the abyss of slavery, this novel transforms history into a story as powerful as Exodus and as intimate as a lullaby. Sethe, its protagonist, was born a slave and escaped to Ohio, but eighteen years later she is still not free. She has too many memories of Sweet Home, the beautiful farm where so many hideous things happened. And Sethe's new home is haunted by the ghost of her baby, who died nameless and whose tombstone is engraved with a single word: Beloved
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  • 4

    I babbuini urlanti vivevano sotto la loro pelle bianca, le gengive rosse erano le loro.

    “Non c’è posto peggiore del sud degli Stati Uniti per nascere nero”.
    Ricordo di averlo pensato questa estate durante il mio viaggio nel vecchio Sud, tra la Louisiana e l’Alabama, il Tennessee e la Geo ...continue

    “Non c’è posto peggiore del sud degli Stati Uniti per nascere nero”.
    Ricordo di averlo pensato questa estate durante il mio viaggio nel vecchio Sud, tra la Louisiana e l’Alabama, il Tennessee e la Georgia.
    No, non c’è posto peggiore di quello per nascere nero, ho pensato io. Ma io sono una donna bianca e italiana e magari penso cose di cui non so.
    Toni Morrison, invece, è una donna nera e americana e scrive di cose di cui sa. Di donne e di uomini neri. E racconta una storia nera come la pece, che non ti concede tregua, né sollievo.
    Non dà sollievo, ad esempio, collocare quella storia in un’epoca ormai andata, perché poi interroghi le tue viscere e senti che quella storia non è passata affatto.
    E non danno alcun sollievo neppure le pagine intrise di magia, perché una pagina dopo, appena un capoverso più giù, la narrazione magica lascia il passo alla realtà che irrompe con forza disumana.
    “I bianchi credevano che, qualunque fosse la loro educazione, sotto ogni pelle scura si nascondesse una giungla. Acque vorticose non navigabili, babbuini che si dondolavano gridando, serpenti addormentati, gengive rosse pronte a succhiare il loro sangue dolce di bianchi. In un certo senso, pensò, avevano ragione. Più la gente di colore si sforzava di convincerli di quanto fossero gentili, intelligenti e affettuosi, umani, più si usavano a pretesto per persuadere i bianchi di qualcosa che i negri credevano fosse fuori discussione, e più la giungla dentro si faceva fitta e intricata. Ma non era la giungla che i negri avevano portato con sé in quel posto dall'altro posto (vivibile). Era la giungla che i bianchi avevano piantato loro dentro. E cresceva. E si allargava, si allargava prima, durante e dopo la vita, fino a coinvolgere i bianchi stessi che l'avevano creata. Li rendeva crudeli, stupidi, più di quanto non volessero esserlo, tanto erano spaventati da quella giungla di loro creazione. I babbuini urlanti vivevano sotto la loro pelle bianca, le gengive rosse erano le loro”.

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  • 2

    Una storia che non passa liscia.

    [“I ragazzi impiccati ai più bei platani del mondo.”]

    Discolpo Giuseppe Natale: non può essere sempre colpa del traduttore, anche se viene citato in piccolo e in corsivo e in alto sul retro della prim ...continue

    [“I ragazzi impiccati ai più bei platani del mondo.”]

    Discolpo Giuseppe Natale: non può essere sempre colpa del traduttore, anche se viene citato in piccolo e in corsivo e in alto sul retro della prima pagina come a dichiarare quanto sia stato indegno del suo compito, se un romanzo che avrei voluto farmi piacere non mi è piaciuto.

    Io ho in corso questa mia impresa ridicola di leggere almeno un romanzo di ogni nobelitato, e il romanzo “Amatissima” della Morrison me lo ripromettevo da parecchio, avendo tutte le caratteristiche per cui uno scrittore mi può piacere: la Morrison è una restitutrice di voce, è afroamericana, è donna, non piace a Harold Bloom. Dati i pre-requisiti, “Amatissima” mi sarebbe piaciuto tantissimo, seppoi non lo avessi letto.

    Lo spunto: la storia vera. Metti Dostoesvkij: legge un articoletto di giornale e ne ricava “Delitto e castigo”, un mondo da un frammento. La Morrison legge un articoletto di giornale e ne ricava “Amatissima”, una raccolta di frammenti che non riesce a raccontare il mondo più di quanto l’abbia fatto l’articoletto stesso.

    Una schiava fuggiasca che uccide sua figlia al momento della ricattura, le proibisce di diventare schiava a sua volta, e viene ricondotta alla campo: un fatto così nudo e osceno racconta da sé il mondo della schiavitù e dei suoi effetti totalizzanti sulla persona umana, non occorre nient’altro, ovvero: attende uno scrittore per ottenere altro da una scena così esaurientemente drammatica e emblematica.

    Se Dostoevskij estende la narrazione, la dilata, la esplode, la: rivela al di là di sé stessa, la Morrison la rende morbosa, la ridescrive, la ripete, la allegorizza, la arrovella, la magicizza, insomma la spreca, la concettualizza, la sfinisce.

    Le scelte formali della Morrison vanno a detrimento della storia, la posizione teorica (il ricordo crea e il ricordo distrugge) appesantisce il risultato estetico e il fatto di per sé tragico e epico della schiavitù e di essere donna e nera e schiava diventa cervellotico, insopportabile non in quanto verità detta chiara e tonda ma in quanto processo narrativo inutilmente ellittico, accessoriato, appesantito di una scrittura rigida, ricercata ma che non trova niente se non la messa in scena della sua impalcata ricercatezza.

    La costruzione della pagina è lenta, pretenziosa, completamente mentale, persino – ma come, una scrittrice premio Nobel nera che dà voce a chi non ha avuto voce eccetera eccetera? – noiosa, e io che farei saltare sulle mine chi è così maleducato e senza scrupoli da saltare anche solo una pagina di giornale, ne ho saltate eccome di pagine, e con quale amarezza ho sentito di non starmi perdendo niente, anzi, di star guadagnando tempo, risparmiandogli i contorsionismi a cui lo sottopone la Morrison, che secondo me in lingua rende mooolto dippiù, e sarà stata sicuramente colpa della traduzione, eccerto, e quando una postfazione sembra migliore dell’opera che postfa c’è veramente da stare attenti a non far sapere a Harold Bloom che a momenti sulla Morrison se ne condivide il parere.

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  • 4

    Un pugno nello stomaco, diretto e implacabile... lascia un ricordo e delle sensazioni forti. La storia è bella e molto triste, i personaggi ancorati a una realtà ingiusta e a tratti insopportabile. L' ...continue

    Un pugno nello stomaco, diretto e implacabile... lascia un ricordo e delle sensazioni forti. La storia è bella e molto triste, i personaggi ancorati a una realtà ingiusta e a tratti insopportabile. L'ho amato.

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  • 4

    Amatissima

    Brutto il titolo italiano. Beloved assomiglia di più a un nome. Non sto a discutere sulla trama: semplice e per dichiarazione dell'autrice, tratta da un fatto di cronaca. Ma come l'ha dipanata avanti ...continue

    Brutto il titolo italiano. Beloved assomiglia di più a un nome. Non sto a discutere sulla trama: semplice e per dichiarazione dell'autrice, tratta da un fatto di cronaca. Ma come l'ha dipanata avanti e indietro nello svolgimento del romanzo è una cosa sublime. Ha trasformato una storia in un canto muto come l'urlo di Munch, l'ha rigirata ossessivamente come un coro gospel e ha portato il lettore a mangiare ogni pagina pur sapendo già da subito come finiva. Bravissima Toni.

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  • 4

    I lati oscuri della donna e della maternità (da una storia vera)

    Un libro "scuro come la notte". Personaggi femminili impossibili da dimenticare, vicenda difficile da digerire ma trattata senza nessun eccesso di pietismo. E, cosa più importante, presa da un fatto v ...continue

    Un libro "scuro come la notte". Personaggi femminili impossibili da dimenticare, vicenda difficile da digerire ma trattata senza nessun eccesso di pietismo. E, cosa più importante, presa da un fatto vero di cronaca.
    "Amatissima" è diventato uno dei miei libri preferiti.

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